Posts Tagged: Pixar


26
ago 10

Toy Story 3 – La grande fuga

Toy Story 3 – La grande fuga

di Lee Unkrich (Usa, 2010)

Ancora una volta la Pixar mi ha entusiasmato, sopreso e persino fatto emozionare. Il terzo capitolo della saga “Toy Story” è forse il più bello – anche se ammetto di non ricordare benissimo gli altri due.
Ancora una volta i giocattoli sono protagonisti. La storia, raccontata dal loro punto di vista, è davvero emozionante. Il tema principale che viene messo in scena è il momento del distacco dall’infanzia all’età adulta. Altri temi interessanti trattati, anche se secondari sono: l’amicizia, il governo dispotico antidemocratico, la potenza delle masse (l’unione fa la forza), la caparbietà e la forza d’animo, le turbe psichiche che possono derivare dalla mancanza d’affetto, l’eccessiva turbolenza dei bambini in età pre-adolescenziale, la fiducia, la fedeltà, la cieca ottusità della catena di comando militare e altro ancora.
Un po’ di retorica in tutto ciò è presente – inutile negarlo – ma il fenomeno viene rappresentato in maniera originale, da un punto di vista originale ed insolito. Anche il fattore nostalgia è molto forte ma si tratta pur sempre di qualcosa di sopportabile. Diciamo pure, insomma, che la simpatia che ispirano molti giocattoli (vedi i piccoli piselli nel baccello o il cavallo Bullseye) e alcuni personaggi umani (vedi, ad esempio, la bimba Bonnie) mitiga il tutto, facendo cioè da contraltare alla sdolcinatezza in cui si può cadere facilmente raccontando questi temi.
Per quanto riguarda il doppiaggio italiano vorrei quasi soprassedere. Il film l’ho visto solo in Italiano per cui non posso fare paragoni. Tuttavia lasciatemi dire che avrei fatto scelte diverse per i doppiatori italiani – pur essendo tutti tecnicamente molto validi. L’unica mia citazione di merito va a Fabio De Luigi a cui è stato chiesto di dar voce all’effeminatissimo personaggio di Ken. Ancora mi sto chiedendo se la Mattel abbia letto lo script prima di dare l’autorizzazione all’uso del nome e dell’immagine di questo giocattolo. Per fortuna, invece, Barbie ci esce abbastanza bene. Il telefono a disco con le ruote della Tomy è stato doppiato da Gerry Scotti. Va bene, ci voleva una voce calda, amica, non giovanissima… ma ci rendiamo conto!? Gerry Scotti. Bah.
Forse è inutile ripeterlo ancora una volta ma lo farò: i film della Pixar non sono per bambini. O meglio: non solo SOLO per bambini. Son capaci di far divertire tutti, indipendentemente dall’età. E con il termine “Divertimento” qui non intendo ristrettivamente lo sbellicarsi dalle risate ma il godersi uno spettacolo di ottima fattura, sia per gli occhi, che per la mente, il cuore, l’anima, ecc.
Nota 1 sul piccolo corto animato che precede il film: spettacolare. Un’idea geniale realizzata in maniera semplice ma deliziosa. Il giorno e la notte che s’incontrano e si scontrano mostrando i loro lati positivi e negativi. Il balletto tra i due “layer” – chiamiamoli così – mi ha ricordato un po’ i fasti orchestrali del film Disney “Fantasia”.
Nota 2 sul 3D: tecnicamente notevole ma quasi inutile. Oh, io dopo i primi 3 minuti ho dimenticato di avere gli occhiali sul naso e non ho fatto più caso alla profondità di campo. Come dire: in 2D avrei apprezzato tutto allo stesso modo. Ancora non vedo grossi motivi per sbalordirsi. Passata la meraviglia della prima visione, resta ben poco.
Nota 3 sul Cinestar di Andria – il cinema multisala dove ho visto questa pellicola in 3D. Ottima l’idea di far acquistare allo spettatore gli occhialini 3D al costo di un solo Euro. In questo modo l’oggetto diventa personale, ossia non ci sono problemi d’igiene e lo spreco è ridotto al minimo, perché il singolo pezzo è riutilizzabile mille volte. Ad ogni modo, nel 2010, in Italia, 10 Euro per la visione di una sola pellicola, a mio modesto parere, rimane una cifrà troppo elevata.
Attenzione: guardando il trailer in 3D del nuovo episodio di Shrek m’è venuto un dubbio. Mi sono chiesto: perché alla fine del trailer hanno scritto “Disponibile anche in 2D”? Non avranno mica paura che qualche potenziale spettatore non vada al cinema perché ha recepito l’informazione sbagliata, ossia che quella pellicola venga proiettata solo con il costosissimo 3D? Secondo me qualche dubbio sugli sviluppi di crescita degli incassi legati a questa tecnologia iniziano ad averlo anche le stesse major del cinema.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


31
ott 09

Up

Up

Up

di Pete Docter

e Bob Peterson (Usa, 2009)

Ne hanno scritto già in molti in rete. Cos’altro posso aggiungere io? Non so, vediamo.

