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Burger Silvio, Presidente paninaro

Hei Silvio!

La foto che vedete qui sopra è stata scattata domenica scorsa (15 Marzo) all’interno di una stazione della Metropolitana di Roma. Linea B – Termini.
Si tratta di una recente campagna pubblicitaria della catena di paninoteche Burger King che reclamizza delle offerte straordinarie (sconti) su di un particolare tipo di menù panino.
Usano un linguaggio alquanto strafottente, si rivolgono – seppur indirettamente – al nostro Presidente del Consiglio e fanno un gioco di parole sugli incentivi messi in cantiere del Governo – ovviamente in altri campi.

Weirdsville movie

Chissà se qualcuno protesterà. Non ci sarebbe motivo. Ma qui siamo in Italia, se la cosa accadesse non mi stupirebbe più di tanto.

Campagne che mi sento di appoggiare

77_100_mini

Il 77% dei leader anti-abortisti sono uomini.
Il 100% di loro non sarà mai incinto.

È il tuo corpo. È una tua decisione.
Il progetto di educazione pubblica a favore della (libertà di) scelta.

Secretary hd
O è a favore della scelta o non è una scelta.

www.protectchoice.org Weirdsville movies TMNT download

Campagna dal forte taglio femminista ma che, per una volta, mi sento di appoggiare – essendo tremendamente giusta.

Fonte: le trecce di xlthlx.

Stroke29 (superspam)

Craptastic psp

Stroke29

Da un paio di settimane uso Feedly

come aggregatore/lettore di feed. Fino ad oggi non avevo mai visto una pubblcità lì dentro, su quelle pagine, anche se avevo notato che è previsto uno spazio apposito – un angoletto in alto a destra. Poi 10 minuti fa ho visto apparire l’immagine che vedete qui sopra. E non credo sia uno scherzo.

The Foreigner ipod

Blog autorevole testimonial

Sprint quotidiano pubblicità

Per pubblicizzare un paio di modelli di cellulari in offerta (LG Lotus e Samsung Instinct), la compagnia di telefonia mobile Sprint ha utilizzato uno stralcio di recensione presa da Gizmodo.com, un blog molto seguito in tutto il Mondo che si occupa di hi-tech. La campagna ha letteralmente invaso New York: quotidiani, aeroporti e persino Times Square.
Comunque sia, lo stesso blog – che pur aveva autorizzato tale citazione senza prendere denaro in cambio – ne è rimasto sorpreso, a tal punto da mettere in piedi una specie di concorso per il lettore che realizza la migliore foto ad alta qualità della campagna esposta in pubblico.
(Clicca sull’immagine per visualizzarla a dimensione maggiore)

Point of Origin divx

Fonte: Gizmodo.com

YouTubbus

Indavideo Vodafone

Pubblicità sui finestrini dei mezzi di trasporto pubblico.
IndaVideó e Vodafone sugli autobus ungheresi.

Fonte: Markettara su Flickr.

Grazia femminista

Grazia tester

Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life movie full

«For every birth, a career dies. In Italy, 52% of women are forced to quit their job after giving birth to a child. But the chance of reconciling maternity and career is an essential requirement of civility that the State must commit to guarantee. Because women deserve a Country where being mothers means opportunity, not renunciation. Grazia».

Scrivo questo post per fare i complimenti al magazine Grazia (alla direttrice Vera Montanari, alla redazione e allo staff tutto) e alla Mondadori per aver pensato e realizzato questa campagna pubblicitaria, dal chiaro stampo di ‘utilità sociale’.
In un paese come l’Italia iniziative come questa non possono e non devono essere date per scontate. Ahimé.
Una sola domanda: se è stata fatta da un magazine italiano per l’Italia perché è stata scelta la lingua inglese per veicolare il messaggio?
Nota: il direttore artistico di questa campagna è Vicky Gitto (DDB Italy).

Fonte: I Believe in Advertising

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Lego per adulti

Lego for adults (2)

L’ultima campagna pubblicitaria per i mattoncini Lego. Ovviamente rivolta ad un pubblico di non bambini. Almeno non anagraficamente.
Qui altre cinque declinazioni della stessa campagna.

