Posts Tagged: Vincos


25
mar 10

Un (finto) trailer cinematografico per un gelato

Questa volta l’Algida (la Unilever) ha fatto le cose in grande. Ha ingaggiato Bryan Singer come regista (quello de “I Soliti Sospetti” e “X-Men”) e addirittura Benicio del Toro per girare lo spot per il lancio di un nuovo gelato per la linea Magnum. Stiamo parlando del “Magnum Gold”. Sono sicuro che nelle prossime settimane ne sentiremo parlare molto – se non altro perché saremo bombardati da una grossa campagna promozionale. C’è da scommetterci.
Mi dicono che si tratta di un’anteprima mondiale. http://5x5m.com/lp/10199/il_nuovo.html“>Lo spot è sostanzialmente un trailer sullo stile di quelli che si girano per le pellicole in uscita. La protagonista femminile è Caroline De Souza Correa (forse l’avete già vista in “Fast and Furious”). Il film sembra una specie di spy-movie, quasi un mash-up tra “Mission impossible”, “Il sarto di panama”, “Mr. & Mrs Smith” e cose simili. Dura 2 minuti e 42 secondi. Lo vedete embeddato qui sopra. Ne ha parlato anche Perez Hilton.
Ora mi chiedo: questo spot lo trasmetteranno anche in televisione? Ma soprattutto: questa campagna sarà identica anche sul territorio americano, dove invece Benicio Del Toro ha una sua rispettabilita? Perché sappiamo benissimo che le grandi star di Hollywood non girano pubbliclità sul territorio USA, non si “svendono” ai brand – diciamo così – ma per far cassa (grande cassa) vanno all’estero. Soprattutto in Europa e in Giappone. Ricordate il film “Lost in traslation” e la pubblicità del whiskey girata da Bill Murray?

Disclaimer: la segnalazione e la richiesta di pubblicazione di questo video mi è arrivata da Digital PR Roma, tramite Vincenzo Cosenza. Spero che adesso arrivi qualche steccogelato a babbo morto. :D


24
apr 09

State of Play

State of Play

State of Play

di Kevin McDonald (Usa, 2009)
con Russell Crowe, Ben Affleck, Helen Mirren,
Rachel McAdams, Jeff Daniels, Robin Wright Penn,
Jason Bateman, Katy Mixon, Maria Thayer, David Harbour, Rob Benedict,
Josh Mostel, Harry J. Lennix, Michael Weston, Viola Davis

Thriller diretto dal valido regista di “L’ultimo re di Scozia” e ambientato tra le scrivanie di una redazione giornalistica – il fittizio Washington Globe.
Mentre indaga su di un banale omicidio, Cal McAffrey, un burbero giornalista della vecchia scuola s’imbatte in una storiaccia ad alto rischio, che vede coinvolti una super agenzia di sicurezza privata con funzioni paramilitari e un deputato del Congresso, finito sotto i riflettori per una liaison con la propria assistente (morta suicida in metropolitana). La combattiva direttrice del giornale, pur scettica, si convince a seguire il torbido caso e a mettere al fianco del navigato giornalista una giovane blogger che solitamente si occupa di frivolezze. I segugi del Globe si mettono presto sulla pista giusta ma arrivano anche a rischiare la propria vita. A complicare le cose ci si mettono anche i rapporti d’amicizia tra il protagonista e il deputato e una storia di sesso tra lo stesso giornalista e la moglie del deputato.
Sullo sfondo c’è l’eterno dilemma tra diritto di cronaca e dovere di giustizia. Fino a che punto un giornalista è garantito nel tenere coperte le proprie fonti e fino a che punto a condividere il materiale reperito con le forze dell’ordine che indagano parallelamante sulla vicenda?
Giudizio complessivo sulla pellicola: non male. La storia è avvincente e sorprende nel finale. Nonostante si possano riscontrare diversi topos già visti e rivisti nello sviluppo della narrazione di pellicole del genere – vedi ad esempio le schermaglie tra i due protagonisti nelle prime battute del film che finiscono per trasformarsi in un rapporto di grande stima e amicizia.
The Rebound video

