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Ferrero Fresh Folies

Ferrero Fresh Folies - mini Ferrero Rocher

Domenica scorsa, facendo la spesa presso il supermarket Tigre di viale Liegi, ho scoperto le Ferrero Fresh Folies. Incredibile, ormai sembra che io abbia un radar per le novità di casa Ferrero!
Di cosa si tratta? Di una nuova linea di prodotti dolciari da banco frigo, credo pensata specificatamente per l’estate. Al suo interno ci sono la versione mini e ‘fresca’ di diversi prodotti che la Ferrero già distribuisce durante l’inverno: i Mon Cheri, i Rocher, i Raffaello, gli Opera e i Pocket Espresso. (vedi questo post del Promotions-Blog). Questo almeno per il mercato estero. Per il mercato italiano la gamma comprende altri prodotti tra cui il Rondnoir e una specie di gianduiotto.

Come potete vedere dalla foto qui sopra, io ho comprato un paio di scatole di Ferrero Fresh Folies mini Ferrero Rocher. Il costo di ogni confezione (contenente sei pezzi) è di 1,49 Euro. Peso netto: 40 g.

Il cioccolatino è ottimo, ovviamente. Non c’è nemmeno bisogno che lo dica. La definizione esatta sarebbe: “Praline di cioccolato  al latte con nocciole e ripieno cremoso alla nocciola”. Ricorda tantissimo il sapore del Ferrero Rocher originale, anche se è più piccolo, c’è meno wafer all’interno e la granella che lo ricopre è molto più raffinata.
Come ho già detto, la confezione contiene 6 piccole praline adagiate in un blister argentato – praticamente un piccolo vassoio. Credo che tutto ciò sia stato ideato per permettere di servire il prodotto nella sua stessa confezione.

Il prodotto va conservato in frigorifero (+4 °C) e va consumato fresco. Non per nulla la confezione riporta un logo con la scritta “le ricette del fresco”.
Lo ricomprerei? Certamente! Anche oggi stesso – nonostante lo trovi un po’ costoso. Peccato che l’estate stia per finire. Forse dovrei farne una scorta. Speriamo che questa linea sia riuscita ad ottenere il successo che l’azienda sperava così che la prossima estate ce lo possiamo trovare nuovamente nei banchi frigo dei nostri supermarchet.

Nota: ho dato un’occhiata veloce al sito ufficiale Ferrero ma di questa linea di prodotti pare non esserci traccia.

Duplicity

Duplicity

Duplicity

di Tony Gilroy (Usa, 2009)
con Julia Roberts, Clive Owen,
Paul Giamatti, Tom Wilkinson, Carrie Preston,
Thomas McCarthy, Wayne Duvall, Dan Daily, Fabrizio Brienza,
Rick Worthy, Oleg Stefan, Denis O’Hare, Kathleen Chalfant,
Robert Bizik, Lisa Roberts Gillan, Lucia Grillo, Andrea Osvart

Spy story contemporanea con i ritmi, il montaggio e la colonna sonora molto simile ad uno qualsiasi degli episodi della saga “Ocean’s”.
Durante una missione, le spie Claire Stenwick e Ray Koval s’incontrano per caso e, dopo un breve gioco di seduzione, finiscono a letto. Il mattino dopo Ray scoprirà di essere stato drogato e derubato da Clair. Passano alcuni anni. I due vengono a contatto ancora una volta e saranno ancora scintille di passione. Questa volta però, dopo un lungo chiarimento, tra i due sboccerà il vero amore, tant’è che Claire e Ray decideranno di uscire dalle intelligence da cui dipendono, mettersi a lavorare per aziende private e giocare “in proprio” una partita da 40 milioni di Dollari.
Fate attenzione: la trama è un tantino complessa. Non distraetevi durante la visione poiché parecchi personaggi fanno il doppio e il triplo gioco. C’è da confondersi facilmente.
Julia Roberts è sì una bella donna ma qui dovrebbe svolgere il ruolo della femme fatale che con un colpo di fulmine fa perdere la testa seduta stante alla spia-fustacchione. Non vorrei essere polemico e cattivo ma lasciatemi dire “Mah!”

Clive Owen come spia ci può stare. Tra l’altro, ormai, dopo il muratore Daniel Craig, chiunque può fare l’agente segreto, no?

