Posts Tagged: racconto


4
lug 11

La bambina che raccontava i film

La bambina che raccontava i film

di Hernàn Rivera Letelier
2011, Strade Blu Mondadori
17 Euro, 110 pagg.

Titolo originale: “La Contadora de peliculas”.
Messico, anni ’60. Villaggio di minatori di salnitro. Una famiglia è così povera da non potersi permettere di andare al cinema. Con i risparmi che riesce a mettere insieme faticosamente il capofamiglia (un ex operaio paralizzato su di una poltrona a rotelle che vive con una misera pensione) può permettersi di mandare in sala solo una persona, un solo membro della famiglia. Dopo una specie di concorso interno, la scelta cade su Maria Margarita, una piccola ragazzina – anzi una bambina – il cui compito delicatissimo è quello di recarsi al cinema, guardare attentamente tutto quello che viene narrato, tornare a casa e raccontarlo ai restanti componenti del suo nucleo famigliare (un padre e quattro fratelli, tutti maschi). Vorrei dirvi cosa è successo alla madre di questi ragazzi ma vi lascio con la curiosità. La notizia sarà più godibile, se lo scoprirete da soli.
“La bambina che raccontava i film” è una storia di sogni infranti e di vite spezzate. Un romanzo breve raccontato splendidamente attraverso gli occhi di una piccola sognatrice, una vera e propria “storyteller” in età scolare che diventa quasi un’attrice in erba nel momento in cui prende gusto nell’essere una cantastorie, una vera e propria narratrice di professione, non solo per la sua famiglia, ma addirittura per l’intero villaggio (ivi definito “Officina”). Pagine dense di sofferenza e di tristezza, di povertà assoluta e di spirito di sopravvivenza, di esperienze amare e di arte di arrangiarsi.
La voce narrante è quella della piccola protagonista che, ve lo anticipo, ad un certo punto della storia inizia a farsi chiamare “Fata Delcine”. Il linguaggio adottato da Rivera Leterlier è molto semplice ma efficace. Schietto, senza fronzoli, né giri di parole, va dritto al punto. Lo splendore sta tutto nel modo in cui attraverso le frasi dette (e i pensieri fatti) dalla piccola MM, l’autore riesca a far trasparire allo stesso tempo la gioia di vivere, lo stupore per la scoperta del mondo e il peso di un’esistenza difficile e sfortunata.
Da leggere assolitamente. Per bambine e bambini di tutte le età.

Nota: questo libro sarà anche molto bello ma 17 Euro per un romanzetto che si legge in meno di 2 ore sono uno sproposito.

La scheda di Bol.it e quella di Ibs.it.


17
mag 11

Minority Report

Minority Report

di Steven Spielberg (USA, 2002)
con Tom Cruise, Max von Sydow, Colin Farrell,
Neal McDonough, Steve Harris, Samantha Morton,
Tim Blake Nelson, Lois Smith, Peter Stormare, Kathryn Morris,
Jessica Capshaw, Patrick Kilpatrick, Anna Maria Horsford,
Erica Ford, Michael Dickman, Ann Ryerson, Mike Binder

