Posts Tagged: serie tv


23
set 10

Boardwalk Empire (pilot)

Martedì scorso ho visto la puntata pilota di una nuova serie tv americana. Non ne sapevo nulla. Me l’hanno suggerita due amici a cui tengo tantissimo. Mi sono fidato e l’ho vista. La serie si chiama “Boardwalk Empire”, è ambientata ad Atlantic City negli anni 20 del XX secolo, gli anni del proibizionismo. La trasmette il canale HBO – quello de “I Sopranos” e “Sex in the City”, per intenderci. Qui la scheda Wikipedia in inglese.
Io vado matto per le storie di gangster e questa è decisamente una storia di gGangster.
Il tesoriere della contea, tale Enoch “Nucky” Thompson, gestisce una specie di club che funge anche da casa da giochi (leggi casinò) e maneggia tanto denaro sporco. La neonata legge anti-alcool non può che giovare ai suoi affari. Il proibizionismo potrebbe essere la sua fortuna. Difatti una delle prime avventure in cui lo vediamo cacciarsi è stringere affari con la mafia italiana di Chicago. Vi dicono niente i nomi di Charlie “Lucky” Luciano, “Big Jim” Colosimo e Johnny Torrio? Beh, loro. Uno dei problemi più grandi che Nucky deve affrontare è l’insofferenza del suo braccio destro, il giovane James Darmody – anche noto come Jimmy. Il ragazzo infatti, appena tornato dalla guerra di trincea in Europa, non vede l’ora di fare carriera nel mondo della malavita locale. Il ruolo di autista del tesoriere gli va stretto. Lo si capisce subito nei primi 5 minuti della serie. Come reagirà dunque alla sufficienza di Enoch e ai suoi consigli di tenere bassa la cresta e non allargarsi?
La faccia di Enoch è di quelle che ti piacciono la prima volta che la vedi. Steve Buscemi, difatti, l’ho scoperto a metà degli anni ’90 con “Fargo” e credetemi se vi dico che mi è sempre piaciuto un casino. In questo inizio di serie non delude affatto. Il ruolo del malavitoso elegantone, tutto gessato e belle donne, riesce a reggerlo bene, aggiungendoci persino un tocco del tutto personale e originale: la nostalgia. Non che questo non fosse scritto nella sceneggiatura, intendiamoci. Il suo è un gangster poco spavaldo, che dimostra di aver cuore in diversi casi, che sente il bisogno di una donna accanto e che, si capisce subito, è ancora molto innamorato della sua defunta moglie.
La faccia di Jimmy è una faccia da schiaffi, invece. Michael Pitt, cioè, mi dà l’idea di fessacchiotto. Non che reciti male, intendiamoci. Anzi. Ma si porta dietro quelle espressioni da giovinotto farloccone, ecco. Mi dicono che il tizio sia stato già avvistato dalle nostre parti nel telefilm “Dawson’s Creek”.
Da segnalare anche: Kelly Macdonald nei panni della signora Qualunque – ma che presto farà perdere la testa al distinto signor Thompson; Michael Shannon nei panni dell’agente Agent Nelson Van Alden, ossia un agente FBI con la faccia da sbirro tosto irreprensibile e Stephen Graham nei panni di un giovanissimo (e forse anche buffo) Al Capone. Interessante anche il ruolo di Arnold Rothstein, affidato a Michael Stuhlbarg.
Nota bavosa: Aleksa Palladino, l’attrice che interpreta la signora Darmody è davvero caruccia. Una moretta che desta curiosità. Finora gioca un ruolo di secondo piano, fa la mogliettina devota e tranquilla, giusto un po’ preoccupata ma sono sicuro che in seguito il suo personaggio sarà arricchitto dal punto di vista della personalità. Mi aspetto grandi soprese.
Paz de la Huerta, invece, è molto meno figa di come vorrebbero farla apparire. Non basta interpretare una prostituta per accaparrarsi le simpatie dello spettatore maschio.
Pare che il pilota di questa sia costato circa 50 milioni di Dollari e che sia stato girato da Martin Scorsese, che figura anche come produttore (foto sul set). Alla sceneggiatura Terence Winter, la mente che ha scritto i Soprano. Non due fessi qualsiasi, insomma. E infatti il prodotto di qualità c’è e si vede. Credo che, escludendo il cachet per il cast di tutto rispetto, gran parte del denaro per la produzione di questo primo episodio sia stato speso per la costruzione delle scenografie. Si guardi, infatti, alla certosina ricostruzione dei quartieri popolari di Atlantic City e del night club di Nucky in puro stile anni ’20.
A me “Boardwalk Empire” è piaciuto molto. Probabilmente continuerò a seguirlo contemporaneamente alla messa in onda americana, grazie ai prodigi dei torrenti.

Qui potete vederne il trailer.


28
lug 09

If I was a Mad Man

Mad Men Smeerch

Se Mad Men non fosse una serie tv ma un cartone animato e se io ne fossi protagonista, beh molto probabilmente mi disegnerebbero così.
Immagine generata automaticamente dall’applicazione flash “Mad Men Yourself”.


9
apr 09

Series addiction: Mad Men

madmen

Anche io ho visto la serie tv “Mad Men”. Ho terminato la prima stagione sabato scorso.

Di cosa tratta.

Tutto ruota intorno a Don Draper, un pubblicitario di successo nella New York dei primi anni ’60.

