Posts Tagged: pulp


9
mar 11

Lock & Stock – Pazzi scatenati

Lock & Stock – Pazzi scatenati
(Lock, Stock & Two Smoking Barrels)

di Guy Ritchie (Uk, 1998)
con Jason Statham, Nick Moran, Ronnie Fox, Sting,
Jason Flemyng, Steven Mackintosh, Huggy Leaver,
Dexter Fletcher, Vinnie Jones, Nick Marq, Charles Forbes,
Lenny McLean, Peter McNicholl, Frank Harper, Tony McMahon

Primo lungometraggio scritto e diretto da Guy Ritchie. Pellicola pulp in salsa britannica. Essendo in un certo modo ispirata al capolavoro di Quentin Tarantino, ne contiene persino una citazione/omaggio.
Non siamo molto lontani dallo stile di The Snatch. La firma di Ritchie si nota subito. Solo che qui la sua regia è un tantinello più grezza, meno “leccata”; ecco, diciamo ancora da affinare. I temi e le ambientazioni, però, sono le stesse.
Periferia di Londra, anni ’90. Eddy, Tom, Soap e Bacon sono quattro amici (fra i 25 e i 35 anni) con un piede nella malavita e uno fuori – uno di loro infatti fa il cuoco di mestiere come copertura; un giorno decidono di mettere insieme i loro risparmi (25 mila sterline a testa) per giocarsi il tutto per tutto a poker, nella partita della vita contro Harry detto l’accetta: un gangster che gestisce una specie di piccola bisca nei locali del suo sexyshop. Eddy è il mago delle carte francesi, ha il dono di saper leggere alla perfezione le espressioni di incertezza sulla faccia dei suoi avversari al tavolo da gioco, per cui a lui spetta il compito di sfidare Harry. La partita inizia sotto i migliori auspici ma finisce malissimo. Eddy perde tutto miseramente. Infatti non solo butta all’aria in un’unica mano tutto il denaro accumulato, ma finisce anche per creare un debito di 500 mila sterline con Harry, il quale ovviamente all’occorenza sa svolgere anche il ruolo di strozzino.
Per saldare il debito di gioco Eddy e i suoi amici hanno solo una settimana di tempo. Pena la mutilazione delle loro dita da parte dello scagnozzo di Harry – tale Barry detto il Battista – e la perdita del bar di proprietà del padre di Eddy (interpretato da un imperturbabile Sting). Insomma mettere insieme l’ingente somma non è sempice ma il gruppo ha un’idea: rapinare una gang di malavitosi che abita proprio di fianco a casa di Eddy. A causa delle pareti sottilissime, infatti, i quattro per caso si trovano ad ascoltare una conversazione durante la quale i loro vicini decidono di rapinare alcuni ragazzi che spacciano marijuana, avendone una florida coltivazione casalinga. Quello che Eddy e i suoi amici non sanno è che con il loro colpo – indirettamente – andranno a rubare al principale boss della droga del quartiere – uno spietato quanto bizzaro giovane di origini jamaicane – che tra l’altro è la stessa persona a cui hanno promesso di vendere il bottino dopo il colpo. Protagonisti dell’intricata vicenda sono anche due vecchi moschetti (le smoking barrels del titolo), che vengono usati come comuni armi da fuoco ma che, in realtà, hanno grandissimo valore sul mercato dei collezionisti.
Questa pellicola può essere considerata il primo scalino dell’ascesa al successo per John Statham. Anche se non è che qui si metta in mostra più di tanto. Più che altro il suo è un ruolo da comprimario.
Il più delle volta la scena è tutta per lo smilzo Nick Moran che interpreta invece Eddy.
La faccia da vero duro di Harry l’accetta, quella con i baffoni bianchi e lo sguardo spiritato, è di P. H. Moriarty.
Dexter Fletcher è Soap, uno tre amici di Eddy, ossia il cuoco con la passione per i coltelli.
Jason Flemyng interpreta invece Tom, l’altro componente del quartetto, quello che pur essendo abbastanza magro tutti additano come “ciccio”.
Steven Mackintosh ha il ruolo del drogato sfigato che gestisce l’appartamento in cui coltivano l’erba.
Ricordate Vinnie Jones? Lo avrete sicuramente già visto in “The Snatch”. Beh, prima ha partecipato anche a questo film, interpretando un mercenario al soldo di Harry, cioè una specie di violento addetto al recupero crediti che va in giro con il suo figlioletto (un ragazzino dalla lingua lunga che non ha più di dieci anni).
A Frank Harper il ruolo del capo grassoccio e incazzoso della gang che decide di svaligiare l’appartamento in cui coltivano gangia.
Lenny McLean, invece, veste i panni del braccio destro di Harry, un gretto energumeno che non usa mai mezzi termini.
La colonna sonora è a dir poco fe-no-me-na-le. Ci trovate un po’ di tutto: funk, drum’n'base, pop e dance music inglese dell’epoca.
Voto complessivo: 7 e mezzo. Da vedere se siete fan di Ritchie, se vi piace il filone Pulp o se siete curiosi di conoscere le piccole perle che ha tirato fuori negli anni ’90 il cinema inglese.
Nota: la produzione del film è di Matthew Vaughn.

