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1
mag 10

Tagliatelle agli asparagi (ricetta)

(5)

Ingredienti per 4 persone:

500 g di tagliatelle (semplici o all’uovo, a seconda dei gusti)
10o g di asparagi selvatici

100 g di prosciutto cotto (o speck)

4 gambi sottili di scalogno (o cipollotto)
un cucchiaio di brodo vegetale granulare (oppure mezzo dado)
300 ml di acqua per il brodo
50 g di sale grosso

olio extra vergine d’oliva
pepe q.b.

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Preparazione

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Prendete un pentolino, versateci 300 ml di acqua, un cucchiaio di brodo vegetale granulare e mettetelo sul fuoco non troppo alto. L’acqua, che nel frattempo sarà diventata alquanto scura, va lasciata riscaldare sinché non arriva ad ebollizione. A questo punto, cioè quando il brodo è pronto, spegnete pure il fornello e togliete il pentolino dal piano cottura. Nel frattempo bisogna pulire lo scalogno e tagliare la parte finale (il bulbo) in rondelle molto sottili. Tagliate anche la fetta spessa di prosciutto cotto in tanti piccoli dadi di un cm di lato (circa) – se prima non l’ha fatto per voi il vostro salumiere di fiducia. Pulite gli asparagi, tagliateli in piccoli pezzi (1) e lavateli un paio di volte in abbondante acqua fredda. Ungete il fondo di una padella larga con un filo d’olio,  riscaldatela per una decina di secondi su fuoco bassissimo, quindi aggiungeteci lo scalogno. Appena lo scalogno inizia ad assumere un colorito dorato, versate nella padella i dadi di prosciutto cotto. Fate cuocere per un paio di minuti, ossia finché non vi sembra che il prosciutto sia diventato più scuro (2). Aggiungete un pizzico di pepe, secondo il vostro gusto. Sempre mantenendo la fiamma molto bassa, versate nella padella gli asparagi e il primo mestolo di brodo. Lasciate cuocere per almeno mezz’ora, mescolando molto frequenentemente e aggiungendo con costanza altri mestoli di brodo. Attenzione: gli ingredienti non devono attaccarsi alla padella, cioè durante la cottura bisogna mantenere sul fondo uno strato di brodo. Se volete, potete coprire la padella con un coperchio per migliorare e velocizzare la cottura degli asparagi. Dieci minuti prima che gli asparagi terminino la loro cottura, è consigliabile mettere a bollire sul fuoco alto una grossa pentola con l’acqua per la pasta. Quando l’acqua inizia a bollire, immergere le tagliatelle e aggiungere due cucchiai di sale grosso. Dopo 4 minuti assaggiate lo stato di cottura della pasta e quindi, se è il caso, spegnete il fornello e scolatela. Mettete la pasta in una grossa ciotola e aggiungete il composto asparagi/prosciutto/cipolla che, nel frattempo avrebbe dovuto ultimato la cottura (3). Versate la pasta ancora calda in piatti fondi (4).

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Nota (1): più grande è il diametro dell’asparago, più piccoli devono essere i pezzi. Nel caso di sottili asparagi selvatici, non è il caso di ridurli in pezzi molto piccoli, anche se va ricordato che quelli surgelati che si comprano al supermarket sono molto più duri e vanno quindi cotti più a lungo.
Nota (2): nel caso in cui usate lo speck al posto del prosciutto cotto (come vorrebbe la ricetta originale), è consigliabile ridurre di molto la cottura nell’olio, onde evitare che lo speck diventi troppo secco e salato.
Nota (3): a mio avviso a questo punto non è il caso di rimettere la pasta nella padella per dare un’ultima riscaldata sul fuoco, perché il sugo potrebbe seccarsi, ossia ritirarsi eccessivamente. Ma so che ci sono diversi cuochi fissati con quest’ultima operazione prima della “mise en plate”. Dunque fate come credete.
Nota (4): se vi piace particolarmente il Parmigiano, potete anche grattugiarlo e versarlo sulla pasta, una volta versata nei piatti. Io non l’ho fatto. Sconsigliato ma comprensibile.

