Posts Tagged: titolo


2
dic 11

Dannazione

Dannazione 

di Chuck Palahniuk
Mondadori, Strade Blu – Dark
250 pagg. – 17,50 Euro

Immaginate una fusione tra l’inferno dantesco e il Mago di Oz. Qui la Dorothy della situazione si chiama Madison Spencer ed è morta. La voce narrante, nonché protagonista del romanzo, è una ragazzina in età prepuberale molto colta e sagace, oltre che cinica. Si trova all’inferno perché è morta (ovviamente) anche se inizialmente non si capisce precisamente cosa abbia fatto per meritarsi la dannazione eterna. Di lei sappiamo però che ha due genitori molto famosi, due vip appartenenti al mondo dello showbiz.
Non voglio svelarvi molto perché questo libro è davvero fantastico e va scoperto pagina dopo pagina, ma lasciatemi elogiare l’approfondita ricerca che l’autore ha compiuto sui miti del passato legati ai demoni e alla rappresentazione dell’inferno. Scandagliando l’immaginario dei nostri avi, le diverse culture delle varie zone del mondo, le religioni monoteiste e politeiste dalle origini dell’apparizione dell’uomo sulla Terra ad oggi, Palahiunk è riuscito a tracciare un quadro dell’Inferno molto vario, non del tutto attinente all’interpretazione offerta dal Cristianesimo. A dirla tutta, forse in alcuni passaggi la descrizione degli inferi è un po’ troppo da “macchietta”, grottesca e infantile. Ma, d’altronde, la protagonista ha meno di 13 anni ed è lei a raccontare.
Questa volta persino il finale è degno di plauso. Mi spiego: io adoro Palaniuk, credo che sia un grande raccontastorie, che scriva benissimo, ma solitamente “cicca” i finali. Cioè il più delle volte crea delle opere straordinarie che però terminano in modo banale e/o deludente. Questa volta no. La storia di “Dannazione” si evolve in maniera stupenda, tutto fila liscio e in coda troviamo anche un bel “coup de teatre”. Non aggiungo altro.
Consigliatissimo a tutti quelli che già apprezzano lo stile Palahniuk.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


9
lug 11

La meraviglia di TrackID

Da un paio di giorni sto testando lo smartphone Xperia Neo (Android powered). Me l’ha mandato in prova la filiale italiana di Sony Ericsson.
Voi non potete capire lo stupore che ho provato e il sorrisone che mi è parso in faccia quando ho scoperto che nel telefono è presente TrackID. Quest’applicazione è in grado di riconoscere un brano e di fornire il suo titolo e il suo interprete come risultato.
Certo, direte voi, non è una novità, esistono già Shazam e SoundHound che funzionano allo stesso modo. Sì, rispondo io, ma non è la stessa cosa.
Mi spiego. TrackID è già integrato nel cellulare. Non c’è bisogno di installarlo. Anzi. Lo trovate già dentro l’applicazione che gestisce la radio FM. Ma la cosa davvero bella e originake è che, mentre state ascoltando la radio, basta premere il tastino presente nell’angolo in basso a destra e la funzione di riconoscimento audio viene magicamente attivata. TrackID insomma parte, registra pochi secondi di quello che stiamo ascoltando, manda online su un server la registrazione e in un attimo riceve la risposta, che viene quindi immediatamente illustrata sulla schermata. In più l’utente, se è già loggato su Facebook, può esprimere anche il suo apprezzamento verso il brano scovato, premendo semplicemente un altro tasto (quello che illustra un pugno con il pollice alzato – il “like” insomma). La cosa bella è che, potenzialmente, quest’applicazione funziona con qualsiasi stazione radiofonica e con qualsiasi brano. Certo, se registrate un pezzo di voce dello speaker, qualche secondo di una talk radio o un brano non presente nel database, il risultato sarà nullo ma ciò non toglie che l’integrazione di quest’app con la radio rimane un’idea eccellente. E strabiliante. Non so perché ma ne sono rimasto piacevolmente colpito. Per questo ho voluto scriverne un post.

Nota: il servizio si basa sul database di Gracenote.


5
ago 10

I Griffin – La storia segreta di Stewie Griffin

I Griffin – La storia segreta di Stewie Griffin
(Family Guy Presents Stewie Griffin: The Untold Story)

Regia di: Pete Michels, Peter Shin (Usa, 2005)

A me il cartone “I Griffin (Family Guy)” piace molto. Forse non quanto Futurama e i Simpson, ma piace.
Ciò nonostante, non avevo in programma, né alcuna intenzione, di acquistare DVD di questa serie ma qualche settimana fa, mentre ero in un punto vendita Ricordi alla ricerca di un bel po’ di “ricordini” per amici (scusate il bisticcio di parole), ho visto questo titolo in offerta a 10 Euro e, d’istinto, non ho potuto evitare di comprarlo.
In parole provere il lungometraggio “I Griffin – La storia segreta di Stewie” è un po’ come se fosse una lunga puntata del cartoon, nel senso che l’impianto narrativo è identico a quello delle tradizionali puntate brevi, solo che in questo caso si tratta di un meta-film di 88 minuti, ossia un film che racconta di un film in cui i protagonisti sono gli stessi componenti della famiglia Griffin. Difatti il prologo e l’epilogo del film sono due espedienti meta-narrativi: nel primo vediamo gli stessi personaggi arrivare sul red carpet per la premiere del film; nel secondo, a film terminato i nostri si recano nel loro pub di fiducia (L’ostrica ubriaca) per l’after-party, dove festeggiano il successo della pellicola.
La storia comunque racconta di quando Stewie, dopo un trauma, convintosi che Peter non sia suo padre, decide di andare a San Francisco (una delle città più gay degli Stati Uniti) per mettersi sulle orme di un adulto che gli assomiglia moltissimo.
Visione più che consigliata. Voto 7 e 1/2. Molto divertente.

La scheda di IMDb.com e quella su LaFeltrinelli.it.


11
mag 09

Florida [Studio]

Detto in parole povere: Lorenzo Giordano (regista), Marco Bonini (montatore) e Vito D’Onghia (volto) hanno tirato fuori un cortometraggio da un vecchio post/racconto

Thelma & Louise move

di Simone C. Tolomelli, a.k.a. Sasaki Fujika. Produzione a costo zero. Titolo: Florida [Studio]

. Qui sopra potete vederne il trailer.
Uomo contro l’uomo. La condizione umana che divide e unisce allo stesso tempo. Prigioniero e carceriere come due facce della stessa medaglia. Miseria e schiavitù dell’essere umano nel ruolo che gli viene riservato.
Cliccando qui invece potete vedere il corto interamente. Durata: 10 minuti circa.
A me non è dispiaciuto. Ne ho parlato anche sul blog di TheBlogTv.it.