Due parole sugli attori.
Russell Crowe ne esce a testa alta. Questi ruoli da ‘eroe imperfetto’ gli riescono molto bene. Lo vediamo grasso, trasandato, pasticcione, ma molto professionale: un giornalista da strada che si aggira nei meandri della città alla ricerca di storie, di fonti, di informazioni utili al proprio mestiere. Moralmente non proprio impeccabile, essendo sempre combattuto tra i suoi valori e il desiderio di arrivare prima sulla notizia, ma rispettabile. Voto: 8
Rachel McAdams nei panni della giovane blogger Della Frye è davvero caruccia. Magari sarà il trucco, non so. Comunque (mi) piace. La ricordavate voi in “My Name is Tanino”? Io no. Comunque sia è molto credibile nella parte della giornalista d’inchiesta alle prime armi, della ragazza che ha voglia di emergere, di fare un buon lavoro, ma che mostra tutta l’insicurezza di chi non ha alle spalle una certa esperienza ‘con il taccuino in mano’. In questo senso, la critica ai blogger, attraverso la sua figura, poteva essere molto più inclemente, invece fortunatamente si è limitata ad un leggero sbeffeggiamento nelle prime battute, per poi scomparire, lasciando il posto all’impegno del personaggio di Della. Voto: 8.
Helen Mirren fa la tosta. Una direttrice di esperienza e combattiva. Una che riesce a non farsi mettere i piedi in testa (completamente) dalla nuova proprietà editoriale e che, allo stesso tempo, è in grado di dare fiducia ai suoi redattori, ricavandone un grande rispetto. Voto: 7.
Ben Affleck interpreta il giovane deputato Stephen Collins. Una persona ambiziosa che vuole far carriera nel mondo della politica, che vuole mettere alle strette i reponsabili di una cattiva gestione della cosa pubblica, ma che, a causa della propria fragilità e di una vita privata un po’ allegra, finisce per trovarsi dalla parte del torto. Quando la relazione clandestina con la sua assistente viene alla luce, la stampa ne approfitta per metterlo sotto torchio, cavalcando un onda schifosamente moralistica. Voto: 8.
Robin Wright Penn non l’ho mai sopportata. Chissà perché?! Qui però bisogna ammettere che riesce a dare benissimo il senso di una donna tradita che, per il bene della carriera di suo marito, accetta la pubblica gogna e si schiera al suo fianco. Insomma un po’ quello che fece Hillary Rodham Clinton quando suo maritò dovette ammettere la storia di sesso con Monica Lewinsky. In alcuni spettatori il suo personaggio suscita sentimenti di solidarietà ma, a pensarci bene, ti verrebbe da chiederle: “Ma perché? Chi te lo ha fatto fare?” La ragion di Stato viene prima dei sentimenti, prima del rispetto, prima della dignità personale? Sono fortemente dubbioso a riguardo. Voto all’attrice: 8
Jeff Daniels ha poche scene. Non più di due o tre. Lo vediamo grasso come non mai. Altissimo, possente e pallido. Rappresenta un importante capogruppo del Congresso, la figura che trama alle spalle del deputato Stephen Collins. Voto: 7.
Jason Bateman lo abbiamo visto in abiti surreali nella serie tv “Ti presento i miei… (Arrested Development)”. Qui torna prestando la sua faccia ad un laido e corrotto responsabile PR. Voto: 8.
Colonna sonora: non pervenuta. Ossia non ci ho fatto caso più di tanto.
Alcuni blogger che erano con me in sala mi hanno fatto notare una caratteristica tecnica per fini osservatori: le camere usate per la ripresa erano due differenti. Una digitale per le riprese del dibattimento nell’aula del Congresso, l’altra analogica per riprendere tutto il resto.
Questo film arriverà nelle sale cinematografiche italiane venerdì prossimo, 30 Aprile.