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Nota (5): la foto che vedete in questo post l’ho scattata io il 22 aprile 2010. A dimostrazione che questo primo piatto è stato recentemente provato dalle papille gustative del sottoscritto, che l’ha anche cucinato.

Se non vi fidate dei miei consigli, potete sempre consultare la ricetta de Lospicchiodaglio.it cui ho preso (un grosso) spunto.


23
nov 09

La sbobba del cane

La sbobba del cane

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Ieri a pranzo ho cucinato “la sbobba del cane”, anche nota come “il pappone” (vedi foto)

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. Non si tratta di cucina per canidi, è solo un modo autoironico di definire una ricetta che mi sono inventato, una roba così facile da cucinare che spiegarla è persino imbarazzante. Il nome deriva dall’aspetto poco invitante. Si tratta di un secondo di carne, una specie di composto deforme di carne e verdure grigliate.

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Ingredienti per due persone.

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200 grammi di carne suina macinata
mezza confezione di verdure grigliate surgelate
un goccio di aceto balsamico
una foglia sbriciolata di salvia secca
uno spicchio d’aglio
sale e pepe quanto basta

Preparazione.

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Versate un filo di olio d’oliva extra vergine sul fondo della padella e fate indorare lo spicchio d’aglio predentemente mondato della parte esteriore. Nel momento in cui l’olio caldo inizia a farlo sfrigolare, togliere l’aglio e versare la mezza confezione di verdure grigliate surgelate.
Nota 1: so benissimo che sarebbe meglio usare delle verdure fresche, piuttosto che quelle congelate, ma sappiate che io sono: 1) single impenitente, 2) pigro anche ai fornelli.
Lasciare friggere le verdure per un paio di minuti al massimo al solo fine di farle scongelare e farle leggermente dorare.
In seguito aggiungere il macinato di carne suina e lasciare cucinare per un minuto circa, in modo da che la carne assuma un colore più scuro. Usare un cucchiaio di legno per mescolare abbondantemente e per sminuzzare ulteriormente la carne.
Nota 2: la carne utilizzata può essere anche di manzo o equina. La ricetta sostanzialmente non cambia.
Nota 3: inizialmente la ricetta prevedeva degli straccetti di manzo. Col tempo (quasi inconsciamente) ho finito per usare sempre del macinato.

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Versare quindi mezzo bicchiere d’acqua, salare a piacere, aggiungere un pizzico di pepe, la foglia sbriciolata di salvia e una spruzzata di aceto balsamico. Lasciare cuocere per altri 3/4 minuti, almeno finché l’acqua non sarà quasi completamente evaporata.
Servire in tavola la sbobbca calda ma non al punto di scottare lingua e labbra dei commensali.
Nota 4: al posto del pepe è possibile usare un piccolo peperoncino secco piccante. La scelta dipende ovviamente dai gusti di chi cucina e soprattutto di chi si godrà la pietanza.
Nota 5: se volete proprio esagerare, 30 secondi prima di spegnere il fornello potete aggiungere 4 o 5 tocchetti di formaggio. Oppure spolverare con del Grana Padano, una volta servito a tavola.

Costo: meno di 7 Euro.


17
set 09

Tagliolini al nero di seppia prafali

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Ieri sera mi sono inventato una ricetta. Avevo in frigo una busta di tagliolini al nero di seppia, scoperti sabato scorso durante una ricognizione al supermarket Tigre ma non sapevo come cucinarli. Mi sono guardato in giro, ho aperto la dispensa, ho rovistato meglio nel frigo. Ho trovato tutto il necessario (limone, frutta secca e prosciutto) per mettermi ai fornelli a cuicinare/sperimentare qualcosa di nuovo.

Ingredienti per 2 persone (anche 3, va’!)
Una busta di tagliolini al nero di seppia Giovanni Rana
un pezzo da 150 g di prosciutto arrostite alle erbe
80 g di fave a piccanti
un limone
sale grosso
pepe
olio extravergine d’oliva

Preparazione.

