
The interpreter
di Sidney Pollack (Usa, 2005)
con Sean Penn, Nicole Kidman,
Catherine Keener, Sidney Pollack
Thriller di ottima fattura. Pollack dietro la camera da presa ci sa fare. Se poi a recitare ci metti due grandi attori, come la Kidman e Sean Penn, allora il film rischia quasi di divenire un capolavoro. Ma teniamoci bassi. Il film è bello. Mi è piaciuto. Trattasi di una storia di spie, di verità nascoste, di doppiogiochisti, di tiranni africani, di lotte intestine e fratricide, dell’Onu, della diplomazia, degli affetti, della vendetta, della perdita delle persone care. Ci sono tutti gli ingredienti per il confezionamento di una bella pellicola. Più di una volta il film rischia di apparire banale, di diventare qualcosa di già visto, soprattutto quando i due protagonisti sono lì lì per intrecciare una storia d’amore. Per fortuna questo rapporto, che diventa sempre più intimo, non arriva a concludersi con un bacio o con qualcosa di più torbido. Bene così. Una grande intesa non necessariamente deve sconfinare in una relazione amorosa.
Pare che questa pellicola sia la prima in assoluto ad essere stata girata all’interno del Palazzo di vetro dell’Onu.
Altra curiosità: il "Ku", ossia la lingua africana che la Kidman parla nel film e che pare abbia imparato prima delle riprese apposta per questa parte, in realtà non esiste. È stata creata apposta per "The interpreter", fondendo due idiomi già esistenti.
La scheda di Cinematografo.it, quella di FilmUp Leonardo e quella di Internet Movie Database.