Microsoft dovrà attenersi alle sentenze dell’Ue – L’approfondimento
Il primo grado della Corte di Giustizia Europea non accoglie l’appello dell’azienda di Redmond
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 28/12/2004)
Lo scorso marzo Mario Monti, commissario europeo per la concorrenza, ha comminato alla Microsoft una multa per abuso di posizione dominante. Il colosso di Redmond, prontamente, si è appellato al primo grado della Corte di Giustizia Europea affinché le pene inflitte (multa più divieto di installare Windows Media Player nei pc con sistema operativo Windows) venissero sospese in attesa di un giudizio definitivo.
Ora, più precisamente il 22 dicembre scorso, la stessa corte, nella persona di Bo Vesterdorf, ha deciso di respingere quell’appello. Nel documento – ottenuto dall’agenzia di stampa Reuters – si legge: «Le prove portate dalla Microsoft non sono sufficienti a dimostrare che l’applicazione delle decisioni della Commissione potrebbe causare danni seri e irreparabili». La pronta risposta della multinazionale è stata una nota con cui, ovviamente, si è cercato di gettare acqua sul fuoco: «Speriamo che gli elementi sottolineati dalla corte creino l’opportunità per le parti per discutere un compromesso […] ci sono modi migliori per rispondere a questioni così tecniche e complesse, con un danno minimo per consumatori e settore tecnologico europeo».
La multa, però, forse è l’ultimo problema per l’azienda di Bill Gates, tant’è che ha già provveduto a pagare, in contanti, l’ammenda di 497,2 milioni di Euro. Ciò che preme alla Microsoft è evitare che il divieto di vendere il Media Player in bundle con Windows divenga effettivo.
Questa imposizione aprirebbe, una volta per tutte e senza alcun limite, il mercato ai programmi concorrenti; ossia il Quick Time della Apple, il RealPlayer di RealMedia e altre applicazioni simili potrebbero diventare temibili avversari per il prodotto a marchio Windows.
D’ora in poi, qui in Europa sui nostri pc non troveremo più pre-instalato un lettore di file multimediali; ogni utente dunque sarà ‘costretto’ (ci si permetta questo termine) a cercarsi un programma per poter ascoltare i propri file audio, la radio preferita o per visualizzare i propri filmati.
Chi pensa che sarà l’utente ad essere svantaggiato si sbaglia. Da sempre, o meglio, sin da quando Microsoft ha creato il Media Player e l’ha inserito in Windows, i suoi diretti avversari hanno pensato bene di offrire gratuitamente il proprio software alternativo. Dunque l’utente, non trovando più il lettore di serie, dovrebbe svegliarsi dal suo torpore di passività permanente e andare a scaricarselo dal sito di Microsoft o potrebbe anche rivolgersi ai siti dei concorrenti, non ha nulla da temere. Sarà ancora tutto gratis. Non c’è da sborsare un centesimo.
Chi ci rimette da questa operazione è solo la Microsoft, la quale sarà costretta a svelare gli inviolabili – finora – codici sorgente, ossia porzioni di programmazione del sistema operativo che permetterebbero ai suoi concorrenti di progettare software che si integri e che funzioni correttamente con Windows, come ora già succede per il programma della casa.
Non solo. Una sentenza del genere potrebbe fare – e quasi sicuramente lo farà – giurisprudenza; nel senso che diverrebbe un precedente scomodo a cui potrebbero appellarsi tanti altri avversari di Microsoft. Google potrebbe per fargli imporre il divieto di inserire in Windows un sistema di ricerca, altri potrebbero chiedere la rimozione del browser Internet Explorer (vedi Mozilla Foundation o America On Line). Stesso discorso per Outlook Express, Paint o il recentissimo firewall (fornito col ‘Service Pack 2’ per Xp).
Al momento l’unica e ultima mossa che rimane da fare agli avvocati di Bill Gates è quella di rivolgersi al più alto grado della magistratura, la Corte Europea di Giustizia; hanno a disposizione due mesi.
Nel caso in cui non succedesse o se anche questo tribunale respingerà le richieste di sospensione delle sanzioni, i nostri nuovi pc saranno liberi dal Media Player e l’utente pigro finalmente scoprirà cosa offre il mondo fuori dalla finestra a quattro colori.