Alcuni la prenderanno per polemica.

Chiudo la settimana con alcuni piccoli quesiti.

Si può augurare "distrattamente" buona Pasqua a chiunque ci capiti a turno e, allo stesso tempo tenere il broncio ad altri 1000 conoscenti o ex-amici? Trattasi di una svalutata forma di cortesia o possiede ancora un alone di religiosità? A quanti balena in mente la Passione di Cristo nel momento in cui pronunciano la parola "Pasqua"? Quand’anche si trattasse, ormai, di sola cortesia, siamo sicuri di non voltare immediatamente le spalle a colui abbiamo appena augurato tutto il bene? Mi spiego: non sarà che auguriamo qualsiasi cosa a chiunque nonostante con altra gente parliamo male della stessa persona? Ipocrisia o perbenismo? Entrambi?