Un grazie particolare ai ragazzi di Digital PR Roma (Vincos e Donato “Markingegno”) per avermi invitato a questa anteprima per i blogger. Una proiezione in lingua originale sottotitolata in italiano.

Il sito ufficiale (in inglese). Qui il trailer.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


6
apr 09

Di venerdì cockail(s) alla GGD

Venerdì scorso – 3 Aprile – sono stato alla seconda (GGD) romana. Ci sono potuto andare in quanto Miss StrongAle è stata così gentile da lasciare che l’accompagnassi. Sì perché dovete sapere che in questi incontri per she-geek funziona così. Possono parteciparvi solo donne. Solo signore e ragazze previa iscrizione online. Gli uomini vi accedono ma in misura minore, molto minore, e solo in qualità di accompagnatori. Comunque sia, questa regola fortunatamente è solo una formalità. Nel senso che io sono arrivato al locale – al Caffè Emporio in piazza dell’Emporio, 2 – da solo, verso le 19.00. Alessandra è arrivata un’oretta dopo. Ci siamo salutati e ci siamo quasi ignorati – ma senza cattiveria. Ognuno dei due ha preferito intrattenersi con altra gente. Nessun problema. Per noi andava bene così. E fortunatamente nessuno dell’organizzazione ha fatto problemi di sorta. Ci mancherebbe!
Bene, cosa dire dunque di questa serata mondana? Intato vi posso assicurare che le GGD non sono dei pollai per galline – checché se ne dica. Le malelingue perciò tacciano. Il rapporto donne/uomini era all’incirca del 50% -  così, a naso. Nessuna snobberia. Non ho notato atteggiamenti di presunta superiorità o porcherie del genere. C’era una bella atmosfera insomma. Molta goliardia da parte dei blogger – o presunti tali, come è giusto che sia.

Bel locale. Un po’ fighetto ma per occasioni del genere è l’ideale. Grande e luminoso. Alcuni l’hanno ritenuto un po’ dispersivo. Io invece ritengo che sia valido.
Il cibo era davvero molto buono ed abbondante. Sappiate che oltre il cocktail di benvenuto c’era anche una consumazione compresa nell’invito. Ho bevuto un ottimo intruglio fragola e acqua tonica. Complimenti al bartender.  Al di là al buffet composto da vol au vent e mini sandwich, i camerieri ci hanno servito un sacco di pietanze: insalata di mare mista (surimi + polpi + sedano) lasagnette vegetariane, cous cous misto, pesce (merluzzo?) in crosta di patate, spiedini di manzo e dolce al cioccolato.

Io mi sono divertito abbastanza. Forse, anzi soprattutto perché ho incontrato diverse persone con cui mi ha fatto piacere chiacchierare. Provo ad elencarne alcune ma so che dimenticherò diversi nomi, per cui perdonatemi di già. Ho scambiato più di una battuta con Akille, ho dato di gomito a Stefigno, ho riso con Bastet e Ezekiel, ho conversato di lavoro con Vincos e Andrea Colaianni. Ho riabbracciato con gioia WonderPaolastra e il suo maritino Marco. Ho conosciuto Davide Bennato. Ho chiacchierato con Pierpa, Robie con Giulia Blasi. Ho preso in giro le abitudini alcooliche di Laura “Fujiko”. Ho discusso amichevolmente di vecchie storiacce di recruiting con Chiara “Candy”.
Uniche note dolenti sono state la presentazione del main sponsor (Ford) e il discorso di Luisa Carrada.
Le parole dell’addetta comunicazione Ford sono state molto poco “2.0″, se mi passate il termine. Ho ascoltato le solite 4 frasi di presentazione aziendale orientata al prodotto, ringraziamenti standard, tutto l’atteggiamento era quello tipico delle P.R. tradizionali. Vi dico chi siamo, cosa facciamo, perchè vi abbiamo invitato, ecc. Va beh, poco male: ci sta. D’altronde i soldi per l’evento li hanno tirati fuori. Non gli vuoi concedere 2 minuti 2 della ta noia? Molti, invece, hanno storto il naso per la riffa – riservata alle sole donne. Il premio era la possibilità di utilizzare la nuova Ford Fiesta per due settimane. Come? Per soli 15 giorni? A me sinceramente non interessava. Ho fatto spallucce. Un bel “chissene” e via che si torna a farsi gli affari propri.
Per quanto riguarda il monologo della titolare del blog Il Mestiere di scrivere