Tom Wilkinson e Paul Giamatti come alti dirigenti di multinazionale funzionano bene. Sono abbanstanza seri e maturi da risultare credibili. E poi in abito scuro stanno benissimo.
Di Denis O’Hare non so che dire. O meglio: l’ho sempre visto in altri panni. La sua faccia è più indicata per ruoli ‘da cattivo’, piuttosto che da spia industriale.
Andrea Osvart appare per un attimo, durante una delle scene ambientate a Roma: la vediamo seduta ad un tavolino a conversare amabilmente con il protagonista maschile. Bastano pochi secondi per ricordarsi quanto sia bella.
Voto globale alla pellicola: 6. Film un po’ lunghetto e confusionario.
Consigliato solo a chi apprezza i film spionistici e quelli ‘stilisticamente moderni’. Ah beh, sì, certo: anche a tutte quelle donne che vanno in visibilio di fronte al fascino rude di Tronco Owen.
Nota: Tony Gilroy (il regista di Michael Clayton), oltre ad aver diretto la pellicola, ne ha anche scritto la sceneggiatura.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Velocità massima

.!.

Velocità Massima

Velocità massima

di Daniele Vicario (Italia, 2002)
con Valerio Mastandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela,
Massimiliano Varrese, Ivano De Matteo, Emanuela Barilozzi,
Massimiliano Dau, Enio Girolami, Sara Franchetti,
Tullio Sorrentino, Luca Paniconi, Antonio Obino

Prima d’ora non mi era mai riuscito di vedere questo film per intero. Questo pomeriggio finalmente l’ho fatto. Mi sono gustato questa pellicola di Daniele Vicario per intero mentre consumavo il mio pranzo della domenica con il fido coinquilino.
Ostia (Rm). Primi anni 2000. Stefano è un ragazzo sulla trentina, il solitario titolare di un’autorimessa sul litorale. Per fare un favore ad un amico ‘sfasciacarrozze’, prende con se come ragazzo di fatica suo figlio Claudio, un diciassettenne appassionato di meccanica. Tra i due nascerà una bella amicizia basata, appunto, sulla passione per i motori.
I rapporti tra i due, inizialmente burrascosi, miglioreranno quando Claudio troverà in garage, impolverata e abbandonata, una vecchia Ford Sierra e comincerà a metterla a posto. Il lavoro che i due faranno fianco a fianco sulla macchina li avvicinerà, anche perché quello sarà il mezzo con cui affronteranno le gare di corse clandestine che regolarmente si tengono a Roma per le strade del quartiere E.U.R. L’amicizia tra i due protagonisti, comunque, si troverà ad affrontare due prove molto ardue: i problemi economici di Stefano (in perenne debito con la banca) e l’amore di Claudio per Giovanna, la ragazza del loro nemico giurato nelle gare, nonché ex fiamma di Stefano.
Valerio Mastandrea sembra nato in quella tuta da meccanico. Questo è di certo uno dei ruoli che meglio gli sono riusciti, considerando la sua intera filmografia. Non per nulla proviene proprio dalle borgate romane, per cui conosce benissimo il linguaggio, gli atteggiamenti, i modi di fare e di pensare della sua generazione – almeno quella che agisce qui, nella Capitale.
Cristiano Morroni è molto giovane. Non so se qui fosse alla sua prima apparizione sullo schermo ma se la cava benissimo nella parte dell’ingenuo piccolo genio della meccanica. Ha un viso dolce, non da duro – difatti fa da contraltare alla personalità burbero dell’altro protagonista, Stefano.
Anche Alessia Barela recita molto bene. Non è la classica bellona. Non è una superfiga ma è perfetta per il ruolo. Una ragazza tutt’altro che sofisticata. Non semplice, né del tutto borgatara, ma dotata di un certo (convincente) fascino. Il fatto di essere contesa fra tre giovani uomini appassionati di corse è alquanto credibile.

Ivano De Matteo invece non è proprio perfetto nella parte del figlio di papà che fa le corse clandestine con auto costose. Troppo trucido il suo personaggio, molto poco ‘fighetta’. Tutto sommato il suo ceffo riesce a risultare alquanto antipatico allo spettatore: dunque buona prova anche per lui.
A Daniele Vicario va dato merito di avere costruito un bel film, una specie di “Fast & Furious” all’italiana, meno pomposo, meno scintillante, meno sborone, meno pacchiano ma molto più realista. Bravo!
Non male la colonna sonora, fatta di brani originali che sanno delineare abbastanza fedelmente le sonorità degli anni che raccontano.

