Posts Tagged: Radio Deejay


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feb 12

Trent’anni di Radio Deejay

RadioDeejay (logo)

In questi giorni il network Radio Deejay compie 30 anni. Ecco, se non ci fosse stata questa radio, probabilmente verso la metà degli anni ’90 io non mi sarei mai interessato alla musica dance – come invece è accaduto – e mai sarebbe nata la mia passione per il deejaying.
Niente di sensazionale, solo una personalissima annotazione. Magari non interessa a nessuno ma ci tenevo a dire anche la mia in questa occasione così speciale.


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dic 10

Multigrazie

Marketta. Lo dico io, in anticipo, prima che lo dica qualcun altro. :)
Questo post valga come ringraziamento a Donato Markingegno di Digital PR (Roma) che è stato così gentile da inviarmi 3 tubi di Multigrain – la nuova linea di patatine Pringles. Possiamo ancora parlare di patatine? Non so. Non credo. Diciamo allora “snack”. Comunque il termine “Multigrain” sta per una miscela di cereali: farina di riso, farina di granoturco, farina di malto d’orzo e semola di grano. Ci sono comunque anche le patate disidrate, olio e grassi vegetali, la maltodestrina, l’amido di frumento, l’amido di riso modificato, la polvere di faglioli neri, il sale, lo zucchero e l’E741. Tutto vero: ho semplicemente ricopiato gli ingredienti scritti sulla confezione.
Lo snack non è male. Direi che queste sfogliatine forse sono anche meglio delle Pringles classiche. Sembrano meno fritte, più “asciutte” – anche se non secche, ma secondo me saziano anche molto più facilmente.
Il lancio di questa nuova linea di prodotti Pringles è avvenuto l’8 ottobre scorso a Milano con La Pina e Diego di Radio Deejay come testimonial.
I tre gusti di partenza, presenti sugli scaffali sin da subito, sono: Classic, Paprika e Sour Cream & Onion. Io ho ricevuto un tubo per ogni gusto. I tre tubi erano chiusi in una confezione davvero originale: un piccolo sacchetto di juta legato con raffia beige. Il pacco conteneva anche una meravigliosa penna USB con i loghi del prodotto e di Radio Deejay sul rivestimento di legno chiaro. All’interno del drive era presente una cartella con alcuni file: cartella stampa e qualche foto. Per il momento ho assaggiato il gusto “classic” ma presto mi darò da fare per terminare i 3 tubi.
Due righe dal comunicato ufficiale. “Le nuove Pringles Multigrain sono disponibili nei migliori supermercati e ipermercati al prezzo consigliato di €2.15 per il formato da 150gr e €2.40 per il 175gr.”

Nota: la foto che vedete qui sopra l’ho scattata io ieri sera.


15
nov 09

Come iniziò la mia passione per la dance music

Felix - Don't You Want Me (Deconstruction)House Party vol. I

Come iniziò la mia passione per la musica house (o dance, più in generale)? Magari non fregherà a nessuno, ma io lo dico ugualmente.
Iniziò tutto con un pezzo di Felix: “Don’t You Want Me”, per la precisione. Tra i produttori c’era il dj inglese Rollo – lo stesso che poi fonderà il progetto Faithless con Maxi Jazz e Sister Bliss. Era il 1992, io avevo poco meno di 14 anni. Lo sentì per caso. Non ricordo ormai nemmeno dove. Dì lì a poco comprai anche una musicassetta: “House Party (volume 1)”. Usavo già un Walkmen Sony dal 1998: ho sempre preferito le musicassette ai vinili. Questa compilation conteneva pezzi per lo più techno, niente che sia rimasto negli annali, però tra i produttori di quesi pezzi c’erano già personaggi notevoli del calibro di Todd Terry, Clivillés & Cole (C + C Music Factory), The Prodigy, Westbam, 2 Unlimited, Double You, Jestofunk, Jam & Spoon, Speedy J., SL2, ecc.
Qualche tempo dopo acquistai anche un’altra compilation, di cui adesso mi sfugge il nome, ma che ricordo conteneva la versione dance del brano che faceva da colonna sonora alla serie tv di Pinocchio, prodotta dal progetto quasi omonimo Pin-Occhio (ossia Nicola Savino e Marco Biondi), e “Yerba del Diablo” dei Datura.

Qualche mese prima, nell’estate del 1991, il morbo della musica dance aveva già iniziato ad attecchire nella mia mente attraverso l’ascolto di una cassettina originale (non tarocca) – il mio primo acquisto musicale in assoluto: la compilation “Festivalbar ’91 International” che conteneva “Gyspy Woman (She’s Homeless)” di Crystal Waters.
Il momento in cui ho capito che la musica dance sarebbe stato il genere musicale che mi avrebbe accompagnato per sempre, di lì in avanti, è stato l’autunno del 1993 quando presi ad ascoltare con una certa regolarità trasmissioni radiofoniche come la DiscoMania Mix di Stefano Secchi (ogni venerdì pomeriggio su Radio 105), il Deejay Time (dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 16) e la Deejay Parade di Albertino (ogni sabato dalle 14 alle 15) e l’Original MegaMix di Fargetta e Molella (ogni sabato notte dalle 22 su Radio Deejay).
Ancora oggi, ogni qual volta ascolto “Plastic Dreams” di Jaydee o “Show Me Love” di Robin S. ho letteralmente i brividi.

Nel 1992 ho anche ascoltato per la prima volta un vero brano hip-hop. Si trattò dell’esecuzione dal vivo di “Fight Da Faida” di Frankie Hi NRG Mc, durante una puntata della trasmissione Avanzi, su RaiTre. Ma questa è un’altra storia.


15
mar 09

If Fresu meets Jaydee

Paolo Fresu su Plastic Dreams

Qualche giorno fa Paolo Fresu è stato a Radio Deejay, ospite del programma “B side”. Su proposta di Alessio Bertallot (l’autore/conduttore della trasmissione) ha improvvisato con la sua tromba sulla base di “Plastic Dreams” di Jaydee, un classico – un inno – della musica house degli anni ’90. Qui potete vedere il video della live performance.
Il risultato non è stato dei peggiori. Devo essere sincero: non è stato affatto male. Ma credo che il trombettista non si fosse preparato. Mi chiedo se avesse mai ascoltato quel pezzo prima di allora. Alcune incertezze nell’entrare sul pezzo e nel seguirne le linee melodiche si avvertono. E poi, forse, era troppo preso nel modificare le impostazioni di tutti quegli effetti digitali applicati al suo strumento.

Certo, direte voi, è improvvisazione. Questo è jazz! Che palle! Ma potrò pur dire la mia se qualcuno attenta ai fondamentali che hanno dato origine alla mia formazione musicale?

A Beautiful Mind dvd

Invece l’esecuzione sulla base di due pezzi uniti di Kruder & Dorfmeister e Tim Wright mi è sembrata decisamente più ‘organica’.

Transporter 2