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Posts Tagged ‘Valerio Mastandrea’

La prima cosa bella

febbraio 5th, 2010

La prima cosa bella

di Paolo Virzì (Italia, 2010)
con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti,
Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Aurora Frasca,
Marco Messeri, Dario Ballantini, Paolo Ruffini, Bruno Michelucci,

L’ultima fatica di Virzì è un bellissimo film agrodolce: il racconto della storia di una famiglia livornese tra alti e bassi, in cui momenti dolci e leggeri si alternano continuamente a situazioni profondamente drammatiche. C’era anche da commuoversi, soprattutto verso la fine. Io non ho pianto ma c’è mancato davvero poco.
Bravi tutti. Bravo il regista a raccontare una storia semplice e intensa allo stesso tempo. Bravi tutti gli attori a recitare con accento livornese, nonostante quasi nessuno fosse del posto.
Su Claudia Pandolfi sto iniziando a ricredermi. Non m’è mai piaciuta (né come attrice, né come donna). Qui, invece, recita benissimo. C’è anche una scena particolarmente vivida, attraverso cui riesce a trasmettere sensazioni forti: un primo piano fisso in cui il suo personaggio piange mentre confessa un grandissimo affetto nei confronti di suo fratello. Ebbene, per un attore/attrice passaggi come questi sono testimonianza di grande professionalità.
Mastandrea, col tempo, diventa sempre più credibile. La sua è ormai una recitazione totalmente matura. Eccellente.
Micaela Ramazzotti per me non è bellissima, non mi dice granché (non scassate, non mi frega se voi la trovate bona). Anche su di lei avevo un pregiudizio. L’avevo vista recitare solo in “Tutta la vita davanti”. Lì faceva la sciacquetta, qui anche (più o meno). Comunque se la cava davvero bene.
Stefania Sandrelli recita molto meglio della sua media personale però – permettetemi di dire – che la sua malata terminale è un po’ troppo vitale e allegrotta, per essere (appunto) moribonda.
Marco Messeri è buffo, come sempre.
Paolo Ruffini ne esce benissimo: mi ha stupito vedero nel ruolo da giovane avvocato allampanato.
Aurora Frasca e Bruno Michelucci, i due bimbi che interpretano i piccoli Bruno e Valeria, sono davvero bravissimi. Spesso rubano la scena alla madre – come è giusto che sia.
Dario Ballatini è perfettamente a suo agio nei panni del viscido avvocato.
Fabrizia Sacchi interpreta una donna ostinata e positiva, con le spalle molto larghe che ha scelto di stare al fianco di un uomo su cui molti non scommetterebbero un centesimo. Di lei non dico né bene, né male. Dico solo che per tutta la durata del film sono stato a cercare di ricordarmi il suo nome – era un volto che mi risultava troppo noto.
Bravo anche a chi ha scelto la colonna sonora: i pezzi di musica leggera italiana degli anni ‘70 ti rimangono così tanto in testa che continui a cantarli anche quando esci dalla sala.
Nota: la sceneggiatura, oltre che da Paolo Virzì, è stata scritta anche da Francesco Piccolo e Francesco Bruni.
Siccome sono pigro, vi consiglio di leggere questo post di Akille dal titolo “Perché la cosa è bella”. Ha scritto praticamente tutto lui. È un’ottima analisi. Mi trova completamente d’accordo. C’è davvero poco da aggiungere.
Voto 8.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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Bruno aspetta in macchina

luglio 14th, 2009

Bruno Aspetta In Macchina

buy Alone in the Dark II Bruno aspetta in macchina

di Duccio Camerini (Italia, 1996)
con Nancy Brilli, Antonello Fassari, Monica Scattini
Chiara Noschese, Amanda Sandrelli, Valerio Mastandrea,
Leo Gullotta, Nini Salerno, Massimo Wertmüller, Ugo Conti