Voto 7.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Dior Higher Deodorant

Dior Higher Deodorant

Non ho mai speso 23 Euro per un deodorante. Almeno sino a questo momento.
Al’s Lads full movie

Silk video Ieri in mattinata sono stato da Sephora in via del Corso. Ero orientato verso un profumo, volevo prendere Chanel Allure Edition Blanche perché la scorsa settimana ne ho trovato un campioncino in GQ, l’ho staccato dalla pagine, l’ho provato subito e mi è piaciuto.
Dunque sono entrato nel negozio con l’idea di risentire questa fragranza e valutarne il costo. Però ho visto che il tester non c’era – ho chiesto in giro e mi hanno confermato che il tester per quel profumo proprio non l’avevano. Inoltre il flacone più piccolo costava 54 Euro – decisamente troppo per le mie tasche. Credo si tratti di una specie di edizione speciale. Non mi andava di spendere così tanto per un profumo.
E così sono rimasto una mezz’oretta di fronte allo scaffare dei profumi da uomo a spruzzare diversi tester di profumi sui meravigliosi talloncini di cartoncino bianco candido. Mi stavo per orientare verso Dior Sport Homme ma non ero molto convito. Sì, mi piaceva abbastanza ma anche in questo caso il costo del flacone più piccolo era alquanto elevato.
Mentre mi spruzzavo e osservavo boccette di profumi sono venute almeno tre commesse a chiedermi se avessi bisogno di qualcosa. L’ultima mi ha proposto di prendere proprio Dior Sport Homme ma, come già detto, non ero molto convito. Così questa gentile signorina mi ha fatto sentire l’odore di altri 5/6 profumi. Per tre volte mi ha ripetuto “Ma questo non è nuovo”, come se questa frase potesse dissuadermi dal comprare l’una o l’altra marca. Bah! Ancora mi chiedo che senso abbia il concetto di ‘nuovo’ applicato ad un profumo. Gliel’ho anche detto – per tre volte – “Non importa che non sia nuovo. Per me fa lo stesso. L’importante è che mi piaccia”. Ma non credo che stesse ad ascoltarmi. Ad un certo punto mi è sembrata in difficoltà. Io le chiedevo delle fragranze cosiddette ‘fresche’ – intendiamoci: neanche so bene cosa significhi – lei pare che le avesse finite. Me le ha mostrate praticamente tutte, tutte le ‘tonatità di fresco’ che conosceva. Quindi me ne ha fatto sentire una calda e fresca allo stesso tempo – secondo lei. Mi ha parlato di thé bianco, ma potrei anche non aver capito bene. Quindi ha preso Dior Higher e l’ha spruzzato sul talloncino. Mi è piaciuto subito. Ci ho pensato 3 secondi ed ho detto: “Lo prendo”.
Immediatamente ho buttato l’occhio sui talloncini dei prezzi, ho controllato ed ho notato che il meno costoso era ovviamente il formato ‘deodorante’. Bene: ho preso quello. Mi serviva giusto un deodorante. Il mio è appena finito. Come prendere due piccioni con una fava: profumarsi il corpo con un solo cosmetico. Dovrebbe essere meno dispendioso in questo modo. La commessa, come a volermi ulteriormente convincere della bontà del prodotto, me l’ha spruzzato ancora sul dorso del polso destro. Dice che il profumo va sentito sulla propria pelle, perché sul cartoncino o nell’aria o sulla pelle degli altri è diverso. Mah!
Spruzzo. “Lo prendo, ho detto che lo prendo!”
Dov’è la cassa? No, non davanti l’uscita. Lì in fondo.
Quant’è? 23 Euro. In contanti.
Grazie, arrivederci.

Reportage dall'aperitivo Ford Ka per blogger (Roma)

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Venerdì sera ho avuto l’onore di partecipare all’aperitivo organizzato da Digital PR per Ford. Occasione per presentare ai blogger il restyling del modello “Ka”. L’evento avveniva in contemporanea con Milano. (Flickr Pool)
Impressioni:
A Roma abbiamo avuto l’onore di avere il presidente di Ford Italia, tale Gaetano Thorel. E’ stato lui ad aprire lo speech. (vedi foto sopra by FordKa Ita

Hard to Kill video

) Ha ricordato come la Ford ha voluto fare da sola, è stata l’unica azienda americana del comparto automobilistico a non chiedere al governo degli Stati Uniti aiuti economici per affrontare l’attuale crisi economica. Ci ha parlato delle statistiche di vendita della sua azienda, del fatto che in Gran Breatagna è come se fossero l’azienda di casa, mentre in Italia superano di poco il 10% del mercato e lo ritengono comunque un grande traguardo, poiché è pressoché impossibile scalzare la Fiat – che non scende praticamente mai al di sotto del 30%.

