“Ti muovi nella mia vita” Ghemon,
dall’E.P. “Ufficio immaginazione” (Soulville, 2006) scarica da qui
Sei tu,
cono di luce che si staglia
nell’ombra della vita mia
e bruci nel mio petto come paglia,
poesia, sei il cotone di una felpa sulla faccia
Noi, siamo formiche in questo campo di grano (al sole)
siamo le ortiche del tuo prato sterminato (e il cuore)
ci batte forte come pelle di un tamburo che trema e ci muove,
Un brivido sulla mia schiena corre, poi frena,
e un flash vivido lo segue a catena
e mentre scrivo è più pesante il respiro
e mentre lo descrivo
lo so che sei con me perché la mano mi trema
tu sei il colore, sei la tempera
il bianco del latte che m’ha cresciuto come quello di una puerpera
quando vado alla deriva (ci sei)
quando non ho più un’alternativa (no)
quando la mia barca è a troppo mare dalla riva
quando un pomeriggio in ginocchio nella mia stanza perché il ciclo non le arriva
quando questi esami mi fanno esanime,
lo so, ti muovi nella mia vita.
Ti muovi nella mia vita.
Lo so, lo so
Ti muovi nella mia vita
Lo so, lo so, lo so…
Sei tu,
il rosso delle scocche di un bambino
il fresco dell’altra faccia del cuscino
(sei) il vento d’estate,
(sei) il mosto del vino
le carezze di mia madre,
l’odore del ragù a primo mattino,
pioggia che cade a grappoli
e s’aggrappa sopra al mondo in cui vivo
il letto su cui cado stanco e piango
fino a quando mi manca il respiro.
sarò oggettivo
il mio obiettivo non è dare la prova che sei realmente esistito
perché il concetto è puramente intuitivo
e troppa gente confonde crede che Dio sia il destino.
Terrò le mani giunte
nella speranza che mi mostri la strada a cui solo non posso giungere
E m’accompagni fino a quando è finita.
Lo so, ti muovi nella mia vita
Lo so, ti muovi nella mia vita
Lo so, ti muovi nella mia vita
Come potete vedere nella foto qui sopra, l’Acqua Gaudianello ha deciso di inserire un gioco di parole nel testo della sua ultima campagna pubblicitaria. Per la precisione, sui cartelloni affissi per strada c’è un errore grammaticale: nella bodycopy troviamo scritto “Effervesciente” al posto di “Effervescente”Pink Floyd The Wall full movieBeautiful Joe download
Tommaso Labranca è vivo e lotta ancora insieme a noi. La sua analisi sul trash e la cultura pop, difatti, non si è mai arrestata. Uno degli ultimi parti della sua fulgida mente si chiama “Zia Design”.
Ho provato a darne una definizione ma mi è risultato compito difficile. Meglio leggere direttamente: qui c’è il testo (in pdf) aggiornato il 1° Maggio alla versione 1.0.1Like Mother, Like Daughter hd .
Molto interessante la comparazione dell’estetica di due epoche, reificata in alcuni oggetti, luoghi, situazioni, modi di fare, di essere, ecc.
Vi posto qui sotto solo parte della tabella sinottica.
The Uninvited filmBordighera/Salento
Coiffeur/Hair Stylist
Dado Star/Salsa di soia
Gatteo Mare/Sharm El Sheikh
Piatti rotondi Bavaria/Piatti quadrati
Macchina per la pasta Imperia/Bimby
La Settimana Enigmistica/Sudoku
Orzoro/Caffè d’orzo in tazza grande
Fiat 126/Smart
Fonovaligia/iPod
Zampirone/Incenso
Paolo Poli/Vladimir Luxuria
Scala Quaranta/Texas Hold’em
Tenente Sheridan/Commissario Montalbano
Daniele Piombi/Carlo Conti
Cinema parrocchiale/DVD masterizzato dal collega
Quella completa – o meglio: più ampia ed in continuo aggiornamento – la trovate qui.
Ho appena finito di leggere “[mini]marketing: 91 discutibili tesi per un marketing diverso”, il libro di Gianluca Diegoli – il titolare del blog omonimo – che Simplicissimus BookFarm ha pubblicato e distribuito gratuitamente sul web in formato pdf. (clicca qui per scaricare il file)
Ne avevo già parlato, scrivendone un post per YKS Blog. Adesso che ho avuto modo di approfondire, passandolo in rassegna dalla prima all’ultima riga, mi sento di consigliarne la lettura a tutti quelli che si occupano di marketing e non solo. Credo sia un ottimo strumento di aggiornamento e formazione anche (e soprattuto) per chi si occupa di pubblicità e comunicazione, così come per chi si trova “dalla parte del cliente”, ossia per quelle aziende che spendono budget in comunicazione – piccoli o grandi che siano.
Cosa mi è piaciuto del libro:
1. il tono chiaro e diretto, a volte anche strafottente ed un po’ eccessivo. Credo che sia giusto ed utile. Insomma: queste cose non le senti dire quasi mai da nessuno. Non le trovi scritte da nessuna parte. Mi sembra che sia arrivato il momento che qualcuno le affermi con forza e senza mezzi termini. Intendo: la brutalità e la sfrontataggine in casi come questi può essere tranquillamente giustificata e, perché no, supportata.
2. la modalità di distribuzione, gratuita e in un formato standard (PDF), non coperta dal classico e vecchio copyright.
Cosa non mi è piaciuto:
non so. Ci devo pensare un po’ su. Forse apprezzo troppo l’autore per esprimere un giudizio netruale e trovare delle pecche in questo testo. In alcuni punti probabilmente la raccolta si ripete un po’ ma, come si diceva in latino? “Repetita iuvant”. Cioè la ripetizione in questo caso potrebbe essere un ottimo strumento per far sì che queste tesi si fissino nella testa del lettore, magari guadagnandone in autorevolezza, credibilità, veridicità, ecc.
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