Commedia un po’ sulle righe tratta da un racconto di Duccio Camerini e Suso Cecchi d’Amico.
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Margherita (Nancy Brilli) e Riccardo (Antonello) sono giovani, diciamo hanno più di trenta anni ma meno di quaranta. Formano una coppia, non sono sposati ma vivono insieme. Lei vuole convolare a nozze. Lui no. Erano tanto perfettini in due, credevano di amarsi, ma si lasciano perché ormai non si sopportano più. Nel momento in cui le loro strade si separano Riccardo ammette anche di essere innamorato e e di avere una relazione con la giovane Titti. Inoltre, al rumore della litigata, tutto il condominio accorre e si pianta sul pianerottolo ad ascoltare – e ad intervenire nella discussione – come fosse un pubblico parlante che parteggia per loro due, cioè per la coppia: i condomini vogliono che restino uniti. Lei comunque andrà via. Un amico comune, l’ottico Zino (Leo Gullotta), concederà a Margherita di stare in una casa vuota alla estrema periferia di Roma. Sentendosi sola e avendo paura di subire l’ennesimo tentativo di stupro e/o rapina, Margherita deciderà di andare in giro mettendo in macchina, sul sedile del passeggero, un manichino vestito da uomo, con tanto di sciarpa, cappello e occhiali scuri. Lo chiamerà Bruno (da cui il titolo del film).
Mentre da una parte Riccardo proverà a fare il giovane, accorgendosi di cosa significa vivere accanto ad una venticinquenne viziata e capricciosa come Titti (Amanda Sandrelli), dall’altra Nancy Brilli vincerà la sua solitudine, prendendosi una cotta per il giovane Nanni (Valerio Mastandrea).
Siamo in presenza dell’ennesima commedia sui rapporti di coppia. Sulla solitudine di una giovane donna che non vuole restare sola e zitella e sulla sindrome di peter pan per lui, per l’uomo che non vuole crescere mai, che non vuole accettare la fase matura della sua vita.
Spiace per gli attori, che sono bravi e simpatici, ma il film non funziona. In parecchi momenti risulta noioso ed inoltre non porta da nessuna parte, sembra quasi non avere una tesi di fondo. Si limita a raccontare (piuttosto maluccio con alcuni salti nella trama) la storia di due che credevano di amarsi ed invece non si amano più.
Nancy Brilli come attrice non si discute. Non che sia un mostro di bravura ma se la cava, regge il ruolo molto bene. Inoltre, va detto: una quindicina di anni fa era molto molto più carina di adesso.
Antonello Fassari fa tenerezza nel ruolo dell’uomo che vorrebbe essere giovane ma non ci riesce in nessun modo.
Valerio Mastandrea, invece, è perfetto per il ruolo del borgataro, del ragazzo difficile che cerca di inserirsi nei circuiti delle cosiddette ‘amicizie sbagliate’ ma che, invece, avendo un cuore grande, non è in grado nemmeno di rapinare una donna sola di notte – ferma con la macchina su di una strada deserta, sotto un nubifragio – nemmeno per vincere una scommessa.
L’interpretazione che diede della svampita in “Non ci resta che piangere” deve davvero essere rimasta nella storia del cinema, perché ad Amanda Sandrelli anche per questo film hanno assegnato un ruolo da cretinetta. Ci riesce benissimo. Chi sa se gli viene difficile o semplice e spontaneo.
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Monica Scattini ha il ruolo della migliore amica di Margherita, una cinica mangiauomini quasi ninfomane. Sono sincero: sarà pure brava come attrice ma non trovo che sia una donna bellissima. Per cui ho alcuni dubbi sulla credibilità del suo ruolo.
Di Leo Gullotta ho già detto: fa la parte dell’ottico, un collega di Riccardo segretamente innamorato di Margherita.
Chiara Noschese fa simpatia a causa del marcato accento ciociaro. Qui recita la parte della commessa, una collega di Margherita che ha una tresca con il suo capo (Ugo Conti) mentre il suo fidanzato continua a picchiarla e a trattarla da schiava.
Il personaggio di Massimo Wertmüller è il più divertente di tutta la pellicola: Don Carlo, un parroco di periferia molto ruspante, che parla come “magna” e aiuta i suoi parrocchiani quando si trovano in difficoltà, consigliandoli per il meglio.
Nini Salerno ha un ruolo molto piccolo: il vicino di casa che non fa altro che ripetere l’assurda frase “Io ho una faccia sola”.
Voto complessivo al film: 5. Senza appello. Non perdete il vostro tempo, passate oltre.