I modelli di punta, ossia quelli che più vendono in Italia, sono 3: Fiesta, Ka e un altro che non ricordo. Forse Mondeo? A quanto pare le cose vanno fin troppo bene per la nuova Ka in termini di commercializzazione. In Italia, in vendita dai primi dell’anno, ci sono così tante richieste da non riuscire a stare dietro con le ordinazioni. Praticamente solo il 50% dei clienti riceve la macchina poco dopo la prenotazione. Tutti gli altri devono attendere diversi mesi, alcuni sino a Settembre/Ottobre 2009. Tutto ciò non è affatto bello. Lo ha amesso a malincuore anche lo stesso Thorel. La Ford vorrebbe anche far di più ma non può aumentare il numero delle unità prodotte – a parità di lasso di tempo – perché la linea di produzione della nuova Ka è in condivisione con la Fiat – che credo la utilizzi per sfornare le nuove 500.
A seguire c’è stato l’intervento del capoccia della Wunderman, l’agenzia di comunicazione a cui la Ford si è affidata per la campagna online. Ha mostrato tutta una serie di slide (Powerpoint) con testo piccolissimo, piene zeppe di dati. Ha spiegato brevemente il pre-lancio e il lancio vero e proprio sulla Rete. Ciò che ha stupito un po’ tutti i presenti – me incluso – è che nelle sue parole e nelle slide non c’era il benché minimo accenno a quello che in gergo (nel bene o nel male) viene chiamato “web 2.0″. Ci ha parlato di mini sito dedicato al nuovo prodotto, di gallerie fotografiche, spot, video, newsletter, ecc. Tutto molto bello, carino. Anche interessante. Sì ma anche tutto ‘one-to-many’, molto ‘broadcast’, dal punto di vista comunicativo. In pratica, nella campagna della nuova Ford Ka non è presente alcun tentativo di voler ingaggiare una conversazione con l’utente/possibile acquirente dell’auto.
Come ha scritto Nicola Mattina su FriendFeed “il sito ad hoc www.ovunqueka.it è tutto una flashata” Perché? Come mai?
Davvero molto strano, visto che per un evento del genere avevano chiamato i blogger italiani (una loro rappresentanza). Come si spiega tutto ciò? Alessio Jacona si è fatto portavoce di coloro i quali avrebbero dovuto esprimere questo dubbio e ha posto la domanda, con garbo e nei termini corretti, ma devo dire che la risposta è stata alquanto evasiva e poco chiara. Insomma il solito “c’è molto da fare, abbiamo inziato, la strada da percorrere è quella” e così via. Belle parole. Ma pochi fatti. L’unico accenno di interazione è forse l’apertura di una specie di community in cui si chiede agli utenti di indicare su di una mappa alcuni punti di interesse. Un geotagging collaborativo realizzato usando Socialight.
Chiusa questa parentesi istituzionale ci sono state un paio di domande. Luca Mascaro (dalla Svizzera, in transito per Roma) ha chiesto come mai non venisse dato ascolto a quei fidelissimi di Ford che, nonostante siano pochi, in alcuni forum spesso si lamentano del fatto che certe auto disponibili negli States (vedi Mustang) non siano invece disponibili nel nostro Paese. La risposta del presidente è stata un’altra candida ammissione: Ford Italia è dispiaicuta ma non ha tempo per occuparsi di questo. La monitorizzazione delle conversazioni in Rete sui brand Ford, a quanto pare, avviene, ma non è una pratica continuativa. Eppure se si pensa che una cifra altissima viene spesa sul Web (il 10% dell’intero budget in comunicazione) non ci si spiega come mai non si possano impiegare almeno due addetti junior alla comunicazione a tempo pieno per assolvere a questo compito e intessere dunque un rapporto più diretto con i fan/la clientela.
A speech ultimato mentre si gozzovigliava, chi lo voleva poteva effettuare un drive test con l’auto. Io me lo sono perso – al solito – perché ero troppo preso dal cibo e a chiacchierare con altri blogger conoscenti (amici?) presenti all’evento.
A fine serata si è anche tenuta una piccola riffa. Sono stati estratti due numeri e così due blogger (WonderPaolastra e Laura Fujiko) hanno ricevuto la Ka in prova gratuita, ciascuno per una settimana.
Il Red è un locale davvero bello. Si trova all’interno del complesso dell’Auditorium – Parco della musica di Roma. Di certo si tratta di un posto da fighetti ma mi è sembrato una location consona all’evento. Grande, spazioso, affascinante arredamento contemporaneo, ottima amplificazione, doppia sala (cocktail e cena) più un bel po’ di tavolini allestiti all’esterno, sotto la passeggiata a galleria dell’Auditorium. Il barista al banco è stato molto bravo nel preparare i cocktail analcolici – credo che ormai lo sappiate: sono astemio. Cibo molto buono e vario: riso basmati col ragù, soufflé di patate, tartine, pizzette, spiedino di pomodori pachino e mozzarelline, ecc.
I gadget di questo evento: un modellino della macchina in massiccio metallo cromato (ferro? acciaio? leghe varie?), una maglietta nera in cotone con la grafica del nuovo sito Ka e un bel libro fotografico in cartone pesante (con copertina magnetica) contenente un cd pieno di foto della macchina ad alta definizione. Sarà stato materiale per la stampa riciclato per i blogger?

