Il prestanome
(The Front)
di Martin Ritt (Usa, 1976)
con Wood Allen, Zero Mostel,
Michael Murphy, Andrea Marcovicci,
Herscehl Bernardi, J. W. Klein, Murray Moston,
John Bentley, Danny Aiello, Marvin Lichterman,
Norman Rose, Julie Garfield, Lloyd Gough
Questa che a prima vista questa potrebbe sembrare una commedia, in realtà è un dramma serissimo. “Il prestanome” tratta del Maccartismo e delle nefaste conseguenze che ebbe sul mondo dello spettacolo americano. Il cassiere di un bar, tale Howard Prince, un uomo mediocre che sbarca il lunario e che cerca disperatamente di arrotondare facendo il bookmaker, si lancia in una strana avventura. Decide di fare il prestanome per un vecchio compagno di scuola, uno scrittore che si trova in difficolta poiché non riesce a trovare lavoro, in quanto finito in una specie di lista nera dello show business. Howard si presta a firmare con il proprio nome e a vendere ad un network televisivo i copioni (le storie) per una serie di successo. Pur prendendo solo il 10% degli introiti derivanti dalla vendita, Howard capisce che può camparci, così allarga il giro e crea una specie di patto segreto anche con altri due scrittori inseriti nella famigerata lista nera. In men che non si dica mette da parte un discreto gruzzolo, va a vivere in un lussuoso appartamento e diventa persona nota e stimata dentro e fuori dell’ambiente televisivo. Quello della lista nera, dei sospetti di avere ideologia comuniste, di essere connivente con ‘I rossi’, di tramare contro la Patria, è un gioco più grande di lui e di cui, per altro, presto si ritroverà ad essere vittima.
Seppure il personaggio di Woody Allen è quello tipico, quella maschera molto divertente che si è creato con gli anni, i momenti di umorismo sono alquanto rari e spuntano soprattutto nei momenti in cui il protagonista si lascia andare a dei dialoghi ‘in puro stile Allen’. Per il resto il film assume tinte molto tristi, di una drammaticità profondamente angosciante, soprattuto verso il finale.
Spassosissima la performance di Zero Mostel (nei panni dell’attore Hecky Brown) nella scena davanti al funzionario inquisitore della ‘Freedom Information’. Comicità pura. Ho riso molto.
Walter Bernstein, che di questo film ha scritto soggetto e sceneggiatura, è stato uno di quegli artisti realmente finiti nella “Black List”, così come Martin Ritt, il regista.
Nota: la parola “Maccartismo” non viene mai citata nel film. Né vi è alcun riferimento al senatore repubblicano Joseph McCarthy.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
