Posts Tagged: videogame


11
nov 10

Wargames – Giochi di guerra

Wargames – Giochi di guerra
(Wargames)

di John Badham (Usa, 1983)
con Matthew Broderick, Dabney Coleman,
Ally Sheedy, John Wood, Barry Corbin, James Tolkan,
Michael Madsen, Juanin Clay, Kent Williams, Joe Dorsey,
Irving Metzman, Baren Loren, Michael Ensign, William Bogert

Un’altra pellicola culto per quelli che furono ragazzi negli anni ’80. Altro film perso all’epoca e recuperato solo oggi, nel 2010.
Tema portate di “Wargames” è l’inutilità (oltre che l’estrema pericolosità) della terza guerra mondiale, perpetrata attraverso l’uso massiccio di missili a testata nucleare.
Prima metà degli anni ’80: ultime avvisaglie di Guerra Fredda. David Lightman, un ragazzino smanettone, che solitamente entrare nel database informatico della scuola per aumentare i suoi pessimi voti, decide di superare se stesso, di andare oltre, cioè di sfruttare il computer che ha a casa e il suo modem per connettersi alla banca dati di una società di videogames (Protovision) e accedere in maniera furtiva ai nuovi giochi in uscita. Durante questo suo tentativo di hacking si imbatte però in W.O.P.R., la macchina costruita dal matematico Stephen Falken, ossia un supercomputer che si occupa di effettuare simulazioni di una possibile guerra nucleare e calcolarne i danni per conto del Ministero della difesa americano. Quando David – in totale buona fede – decide di sfidare W.O.P.R. ad una partita a “Global Thermonuclear War” non immagina affatto che, trattandosi di una vera simulazione miltare, al Pentagono lo stesso computer ha messo in allarme tutti i sistemi di sicurezza, facendo credere a decine di militari di ogni ordine e grado che il blocco sovietico stia per sferrare un attacco nucleare sull’intero suolo degli Stati Uniti d’America.
Per riparare al danno creato, David dovrà nell’ordine: 1. sfuggire all’FBI; 2 con l’aiuto della sua compagna di scuola Jennifer scovare il prof. Falken, 3. convincere il matematico, ormai totalmente demoralizzato, che non tutto è perduto; 4. riportarlo alla base militare in cui vengono prese le decisioni su tutte le operazioni di guerra; 5. convincerlo a fermare il computer W.O.P.R.; 6. convincere il Generale di stato Maggiore Beringer che, trattandosi solo di una simulazione informatica, gli Stati Uniti non sono in pericolo e perciò non è necessario attaccare preventivamente l’URSS. In altre parole: la possibilità di scongiurare un’imminente guerra nucleare totale è tutta nelle mani di un diciasettenne un po’ troppo infoiato per l’informatica e i videogames.
Morale della favola: se non stiamo attenti, finiamo per farci prendere dal panico e per giunta, quando sono le macchine ad aver preso il controllo, sostituendosi all’uomo, il rischio di una distruzione totale è ancora più grande. Una visione troppo apocalittica dell’informatica? Forse. Ma, per essere un teen-movie, “Wargames” è davvero ben fatto. Si merita la qualifica di pellicola cult.
Matthews Broderick è perfetto per la parte. La parte del genietto dell’informatica gli calza a pennello. A me sta simpatico sin dai tempi de “Il boss e la matricola”. Persino adesso nutre mia grande stima, pur avendo sposato una come Sarah Jessica Parker.
Ally Sheedy bravina e caruccetta. Ottima spalla per Broderick. Sono sicuro che questa pellicola gli sia valsa per un bel po’ di tempo il titolo di America’s Sweetheart.
Scelte di cast: buona sia quella di Barry Corbin nei panni del bolso generale guerrafondaio che quella di William Bogert nei panni dello stralunato papà di David.
Citazione di merito anche per la simpatia di Dabney Coleman (nel ruolo di McKittrick, il direttore strategico area informatica della base militare) e per il buffo baffetto di Michael Ensign (un militare alto in grado ma personaggio di secondo piano).

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


24
dic 08

Pubblicità nelle applicazioni Facebook?

Una ventina di giorni fa ho iniziato a giocare a “My City” e mi sono subito appassionato. Si tratta di un giochetto flash embeddato all’interno di Facebook, una specie di “SimCity” in cui, giorno per giorno, la città si evolve man mano che vi si aggiungono gli abitanti.
Oggi, per la prima volta, nell’immagine panorama della mia città – “Le Petit Andrià” – è apparso un cartellone pubblicitario (vedi foto sopra). Probabilmente la pubblicità è arrivata anche qui. Facebook e l’azienda produttrice del gioco avranno pensato bene di inserire anche in quest’applicazione della pubblicità per farci dei soldi. Ma non ne sono del tutto sicuro.
Un brand presente sul cartellone è “Sim City” stesso – cosa molto strana. Altri due sono “Nestlé Lion” e “Toyota”. Ancor più strana è la presenza del quarto brand: “Ericsson”. Che io sappia, questo marchio non esiste più – almeno per quanto riguarda la produzione di cellulari – dal momento che è stato soppiantato da quello della joint-venture Sony-Ericcson. Tra l’altro, il prodotto rappresentato è proprio una vecchissima linea di telefoni cellulari omai fuori produzione.

E’ stato questo elemento, abbinato alle ridottissime dimensioni del cartellone multi-brand, a farmi sospettare che probabilmente non siano state le aziende pubblicizzate a scegliere di inserire quelle immagini nel gioco ma sia una specie di casualità. Forse è il gioco stesso a costruire quelle immagini partendo da un vecchio database di immagini pubblicitarie, inserito nel gioco senza nemmeno chiedere denaro o permessi alle aziende titolari dei marchi rappresentati.