Dopo un bel po’ di anni ho ri-visto questo film perché – lo ammetto – non ricordavo praticamente nulla.
La trama è nota per cui la riassumo molto velocemente. In un futuro non lontanissimo una divisione della polizia di Washington si occupa di arrestare alcuni criminali ancor prima che compiano un delitto. Questo progetto di “pre-crimine”, basato sulle previsioni di tre sensitivi noti come “precog”, pare funzionare alla perfezione, tanto da essere sul punto di essere diffuso su tutto il territorio degli Stati Uniti D’America. Gli intoppi nascono nel momento in cui lo stesso capo esecutivo del progetto, l’agente John Anderton, viene indicato dal sistema come probabile assassino. Come se non bastasse, nei giorni in cui si verifica questo bizzarro incidente di percorso, l’investigatore federale Ed Witwer fa visita agli uffici della pre-crimine al fine di verificare il corretto funzionamento della stessa e segnalare eventuali anomalie.
Ok, l’idea è buona, ottima anzi. Estremamente originale. Non per nulla è tratta da un romanzo di Philip K. Dick. Dunque il merito non può essere attribuito a chi ha adattato il soggetto e/o agli sceneggiatori, che comunque – va detto – hanno fatto un lavoro più che valido. Ciò che non quadra (al solito) è il modo in cui viene rappresentato il futuro. Ad esempio i computer e la tecnologia: ma come, hai un cervellone centrale interfacciato con la mente umana, controllato attraverso il movimento delle mani davanti ad un gigante schermo a proiezione e non tutti i terminali sono collegati tra loro attraverso una rete? Niente: la rete interna degli uffici della pre-crimine pare non esistere. Non è connessa wireless, né via via cavo. Per portare un file da un pc all’altro gli impiegati usano delle tavolette in plexiglas trasparente. Ridicolo. Nel 2002 non riuscivano a immaginare la condivisione di file tra due pc via rete locale. Bah. Roba da non crederci.
Altra cosa che mi ha dato particolarmente fastidio: perché commistionare la fantascienza con la metafisica? Perché ricorrere alle doti sovrannaturali (e quasi magico/mistiche) di tre speciali esseri umani (i precog) per spiegare la previsione di un delitto? Certo, questa è una critica all’idea di base del romanzo di Dick ma concedetemela ugualmente. Un plot basato esclusivamente su fantascienza pura, ossia su principi pur sempre di fantasia, ma frutto dell’estrapolazione di concetti di fisica e matematica, sarebbe stato molto meglio – almeno dal mio personalissimo punto di vista.
Nota positiva: il futuristico sistema di trasporti cittadino, basato su veicoli dalle linee morbidissime che paiono quasi fluttuare su strade che si stendono su 3 dimensioni (anziché solo su piani orizzontali). Davvero geniale.
Ma parliamo di recitazione. Questo è uno dei pochi film in cui Tom Cruise recita molto bene. Nel novero delle sue pellicole meglio riuscite metterei giusto questa, Magnolia e un paio di altri film al massimo.
Colin Farrell mi ha stupito. Non è mai stato il mio attore preferito. Anzi. Eppure questa volta mi è sembrato perfettamente nella parte. Interpreta un serioso agente governativo mandato alla pre-crimine per controllare con esattezza il funzionamento della macchina burocratica/investigativa che previene i reati di violenza. Incredibile: all’epoca aveva solo 26 anni eppure recitava già come un attore navigato. Davvero bravo.
Max von Sydow è un attorone – non c’è bisogno che lo dica io. Gigantesco. Credibilissimo nella parte del funzionario anziano a capo della divisione pre-crimine. Tra l’altro per l’edizione italiana hanno scelto un doppiatore con un vocione profondissimo che rende il personaggio ancora più intenso.
Buona prova anche per Samantha Morton (nel ruolo della precog Agatha), Kathryn Morris (in quello della moglie del protagonista) e Lois Smith (in quello della scienziata genetista che contribuì alla costruzione del sistema di gestione del pre-crimine, sfruttando le premonizioni dei precog).
Questa volta il voto alla pellicola non lo metto. Non è sempre necessario. Vi basti sapere che la storia è quella di un grande scrittore di fantascienza (uno dei più grandi), che dietro la macchina da presa c’è un regista come Spielberg e che davanti c’è il cast che vi ho citato poco più su. Ne viene fuori un gradevole pastiche sci-fi di matrice filosofica rimpinguato di azione mozzafiato e decorato con estetica futuristica filo-hi-tech.
La domanda che il film ha intenzione di inculcare nello spetattore è: fino a che punto ci si può spingere nella lotta al crimine? Il diritto alla sicurezza di un cittadino confina sempre con la libertà di un altro§; dove inizia l’uno finisce l’altra. E viceversa. Morale: attenzione perché dove c’è di mezzo l’uomo e il suo libero arbitrio è praticamente impossibile prevenire cosa può accadere.

Qui il trailer italiano. Paragonatelo pure con quello originale americano.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


31
mar 11

Di spalle conduco io (racconto erotico)

Qualche anno fa ho scritto un racconto erotico e l’ho donato a Roigurgito.com. Ora che ho scoperto che quel blog è ormai defunto, ho deciso di ri-pubblicarlo qui.
(Clicca qui per scaricare il testo in formato Pdf).