“Up” è un cartone meraviglioso, sotto molti punti di vista. Sulle questioni tecniche non mi soffermo. Ormai ogni film Pixar è una garanzia. Questi tizi hanno raggiunto un tale livello di eccellenza nella grafica che si può solo star zitti e apprezzare.
Nulla da eccepire anche per quanto riguarda la narrazione. La prima parte del film, i primi 20 minuti, diciamo sono a dir poco commoventi. Quasi non ci sono dialoghi ma i registi riescono comunque a raccontare una storia strappalacrime, fatta di sentimenti semplici e genuini: la lunga liaison d’amore tra due giovanissimi appassionati di avventura. Altro elemento fondamentale di questa pellicola sono le idee, alcune delle quali molto originali e sognanti, come quella di far alzare in volo una casa con il solo aiuto di migliaia di palloncini colorati (il titolo d’altronde a questo si riferisce). L’idea di mettere un collare ai cani per farli parlare come degli uomini, forse è già stata vista, ma chi se ne frega. A me è piaciuta tantissimo e mi ha divertito. Dug, poi, è davvero un personaggio buffissimo.

“Up” porta sullo schermo l’amicizia tra un burbero anziano, rimasto a vivere solo nella sua piccola casa dopo la morte di sua moglie, e un giovane imbranato boy scout. La morale c’è – come del resto in ogni film Disney – ma è meno peggio, meno sdolcinata del solito. Insomma il film ci vuole dire che un anziano ha ancora qualcosa da insegnare a un ragazzino, che i vecchi non vanno lasciati soli, che l’amicizia è un grande valore, che l’avventura e la condivisione di esperienze possono avvicinare le persone, che il bene trionfa sempre, ecc. Ma non è importante. Del sottotesto possiamo anche fregarcene.
“Up” è un film d’animazione molto molto bello. In questo sono d’accordo con Kekkoz: è forse uno dei migliori di sempre della pixar – anche se forse il più ‘sentimentale’ di tutti. Io lo metterei nell’olimpo con “Monsters Inc.” e “Gli incredibili”. Insomma, va visto perché appaga gli occhi e riscalda il cuore – lo so, è una cosa melensa da dire ma oggi mi gira così. E questo basta. Non chiedetevi se sia una pellicola da ragazzini o da adulti. Non ha alcuna importanza. E poi: quante altre volte sarà stato fatto questo inutile discorso? Via, correte al cinema, se ancora non ci siete stati.

Nota: finalmente anche io ho capito a cosa si riferisca l’espressione “Scoiattolo!”.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


9
mar 09

Il terzo trailer di Up

Dopo il primo The Postman film

ed il secondo, ecco finalmente il terzo trailer di Up, prossimo film d’animazione della Pixar diretto da Pete Docter. In uscita nei cinema statunitensi il 29 Maggio.

Fonte: FirstShowing.net via hellzatumblr via Vivere e morire a losanghe.


11
gen 09

Up to the next Pixar movie

Di “Up” vi avevo già parlato lo scorso Novembre. Si tratta del prossimo film della Pixar.
Sneak peak. Qui sopra potete vedere una specie di teaser/trailer – commentato dallo stesso regista: Pete Docter.
Protagonista del lungometraggio animato sarà un signore anziano e burbero che riesce a realizzare il sogno di una vita: fare il giro del mondo. Ci riuscirà attaccando migliaia di palloncini alla sua casa in legno. Ma ben presto si renderà conto che nel lungo viaggio non sarà solo.
In uscita nelle sale USA per Maggio 2009.

Io, ovviamente, non vedo l’ora che arrivi in Italia.

Fonte: Cineblog.it.


11
nov 08

Il prossimo Pixar

Il prossimo film della Pixar sarà diretto dal regista di “Monsters & Co.” e si chiamerà “Up”. Protagonista un vecchietto, tanto burbero quanto simpatico, che farà prendere il volo alla sua casetta, manco fosse una mongolfiera.

