La biometria di Nec sbarca alle Olimpiadi
In occasione dell’evento la società fornisce una tecnologia biometrica per il controllo degli ingressi nelle aree dedicate
(Nicola Bruno – www.itnews.it – 13/08/04)
Che questa sia l’edizione delle olimpiadi più a rischio attentati della storia è purtroppo ormai noto a tutti. Come sempre i giochi olimpici sono una delicata questione diplomatica e la storia non aiuta a sentirsi più sicuri. Già in passato sono stati presi di mira e trasformati da alcuni terroristi in bersagli capaci di dare al mondo un esempio della loro efferatezza. La memoria degli 11 atleti israeliani assassinati durante l’edizione di Monaco nel 1962 è ancora fresca e fa paura. Oggi più che mai. Nessuno vuole che si ripetano quei fattacci o che qualcosa di ancor più orrendo succeda.
D’altronde sappiamo bene che le olimpiadi sono una vetrina globale, qualcosa sotto gli occhi tutti. Milioni di spettatori saranno collegati da tutto il mondo e le cronache (sportive e non) saranno piene di fatti che accadranno nell’intera Grecia.
Per garantire la sicurezza in tutte le città coinvolte dai giochi, Atene su tutte, ed in particolar modo nel villaggio olimpico, l’Olimpiakò Choriò, sono stati necessari 1,2 miliardi di euro, quattro volte la somma spesa nel 2000 per l’edizione di Sydney.
Le misure, comunque, non sembrano essere mai troppe ed ogni nazione ha pensato bene di cautelarsi secondo le proprie esigenze. Il team israeliano, ad esempio, ha eretto intorno al proprio palazzo una enorme recinzione di acciaio, mentre la squadra irachena ha scelto di arrivare nel villaggio con una grande scorta militare. Altri, come la nazionale tedesca, hanno riposto tutte le speranze nella tecnologia.
A supportare questa fede il team tedesco ha trovato la Nec, la quale ha fornito una tecnologia biometrica per il controllo degli ingressi nelle aree dedicate. Ogni visitatore accreditato presso il gruppo olimpico teutonico (atleti, allenatori, team manager, personale dei media) riceverà una tessera contente i dati biometrici delle proprie impronte, la quale darà loro la possibilità di accedere alla “German houseâ€.
Eckhard van Deest, general manager Nec per le soluzioni biometriche di sicurezza, con grande fierezza e da buon tedesco ha dichiarato a proposito: «Siamo fieri di essere parte di questo progetto perché significa che diamo un contributo alla sicurezza del nostro team olimpico ad Atene».
Questa stessa tecnologia fu già utilizzata dalla Nec nel 1988 alle olimpiadi di Nagano per tenere sotto controllo i luoghi in cui venivano effettuati i controlli anti-doping degli atleti.
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