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Ho messo a bollire l’acqua sul fuoco. Nel frattempo ho versato le fave in una piccola ciotola piena di acqua fresca. Questa operazione mi è servita a far sì che le fave perdessero la polvere di peperoncino che le rendeva estremamente piccanti. Ho preso una padella, l’ho cosparsa di olio e l’ho messa sul fornello a fuoco lento. Dopo una quindicina di secondi ho versato nella padella il prosciutto tagliato a dadini non molto grandi. Qualche istante dopo ho aggiunto anche le fave, ma non prima di averle scolate per bene e di averle asciugate con uno strofinaccio. Ho lasciato quindi sfrigolare questi due ingredienti per 3 minuti circa. Ho aggiunto un pizzico di pepe.
Quando l’acqua ha iniziato a bollire, nella pentola ho versato la pasta e, quasi contemporaneamente, un pugno di sale grosso. Ho lasciato cuocere per 4 minuti o poco più, girando di tanto in tanto. A questo punto ho spento il fuoco sotto la padella e sotto la pentola, ho versato la pasta nello scolapasta e poi l’ho rimessa nella pentola. Quindi ho mescolato il prosciutto e le fave rosolate con la pasta. Ho aggiunto il succo di un quarto di limone e ho continuato a mescolare bene per una decina di secondi, facendo attenzione a che la pasta non si attaccasse e non scuocesse. Attenzione a non rimettere la pentola sul fuoco. Per questa ricetta è preferibile non effettuare l’operazione di mescolamento mentre la pentola è sul fuoco, onde evitare che la pasta diventi troppo secca. Anzi, i veri cuochi – quelli che ne sanno a pacchi – in questi casi consigliano anche di versare sulla pasta un po’ di acqua di cottura, eventualmente avanzata.

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Come penultima operazione ho messo la pasta nei piatti e ho servito in tavola. Il tocco finale è stato grattuggiare la buccia di un limone – opportunamente lavato – direttamente sulla pasta impiattata.

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tagliolini nel piatto

Giudizio finale: non sarà una genialata o un capolavoro ma a me questo primo piatto è piaciuto. Lo so: a volte sono troppo indulgente con me stesso. Oh, comunque il coinquilino/commensale non si è lamentato.

Nota seria: nella ricetta le fave al forno possono tranquillamente essere sostituite con un altro tipo di frutta secca come mandorle, noci o anche nocciole. Arachidi meglio di no. Allo stesso modo, se non vi piace il prosciutto cotto aromatizzato alle erbe, potete sempre usare quello normale o il cosiddetto cotto di praga.

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Nota cazzara: il termine “pràfali” sarebbe un neologismo da me coniato, un acronimo che starebbe per “PRosciutto Arrosto + FAve + LImone”. :)


21
ago 09

Strascinati alla crudaiola

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Ricetta semplice e rapida. Tutt’altro che impegnativa. Freschissima. Perfetta per un pranzo estivo.
So benissimo che in giro per la Rete ci sono già molte descrizioni per questa ricetta ma voglio scriverla ugualmente. Per dire la mia. E anche perché l’altro giorno ho mangiato questo piatto dopo tanto tempo e l’ho trovato (nuovamente) delizioso.

Ingredienti per 3 persone:

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300 g di strascinati o orecchiette
(ma sostanzialmente va bene qualsiasi tipo di pasta corta)
200 g di pomodori pachino
50 g di ricotta salata
sale e pepe q.b.
un filo d’olio extravergine di oliva
alcune foglie di basilico fresco

Preparazione:
Far bollire l’acqua sul fuoco in una pentola larga. Al momento dell’ebolizzione salare l’acqua e versare la pasta. Cuocere per circa 6 minuti.
Nel frattempo tagliare tutti i pomodorini, versarli in una ciotola capiente e condirli con l’olio, il sale e il pepe. Aggiungere quindi le foglioline di basilico sminuzzate. A cottura ultimata, scolare la pasta e versarla nella ciotola. Mescolare quindi pasta e pomodorini in modo che ogni orecchietta sia condita con l’olio aromatizzato dal succo di pomodoro. Attendere una decina di minuti che il composto si raffreddi. Si consiglia di grattare la ricotta sulla pasta solo un attimo primo di impiattarla e di servire in tavola.

Tempo di realizzazione: meno di 20 minuti.

Nota: ovviamente il nome ‘crudaiola’ della ricetta deriva dal fatto che il pomodoro per il condimento non va cucinato.

Photo coutesy: Frattaglia.