luglio 15, 2010
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libri
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Spinoza – Un libro serissimo
a cura di Stefano Andreoli e Alessandro Bonino
Aliberti Editore, 2010 – pagg. 238 – 12 Euro.
Fantastica raccolta di battute satiriche ispirate a vicende di cronaca, politica, religione, ecc. inviate dagli stessi lettori al forum dell’omonimo sito (Spinoza.it)
Putroppo, da fedelissimo del progetto, di battute ne avevo già lette un po’. Ma non importa, perché si tratta spesso di geniali flash di sarcasmo molto gradevoli alla lettura. Per la gran parte, comunque, sono battute inedite – va detto.
Questo post, dunque, valga come complimenti sinceri agli autori/curatori (Stark e Zio Bonino) per la loro idea e per il lavoro svolto insieme con la miriade di collaboratori. Un vero e proprio laboratorio di satira in crowdsourcing.
La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
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Di tutti i giochi che si trovavano come sorprese nelle confezioni di merendine Mulino Bianco negli anni ’80, quello che vedete qui sopra è sicuramente il mio preferito. Si tratta ovviamente della morra cinese, qui “traslata” in forma di gioco di carte con il nome di “Carta vince e carta perde”.
Sasso Forbici Rete. > il sasso vince sulle forbici, le forbici vincono sulla rete e la rete vince sul sasso.
Perché vi dico ciò? Perché da pochissimo la Barilla, su proposta sulla community Nel Mulino Che Vorrei, ha deciso di dare una missione a Graziella Carbone, la mamma delle sorpresine, ossia colei che ha ideato le famose “scatoline” in stile confezioni di fiammiferi che contenevano gadget e simpatici giochi per bambini.
Sul la signora Carbone ha già iniziato a raccontare la storia delle sorpresine sin dalle origini, corredata da aneddoti e curiosità.
Alessandra del Team digital di Mulino Bianco mi ha scritto per mettermi al corrente di questa iniziativa e, siccome io sono sempre stato molto affascinato dal mondo delle sorpresine Mulino Bianco, ho deciso di darne visibilità qui sul mio blog. Non siate maligni: non ho preso soldi, né premi o regali di sorta. Fidatevi.
Mi è stato detto che la Barilla ha in mente di realizzare alcune iniziative come il catalogo completo delle sorpresine del Mulino Bianco. Per fare ciò stanno cercando l’aiuto di piccoli e grandi collezionisti (per riuscire a recuperare le immagini di tutte le sorpresine al completo). Hanno iniziato a lanciare l’appello su vari social media, prima di tutto sulla pagina Facebook delle Scatoline.
La Barilla ha in mente di ricompensare i collezionisti che aiuteranno a completare il progetto con:
- la menzione del nome del collezionista sul catalogo;
- un “cadeau” di prodotti Mulino Bianco per dimostrare la nostra riconoscenza per la collaborazione
- l’organizzazione di una visita nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere.
I collezionisti interessati a dare una mano per il catalogo delle sorpresine possono contattare Alessandra alla sua email, inviando l’elenco delle sorpresine in loro possesso. Sarà cura del team valutare, con Graziella Carbone, quali sorpresine potranno essere utili per il catalogo. Pare che l’operazione sia molto corretta, chiara e trasparente. Difatti, se nell’elenco dovessero esserci sorpresine mancanti alla collezione in possesso di Barilla, l’azienda chiederà di inviare le sorprese tramite corriere assicurato (a sue spese) per il servizio fotografico. Alessandra rassicura sul fatto che le sorpresine non saranno montate, al fine di preservarle da eventuali rotture o usura.
A me sembra una cosa molto simpatica, sia dal punto di vista affettivo, personalissimo – ho molti ricordi belli legati alle sorpresine del Mulino Bianco – sia perché per una volta una grande azienda italiana sfrutta davvero, in tutto il suo potenziale, la forza dei social network. Difatti con questa iniziativa Barilla dimostra di aver ascoltato l’appello dei suoi clienti, attraverso la raccolta delle opinioni sul sito Il mulino che vorrei, e di aver messo in pratica una delle loro più sentite richieste.
Un sentito “bravi” dunque a Pepe Moder, Alessandra, Graziella Carbone e tutto il team Barilla/Mulino Bianco.