Di spalle conduco io

Lo so cosa pensi. Non è mica la prima volta che un uomo mi guarda così. Non sono nata ieri. Lo capirebbe chiunque che mi desideri. Te lo si legge in faccia. Quel pizzico di imbarazzo oggi ti è sparito dalle guance in meno di 60 secondi. E non so nemmeno il perché. Perché proprio oggi? Sono due settimane che passi ogni secondo di pausa dalla tua routine lavorativa a ronzarmi intorno. É palese che mi hai puntanto. É chiaro ed evidente che mi hai messo gli occhi addosso, in tutti i sensi. Oggi anche in senso letterale. Mi stai fissando sfrontatamente negli occhi da diversi minuti. E allora? Cosa vuoi che dica o che faccia? Non te la darò vinta facilmente. E non prenderla come una sfida. Non c’è nulla di sessista o di altezzoso. La mia è solo una richiesta, semplice e legittima. Io voglio godere. D’altronde il sesso questo è: piacere nudo e crudo che poi noi umani ci divertiamo a Continue reading →


5
mag 10

Emozionarsi al concerto di Nina Zilli

Nina Zilli (2)

Venerdì scorso sono stato al Circolo degli Artisti a vedere il concerto di Nina Zilli. Da fan, quale sono, posso dirvi che è stato più che emozionante. Difatti ho pianto per quasi tutta la durata dell’esibizione.

Il resto del racconto lo trovate sul blog di RadioNation.


20
apr 10

La mia prima macchina fotografica (una storia vera)

La mia prima macchina fotografica l’ho comprata a 18 anni. Non ho mai capito perché ma a casa mia non c’è mai stata una macchina fotografica. Viaggiavamo poco, per un motivo o per l’altro, non so: forse avevamo poco da fotografare. Le uniche fotografie che venivano prodotte tra le nostre quattro mura erano sempre per piccole occassioni particolari, come compleanni dei bambini o festicciole simili, ed erano sempre scatti realizzati con macchine altrui.
Eppure a casa mia la tecnologia non è mai mancata. Non si badava a spese per l’hi-tech. Beh, la televisione a colori forse è arrivata un po’ tardi (nel 1986), però è arrivata attraverso un enorme televisore di tutto rispetto. Un Philips Matchline da 29 pollici – mica cotiche – con già 2 ingressi scart. Dico: 2 ingressi scart nel 1986.

Poi, due anni dopo, a casa è arrivato anche un hi-fi; se non ricordo male abbiamo speso circa 2 milioni di vecchie Lire: una cifra esorbitante; quell’impianto là forse non ce l’aveva in casa neanche il più importante dj di BBC Radio, un assemblaggio di elementi Technics e Kenwood che spaccava – e spacca ancora. 60Wx2 – che, a parole sembran pochi, ma vi assicuro che si tratta di un’amplificazione di tutto rispetto per l’ascolto di musica casalingo.

Dunque la tecnologia in casa mia non mancava ma una fotocamera sì. La cosa mi scocciava un po’. Per cui, ad un certo punto, ho deciso di comparla da solo. Ricordo molti dettagli, come fosse ieri. La mia prima macchina fotografica l’ho comprata a Londra nel febbraio del 1997. Erò lì con la mia classe. Siamo andati in gita a Londra: 5 giorni che sono volati via veloci, anche se non avrebbero dovuto. Il penultimo giorno, credo fosse un venerdì, ho chiesto il permesso alla mia prof. d’Inglese – che ci accompagnava – di mollare il gruppo e andarmene un po’ in giro da solo. Ho incontrato qualche resistenza ma neanche poi tante. Lo so: ho fatto lo sbruffone. Il mio inglese non era perfetto (non lo è ancora adesso), avrei potuto perdermi. Ma io volevo andarmene un po’ in giro da solo. Mi ero quasi stufato della compagnia ma, a dire il vero, il motivo per cui volevo starmene un po’ per conto mio era girare per qualche negozietto di dischi a Soho (tipo il Black Market) a comprare vinili (mix di musica house) e andare ad acquistare la mia prima macchina fotografica – che avevo visto di sfuggita qualche giorno prima durante i trasbordi delle scolaresche per le linee del trasporto urbano londinese.

E così feci. Ricordo che scesi in una stazione della metropolitana – non ricordo più quale – e acquistai da un gabbiotto una piccola macchina. Una “Kodak Cameo”. Non la usa e getta: quella si chiama(va) “Kodak Fun”. La mia era un modello della linea “Cameo”. Il suo punto di forza era la praticità: piccola, leggera, meccanica e dotata di un flash a scomparsa. La sua particolarità era la possibilità di scattare foto con l’ausilio di una sola mano (la destra). Ricordo anche che, ai tempi, quella linea di macchine veniva pubblicizzata proprio così. Credo di averla pagata poco più di 100 sterline. Con il cambio dell’epoca probabilmente erano poco meno di 130 mila Lire, ossia circa 65 Euro, se rapportati al cambio odierno.
Beh, presa la macchina, scattai un bel po’ di foto ma non divenni un patito di fotografia. Non lo sono mai diventato. Chissà perché. Nemmeno nel 2002, quando ho comprato la mia prima compatta digitale: una Canon da soli 1,3 Megapixel. Il fenomeno non si è verificato nemmeno nel 2008, quando ho portato in tasca per più di 12 mesi una sottilissima fotocamera Casio Exlim.

