Mean streets

Mean streets

di Martin Scorsese
con Robert De Niro, Harvey Keitel,
Richard Romanus, David Proval,
Amy Robinson, David Carradine, Amy Robinson

Film bello. Bello ma strano con un finale drammatico che fa riflettere. Curata quasi completamente da Martin Scorsese (sua la regia, soggetto, sceneggiatura e produzione) questa pellicola sui gangster malavitosi di orgine italiana che spadroneggiano nel quartiere ha un non so che di particolare. Si, ci sono le sparatorie, le tirannie, il pagamento del ‘pizzo’ per la protezione dei commercianti ma il tema dominante pare essere l’amicizia indissolubile che lega Charlie (Harvey Keitel) a Johnny Boy (Robert De Niro). Tema importante la storia d’amore tra Charlie e la cugina di Jonhny Boy, Teresa (Amy Robinson), osteggiata dallo zio di lui, Giovanni (Cesare Danova), e comunque problematica a causa dell’incompatibilità con gli affari poco puliti del giovane scagnozzo. Commovente il rispetto e i forti legami di amicizia che legano i quattro protagonisti maschili, Tony, Charlie, Johnny Boy e Michael. La drammaticità del finale sta tutta nella cruda realtà della vita dei gangster: gli affari, la reputazione, l’essere rispettati, purtroppo, contano più dell’amicizia.
Da ricordare la scena delll’assassinio nel bagno in cui Robert Carradine, pare, interpreti sia il killer che la vittima. Spettacolare e simpaticissimo il modo in cui l’uomo, nonostante abbia il torace completamente crivellato dai colpi di pistola, si ostini nel voler strangolare il proprio assasino.
Bob De Niro interpreta un giovane più che sbandato, un pazzoide che fa debiti a destra e a manca, che si diverte a mettere bombe nelle buche delle lettere e a sparare con una rivoltella dal tetto. La sua interpretazione è da premiare; molti giovani attori dovrebbero davvero prenderlo come punto di riferimento.  
Molto bella la colonna sonora. Da segnalare "Be my baby" delle Ronettes in apertura di film.

La scheda di Cinematografo.it