Dischi ottici: nuova guerra dei formati
Un consorzio di Taiwan contrappone il Red-Ray al Blu-ray delle major hollywoodiane
(Nicola Bruno – www.itnew.it
– 04/04/05)

Il futuro del salvataggio dei dati è sempre meno chiaro. L’industria mondiale dell’elettronica, della chimica e dell’intrattenimento fa sempre più fatica ad accordarsi. Un problema da risolvere riguarda lo standard da adottare per il prossimo formato di disco ottico. Fino a poco tempo fa le tecnologie in gara erano solo 2: il Blu-ray e l’HD-DVD. In questi giorni le cronache riportano di un terzo incomodo: il Red-Ray.
Già dal nome dunque, il nuovo provetto standard si presenta come candidato-rivale del Blu-Ray, ma ancora le notizie al suo riguardo sono poche e non chiarissime. Il nome esteso per lo standard già ribattezzato Red-Ray sarebbe HD FVD (High Definition Forward Versatile Disc). Nota è la sua capacità: 6 Gb per singolo drive e 11 Gb per dischi a doppia facciata (double sided); in futuro sarebbe in grado di arrivare a supportare anche capacità sbalorditive, ossia superare la barriera dei 15 Gb, supportando una risoluzione massima di 1920 x 1080 pixel.
Secondo quanto riportato da un articolo dell‘Economic News’, a promuovere questo standard ci sarebbero lo stato di Taiwan, con il suo istituto para-statale ‘ITRI’ (Industrial Technology Research Institute) ed una serie di industrie locali impegnate nella produzione di dischi ottici, schermi LCD, e vari prodotti hi-tech, come ‘Benq’, CMC Magnetics, ‘U-Tecg Media’, ecc.
A questo punto della partita l’apparizione di un nuovo formato di disco ottico sembra alquanto strana – commentano gli esperti. Non è chiaro cioè se il consorzio dei produttori di Taiwan miri seriamente ad incalzare ed opporsi al Blu-Ray o se tenti di proporsi fin d’ora come suo standard successivo. L’ITRI mira al breve o al lungo periodo? Tutto ciò non è chiaro poiché pare che l’industria hollywoodiana stia già puntando tutte le sue speranze sul Blu-Ray. Non solo. Anche i più grandi produttori hi-tech sono della stessa partita: Sony, Matsushita (proprietaria dei marchi Panasonic e Techinics) Philips, Samsung, Hitachi, LG, Pioneer, Sharp, Thompson, HP (Hewlett Packard) e Dell. I bene informati, cioè, danno ormai per vincente questo standard su tutti. A che pro, dunque, proporre solo ora un’alternativa?
Qualcuno suggerisce invece che una soluzione al quesito ci sarebbe. Secondo alcuni analisti le attenzioni del consorzio spalleggiato dal governo di Taiwan non si rivolgono all’occidente, che pare ormai aver scelto il suo standard tecnico, ma alla Cina. Il grande e popoloso stato comunista, che si avvia tra l’altro a divenire nazione guida per tutta l’Asia, con il suo miliardo circa di abitanti si proporrebbe quindi come mercato ottimale per il Red-Ray.
Viene ora da chiedersi se nell’immediato futuro sarà un supporto ottico per il salvataggio dei dati a dividere in due il mondo.