
Ho sempre considerato il dj un mettitore di dischi e sempre lo farò. Almeno per quanto riguarda il lavoro dietro la consolle. Quelli che parlano in radio, ad esempio, preferisco chiamarli ‘speaker’, in quanto ci mettono solo la voce (o poco più). Se poi vogliamo definire la figura del dj in studio, allora credo che sia più appropriato il termine di ‘produttore’.
Ad ogni modo mi stupisce che Claudio Coccoluto, in un’intervista rilasciata di recente ad Achille Corea per CityRadio, dichiari che il dj dei giorni nostri, dal momento che questi è solito ormai usare suoni riprodotti digitalmente e computer, si possa quasi assimilare a un musicista.
Davvero. Non sto scherzando. Mi stupisce. Non credevo che uno dei dj più rispettati nella nostra penisola fosse così accondiscentente nei confronti di quelli che molti definiscono ‘dj chiavetta’ (il riferimento, ovviamente, è alle penne Usb in cui si conservano i brani mp3). Addirittura si è spinto oltre. E’ arrivato ad usare il concetto di musicista. Io che pur estremizzo nell’idea balzana che ormai ognuno è il suo dj, non mi sarei mai azzardato a fare un paragone del genere. Non vi nascondo comunque che la cosa mi fa piacere, in un certo senso.
Coccoluto lo conosco e lo apprezzo sin dai tempi della produzione del brano “Belo Horizonti”, in coppia con Savino Martinez – dietro lo pseudonimo di “The Heartists”. Mi è capitato di sentire un suo dj set una sola volta, anni fa al Divinae Follie di Bisceglie ma non mi ha fatto impazzire. In quell’occasione con lui c’era Ralf, peraltro ma non è che mi abbia deliziato poi tanto. Inoltre, negli anni, ho letto qualche sua intervista, sentito qualche dichiarazione che ha rilasciato in tv ma, diciamo, non è che godesse di molta mia stima. Adesso, invece, questa dichiarazione, ai miei occhi, lo pone sotto tutta un’altra luce. Bravo.
Beh, però è un po’ come l’oste che dice che il vino è buono, no?
E tutta via sono anche io del partito del dj musicista, infatti tendo a fare la distinzione tra dj e selecta.
Tutta via?
C’è rino?
Vera, mente?
Apro posito.
Vabbè, esco, va’.
Beh effemmeffe, come dici tu, in un certo senso sarebbe come l’oste che dice che il vino è buono. Ma solo se Coccoluto si esibisse in consolle con il solo aiuto di un pc o privandosi completamente dei giradischi. E’ così? Io, ripeto, sono anni che non assisto ad uno dei suoi dj set.
Non ne ho idea.
Ma io avevo capito che lui si riferisse ai dj come musicisti indipendentemente dal supporto con cui suonano. Il che mi troverebbe d’accordo, pur dilettandomi io solo con i vinili e una manciata di cd.
Ma magari non ho capito io…
No. Coccoluto si riferisce all’uso di strumenti digitali durante la performance alla consolle. Ti suggerisco di ascoltare la registrazione dell’intervista che ho linkato nel post.
dipende.
ad esempio i 2 many djs sono dei musicisti nel senso che fanno parte dei soulwax, ma anche come 2 many djs si sente che “suonano” cd e campioni. mai visto coccoluto dal vivo, ma da quello che sento per radio, coccoluto mi pare solo un mettitore di dischi
uno che mette dischi è semplicemente uno dei tanti che non avendo le capacità tecniche di imparare a suonare uno strumento si mette in testa di voler fare il dj per mero esibizionismo. Ci sono alcuni, chiaramente di parte, che dicono che comunque un dj si deve cimentare con missaggi e cavolate varie e così facendo crea, ma cosa crea? mio figlio di un anno è capace di accendere il pc e di trovare google, a due anni saprà scaricare musica dal web e quindi potrà fare il dj. Il musicista è altra roba, la musica è una cosa seria per cui è preclusa ai più, chiedete a un dj che ha la sfacciataggine di dire “vado a suonare” se sa leggere uno spartito, se sa’ quali accordi comprende il semplicissimo “giro di DO”, se sa’ la differenza tra un diesis e una bemolle, da lì capirete chi è il dj..