Cosa mi è piaciuto.
1. L’imprevedibilità. Ogni finale di puntata ha una sopresa. Le cose sembrano scorrere lisce per 40 minuti e poi, negli ultimi 10, accade sempre qualcosa che non avresti mai immaginato. Meraviglioso! Non è sempre così ma accade per molte puntate.
2. Il profilo dei personaggi trattati. Sono tutte delle personalità poco stereotipate. Non esiste il buono o il cattivo in senso assoluto. Piuttosto possiamo dire che ogni personaggio è rappresentato sotto mille variegate sfumature, spesso contraddittorie. I capiufficio sono spesso stronzi ma deboli. Uno dei soci dell’agenzia pubblicitaria, ad esempio, è un donnaiolo alcolista che tradisce sua moglie. Ma, allo stesso tempo, ha una fiducia cieca nei confronti del suo migliore  copywriter. La mogliettina tutta casa e bambini è sempre sul punto di tradire il marito. Non lo fa praticamente mai ma d’altro canto è una ragazza frustrata, debole, sottomessa e con problemi psichici.
3. La figura del protagonista, magnificamente interpretata da Jon Hamm. Spero che presto per questo attore si aprano i cancelli del dorato mondo del cinema hollywoodiano. Il suo è un volto che definire enigmatico è poca cosa. Serio e serioso per quasi tutto il tempo, sin dalle prime battute mette in scena espressioni crucciate. Il risultato è eccellente: il protagonista si configura come l’uomo dai mille pensieri funesti per la testa. Che Don Draper nasconda qualcosa di grosso lo si capisce da subito.
A Officer and a Gentlemann dvdrip
4. Le location, i costumi, le luci, tutto ‘il contorno’. Chi ha lavorato su questa serie ha saputo riprodurre fedelmente il mondo dei “Mad Men” dei primi anni ’60, il loro stile di vita, i loro discorsi, gli abiti, gli usi ed i costumi. Per chi non lo sapesse già: Madison Avenue è la strada di New York in cui da sempre si concentrano le sedi delle più importanti agenzie di pubblicità internazionali (e non). “Mad Men” dunque è un’abbreviazione che starebbe per Madison Avenue Men, ossia gli uomini di Madison Avenue. Per estensione: i pubblicitari. In altre parole il titolo è una sineddoche: una parte per il tutto.
5. L’utilizzo di vere campagne pubblicitarie del passato. Vedi “It’s Toasted” per le sigarette Lucky Strike, il proiettore “Carousel” della Kodak, il Clerasil, ecc.
6. Il fascino delle protagoniste femminili. Ad iniziare da Christina Hendrix, nei panni della segretaria supersexy Joan Holloway. Una rossa femme fatale, piena di curve, molto burrosa, fascinosa, quasi una mangiauomini che però, in una drammatica occasione, dimostra di avere un cuore d’oro. Fino ad arrivare alla signora Draper – la bionda January Jones – frivola, giovane, minuta, dai tratti delicati. Dolce e sexy allo stesso tempo. Passando anche – in un certo senso – per Maggie Siff, che proprio bellissima non è ma il suo fascino lo esercita. Tant’è vero che il protagonista se ne innamora perdutamente sin dal primo incontro di lavoro.

Cosa non mi è piaciuto.
Quasi nulla. La serie mi ha preso da subito, sin dai primi episodi. Nel giro di un mese (giorno più, giorno meno) sono riuscito a finirla. Sabato scorso ho iniziato a godermi la seconda stagione. A breve vi farò il punto anche su questa.

Nota: il creatore di questa serie, tale Matthew Weiner, è lo stesso de “I Soprano”.

Un ringraziamento particolare al canale Cult, per averla trasmessa in Italia con il doppiaggio in Italiano, all’inventore del protocollo torrent e a Dj Nero che mi ha spronato e ha vinto la mia proverbiale prigrizia.

Fonte della foto: Tv.com.


23
ott 08

The Oblongs

Il mio cartone animato preferito del momento si chiama “The Oblongs”. Ne vedete il trailer qui sopra. L’ho scoperto per caso. Lo trasmette La 7 alle 19:40 circa, ossia prima del tg della sera.

“The Oblongs” è una produzione statunitense della Warner Bros., tratta le vicende di una famiglia completamente deformata che risiede in una capitale farmaceutica immaginaria. Proprio a causa della presenza dell’industria vicina, gli abitanti della zona hanno subito una modifica al proprio aspetto e così Gli Oblongs rappresentano l’emblema della famiglia devastata dall’inquinamento in cui padre, madre e figli sembrano completamente diversi tra loro. [tratto da TvBlog.it]

C’è chi definisce “The Oblongs” più irriverente dei Simpsons – e credo non si sbagli affatto. Stiamo parlando di una famiglia davvero ‘tossica’. Per dire: papà Oblong non ha braccia, né gambe – praticamente un tronco umano – mamma Oblong è magrissima, fumatrice accanita, alcolista, una svampita che porta un parruccone biondo, i due figli maggiori sono gemelli siamesi attacati per le anche, il secondo figlio è un ragazzino sfigatello e pelato che indossa sempre una magliettina con la scritta “No”, la figlia minore ha un bubbone rosa che gli sbuca dal cranio e che gli ha bloccato la crescita, il loro amico barman è un trans cinico con una voce che mette quasi paura. Nella versione originale le voci di Bob Oblong e di Pickles Oblong sono rispettivamente di Will Ferrell e di Jean Smart.
A me “The Oblongs” piace da impazzire. Consigliatissimo.

Qui il sito ufficiale.