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23
ott 10

Frullà: un altro frullato sugli scaffali del supermarket

Anche Natura Nuova porta sugli scaffali dei supermarket un suo frullato. Si chiama Frullà (la piaga dei brand che scelgono parole tronche non accenna a terminare) ed è naturale al 100%, nel senso che tra gli ingredienti c’e solo frutta, ma sul serio. Ad esempio, sulla confezione di quello al gusto “Fragole e mirtilli” c’è scritto: “100% frutta (mela70%, fragola 15%, mirtillo 15%)”.
Dunque zero conservanti, zero additivi, zero glutine, zero zuccheri aggiunti. Esattamente con gli altri frullati che sono arrivati in commercio in questi ultimi mesi.
Questo frullato è prodotto in Italia, più precisamente a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna. Credo che il suo slogan “La frutta in tasca” sia dovuto al fatto che ha una busta come contenitore, al posto della classica bottiglia di plastica o di vetro (vedi foto). Pratico e tascabile. Anzi, dirò di più: è anche divertente succhiare il frullato direttamente da questo packaging tutto a premere.
Altre indicazioni: una volta aperto il prodotto, conservare in frigorifero e consumare entro 24 ore. Un rischio che credo sia difficile da correre, visto che finisce  con un paio di sorsi.
Passiamo alla valutazione organolettica: Frullà non è molto dolce. L?ho trovato buono, gradevole. Il composto sembra frullato molto bene: sulla lingua si avverte granuloso ma la sua grana è molto fina, per cui non dà alcun fastidio.
Oltre al gusto “Fragole e Mirtilli” ci sono anche “Banana e Pera” e “Mela e Pera”. Li sto assaggiando tutti.
Ne ho presi quattro (4 pezzi, 3 gusti diversi) al costo di 45 centesimi di Euro l’uno. Offerta lancio (credo). Il prezzo di vendita dovrebbe essere 0,79 Euro.  Essendo il peso netto del singolo pezzo di 100 g, significa che il prezzo al Kg del Frullà dovrebbe essere di 7,90 Euro.
Nel supermarket questo prodotto si trova esposto nel banco frigo. Ha una lunghissima data di scadenza. Io l’ho comprato ieri – il 22 ottobre  2010 – e sulla confezione come data di scadenza c’è scritto 22/07/2011. Una durata di circa 9 mesi, insomma. Non so se il Frullà subisce la procedura di pastorizzazione. Tutte le informazioni di cui dispongo sono state prese della confezione del prodotto.
Sei vuoi fare un paragone con gli altri frullatti leggi pure gli altri post: Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì, Santal (Parmalat) e Mulino Bianco (Barilla).


18
feb 10

Le storie di frutta di Mulino Bianco. Ancora frullati (parte 5)

Storie di frutta

Questo pare che sia il momento dei frullati di frutta. Molte aziende si stanno buttando in questo business, anche la Barilla adesso. Ma sarà così redditizio?
Sabato scorso ho comprato al supermarket Tigre un flacone di “Storie di frutta”, il nuovo frullato della Mulino Bianco. Cos’ha di diverso rispetto agli altri? Poco, direi. Anche in questo caso: 100% frutta, niente conservanti, niente coloranti, né zuccheri aggiunti. A differenza degli altri, però, questo non viene conservato nel banco frigo, poiché è stato pasterizzato, dunque ha una scadenza molto lunga. Io l’ho trovato sullo scaffale accanto ai succhi di frutta.
La bottiglietta (in plastica rigidissima coperta da un foglio di plastica rosa) contiene 200 ml di prodotto e costa 1,79 Euro. Dunque, facendo due conti, sarebbero esattamente 8,95 euro al litro.
Come primo assaggio ho preso il gusto denominato “Pesca, Uva e albicocca” che contiene: metà pesca, 2 spicchi di mela, 3/4 di banana, 31 acini di uva bianca, 1/4 di albicocca e una spruzzata di lime e acerola. Mi stupisce la dicitura “una spruzzata di” e poi non so cosa sia l’acerola. E poi: che razza di lista ingredienti sarebbe questa? Non ho mai visto indicare le proporzioni in questo modo su di un prodotto.
Se si gira la confezione, però, ci troviamo scritto: “Frutta frullata e frutta spremuta (ottenuta con succhi da concentrato e puree). Purea di pesca 29%, succo d’uva bianca 27%, purea di mela, purea di banana, succo e purea d’albicocca 3%, succo di lime, succo di acerola”. Ah, allora ok.
Oltre a questo, credo che il prodotto venga venduto anche in altri 2 gusti. Almeno. Forse anche 3. Non ricordo.

Come al solito sulla bottiglia è indicato il saggio consiglio della nonna “agitare bene prima dell’uso” ma anche “Pet 1 – Bottiglia plastica – Raccolta plastica”. Ottima scelta quella di indicare all’utente il modo di riciclare la confezione. Bravi. Si tratta ovviamente di un accorgimento eco-sostenibile che mi auspico venga presto adottato per la maggior parte dei prodotti confezionati.
Questioni organolettiche. Com’è? Buono. Come tutti gli altri. Me l’aspettavo più dolce, invece si beve con gusto, senza che la bocca dopo rimanga troppo impastata. Lo ricomprerei? Boh, non so. Costa un bel po’, decisamente troppo per della frutta frullata. Eppure questo tipo di prodotti su di me hanno esattamente l’effetto che sperano gli addetti marketing. Io in un supermercato comprerei tutto. Non faccio testo.

Qui trovate anche la mia opionione sui frullati Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì e Santal (Parmalat).