Non vedo l’ora che arrivi al cinema.
Qui sopra ne vedete il trailer ufficiale (in inglese).


27
ott 08

Wall-E

Wall-E
di Andrew Stanton (Usa, 2008)

La farò semplice: questo film è un capolavoro. Lo metterei nella prime posizioni di una ipotetica classifica dei film Pixar, insieme a “Gli incredibili”, “Monsters & Co.” e “Ratatouille”. E tenete ben presente che, per me, i titoli Pixar sono già nell’Olimpo dei lungometraggi d’animazione, o meglio: fanno quasi categorie a parte. I fan di “Shrek” e/o “Era glaciale” si offendano pure.
“Wall-E” mi è piaciuto a tal punto che sarei potuto uscire dal cinema già dopo la fine di “Presto” – il breve cartone animato che introduce il film in cui duettano con ironia e surrealismo un coniglio ed un mago (vedi clip seguente), visto che già questa sola visione mi aveva più che soddisfatto.

La storia raccontata è quella di Wall-E, l’ultimo robot della Terra; qualcuno deve averlo dimenticato attivato sul nostro pianeta, un posto ormai completamente desolato, a svolgere la funzione per cui in origine è stato creato: compattare i rifiuti. Questo personaggio ricorda tantissimo “Numero 5″, ossia il protagonista del film “Corto Circuito” (John Badman, 1986) ma per una volta faremo finta di non accorgerci della palese somiglianza tra i due, onde evitare eventuali polemiche sulla creatività autoriale.

Wall-E è un robot quasi più umano degli umani, un esserino dolce e buffo che soffre (inspiegabilmente) di solitudine, avendo come solo ed unico compagno una specie di cimice – forse anch’essa robot meccanico o forse unico essere vivente suggito ad una specie di olocausto futurista di stampo anti-ecologista. Wall-E compatta, compatta e compatta, per tutto il giorno. Ogni balla di rifiuti che comprime nel suo corpo cubico va a formare altissimi e desolanti grattacieli di spazzatura. Il suo unico passatempo a questo lavoro alienante è raccogliere oggetti di cui non capisce il reale utilizzo originario all’interno di un container che funge anche da casa/rifugio notturno. I suoi giorni tristi e solitari finiranno quando sulla Terra arriverà Eve, un robot donna dal design così stiloso che sembra ispirato agli canoni estetici dalle matite della Apple, che ha come compito quello di trovare l’ultima forma di vita vegetale sul globo terracqueo.
Se vogliamo andare oltre la dolce storia d’amore – a dire il vero alquanto tradizionale – e se bypassiamo le tecniche grafiche degli studi Pixar che da sole possono essere considerate il fattore che rende “Wall-E” un capolavoro, un elemento cioè che non fa altro che migliorare con il passare degli anni, possiamo concentrarci su tutta una serie di aspetti che rendono questa pellicola qualcosa di davvero pregevole. Mi riferisco alla polemica, nemmeno tanto velata, nei confronti del genere umano, della sua pigrizia, del cinismo e della falsità dei vertici governativi (di qualsiasi ordinamento e di qualsiasi epoca), alla mancanza di attenzione nei confronti del problema ambientale che affligge la Terra, alla artificialità delle situazioni turistiche (siano crociere, villaggi turistici, ecc), alla stupida rigidità delle organizzazioni che tendono alla perfezione (vedi l’organizzazione della nave stellare).
Da apprezzare anche la citazione di Hal 9000 e “2001 Odissea nello spazio” che il regista ha voluto fare rappresentando un computer con un grande occhio rosso che per tenere fede alle istruzioni che gli sono state date dai suoi creatori, si insubordina e fa di tutto per prendere il comando, arrivando persino ad esautorare l’uomo che gli impartisce gli ordini.
Due sono le scene che mi hanno fatto tanto sorridere: una è quella in cui i computer difettosi spaccano il vetro della stanza che li tiene prigionieri, irrompono nella stanza attigua, prendono Wall-E e lo portano in trionfo per i corridoi dell’astronave come fossero dei pazzi criminali in fuga da un ospedale psichiatrico; l’altra è quella in cui Eve, stizzita per i danni provocati dalla goffagine di Wall-E, inizia ad urlare il suo nome, rappresentando così esattamente ciò che ogni donna fa quando il proprio compagno ne combina una delle sue.
Nota: quando il robottino protagonista termina di ricaricarsi con l’energia solare emette un suono del sistema operativo Mac OSX.
Se ancora non l’avete visto, mollate tutto e correte al cinema – stasera stessa.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.