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Fargo

Fargo

Fargo

di Joel Coen (Usa, 1996)
con Frances McDormand, William H. Macy,
Steve Buscemi, Peter Stormare, Kristin Rudrud,
Tony Denman, John Carroll Lynch, Larissa Kokernot,
Melissa Peterman, Gary Huston, Sally Wingert,
Steve Reeves, Harve Presnell

Ne scrissi già nel 2004. Questo è forse il miglior film dei fratelli Ethan e Joel Coen. Forse anche meglio de “Il grande Lebowski”. Sì, l’ho detto. E ci credo. Più lo (ri)vedo e più mi piace.
La violenza gratuita e fortuita, come elemento costitutivo dell’opera, la dice lunga su quanto questa sceneggiatura sia originale.
Ma non solo. A fare grande questo film sono anche le recitazioni. A partire da quella eccelsa di Steve Buscemi: perfetto nel ruolo del criminale pasticcione e logorroico. Con lui Peter Stormare: una faccia unica. Il ruolo del gigante violento, silenzioso e catatonico è quanto di meglio gli potesse riuscire.
Ottima performance anche per William H. Macy, ancora una volta nelle vesti dello sfigato. Di un venditore d’auto fallito che vuole fingere il rapimento di sua moglie per estorcere un milione di Dollari al suo facoltoso suocero, con cui poi finanziare un importante bussiness – che dovrebbe dare (secondo i suoi piani/sogni) una svolta alla sua vita.
Frances McDormand fa tenerezza: qui indossa i panni – larghissimi – di un poliziotto in dolce attesa, un agente molto scaltro e ligio al dovere che risolve il caso in men che non si dica.

Diciamolo pure: qui l’intero cast avrebbe meritato un premio.
Così come l’ambientazione, lo squallore di una fredda cittadina del Minnesota. Neve, neve ovunque. Bianco gelido a perdita d’occhio. Candida desolazione.
Fargo comunque è stato premiato: con due Oscar (migliore attrice protagonista a Frances McDormand e migliore sceneggiatura originale) e un premio per la miglior regia a Cannes nel 1996.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Innamorato pazzo

Innamorato pazzo

Innamorato pazzo

di Castellano e Pipolo (Italia, 1981)
con Adriano Celentano, Ornella Muti,
Adolfo Celi, Milla Sannomer, Enzo Garinei,
Tiberio Murgia, Giulia Scutilli, Corrado Olmi,
Dino Cassio, Franco Diogene, Gimmy il fenomeno,

Uno dei miei film preferiti di quando ero ragazzino. Ancora adesso rido quando vedo/sento la barzelletta del passero di 30 chili sull’albero e la scena della distribuzione dei pasticcini al ricevimento, quando il vecchio pelato che non prende dolci viene invitato dal protagonista a pensare di mettere al mondo dei figli.
A riguardarlo adesso, da grande, ci si rende conto che l’umorismo surreale di Celentano è davvero becero, anche se diverse volte fa scattare inspiegabilmente ed automaticamente la ridarella – dicesi ‘umorismo di pancia’.
Ti rendi conto anche di quanto era deliziosamente bella OrnellaMuti da giovane: nel film aveva appena 26 anni ma ne dimostrava anche qualcuno in meno.
Ti rendo conto anche che di attori della grandezza di Adolfo Celi non ce ne sono più. Un grande artista che ha calcato le assi del palcoscenico per sontuosi ed importanti spettacoli teatrali, che ha girato film seriosissimi ma che, allo stesso modo, si trova perfettamente a suo agio in commedie stupide e sempliciotte come questa. Ha dei tempi comici pressoché perfetti. Inarrivabile.
Sicuramente la storia la conoscerete tutti ma ve la riassumo ugualmente, in breve.
Cristina, la principessa del principato di San Tulipe – piccolissimo stato sovrano mitteleuropeo – viene in Italia, a Roma, con suo padre il Re Gustavo IV per cercare di ricevere un grosso prestito dalle banche onde impedire il fallimento del prorpio paese. Stufa del protocollo nobiliare, decide di visitare la città in abiti borghesi, mischiandosi alla gente comune. Salita per caso su di un bus si fa accompagnare in giro nella Capitale dal conducente del mezzo, tale Barnaba Cecchini, che nel farle da cicerone se ne innamora. Ovviamente la famiglia di lei si opporrà, anche perché la principessa è già stata promessa in sposa per meri interessi economici a Krupp, un ricco industriale tedesco che fabbrica cannoni. Ovviamente, come ogni lieto fine che si rispetti, tutto andrà per il meglio: il testardo Barnaba conquisterà tutti con la sua bizzarra simpatia e finirà per sposare Cristina.
Nota tecnica: soggetto, regia e sceneaggiatura di Castellano e Pipolo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Enzo, domani a Palermo

Enzo, domani a Palermo

di Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1999)

con Enzo Castagna, Carlo Giordano, Mario Salmeri,
Totò Cascio, Tony Sperandeo, Salvatore Termini

Simpaticissimo documentario in bianco e nero ambientato e girato a Palermo. Forse meno volgare, blasfemo e trucido delle precedenti pellicole della coppia Ciprì e Maresco ma comunque molto valido.
“Enzo, domani a Palermo” racconta sostanzialmente la vita di Enzo Castagna, un singolare impresario palermitano alquanto mitomane, un tizio tanto naive quanto laido, incriminato per il reato di voto di scambio e sospettato di essere colluso con la Mafia locale, che comunque è riuscito in quasi 30 anni di carriera ad attorniarsi di personaggi stranissimi reclutati per strada e prestati al cinema come comparse (il più delle volte protagonisti di un vero e proprio freak-show).
Si ride spesso e di gusto soprattutto se si conosce il dialetto siciliano ed i costumi della zona. Un film che i fan di Ciprì e Maresco devono assolutamente vedere.

La scheda di Cinematografo.it.