Posts Tagged: Stephen Dorff


9
set 10

Somewhere

Somewhere

di Sofia Coppola (USA, 2010)
con Stephen Dorff, Elle Fanning,
Benicio Del Toro, Michelle Monaghan, Laura Chiatti,
Jo Champa, Giorgia Surina, Nino Frassica, Simona Ventura, Valeria Marini,
Maurizio Nichetti, Laura Ramsey, Chris Pontius, Karissa Shannon, Kristina Shannon,
Paul Green, Rich Delia, Angela Lindvall, Susanna Musotto, Caitlin Keats,
Alden Ehrenreich, Becky O’Donohue, Chris Pontius, Eliza Coupe

In questo film non accade NULLA. Ma nulla davvero. O meglio, per citare un mio amico: in Somewhere “è magistralmente reso palpabile il senso di sospensione ovattata nella quale i personaggi vedono dispiegarsi le proprie vite”.
Scherzi a parte, è un peccato dirlo ma davvero mi aspettavo di più da Sofia Coppola. Un paio di suoi film mi erano piaciuti davvero; “Il giardino delle vergini suicide”., ad esempio non era affatto male. Anzi, lo trovai originale. Invece questo mi sembra un grosso flop, almeno dal punto di vista dei contenuti. E poi avevo completamente sbagliato a pensare che fosse simile a quel capolavoro di “Lost in translation”.
Dunque nulla di rilevante nel primo tempo e nulla nel secondo. Zero. Somewhere – che tra le altre cose è girato per l’80% in interni – racconta la storia di un (giovane?) attore di successo che si annoia a morte. Il protagonista, tale Johnny Marco (Stephen Dorff), abita a Los Angeles presso l’Hotel Chateau Marmont di Hollywood, una specie di residence con altre stelle del cinema, starlette e pseudo-artisti varii. Conduce una vita dissoluta – tutta fatta di sesso, alcool e corse solitarie in auto – ma sembra non avere amici, né compagnia. Si sente tremendamente solo. Non sa come trascorrere il tempo tra un premio e l’altro. Gli unici suoi impegni sono costituiti da conferenze stampa, shooting fotografici, sedute dal tecnico degli effetti speciali, ecc. Il tutto organizzato dalla sua publicist.
Poi, ad un certo punto, arriva sua figlia: la piccola Cleo, una biondissima undicenne. Ed ecco che qualcosa cambia. Ma non molto. Cioè la vita di Johnny non cambia ma tra i due si instaura un bel legame, soprattutto nel periodo sono costretti a trascorrere un bel po’ di tempo insieme – la mamma della ragazzina, infatti, la molla la prole al padre perché afferma di aver bisogno di “prendersi del tempo”. E così il papà si annoia molto meno mentre scopre di avere una figlia molto dolce e simpatica, piena di vita. I due fanno persino un viaggio insieme in Italia, stato da cui fuggono via dopo pochissime ore, spaventati come sono da una serata di premiazione dei Telegatti in cui appaiono Simona Ventura, Nino Frassica, Maurizio Nichetti e Valeria Marini in tutta la loro “italianità”.
Anche il finale è pessimo. Non accade nulla persino nel finale. Succede che i bei giorni finiscono: la piccola deve andare al campeggio, per cui è costretta ad allontanarsi da suo padre. E quindi sotto con le lacrime: Cleo piange perché si sente anch’essa sola e abbandonata da sua madre e perché capisce che si stava affezionando al padre – a cui peraltro rinfaccia di essere sempre assente; anche Johnny piange perché si rende conto di sentirsi una nullità. “Nemmeno una persona sono”, dice. Quindi il nostro, affrantissimo, prende la sua Ferrari nera e si dirige verso… dove? Non si sa! Nell’ultima scena lo si vede scendere dall’auto e iniziare a passeggiare. Nero. Luci in sala. E quindi?! Quindi NULLA. Il film è tutto qui. Grossa delusione.
Ma andiamo a vedere gli attori. Stephen Dorff ha davanti a sè una carriera da Bruce Willis degli anni 2010. Io una certa somiglianza “somatica” l’ho notata. Ottima faccia per un ruolo del genere. Brava Sofia, almeno col casting ci hai preso! Infatti è stata valida anche la decisione di affiancare Elle Fanning a Dorff, nel ruolo della sua giovanissima figlia. I due si somigliano e non poco. Alt! So già cosa avete pensato quando avete letto Elle Fanning, per cui vi rispondo semplicemente: sì, è la sorella di Dakota, la ragazzina bionda che avete visto in “Io sono Sam” e “La guerra dei Mondi”. Comunque la Elle è bravina: una faccetta tutta sorrisini e smorfiette. Parla poco ma ci sa fare.
Per la bella Michelle Monaghan e Benicio del Toro solo un cammeo ciascuno: la prima interpreta la co-protagonista femminile di un film girato da Johnny Marco, mentre il secondo appare in una scena all’interno dell’ascensore del residence.
Laura Chiatti interpreta l’amante italiana del bell’attore americano sciupafemmine. Non ci crederete ma l’hanno doppiata. La voce non è sua! Ma perché?! Tristezza! (con rispetto parlando). Anche il personaggio della Chiatti è chiamato a mettere in scena la vacuità dell’Italia: vediamo infatti una sciaquetta – seppur molto carina – che, dopo aver fatto sesso col papà, durante la colazione, cerca molto ruffianamente di accattivarsi le simpatie della figlia.
Giorgia Surina interpreta Giorgia Surina, ossia una giovane reporter di una tv per ragazzi che si avventa sull’attore famoso e che lo tartassa di domande sceme.
A Jo Champa hanno dato una parte molto piccola e fugace (non dice nemmeno una battuta), ossia il ruolo dell’accompagnatrice (moglie?) di un pappone italiano, una specie di manager/impresario che dice a Johnny dove andare, cosa fare e come comportarsi durante il suo soggiorno italiano. Ma perché poi Jo Champa c’è sempre nelle produzioni italo-americane? Sarà mica il trait d’union, il ponte tra Hollywood e Cinecittà?! Mah!
Voto complessivo per la pellicola: 5.
La scena più divertente del film appare nei primi 10 minuti ed è quella in cui due ballerine di lap dance – apparentemente gemelle e in abbigliamento a dir poco discinto – intrattengono il protagonista nella sua camera d’albergo con un balletto molto provocante che ruota interamente intorno al palo.
Non sprecate i vostri soldi per andare a vedere questo film al cinema. Un ragazzo che era con me in sala, a visione ultimata ha commentato: “Ma che era, la pubblicità della Ferrari?!” Per dire.
Nota: Sofia Coppola e suo fratello Roman sono due dei tre produttori di questa pellicola. Il terzo – a me sconosciuto – risulta essere tale G. Mac Brown.