Qui trovate la simpatica locandina inglese.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


1
mag 09

RockNRolla

RockNRolla

RockNRolla

di Guy Ritchie (GB, 2009)
con Gerard Butler, Tom Wilkinson,
Mark Strong, Thandie Newton, Idris Elba,

Tom Hardy, Toby Kebbell, Jeremy Piven, Karel Roden,
Ludacris, Matt King, Geoff Bell, Gemma Arterton

Se vi è piaciuto “The Snatch” vi piacerà anche questo. Pellicola pulp diretta da Guy Ritchie. Se ‘pulp’ ormai si può ancora definire un genere cinematografco. L’ex marito di Madonna torna con un film dei suoi. Ambientato a Londra, dedicato a Londra. Ritchie mette al centro delle vicende la capitale Britannica, in piena irrefernabile febbre edilizia, e il genere di personaggi che la affollano ai giorni nostri. Così troviamo tratteggiati l’uno di fianco all’altro, il boss borioso ed efferato che si vanta di appartenere alla ‘vecchia guardia’, il suo braccio destro sempre vestito di tutto punto, il magnate russo che vuole investire i suoi milioni di rubli in un quartiere residenziale, una subdola contabile dalla bellezza mozzafiato, una gang di malavitosi che passa il tempo giocando a carte nella bisca, un paio di impresari della scena musicale indie, una rockstar tossicodipendente.
Il quadretto che ne esce vuoi è davvero avvincente. A rendere il tutto ancora più divertente ci pensa il ritmo: incalzante e privo di momenti di stasi. La trama non è nemmeno tanto banale, se si pensa al modo in cui è intricata e all’epifania finale.
Tom Wilkinson grasso è pelato è quasi irriconoscibile. Non sembra lo stesso attore che ha recitato la parte dell’avvocato anziano nel film “Michael Clayton”. Il vecchio boss rozzo gli riesce molto bene.
Mark Strong ha una classe da vendere. Per il suo ruolo – definibile come “l’elegantone” – si prova molto fascino, nonostante sia uno dei ‘cattivi’.
Thandie Newton è minuta ma molto sexy. Qui fa la consulente finanziaria superstylish. Sempre vestita con abiti da cifre esorbitanti, trucco perfetto, mai un capello fuoriposto. Difficile resisterle. Ben presto si rivela come una scaltra faina, assestata ed ingorda di denaro.
Gerard Butler è sempre molto rigido ma inizia a predersi un po’ meno sul serio. One Two è un duro dal cuore tenero. Malavitoso esperto in armi, rapine e combattimento a mani libere, farebbe tutto per la sua gang di amici fidatissimi (Mumbles e Bob “il bello”). Molto divertente la scena del ballo gay cheek-to-cheek.
Ludacris e Jeremy Piven interpretano due sfigati gestori di locali notturni. Gestiscono anche una piccola etichetta discografica e il giro della musica live a Londra. Vivendo ai confini della criminalità, finiranno per esserne vittime.
Karel Roden è perfetto per la parte del riccone russo. Fisicamente è un mix perfetto tra Putin e Abramovich.
Matt King interpreta Cookie, lo spacciatore: uno dei personaggi più bizzarri e spassosi di tutto il film.
Toby Kebbell è perfetto per la parte del tossico. Credbilissimo. Il suo personaggio ricorda molto Pete Doherty, il leader dei Baby Shambles. Il lavoro migliore su di lui, comunque, credo che l’abbia fatto il trucco. Le sue occhiaie parlano (quasi) da sole.
Gemma Arterton putroppo ha poche scene (recita come la segretaria dei due discografici) ma si fa comunque notare per la sua giovane bellezza.
Colonna sonora molto valida. Basta segnalare il brano che apre il film e che fa da sottofondo ai titoli di coda: “I’m A Man”, cover energica che i BlackStrobe hanno realizzato per un blues di Bo Diddley.
Nota: nel film ho notato due citazioni. La prima (voluta) alla scena del ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace in “Pulp Fiction”. La seconda (non voluta) alla pellicola di Aldo Giovanni e Giacomo “Tre uomini e una gamba”, quando One Two, di fronte ad un’opera d’arte molto semplice fatta di soli neon afferma qualcosa come: «Il mio elettricista l’avrebbe fatta meglio».

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it

download The Great Debaters

.