Ad ogni modo, io a quella Kodak Cameo sono molto affezionato. Adesso giace al paese, chiusa nella scrivania e avvolta in un paio di strati di pellicola da imballo con le bolle, ma sento che un giorno di questi le farò prendere una bella boccata d’aria. D’altronde sono più di 7 anni che non stampo una fotografia.


11
nov 09

5 racconti in 5 giorni sul Grazia Blog

dv

Da oggi sono ospite del Grazia Blog. Blogger ospite. Lì funziona così: più o meno ogni settimana invitano alcune persone a dire la propria opinione sugli argomenti più disparati. Ho detto “persone”, avrei potuto dire “blogger” ma va bene anche “gente”, eh. Meglio restare sul generico. Che di preciso blogger non si è mai saputo cosa significhi.
Vi spiego come è andata nel mio caso. Qualche settimana fa, diverse settimane fa, il 31 agosto, Gaia Giordani (la titolare del fu Copiascolla) mi scrive un’email con l’intestazione “amico smeerch, vuoi essere ospite del graziablog?” Io accetto subito, praticamente al volo. Che queste cose mi fanno sempre piacere.
Gaia mi scrive che da poco è “approdata al timone del blog di Grazia”. Mi sembra una bella cosa. Adesso posso vantarmi di conoscere le tre persone che si sono succedute nella carica di direttore (responsabile editoriale?) del Grazia Blog in questi anni.
Nell’aprile 2007 Bambolescente mi invitò già una prima volta a essere ospite del blog da lei diretto. Allora scrissi 5 pezzi cazzoni sul sesso fatto in posti strani.

- I luoghi dell’amore (1) Il letto: la tradizione
- I luoghi dell’amore (2) La vasca da bagno: il ritorno
- I luoghi dell’amore (3) L’ascensore: la trasgressione
- I luoghi dell’amore (4) L’automobile: il passaggio obbligato
- I luoghi dell’amore (5) Il mare: scelta personale

Poi venne l’era Succo. Un simpatico direttore anche lui, che ebbi modo di conoscere proprio durante un paio di aperitivi organizzati dal Grazia Blog. Simpatico sì, anche se non mi ha mai invitato a scrivere sul blog durante “la sua reggenza”. Ma anche questo è giusto: non è che puoi invitare sempre le stesse firme a scrivere, dai.

Ma torniamo all’oggi. Dopo aver accettato l’invito di Gaia, è passato un po’ di tempo. Stavo quasi per dimenticarmene quando una domenica sera, durante un noioso concerto di musica elettronica in una super villa fighetta, ho iniziato a fantasticare su quanto possa essere divertente per un Panda avere il manto verde fluo anziché bianco e nero. In men che non si dica nella mia testa si è formato un primo racconto e così ho deciso subito di farlo diventare uno dei post deputati all’ospitata. Da lì a pensarne altri il passo è stato brevissimo. In un paio di notti, diciamo, il più era fatto. Due racconti buoni, forse 3, erano già scritti. Nei giorni seguenti ho riletto un po’, ho sistemato qualcosa, ho preso degli appunti su alcune idee. Poi ho rischiato di dimenticarmene ancora una volta.
La scrittura è ripresa in treno, durante il viaggio verso Riva del Garda per prendere parte alla BlogFest (2 ottobre). Ho preso una specie di taccuino simil-Moleskine e ci ho riversato sopra i miei pensieri. Non lo faccio praticamente mai. Non scrivo mai con carta e penna. Eppure l’ho fatto. A me stesso sembrava strano che stessi usando quel modo per fermare un pensiero, un’idea creativa. Qualche giorno dopo ho messo tutto su di un foglio Word, ho scritto anche il quinto racconto e ho riletto tutto.
A metà ottobre, il 17, i contatti con Gaia sono ripresi. Ci siamo messi d’accordo su questioni tecniche. Pochi giorni dopo mi ha dato conferma che sarei stato ospite sul blog durante questa settimana e abbiamo verificato che il mio account sulla piattaforma fosse funzionante. Cose così. Il bello doveva ancora venire.
Nel frattempo, durante questi scambi d’email, le ho parlato dell’idea che avevo in testa: sfruttare lo spazio concessomi per pubblicare 5 racconti a tema zoofilo. Favolette di animali, una roba alla Esopo, insomma. Lo dico con il doveroso rispetto e la giusta umiltà. Lo so che è un accostamento un filino azzardato.

