
Il santo
(The Saint)
di Phillip Noyce (Usa, 1997)
con Val Kilmer, Elizabeth Shue,
Valery Nikolaev, Henry Goodman,
Eugeny Azarev, Rade Serbedzija, Lucija Serbedzija,
Alun Armstrong, Irina Apeximova, Lev Prigunov
Posso dire che la cosa più bella del film è il tema musicale? A me piace tanto. Altra nota di merito per la colonna sonora: contiene il brano “Six Underground” degli Sneaker Pimps.
Scherzi a parte, da questo film mi aspettavo molto di più. Secondo me non riesce a creare la tensione giusta E’ tutto troppo poco realistico. E non venite a parlarmi di sospensione della credulità, ché questa non è una favola. Anzi, i film di spie più sono realistici e più vanno stimati ed apprezzati. Considero buona comunque l’idea di un super ladro/truffatore che è solito travestirsi per sfuggire ai propri avversari e alle forze dell’ordine. Questa è una delle caratterische del personaggio creato da Leslie Chartering che meglio si sarebbe dovuta palesare sul grande schermo. Diciamo quindi che in questo ci sono riusciti abbastanza. Non del tutto ma possiamo ritenerlo un punto a suo favore.
Sempre grande stima nei confronti di Val Kilmer, un attore che – ahimé – ultimamente ho rivisto in foto. L’ho trovato decisamente troppo ingrassato ed imbolsito. In questa pellicola riesce ad essere affascinante, seppur portatore di parecchi valori negativi. Diciamo però che alla fine l’immagine che passa è quello del ladro buono, del truffatore gentiluomo, del fuorilegge dal cuore d’oro. Credibile in quanto sagoma sfuggente. Sono sicuro che un personaggino del genere all’epoca riusciva a fare colpo sulle parecchie donne. All’epoca, dico. Stiamo parlando del 1997. Dieci anni fa.
Elizabeth Shue mi sta un po’ sulle scatole. Risulta tutt’altro che simpatica. Qui vogliono farla passare per una geniale ricercatrice che si occupa di ingegneria nucleare. Ma falliscono alla grande. Non è affatto che credibile. La vorrebbero anche ammantare di un fascino seducente, dell’attrattiva tipica delle topoline da laboratorio, di quelle cioè che, dismessi gli occhiali e sciolti i capelli, si rivelano delle panterone supersexy. Anche qui si fa un buco nell’acqua. La Shue non riesce a dare quella sensazione, eccezion fatta per una scena in cui, sbottonandosi la candida camicia, mostra un discreto reggiseno bianco a balconcino da cui sbucano dei foglietti con su formule scarabocchiate.
Tanto di cappello a Rade Serbedzija: un volto forse troppo limitato geograficamente, costretto ad interpretare sempre uomini dell’est europeo, ma che ancora una volta è riuscito a dare una grande prova di recitazione. Io adoro quest’attore sin dai tempi di “Snatch”.
Secondo me con questa pellicola hanno puntato un po’ troppo in alto, quasi come gli ultimi James Bond con Pierce Brosnan. Troppi luoghi comuni: la questione della mafia russa presente in tutti i gangli della società e un paese ex-sovietico (anzi, il paese ex-sovietico per eccellenza) con la democrazia iperfragile. E poi il tentativo (riuscito) di mettere a punto la fantomatica fusione a freddo, l’ideologia di una fonte inesauribile di energia, alternativa al petrolio e per di più pulita, un uomo che riesce ad intrufolarsi dappertutto con estrema facilità, spostamenti di migliaia di chilometri che avvengono alla velocità della luce, ecc. Davvero troppo. Mi aspettavo uno spy-movie confezionato con maggiore professionalità. A volte essere prodotti da una major hollywoodiana non basta. Ci vogliono buone idee ed una sapiente regia. Tutte cose che qui evidentemente mancano.
Mi piacerebbe adesso vedere qualche episodio dell’omonima serie tv – andata in onda negli anni ’70 – in cui il protagonista era impersonato da Roger Moore. Tutt’altra faccia, tutt’altro fascino, tutt’altra epoca.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
caro smeerch concordo sulla pochezza della pellicola anche se Val Kilmer a pelle mi è molto simpatico.
Comunque… oltre a The Saint (il telefilm) consiglio, se non hai già avuto modo di vederlo, un altro splendido telefilm anni ’70 con la coppia Roger Moore-Tony Curtis: The Persuader-Attenti a quei due, uno spy dalla perfetta mistione tra ironia old british e spavalderia americana.
un saluto
pitosforo
Di The Persueder ne ho sentito parlare. So che qualche anno fa lo mandavano in tv. Il tema mi è particolarmente caro. Recentemente lo hanno anche risuonato Giuliano Palma & The Bluebeaters nel loro album dal titolo “Long Playing”.
Se lo ridanno in tv mi metto d’impegno e provo a dargli un’occhiata. Grazie del suggerimento.
Visit The Saint’s website at http://www.saint.org/ for more information about The Saint, Il Santo. There is even an entire page about The Saint in Italy!
Gran bel pezzo si spam. Colpito in pieno. Diretto al bersaglio. 100% in tema. Meritava approvazione.