Guzzanti live @ Gran Teatro di Roma

Corrado Guzzanti in Tour

Venerdì scorso – 5 Aprile – sono stato a vedere lo spettacolo di Corrado Guzzanti al Gran Teatro di Roma. C’era grande attesa sia perché il comico non realizzava uno spettacolo dal vivo da diversi anni, sia perché anche in tv ormai è latitante da tempo immemorabile – tranne qualche rarissima apparizione nei programmi di Serena Dandini.
I biglietti erano stati comprati da un amico – molto ma molto previdente – diversi mesi fa. Credo in Gennaio. Ed è stata una fortuna perché sono andati esauriti in pochissimi giorni. Tutti. Sold out! Nonostante il Gran Teatro abbia migliaia di posti a sedere (poco più di 3000) e nonostante Guzzanti stia eseguendo ben 6 repliche nella sola città di Roma.
Non so cosa è stato. Forse la grande attesa, forse delle aspettative altissime da quello che io considero come uno dei migliori comici viventi italiani, comunque sia: questo spettacolo mi ha un po’ deluso. Lo dico con l’amaro in bocca.
Sostanzialmente sono tre i motivi del rammarico:
1. In parecchi casi il ritmo dello show era alquanto lento. Le gag avevano i loro tempi: ricche, ricchissime di battute ma a spesso interminabili;
2. Parecchie parti dello show erano costituite da filmati registrati in precedenza. Insomma, come a dire che l’attore Guzzanti ha voluto risparmiarsi un po’ della fatica del ‘live acting’, facendosi supportare dalla produzione video e post produzione;
The Affair of the Necklace hd
3. Diversi atti dello spettacolo non erano altro se non una collezione di vecchie gag già viste in tv. Ormai certi passaggi storici della comicità di Guzzanti te le puoi godere anche in Rete. YouTube è colma di sue gag registrate dalla tv. Ma se le abbiamo viste in tv e riviste più volte online:, perché riproporle ancora in teatro?
Tra le cose che sapevano di ‘già visto’ c’erano:
- la gag del santone ‘Quelo’, che era pressoché una compilation di tutte quelle interpretate nella metà degli anni ’90 durante la trasmissione “L’ottavo nano”;
- l’intervista a Padre Pizzarro sulla fede, sui valori, sul senso della vita: identica a quella interpretata durante una puntata della trasmissione “Parla con me”;
- il duetto Guzzanti/Marzocca con il primo nella veste dell’anchorman e il secondo nel ruolo di Padre Federico: una cosa che fungeva da filo conduttore alla trasmissione “Il caso Scafroglia”;
- i lanci di Vulvia per Rieducational Channel, anche in questo caso una raccolta delle varie gag che resero famoso questo personaggio;
- il pezzo in cui Caterina Guzzanti imita il Ministro Gelmini, che era identico a questo.
Sul palco, oltre i due fratelli Guzzanti, anche Marco Marzocca. Ancora mi sto chiedendo che senso avesse la sua gag dove interpretava un anziano manesco.

