The terminal

The Terminal

di Steven Spielberg (Usa, 2004)
con Tom Hanks, Caterine Zeta-Jones,
Stanley Tucci, Diego Luna, Chi McBride

Chi si aspetta da Spielberg un nuovo capolavoro non si affretti a vedere questo film. Ben fatto, ben curato, grande regia, per carità… manca però la storia. Lo spunto è interessante e soprattutto di attualità (visti i reali quanto assurdi controlli maniacali negli aeroporti americani). Però non si vedeva la necessità di inserire una banale storia d’amore nel film, anche se, anticipiamolo, non fa a finire affatto bene. Forse serviva attirare al cinema un pubblico il più eterogeneo possibile? Servivano nomi altisonanti e riconosciuti globalmente come Caterine Zeta-Jones e Tom Hanks? Forse. Ad ogni modo non è credibile che un uomo resti imprigionato nella zona di transito per passeggeri internazionali, così come non è credibile che uno straniero da poco arrivato negli Usa e completamente all’oscuro della lingua inglese, la impari in quattro e quattr’otto. Per non parlare dell’alloggiamento nel Gate 67, del reperimento del denaro per vivere, del cibo, ecc. Il massimo lo si raggiunge nell’ingaggio a nero come muratore all’interno dello stesso terminal. Com’è possibile che ciò accada nell’ultra-perfettino aeroporto JFK? Cosa spinge un uomo così convinto nel suo intento a restare, a non scappare, neppure quando gli se ne offre l’esplicita possibilità? Di cittadini apolidi ce ne sono ma non credo che sia mai possibile arrivare a situazioni assurde come quelle del film. Che poi, tra l’altro, questa commedia ha degli accenni di comicità, ma non mira sicuramente ad essere catalogata nella commedia dell’assurdo. Sullo sfondo di tutto c’è il jazz, difatti la colonna sonora è di John Williams e Benny Golson.

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