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La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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Velocità massima

giugno 22nd, 2009
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Velocità Massima

Velocità massima

di Daniele Vicario (Italia, 2002)
con Valerio Mastandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela,
Massimiliano Varrese, Ivano De Matteo, Emanuela Barilozzi,
Massimiliano Dau, Enio Girolami, Sara Franchetti,
Tullio Sorrentino, Luca Paniconi, Antonio Obino

Prima d’ora non mi era mai riuscito di vedere questo film per intero. Questo pomeriggio finalmente l’ho fatto. Mi sono gustato questa pellicola di Daniele Vicario per intero mentre consumavo il mio pranzo della domenica con il fido coinquilino.
Ostia (Rm). Primi anni 2000. Stefano è un ragazzo sulla trentina, il solitario titolare di un’autorimessa sul litorale. Per fare un favore ad un amico ’sfasciacarrozze’, prende con se come ragazzo di fatica suo figlio Claudio, un diciassettenne appassionato di meccanica. Tra i due nascerà una bella amicizia basata, appunto, sulla passione per i motori.
I rapporti tra i due, inizialmente burrascosi, miglioreranno quando Claudio troverà in garage, impolverata e abbandonata, una vecchia Ford Sierra e comincerà a metterla a posto. Il lavoro che i due faranno fianco a fianco sulla macchina li avvicinerà, anche perché quello sarà il mezzo con cui affronteranno le gare di corse clandestine che regolarmente si tengono a Roma per le strade del quartiere E.U.R. L’amicizia tra i due protagonisti, comunque, si troverà ad affrontare due prove molto ardue: i problemi economici di Stefano (in perenne debito con la banca) e l’amore di Claudio per Giovanna, la ragazza del loro nemico giurato nelle gare, nonché ex fiamma di Stefano.
Valerio Mastandrea sembra nato in quella tuta da meccanico. Questo è di certo uno dei ruoli che meglio gli sono riusciti, considerando la sua intera filmografia. Non per nulla proviene proprio dalle borgate romane, per cui conosce benissimo il linguaggio, gli atteggiamenti, i modi di fare e di pensare della sua generazione – almeno quella che agisce qui, nella Capitale.
Cristiano Morroni è molto giovane. Non so se qui fosse alla sua prima apparizione sullo schermo ma se la cava benissimo nella parte dell’ingenuo piccolo genio della meccanica. Ha un viso dolce, non da duro – difatti fa da contraltare alla personalità burbero dell’altro protagonista, Stefano.
Anche Alessia Barela recita molto bene. Non è la classica bellona. Non è una superfiga ma è perfetta per il ruolo. Una ragazza tutt’altro che sofisticata. Non semplice, né del tutto borgatara, ma dotata di un certo (convincente) fascino. Il fatto di essere contesa fra tre giovani uomini appassionati di corse è alquanto credibile.
Ivano De Matteo invece non è proprio perfetto nella parte del figlio di papà che fa le corse clandestine con auto costose. Troppo trucido il suo personaggio, molto poco ‘fighetta’. Tutto sommato il suo ceffo riesce a risultare alquanto antipatico allo spettatore: dunque buona prova anche per lui.
A Daniele Vicario va dato merito di avere costruito un bel film, una specie di “Fast & Furious” all’italiana, meno pomposo, meno scintillante, meno sborone, meno pacchiano ma molto più realista. Bravo!
Non male la colonna sonora, fatta di brani originali che sanno delineare abbastanza fedelmente le sonorità degli anni che raccontano.

Voto 7.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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Il corto Basette: versione integrale online

giugno 15th, 2009

Road To Perdition move

[Video rimosso su richiesta della Blue Suede Shoots]

Un paio di mesi fa vi ho segnalato il trailer di Basette, il delizioso corto di Gabriele Mainetti in cui Valerio Mastandrea interpreta Lupin III. Tra gli attori doveroso segnalare anche Marco Giallini nella parte di Gighen (Jigen), Daniele Liotti in quella di Ghemon (Goemon), Luisa Ranieri in quella di Fujiko e Flavio Insinna in quella dell’ispettore Zenigata.
Adesso sono riuscito finalmente a trovare online una versione integrale del film. Potete vederla qui sopra.
Nel caso in cui abbiate problemi con questa clip caricata su Vimeo (con i sottotitoli, con l’alta definizione o con la sincronizzazione tra video e audio), potete sempre ripiegare su YouTube (parte 1 + parte 2). Lì trovate una registrazione presa dalla tv. Pare che La7 l’abbia mandato in onda qualche tempo fa.