Tra i contributi originali ci sono stati:
download All About Eve
-  l’imitazione del Ministro Tremonti nei panni di un principe settecentesco con i popolani a lamentarsi sotto le sue finestre (personaggio già interpretato in passato ma con testo nuovo e adattato all’attualità di queste settimane);
- l’imitazione di Antonio Di Pietro: molto breve ma validissima nel rappresentare il leader dell’Italia dei valori come un uomo che spesso fa confusione con le parole mentre usa con insistenza esempi presi dalla cultura popolare;
- l’imitazione di Romano Prodi, rappresentato come un uomo fermo, immobilizzato da mesi alla stazione, che fa fronte ad ogni tipo di clima e di situazione surreale, in attesa di godersi una saporita vendetta;
- l’imitazione di Gianfranco Funari: vecchio e canuto, nella sua classica posizione, poggiato con il mento sul suo bastone, dal Paradiso parlava di volgarità – come suo solito – ammonendo gli attori sul palco attraverso lo schermo.
La struttura del Gran Teatro non ha aiutato a migliorare l’esperienza di fruizione dello spettacolo. Si tratta di una specie di tendone enorme. Non proprio come quello da circo, ma quasi. La sua acustica non è il massimo e putroppo sulle due scalinate che fiancheggiano l’enorme platea non ci sono casse acustiche (altoparlanti). Una delle poche cose buone, fortunatamente, era la presenza di un paio di potenti telecamere puntate verso il palco. In questo modo, nonostante fossi nelle ultime file, sono riuscito a vedere le espressioni sulle facce degli attori. Ovviamente sul maxi schermo posto alle loro spalle.
Altro piccolo appunto: spiace che Guzzanti non abbia interpretato altri storici personaggi come il massone incappucciato, Antonello Venditti e il gerarca fascista Barbagli.

Burger Silvio, Presidente paninaro

Hei Silvio!

La foto che vedete qui sopra è stata scattata domenica scorsa (15 Marzo) all’interno di una stazione della Metropolitana di Roma. Linea B – Termini.
Si tratta di una recente campagna pubblicitaria della catena di paninoteche Burger King che reclamizza delle offerte straordinarie (sconti) su di un particolare tipo di menù panino.
Usano un linguaggio alquanto strafottente, si rivolgono – seppur indirettamente – al nostro Presidente del Consiglio e fanno un gioco di parole sugli incentivi messi in cantiere del Governo – ovviamente in altri campi.

Weirdsville movie

Chissà se qualcuno protesterà. Non ci sarebbe motivo. Ma qui siamo in Italia, se la cosa accadesse non mi stupirebbe più di tanto.

Pentacompleanno: the tracklist

Sabato scorso, 7 Marzo, ho messo i dischi al “Pentacomplenno”, una festa organizzata in un capannone di via di Pietralata – qui a Roma – per festeggiare il compleanno di 4 miei colleghi. Sì certo, lo so che “penta” sta per cinque e non per quattro ma la storia è lunga e poi sono fatti che non vi riguardano. Andiamo oltre.
Con mio grande stupore sono riuscito a far ballare un centinaio di persone per più di 5 ore: dalle 22. 40 alle 04:20.

Volete sapere che brani ho scelto? Date pure un’occhiata alla maxi playlist qui sotto.