posso solo dire che secondo me è stato troppo lungo e troppo solipsistico. Hanno fatto una piccola introduzione, poi hanno passato il microfono e lei ha inziato con un discorso fiume che sembrava non finire più. Lo ammetto: ho seguito per meno di 20 secondi ma proprio non ne avevo voglia. Non mi sembrava il caso di dilungarsi tanto sulla propria vita di blogger – dagli inizi pionieristici ai giorni nostri. Massimo rispetto per le blogstar della prima ora ma la maggior parte di noi era lì per chiacchierare, per fare un po’ di sana socialità, lontati dagli schermi del pc. Non per sentire parlare qualcuno del ‘come eravamo’.
Ad ogni modo mi sono dilungato troppo. In poche parole, riassumendo: bella serata. Spero che entro il 2009 ne facciano un’altra.


25
nov 08

Le mie riflessioni sul RomeCamp 2008

Lo scorso weekend nella Facolta di Economia “Federico Caffè” dell’Università Roma Tre si è tenuto il RomeCamp 2008. Pare ci sia stata un’affluenza stimabile tra i 350 e i 400 partecipanti per questa (ormai tradizionale) serie di conferenze-non conferenze.
Io c’ero. Sia venerdì pomeriggio che l’intera giornata di sabato. Vi ho partecipato, non come relatore – ancora non ho nulla di interessante da raccontare, né da illustrare -  ma come volontario. In pratica ero di corveé all’interno delle aule dove si tenevano gli speech per tenere sotto controllo le telecamere atte allo streaming live e a tenere i tempi degli intereventi, ossia a fare in modo che i relatori non sforassero, andando oltre il tempo loro consentito.
Proprio per questo motivo non ho seguito più di tanti interventi. Gli speech più interessanti sono stati – a mio modo di vedere – quello di Daniele di Gregorio intitolato “Blog e Censura”, quello di Tony Siino sulla composizione dei gruppi all’interno della blogosfera e delle relazioni che intercorrono tra i vari blogger italiani; quello di Stefano Vitta sull’iniziativa di Zzub.it per sensibilizzare gli utenti della rete sulla raccolta differenziata ed il corretto smaltimento dei rifiuti; quello di Matteo Brunati sul network pubblicitario etico “Metafora” dal titolo “Spunti e scenari per far emergere l’intelligenza collettiva” e quello denominato “Porno 2.0″ inerente l’evoluzione dell’industria a luci rosse sul web, alla luce dei nuovi strumenti offerti dalla rete, in cui hanno fatto da relatori Alessio Jacona, Luca Sartoni, Luca Mascaro e Francesco “Fullo” Fullone.
Non male anche la plenaria con Luca De Biase e il piccolo talk show a tre con Achille Corea, Fabrizio “Biccio” Ulisse e Alfredo Di Giovampaolo (Sir Drake).

Devo ammettere che me ne sono perso molti altri – come quello di Fabio Giglietto in cui ha presentato una ricerca su due popolari social network: Badoo e Facebook – ma pian piano sto cercando di recuperare grazie alle registrazioni video effettuate da DolMedia/IlCannocchiale – a cui mi vanto di aver dato il mio contributo.
La particolarità di questo BarCamp – oltre agli immensi spazi offerti dalla splendida location – è stata la scelta del tema: ambiente, tecnologia e società, tre macroaree Continue reading →