
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa
di J. T. Leroy
Fazi Editore, 2002 – 240 pagg. 12,5 Euro
Divorato tutto d’un fiato durante il lunghissimo viaggio in treno, il romanzo è gradevole e si fa leggere volentieri. Le parole sembrano fluire molto velocemente, suscitando nel lettore una sana curiosità sui fatti di là da venire. Ancora una volta J. T. Leroy ci parla del rapporto tra un bambino e sua madre, del sentimento di emulazione verso la donna che l’ha messo al mondo e che suscita la mancanza di un padre, del rispetto e della gratitudine verso il nonno che l’ha salvato da un aborto cruentissimo, della mancanza di affetto e delle turbe che procura, della corruzione, delle perversioni, delle lucertole dei parcheggi americani, del bigotttismo esasperato che ha come reazione un viscerale desiderio di tragressione e di autodistruzione. Persino Sarah, la mamma del protagonista, se per metà romanzo sembra il simbolo della disillusione, nelle ultime battute finisce per perdersi in atteggiamenti maniacali apocalittici. Il sentimento egoistico che prevale su tutto brucia in pochi istanti l’ingenuità di una bambino, trasformandolo in una «bellissima troia vanitosa, cattiva e malefica» intrappolata in un corpo di un ragazzino di 7 anni.
Ancora una volta un plauso a Leroy che dalla sua esperienza personale riesce a trarre un linguaggio diretto e vivo capace di tracciare perfettamente l’ambiente di riferimento in cui avvengono i fatti descritti. Il finale non è il massimo ma ha un suo perché: l’opera sembra incompiuta ma non lo è del tutto. Il protagonista non riesce a redimersi, nè si perde per sempre nelle fiamme dell’inferno. Nell’ultimo belissimo capitolo lo troviamo comunque alla stregua di un boia-torturatore nell’atto di subire le punizioni che gli daranno (forse) la salvezza tanto desiderata. Una procedura che il piccolo protagonista teme e brama allo stesso tempo e che sembra doversi ripetere ciclicamente per il resto dei suoi dannati giorni.
Non credo nelle capacità artistiche di Asia Argento, né come attrice né, tantomeno, come regista, eppure questo romanzo mi ha incuriosito a tal punto da farmi fare un passo indietro. Al più presto mi procurerò una copia del film che ha tratto la scenggitura da questo romanzo.
La scheda di Bol.it e quella di Internet Bookshop Italia.
il film poteva esser meglio, ma forse sono troppo convinto, come te del resto, che Asia abbia un credito infinito col destino…la stessa dizione della nostra, troppo moviolata e priva di cambi decisivi di tono e ritmo, si scontra con lo stile sciolto ed incisivo di Leroy.
Per il resto: ottima lettura alternativa.
pitos
Aspetto con fiducia la rece del film di azia.
enrico
Solo alternativa… nulla più!
Alternativa? Chi? Cosa? A che cosa? E come?