Titolo Performer
Thinking Of You Monday Michiru
Comment Te Dire Adieu Tokyo’s Coolest Combo
L’Ombre Et La Lumiere Coralie Clement
Le Salon Capsule
Poupée De Cire, Poupée De Son France Gall
Coffee Cold Galt McDermot
The Time Is Now (Bambino Casino Remix) Moloko
The Girl From U.N.C.L.E Teddy Randazzo
More (Theme From Mondo Cane) Balanco
Samba De Minha Namoradinho Calin
Summer Sun Koop
Miniskirt Skeewiff
Carnival The Cardigans
Jaleo Truby Trio feat. Concha Buika
Right In The Night Jam & Spoon feat. Plavka
Short Dick Man 20 Fingers
Blind (Frankie Knuckles Remix) Hercules And Love Affair
Blind (Full Album Version) Hercules And Love Affair
I Kissed a Banquet Kate Perry vs. Bloc Party
Music Inferno Madonna
Safari (Roy Malone King Mix) Lorenzo ‘Jovanotti’ Cherubini feat. Giuliano Sangiorgi
American Boy (Splice Of Life Vocal) Estelle feat. Kanye West
Toop Toop (Club) Cassius
Around The World Daft Punk
Silver Screen (Shower Scene) Felix Da Housecat
Loco (Dj Tampinhas Extended Mix) Loving Paris
The Bomb (These Sounds Fall Into My Mind) The Bucketheads
I Have A Dream (Full Speech) Martin Luther King Jr.
Heater Samim
House Sermon (acapella) Todd Terry
The Bomb (These Sounds Fall Into My Mind) The Bucketheads
Rumba E Cocaina Tribal Connection
Voglio Solo Limonare (Radio Version) Crookers feat. La Pisa & Mr. Cocky
4 Minutes (Bob Sinclar Space Funk Mix) Madonna feat. Justin Timberlake
Show Me Love (Stonebridge’s Club Remix) Robin S.
Madan (Martin Solveig Remix) Salif Keita
The Groove Jet (If This Ain’t Love) Spiller feat. Sophie Ellis Bextor
Music Sounds Better With You Stardust
A Remix In New York Sting
Belo Horizonti (Dub Duo Samba Vibe) The Heartists
Love Generation Bob Sinclar
I’m A Rainbow Too (Techno Mix) Bob Marley with Fatboy Slim
Do D Freak (Posillipo Mix Extended Version) Collettivo Soleluna vs. Planet Funk Collective
Flawless (Go To The City) George Michael
I’m So Glad That I’m A Woman (Craze Extended) Flares
Sex Machine (Fantastic Plastic Machine Mix) James Brown
You Make Me Feel (Mighty Real) Sylvester
Don’t Let Me Be Misunderstood Santa Esmeralda
Born To Be Alive Patrick Hernandez
In Alto Mare Loredana Bertè
Megamix Kool & The Gang
My Sharona The Knack
Venus Shocking Blue
The Name Game Shirley Ellis
Con un bacio piccolissimo Robertino
Shout Otis Redding
Toda Joia Toda Beleza Roy Paci & Aretuska feat. Manu Chao
L’Ombelico Del Mondo Jovanotti
I Feel Good James Brown
Poupée De Cire, Poupée De Son France Gall
Respect Aretha Franklin
Quelli Belli Come Noi Alice e Ellen Kessler
Lolipop Chordettes
Le Freak Chic
Que Pasa Me No Pop Coati Mundi
Gioca Jouer Claudio Cecchetto
Salirò Daniele Silvestri
Maracaibo Lu Colombo
Vieni a Ballare in Puglia Caparezza
Maracaibo Lu Colombo
Suavemente Elvis Crespo
Para No Verte Mas La Mosca Tse Tse
I Like It The Blackout All Stars
2 The Night Ottmar Liebert
The Rhythm Is Magic Marie Claire D’Ubaldo
Rock The Casbah The Clash
Video Killed The Radio Star The Buggles
Kiss Moonman
Kiss Prince
Renato Mina
The Switch Planet Funk
Personal Jesus Depeche Mode
Calling You Jevetta Steele
Everybody’s Gotta Learn Sometime The Korgis
I’ll Be Waiting Lenny Kravitz
Ovunque Andrò Le Vibrazioni
Il Ballo Di San Vito Vinicio Capossela
Rag Doll Aerosmith
Meganoidi Meganoidi
Tanti Auguri Raffaella Carrà
Tintarella Di Luna Mina
Surfin’ Bird (Spot Malaguti Phantom F12) The Trashmen
Surfin’ Safari Beach Boys
Twist And Shout Chubby Checker
Lolipop Chordettes
You Never Can Tell Chuck Berry
Matilda, Matilda Harry Belafonte
Great Balls Of Fire Jerry Lee Lewis
Lamù Lamù
Che Caura Mi Fa! Carletto Principe Dei Mostri
Gianna Rino Gaetano
Disco Samba Two Men Sound
Marajà Vinicio Capossela
Para Parà Ra Rarà Frank Head
Febbre Da Cavallo Febbre Da Cavallo
A Cure for Celentano Adriano Celentano + Cure
Call Me Blondie
Satisfaction Skank Fatboy Slim vs. The Rolling Stones
Hey Boy, Hey Girl Chemical Brothers
Who Said Planet Funk
I See You Baby Groove Armada feat. Gram’ma Funk
Technologic Daft Punk
Cassius ’99 Cassius
Rewind (When The Crowd Say Bo Selecta) Artful Dodger feat. Craig David
I Will Survive Cake
Can’t Take My Eyes Off Of You Boys Town Gang
Quando Dico Che Ti Amo Annarita Spinaci
Limbo Rock Chubby Checker
Sway Perez Prado & Rosemary Clooney
Karma Chamelion Culture Club
Dare Gorillaz
Santa Maria De Buenaire Gotan Project
Gold Digger Kanye West feat. Jamie Foxx
Feel Good Inc. Gorillaz
Billie’s Milkshake (James Davids Mix) Kelis vs. Michael Jackson
Tanto (3) Lorenzo 2005
Connected Stereo MC’s
Mundian To Bach Ke Panjabi MC
History Repeating Propellerheads
Cantaloop Us3
The Seed The Roots feat. Cody Chestnutt
Rehab Amy Winehouse
Pump It Black Eyed Peas
Sucker D.J. Deempals Dee
Bongo Bong – Je Ne T’Aime Plus Robbie Williams
Crazy Gnarls Barkley
Dancing In The Moonlight Toploader