Qui potete vedere il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


20
nov 09

Nemico pubblico

Public Enemies (poster)

Nemico pubblico
(Public Enemies)

di Michael Mann (Usa, 2009)
con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup,
James Russo, David Wenham, Christian Stolte, John Kishline,
Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, Channing Tatum, Stephen Dorff,
Lili Taylor, Stephen Graham, Rory Cochrane, Stephen Lang

Gran bella pellicola di Michael Mann, un regista molto apprezzato dalla critica (anche da queste parti, diciamo) ma che non sempre riesce a realizzare capolavori. Invece devo ammettere che questa volta ha diretto un gran bel biopic, un gangsta movie biografico davvero ben fatto.
Nemico Pubblico racconta parallelamente la storia di John Dillinger, il bandito più ricercato d’America (negli anni ’30), e dei primi anni in cui iniziò ad operare l’FBI sotto la guida di Edgar J. Hoover.
Il merito della riuscita della pellicola va diviso equamente tra Mann, che ha saputo raccontare epicamente la storia di un farabutto molto popolare, e Johnny Depp che è riuscito a dare una faccia molto suadente al protagonista.
Di questo attore si possono solo tessere le lodi. Le scene migliori, a mio modesto parere, sono quelle in cui il protagonista flirta e si confronta con il personaggio femminile. Depp tira fuori il meglio di sé durante la fase del corteggiamento e nei momenti in cui deve trasmettere il pathos di un criminale con il cuore tenero, fedele, tenace, ostinato, e innamorato perso della donna della sua vita.
Molto brava anche Marion Cotillard. Nelle scene “a due” sa tenere testa al protagonista eccellentemente. Il casting in questo caso è stato eseguito con estrema sapienza: bravissimi a prendere un visino bello, dolce e semplice allo stesso tempo per questa parte. La Cotillard è credibile nel ruolo di Billie Frechette, la guardarobiera di origini campagnole, poiché ha l’aspetto di una ragazza dalla bellezza non sofisticata, né aggressiva. Ovvio che il trucco ha fatto un grande lavoro per renderla “acqua e sapone” nelle battute iniziali del film, ma certo di Marion Cotillard non si può dire che sia una “bonona” o una vamp.
Christian Bale è più rigido del solito, se possibile. Una grossa e spessa asse di legno. Incredibile a dirsi ma dovete vederlo per capire a cosa mi riferisco. Intendiamoci: in questo ruolo è anche perfetto, perché qui c’era bisogno di un poliziotto duro, testardo, ligio al dovere. Però, andiamo: ma quando si rilassa questo qui? Impassibile: dalle sue espressioni non trapela nulla, se non abnegazione e mistero. Come farà nei rapporti umani? Se invece fosse così solo sul set, si meritebbe premi a valanga per il lavoro di recitazione.
Migliaia di applausi per Billy Crudup: è riuscito a rappresentare il personaggio di Hoover con maestria. La smania di potere del direttore dell’FBI, il suo arrivismo, l’assenza di umanità e di scrupoli sono più che vividi, arrivano allo spettatore in maniera chiara, senza rischio di fraintendimento. Si aiuta persino nella postura. Bravissimo. È un vero peccato che questo attore sia rimasto sempre in secondo piano, considerato sempre di serie B.

Giovanni Ribisi recita solo in un paio di scene; il suo ruolo è quello del gangster che propone a Dilinger di svaligiare un treno della Federal Reserve. È invecchiato molto, diciamolo. Non sembra che abbia solo 35 anni. Con gli occhialetti, la faccia magra e lo sguardo sbieco, lo guardi sul grande schermo e pensi ad Adriano Celentano.
Gli occhi di ghiaccio di Stephen Lang sono un altro dettaglio molto curato. Il suo sembra un personaggio secondario ma alla fine riesce a stupire.
Del film mi è piaciuta tanto anche la colonna sonora. Un mix di pezzi d’epoca: swing lenti e veloci che hanno saputo aiutare il racconto ad essere ancor più credibile e verosimile. Ammirevole il lavoro sulla ricostruzione degli ambienti (vedi soprattutto banche e hotel), sulla scelta dell’abbigliamento d’epoca e sulle auto.

Unica nota dolente del film: l’abuso della macchina da presa a mano, soprattuto nei primi minuti del film e durante le scene di sparatorie.
Voto complessivo: 8. Una delle migliori pellicole nelle sale in queste settimane.

Qui trovate il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.