Posts Tagged: Steve Buscemi


26
gen 12

Interview

Interview

Interview

di Steve Buscemi (USA, 2007)
con Steve Buscemi, Sienna Miller

Pellicola che potrebbe benissimo essere una pièce teatrale. Racconto a due sole voci. Qui due volti bastano per realizzare un capolavoro di film. Due protagonisti, un’intervista da realizzare.
Guarda qui il trailer.
Lui – Pierre Peders – è un giornalista di politica interna sulla cinquantina, un ex reporter di guerra molto pieno di sé che adesso fa l’opinionista e il cronista da Washington. Cinico, disilluso, maleducato e parecchio stronzo. Si capisce subito che non ha alcuna voglia di intervistare un’attricetta.
Lei – Katya – è un’attrice sulla cresta dell’onda. Giovane, biondissima, bellissima. Anche lei un po’ stronza. Un volto strordinario su un corpo mozzafiato. Gira quasi solo film di serie B o horror inutili. I fan e gli spettatori in generale di lei ricordano soprattutto il seno florido. Tutti credono che sia stupida e che non sappia recitare ma che abbia raggiunto la vetta dello star system solo perché sia andata a letto con la gente giusta. L’intervista però sarà l’occasione per dimostrare il contrario.
Il lunghissimo dialogo tra i due in realtà è un duello, una sfida. Anzi una guerra formata da una fitta sequenza di battaglie combattute a colpi di menzogne, seduzione e scaltrezza. La vittoria sarà affidata al miglior attore, nel senso più ampio del termine.
Katya e Pierre son come due boxeur che si incontrano su di un ring, due lottatori infaticabili, due primedonne che cercano di primeggiare l’una sull’altra, due faine laide che fanno di tutto per mettere in difficoltà la loro preda prima di azzannarla. Il loro solo e unico obiettivo è portare a casa il risultato e per ottenerlo non lesinano colpi bassi, cattiverie, bugie.
I colpi sferrati dai due combattenti sono spesso angherie di tipo psicologico che, accatastandosi l’una sull’altra, finiscono per montare pian piano una guerra di nervi, da cui uscirà vittorioso il meno credulone dei due.
Quasi tutta la pellicola si svolge in ambienti chiusi: un lussuoso ristorante di New York e l’affascinante loft in cui abita Katya – a parte un paio di brevi scene girate per strada, nei pressi di un marciapiede.
Guarda qui una foto di scena.
In “Interview” la recitazione dei due attori protagonisti è stata fondamentale: se fosse stata pessima (ma non lo è stata affatto), il film probabilmente non avrebbe avuto alcun valore – nonostante, va detto, sia scritto ottimanente. La chiave di tutto sono i dialoghi, i botta e risposta tra Katya e Pierre, dunque grande plauso a chi li ha creati.
Sia Buscemi che la Miller qui sono ai loro massimi livelli recitativi: eccellenti interpreti. Tra protagonista femminile e attrice che la interpreta, inoltre, ho intravisto un certo parallelismo. La rivincita di Katya, cioè, è un po’ anche quella di Sienna Miller; dopo questa pellicola – voglio dire – nessuno potrà permettersi di affermare che non è una straordinaria attrice.
Voto globale: 8 e mezzo. Da vedere assolutamente.
Nota: uqesto “Interview” è il remake americano dell’omonimo film diretto da Theo van Gogh,

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


2
feb 09

Fargo

Fargo

Fargo

di Joel Coen (Usa, 1996)
con Frances McDormand, William H. Macy,
Steve Buscemi, Peter Stormare, Kristin Rudrud,
Tony Denman, John Carroll Lynch, Larissa Kokernot,
Melissa Peterman, Gary Huston, Sally Wingert,
Steve Reeves, Harve Presnell

Ne scrissi già nel 2004. Questo è forse il miglior film dei fratelli Ethan e Joel Coen. Forse anche meglio de “Il grande Lebowski”. Sì, l’ho detto. E ci credo. Più lo (ri)vedo e più mi piace.
La violenza gratuita e fortuita, come elemento costitutivo dell’opera, la dice lunga su quanto questa sceneggiatura sia originale.
Ma non solo. A fare grande questo film sono anche le recitazioni. A partire da quella eccelsa di Steve Buscemi: perfetto nel ruolo del criminale pasticcione e logorroico. Con lui Peter Stormare: una faccia unica. Il ruolo del gigante violento, silenzioso e catatonico è quanto di meglio gli potesse riuscire.
Ottima performance anche per William H. Macy, ancora una volta nelle vesti dello sfigato. Di un venditore d’auto fallito che vuole fingere il rapimento di sua moglie per estorcere un milione di Dollari al suo facoltoso suocero, con cui poi finanziare un importante bussiness – che dovrebbe dare (secondo i suoi piani/sogni) una svolta alla sua vita.
Frances McDormand fa tenerezza: qui indossa i panni – larghissimi – di un poliziotto in dolce attesa, un agente molto scaltro e ligio al dovere che risolve il caso in men che non si dica.

Diciamolo pure: qui l’intero cast avrebbe meritato un premio.
Così come l’ambientazione, lo squallore di una fredda cittadina del Minnesota. Neve, neve ovunque. Bianco gelido a perdita d’occhio. Candida desolazione.
Fargo comunque è stato premiato: con due Oscar (migliore attrice protagonista a Frances McDormand e migliore sceneggiatura originale) e un premio per la miglior regia a Cannes nel 1996.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.