buy Blue Collar

KitKat Senses

KitKat Senses

West Side Story Anche la Nestlé si è fatta il suo Duplo Nocciolato Leggero. L’ha chiamato “KitKat Senses”. Io l’ho trovato in un bar di Roma. Ma non credo sia ben distribuito in Italia. Sulla confezione dello snack che ho mangiato io c’era la tipica etichetta adesiva bianca che integra le informazioni non stampate sull’involucro originale. Sopra c’è scritto: «Distribuito da Nestlé Deutschland AG D-60523 Francoforte».
Ad ogni modo la barretta è molto buona. Nel gusto ricorda tanto la sua diretta concorrente italiana. Comunque credo che sia più lunga e più pesante (peso: 31 g. netti). C’è un però, un grande però: al KitKat Senses mancano le nocciole intere. La crema alla nocciola situata sopra il wafer multistrato cerca di sopperire a tale mancanza ma non mi sembra ci riesca benissimo. Decisamente non è una misura sufficiente a far dimenticare tale pregio.
Costo: 1,20 Euro.

Se avete apprezzato questo post, potete anche leggere: Kinder Choco Sticks, Nestlé Bono, Kinder Duplo Stick, Chocola’s 36, Decidersi, Timeline dei prodotti Ferrero.

KublaiCamp aperitif playlist

KublaiCamp (logo)

Come già vi dicevo qui, sabato pomeriggio sono stato a mettere due dischi durante l’aperitivo tenutosi alle Officine Farneto di Roma a margine del KublaiCamp. Quella che segue è la tracklist.

01 Nuyorican Soul feat. Louis Salinas -  Pienso En Ti (Thinking Of You)
02 Anané - Bem Ma Mi (Main Mix)
03 Boozoo Bajou - Night Over Manaus
04 Frank Sinatra - The Girl From Ipanema

05 Henri Salvador - Jazz Mediterranèe (Koop Remix)
06 Mario Biondi & The High Five Quintet - Rio De Janeiro Blue
07 Mickey Mephistopheles - Take One
08 The Latin Blues Band feat. Luis Aviles - (I’ll Be A) Happy Man (Boogaloo)
09 United Future Organisation feat. Dee Dee Bridgewater - Flyin Saucer
10 Big Boss Men - Complicated Lady
11 Montefiori Cocktail - Un Tempo Piccolo
12 Nicola Conte - Love Me ’till Sunday
13 Tokyo’s Coolest Combo - Comment Te Dire Adieu
14 Balanco - More (Theme From Mondo Cane)
15 Armando Trovajoli - Fiorella With The Umbrella (Vocal Version)
16 David Matthews - Sambafrique
17 Koop - Summer Sun
18 Meg feat. Elio Senza Paura
19 Quincy Jones - Soul Bossa Nova
20 De Phazz – The Mambo Craze
21 Senor Coconut and His Orchestra - Kiss
22 Tita Lima - A Conta Do Samba
23 Air - Venus + President Barack Obama 2009 Inauguration and Address
24 Gianfranco Reverberi -  Nel cimitero di Tucson
25 Ghemon feat Pete Philly - Avrei bisogno di un divano
26 John Legend - P.D.A. (We Just Don’t Care)
27 Montefiori Cocktail feat. Bengi - L’Albero Di 30 Piani
28 Remy Shand - Take A Message
29 Vikter Duplaix -  Sensuality (Smeerch On Fire Remix)