
Velvet Goldmine
di Todd Haynes (Usa, Gran Bretagna 1998)
con Jonathan Rhys-Meyers, Ewan McGregor,
Christian Bale, Toni Collette, Eddie Izzard
Paillettes, colori, lustrini, tacchi alti (zatteroni), piume di struzzo, abiti attillati, tutto un luccichio questo “Velvet Goldmine”. Sarebbe dovuto essere una specie di biopic sulla vita di David Bowie e del suo alter-ego Ziggy Stardust – anche se il protagonista si chiama Brian Slade – ma a me è sembrato più un enorme videoclip. Non so se si può palrare di pellicola riuscita. Bisognerebbe anche vedere cosa avesse in mente il regista, Todd Haynes.
Consigliato comunque a chi ha amato – e ama ancora – il glam rock. Un fido compare mi ha fatto notare che in alcuni personaggi è possibile intravedere caratterische risalenti a tipi come Brian Eno, Iggy Pop e Lou Reed.
Se vi piace quella musica la colonna sonora – a cui hanno preso parte lo stesso Eno, Thom York dei Radiohead e il cantante dei Placebo – non vi dispiacerà affatto.
Rhys-Myers veste i panni del protagonista. Sesso, droga, trasvestitismo ed eccessi li mette in scena quasi come se avesse vissuto in prima persona quel periodo e ne fosse stato davvero il leader.
Ewan McGregor forse ha la faccia un po’ troppo da scozzese per interepretare un rinnegato americano. Tra l’altro la parrucca dai capelli lunghi e biondi lo fa assomigliare tremendamente a Kurt Cobain più che a Iggy Pop. E poi, guarda caso, il suo personaggio si chiama proprio Kurt.
Toni Collette tira fuori una prestazione che non ti aspetti. In un paio di scene è truccata così bene da sembrare addirittura giovane e carina. Mah!
Christian Bale non te lo vedi a fare il giovane incerca di se stesso che rimane folgorato dall’estetica glam. E’ un ragazzone australiano con due spalle quadrate ed una mandibola esagerata – che dentro ci starebbe comodo un ferro da stiro. Come si può affidargli la parte di un giovincello inglese nemmeno ventenne?
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.