Due parole per farmi poi prendere per il culo da chi so io.
Sinceramente: Barack Obama non mi fa impazzire. Per me è solo un americano che sta provando a farsi eleggere da altri americani come loro presidente. Non credo che se verrà eletto sarà in grado di cambiare il mondo. Credo che neache lo voglia – cambiare il mondo. Sarà che sono scettico forte, sarà che la cosa mi puzza un po’. Ma quando mai il popolo statunitense può riuscire ad eleggere un negro alla più alta carica amministrativa? Avete mai sentito parlare di “Effetto Bradley”? No? Datevi una lettura qui, allora. Anche Luca De Biase spende due parole a riguardo.
Sì, “negro”! Ho scritto proprio “negro”, perché “afroamericano”, “di colore”, “nero”, eccetera, mi sembrano tutti termini molto ipocriti.
Tutto ciò non significa, però, che io non preferisca Obama a McCain. Il vecchio veterano di guerra potrebbe fare molto male, soprattutto sul fronte della politica estera ed economica, forse ancora peggio di quanto abbia fatto George W. Bush negli ultimi 8 anni.
Non parteggio per Obama, non “tifo” Obama. Rritengo solo che questo candidato sia meglio dell’altro. Si, bon, ci sarebbero altri 4 candidati – mi dicono – ma contano quanto il 2 a briscola. Ossia praticamente nulla. Ormai si sceglie il male minore. E soprattutto non mi va di prendere posizioni così, alla cieca. Non serve: non ho la cittadinanza americana, non devo votare. Non ho seguito i discorsi dei candidati. Dico la mia per quel poco che ne so, senza presunzione. E non venite a dirmi che nessuno ha richiesto il mio parere, perché lo so già, lo so benissimo che avete ragione.
Oggi ho buttato un occhio sullo spottone di 30 minuti circa che Barack Obama ha prodotto e diffuso su sette network nazionali – tra cui Nbc, Cbs e Fox. Su questo argomento la penso sostanzialmente come l’amico Miic: certa retorica mi sa che funziona solo oltreoceano. Dei sondaggi non mi fido. Per niente. Buoni solo a riempire telegiornali e pagine di giornale.
Riassumo: spero che Obama diventi presidente ma non ci credo più di tanto.
E ora… vai con l’inutile polemica!