Lei è stata subito contentissima quando ha saputo che protagonisti dei racconti erano un panda verde fluo, un ghepardo lento, una “cormìca” trasgressiva, una gazza superstiziosa e un canguro storpio.
Insomma le mando i pezzi. Mi dice che li legge e che mi fa sapere. Passano alcuni giorni. Inizio a credere che non le siano piaciuti e che, essendo alquanto amici, non sappia come dirmi di scrivere altro o di farmi da parte per il momento.
Invece no. Ieri pomeriggio improvvisamente arriva su Gtalk e mi dice una cosa del tipo: “Sul magazine Grazia (di carta) in edicola da oggi c’è un piccolo trafiletto che parla di te come ospite settimanale del blog. Domani iniziamo a pubblicare sul blog i tuoi racconti. In abbinamento ai post ci saranno delle illustrazioni di Daniela Volpari

. Vi giuro: non me l’aspettavo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Mi ha anche mostrato l’anteprima di tre bellissime illustrazioni. Non capita tutti i giorni una cosa così. Inoltre mi sento un privilegiato: non tutti gli ospiti del Grazia Blog hanno avuto l’onore di una illustrazione creata ad hoc per le proprie parole. Aggiungeteci poi i complimenti festosi della stessa direttrice e provate ad immaginare come ci si possa sentire. Cosa volere di più?
Ci credete se vi dico che sono al settimo cielo?

Qui il post che introduce i miei 5 giorni da ospite.

I cinque Racconti:
1. “Un canguro zoppo non è testardo”
2. “Cormiche oggi, cormiche sempre”
3. “Il verde del panda Paolo non è fluo”
4. “Gherardo Lento, ghepardo spento”
5. “Cietta e l’uccello del malaugurio”

Illustrazione: Daniela Volpari per Grazia Blog.


11
mag 09

Florida [Studio]

Detto in parole povere: Lorenzo Giordano (regista), Marco Bonini (montatore) e Vito D’Onghia (volto) hanno tirato fuori un cortometraggio da un vecchio post/racconto

Thelma & Louise move

di Simone C. Tolomelli, a.k.a. Sasaki Fujika. Produzione a costo zero. Titolo: Florida [Studio]

. Qui sopra potete vederne il trailer.
Uomo contro l’uomo. La condizione umana che divide e unisce allo stesso tempo. Prigioniero e carceriere come due facce della stessa medaglia. Miseria e schiavitù dell’essere umano nel ruolo che gli viene riservato.
Cliccando qui invece potete vedere il corto interamente. Durata: 10 minuti circa.
A me non è dispiaciuto. Ne ho parlato anche sul blog di TheBlogTv.it.


11
mag 09

My first erotic story

Qualche mese fa proposi ad una blogger che scrive brevi racconti erotici di farle da ghost writer. Il gioco era questo: io scrivevo un testo lungo, lei lo pubblicava sul suo spazio e poi osservavamo la reazione. Ci interessava capire se i suoi lettori fossero in grado si accorgersi della differenza nello stile.

Beh io il testo l’ho scritto ma alla tenutaria del blog non è piaciuto. L’ha ritenuto troppo distante dal suo modo di raccontare.

Cartaio, Il

Nessun rancore. La ringrazio comunque di avermi dato la possibilità di provarci.
Poco male. Ho riciclato il testo regalandolo a Roigurgito, il neonato blog del mio collega Agostino Acri.
Il titolo è “Di spalle conduco io”. Lo potete leggere qui.

P.S.: la foto a corredo del post non l’ho scelta io. :)


10
dic 08

Anche io nel PslA 2008

Tra 15 giorni è Natale. Come da buona tradizione, ogni Dicembre Sir Squonk pubblica il PslA (Post Sotto l’Albero), una raccolta di racconti, foto, pensieri, poesie, ecc. a cui collaborano diversi blogger italiani. Quest’anno è stato chiesto anche a me di contribuire. Sono rimasto molto lusingato, logicamente. Per cui l’ho fatto volentieri: ho partecipato con grande entusiasmo alla produzione del PslA 2008 con un racconto un po’ cinico e vagamente ironico, ovviamente a tema natalizio. E’ il secondo che trovate nel file.
Il PDF del Post sotto l’Albero 2008 lo scaricate da qui.
Questo invece, il post di presentazione/pubblicazione della raccolta.
Vi consiglio di leggere anche queste righe scritte a riguardo da Bloggo Intestinale.