Fonte: I Believe in ADV.

Men vs. Women in advertising

A quanto pare Heineken – o meglio i creativi a cui si è affidata – conosce bene l’universo maschile. Difatti in questo spot lo ha paragonato a quello femminile in maniera molto brillante, ironica e creativa.

Fonte: Junk Food at Tiffany’s via La vita istruzioni per l’uso.

De [mini]marketing

MiniMarketing (cover)

Ho appena finito di leggere “[mini]marketing: 91 discutibili tesi per un marketing diverso”, il libro di Gianluca Diegoli – il titolare del blog omonimo – che Simplicissimus BookFarm ha pubblicato e distribuito gratuitamente sul web in formato pdf. (clicca qui per scaricare il file)
Ne avevo già parlato, scrivendone un post per YKS Blog. Adesso che ho avuto modo di approfondire, passandolo in rassegna dalla prima all’ultima riga, mi sento di consigliarne la lettura a tutti quelli che si occupano di marketing e non solo. Credo sia un ottimo strumento di aggiornamento e formazione anche (e soprattuto) per chi si occupa di pubblicità e comunicazione, così come per chi si trova “dalla parte del cliente”, ossia per quelle aziende che spendono budget in comunicazione – piccoli o grandi che siano.
Cosa mi è piaciuto del libro:

1. il tono chiaro e diretto, a volte anche strafottente ed un po’ eccessivo. Credo che sia giusto ed utile. Insomma: queste cose non le senti dire quasi mai da nessuno. Non le trovi scritte da nessuna parte. Mi sembra che sia arrivato il momento che qualcuno le affermi con forza e senza mezzi termini. Intendo: la brutalità e la sfrontataggine in casi come questi può essere tranquillamente giustificata e, perché no, supportata.
2. la modalità di distribuzione, gratuita e in un formato standard (PDF), non coperta dal classico e vecchio copyright.
Cosa non mi è piaciuto:
non so. Ci devo pensare un po’ su. Forse apprezzo troppo l’autore per esprimere un giudizio netruale e trovare delle pecche in questo testo. In alcuni punti probabilmente la raccolta si ripete un po’ ma, come si diceva in latino? “Repetita iuvant”. Cioè la ripetizione in questo caso potrebbe essere un ottimo strumento per far sì che queste tesi si fissino nella testa del lettore, magari guadagnandone in autorevolezza, credibilità, veridicità, ecc.

Clicca qui per vedere la videointervista che e-boom ha realizzato all’autore.

Pubblicità nelle applicazioni Facebook?

Una ventina di giorni fa ho iniziato a giocare a “My City” e mi sono subito appassionato. Si tratta di un giochetto flash embeddato all’interno di Facebook, una specie di “SimCity” in cui, giorno per giorno, la città si evolve man mano che vi si aggiungono gli abitanti.
Oggi, per la prima volta, nell’immagine panorama della mia città – “Le Petit Andrià” – è apparso un cartellone pubblicitario (vedi foto sopra). Probabilmente la pubblicità è arrivata anche qui. Facebook e l’azienda produttrice del gioco avranno pensato bene di inserire anche in quest’applicazione della pubblicità per farci dei soldi. Ma non ne sono del tutto sicuro.
Un brand presente sul cartellone è “Sim City” stesso – cosa molto strana. Altri due sono “Nestlé Lion” e “Toyota”. Ancor più strana è la presenza del quarto brand: “Ericsson”. Che io sappia, questo marchio non esiste più – almeno per quanto riguarda la produzione di cellulari – dal momento che è stato soppiantato da quello della joint-venture Sony-Ericcson. Tra l’altro, il prodotto rappresentato è proprio una vecchissima linea di telefoni cellulari omai fuori produzione.

E’ stato questo elemento, abbinato alle ridottissime dimensioni del cartellone multi-brand, a farmi sospettare che probabilmente non siano state le aziende pubblicizzate a scegliere di inserire quelle immagini nel gioco ma sia una specie di casualità. Forse è il gioco stesso a costruire quelle immagini partendo da un vecchio database di immagini pubblicitarie, inserito nel gioco senza nemmeno chiedere denaro o permessi alle aziende titolari dei marchi rappresentati.