Short Circuit release

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Se Mastandrea interpreta Lupin III

aprile 17th, 2009

Being There move

Quello che vedete qui sopra è il trailer di “Basette”, un cortometraggio diretto da Gabriele Mainetti ambientato a Roma in cui Valerio Mastandrea interpreta Lupin III. Marco Giallini ha la parte di Gighen (Jigen), Daniele Liotti quella di Ghemon (Goemon), Luisa Ranieri quella di Fujiko e Flavio Insinna quella dell’ispettore Zenigata.
Questo corto ha anche vinto il festival della “25ora – il cinema espanso”, il cui premio consisteva nella distribuzione in 60 sale dell’Istituto Luce in tutta Italia.

Fido full

Un film così merita di essere visto. Non credete?

Fonte: Dario Salvelli Tumblr.

10,000 BC film

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N – Io e Napoleone

febbraio 11th, 2009
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N - Io e Napoleone

N – Io e Napoleone

di Paolo Virzì (Italia, 2006)
con Elio Germano, Daniel Auteuil, Sabrina Impacciatore,
Monica Bellucci, Francesca Inaudi, Valerio Mastandrea,
Massimo Ceccherini, Omero Antonutti, Maragrita Lozano

Simpatico film di Paolo Virzì ambientato nell’isola d’Elba. Una specie di commedia a fondo storico, diciamo.
Martino Popucci, un giovanissimo maestro elementare viene allontanato dalla scuola in cui insegna perché beccato dal preside a ’sobillare’ le giovani menti dei suoi allievi con teorie considerate eccessivamente libertarie ed sovversive. In pratica il ragazzo, che odia a morte Napoleone, va su tutte le furie quando viene a sapere che l’Imperatore viene mandato in esilio proprio sull’isola in cui abita e che per giunta i suoi concittadini hanno intenzione di servirlo, riverirlo, arrivando persino a volerlo incoronare Re dell’isola. Il caso, però gli riserverà una sorpresa: Napoleone, appena sbarcato, lo vorrà al suo fianco in qualità di assistente addetto a raccogliere le sue memorie dell’esilio – una specie di biografia popolata di massime ed anedotti sul personaggio. Questa apparirà agli occhi di Martino come un’ottima occasione per attentare alla vita dell’Imperatore – sua ossesione da sempre – eppure una crescente simpatia per l’uomo-Napoleone e il succedersi degli eventi non gli permetteranno di compiere il suo volere. Anzi, si sentirà tremendamente in colpa nel momento in cui non riuscirà a salvare dalla fucilazione il suo vecchio maestro che invece aveva avuto più coraggio nel cercare di assasinare il nemico.
Elio Germano in questo film raggiunge picchi di simpatia incredibili. Soprattutto quando perde le staffe poiché sopraffatto dalla sorte avversa o dalla propria incapacità di essere coerente.
Sabrina Impacciatore e Valerio Mastandrea recitano molto bene. Forse non sono credibilissimi nell’usare il dialetto toscano, ma risultano squisitamente simpatici. Lei fa la parte di Diamantina, la sorella zitella del protagonista, lui interpreta Ferrante, il fratello maggiore, il capofamiglia severo e premuroso che naufraga durante un viaggio d’affari.
Fa piacere notare che Ceccherini riesca a strappare diversi sorrisi, pur non usando il suo solito umorismo volgare. Buffissimo nei panni di Cosimo Bartolini, il banditore di sua maestà.
Daniel Auteuil rende forse troppo umano il personaggio di Napoleone. Forse il suo processo di umanizzazione e normalizzazione di un personaggio assurdo come quello è eccessivo, ma bisogna ammettere che recita da attore navigato. Ottima scelta di cast.
Nonostante il suo personaggio dovrebbe avere origini napoletane, Monica Bellucci torna un po’ alle origini, sfoggiando una specie di dialetto ciociaro, quasi da centro italia – non dimentichiamo infatti che l’attrice è originaria di Città di Castello.
A Francesca Inaudi la produzione ha riservato il ruolo della servetta bruttarella e stupidina, segretamente innamorata del giovane protagonista.
Omero Antonutti, invece, veste i panni del maestro saggio ed anziano, sano promulgatore di idee liberarie, che cerca di mettere giudizio nella mente fervida del giovane Martino, promesso omicida, ma che finisce poi per compiere egli stesso un atto criminale da fuori di testa.
Nota: il soggetto è tratto dal romanzo “N” di Ernesto Ferrero, mentre la sceneggiatura l’ha curata lo stesso Virzì con Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli e Francesco Bruni.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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