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Cari signori di Cine1.it,
se decidete di mandarmi una newsletter e volete che io venga a visitare il vostro sito, sarebbe meglio che all’interno dell’email inseriste almeno un link diretto e cliccabile. Si dà il caso che il sottoscritto, in quanto utente meno che medio, sia pigro e poco propenso a digitare manualmente la vostra url nella barra degli indirizzi del browser.
Inoltre non mi pare bello resettare i dati d’accesso dell’utente due volte in meno di 4 giorni e chiedere ogni volta una nuova verifica dell’indirizzo email.
Alcuni mesi fa mi sono iscritto al vostro sito/servizio. Ho dato una rapida occhiata in giro. Ho provato a guardare un film ma ho avuto dei problemi con i codec del lettore che voi avete scelto come standard. Non mi piaceva eppure l’ho usato. Era l’ultima versione, aggiornatissima, esattamente quella da voi consigliata, eppure di funzionare non voleva sapere.
Riassumendo: ho fatto il login, lì da voi, una sola volta ma, vista l’evoluzione problematica del servizio, credo che sia molto difficile che vi ritorni.
Flubber ipod
Adesso lo sapete. Saluti.
P.S.: no, il link diretto al sito non lo metto. Mi sembra una cortesia immeritata.
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Mi è appena arrivato via email un’invito a visitare questo nuovo progetto (ancora in versione beta sino all’8 Marzo). Si chiama “Nel mulino che vorrei”. L’ha messo in piedi il Mulino Bianco – storico brand della Barilla.
Così, di primo acchitto, sembra che l’azienda voglia raccogliere i pareri degli utenti della Rete. Che non necessariamente corrispondono all’intero insieme dei reali consumatori dei prodotti Mulino Bianco.
Tutto molto ‘Web 2.0″. Non so ancora cosa pensarne. Voglio esplorare meglio tutto il sito. E capirci qualcosa in più. Mi riservo dunque il diritto di esprimere qualche parere in futuro. Ma anche no.
Nota: il mio indirizzo email pare essere nel database indirizzi di Buongiorno.it, la società che ha provveduto in questo caso a mandare un’email di massa. Chiamasi “email marketing”, “DEM”, “direct marketing” o “spam”, a seconda dei punti di vista.
Update: il progetto, l’idea di fondo, chi e cosa ci sia dietro lo spiega Pepe Moder (Head of Digital at Barilla) con questo post sul suo blog Intranos.
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Se provate a collegarvi al sito www.unicreditbanca.it usando un browser Mozilla Firefox avrete come risposta un messaggio del genere:
Connessione sicura fallita
online-a.unicreditbanca.it utilizza un certificato di sicurezza non valido.
Il certificato è scaduto il 10/12/2008 0.59.
(Codice di errore: sec_error_expired_certificate)
Perché tutto ciò? Ve lo spiego io, da profano. Non ci vuole un mago per capire che Unicredit ha lasciato che scadesse il certificato di sicurezza, ossia quella piccolissima applicazione che permette al browser di compiere scambio di dati in modalità sicura e certificata tra il pc dell’utente ed i server che ospitano il sito. In altre parole: senza rinnovo il browser suddetto non permette – giustamente – di far accedere gli utenti al sito.
Questo accade da più di 30 giorni. Davvero troppi, dal mio punto di vista! Di certo siamo in presenza di una pessima gestione della clientela (chiamatelo pure ‘customer care’). Un’obbrobrio!
Ci sono migliaia di utenti, in moltissimi casi clienti di questa banca, che non possono accedere ai dati del loro conto e consultare informazioni sul loro istituto di credito, se non utilizzando browser alternativi. Non mi sembra una cosa bellissima.
Io, ad esempio, ho ripreso ad usare Microsoft Internet Explorer per accedere a queste pagine. Un po’ una forzatura. Ma altro non credo si possa fare al momento.
Ho provato con Google Chrome. In questo caso si riesce a navigare. Dunque credo che il problema si ponga solo per il browser della Fondazione Mozilla.
Se questo disservizio dovesse proseguire ulteriormente credo che chiamerò il call center telefonico e mi lamenterò sonoramente.
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