Posts Tagged: Pippo Starnazza


29
dic 10

Romanzo popolare

Romanzo popolare

di Mario Monicelli (Italia, 1974)
con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido,
Pippo Starnazza, Alvaro Vitali, Vincenzo Crocitti

Ho rivisto questo film dopo tre anni. Ma quasi non ricordavo di averlo visto. Lo so, è grave. Devo farmi vedere da uno bravo.

Commedia agrodolce magnificamente diretta da Monicelli.
Giulio Basletti (Ugo Tognazzi) è un operaio di 51 anni che finisce sui rotocalchi rosa perché ha sposato Vincenzina (Ornella Muti), una ragazza giovanissima, nemmeno diciottenne, a cui molti anni prima aveva fatto da padrino per il battesimo. Lui è un operaio settentrionale che lavora nella Innocenti, lei è una ragazza di provincia che vive in un paesino dell’entroterra campano. Quando lei si trasferisce a Milano con i suoi fratelli per cercare lavoro i due si re-incontrano ed è subito amore. Si sposano un anno dopo circa e vanno a vivere a Cologno Monzese, in un mini appartamento nella periferia milanese, lì dove i casermoni sono ancora in costruzione e le strade ancora lontanissime dall’essere asfaltate. Le cose tra i due sembrano andare meravigliosamente. I primi tempi sembrano un idillio, anche perché Giulio è molto protettivo nei confronti di sua moglie etrambi vivono quasi in una famiglia allargata circondati dall’affetto e dall’amicizia di parenti e colleghi. In pochissimo tempo, inoltre, nella loro vita arriva anche un piccolo Basletti: Francesco, detto Cecco.
Le cose, comunque, iniziano a crollare quando Giulio deve allontanarsi tre giorni per andare in Campania, al paese natale di Vincenzina, per partecipare al funerale di una sua parente, rimasta uccisa sotto le frane causate dal maltempo. Durante questo breve viaggio Giulio inizia a sospettare che la sua Vincenzina si sia invaghita di Giovanni (Michele Placido), un giovane Carabiniere pugliese di stanza a Milano che quasi per caso è diventato un amico di famiglia e che da alcuni mesi frequente assiduamente casa Basletti. Tornato a casa in effetti scopre che le sue supposizioni non sono affatto infondate.
Non svelo altro. Ho già detto troppo.
Comunque sappiate che avevo raccontato tutto e meglio già nel 2007.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


2
giu 09

La vita agra

La vita agra

La vita agra

di Carlo Lizzani (Italia, 1964)

con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli,
Giampiero Albertini, Rossana Martini,
Nino Krisman, Elio Crovetto, Pippo Starnazza,
Enzo Jannacci, Regina Dinelli, Renato Terra,
Antonino Faà di Bruno, Elsa Asteggiano

Inizio degli anni ’60. Siamo in pieno boom economico. Luciano Bianchi (Ugo Tognazzi), un bibliotecario di idee anarchiche, lascia la provincia lombarda per trasferirsi nella metropoli: la grande Milano. Il suo unico obiettivo è quello di mettere una bomba sotto il Pirellone (il grattacielo che si trova in piazza Duca D’Aosta, nel film definito “torracchione”) per vendicare la morte di 43 minatori suoi concittadini, caduti sul lavoro. Il palazzo ospita la sede principale della CIS, un’azienda chimica titolare anche della miniera in cui è avvenuto il grave incidente e responsabile della stessa disgrazia. In breve tempo però, il protagonista si imborghesirà, integrandosi benissimo nella vita della città – anche se lui stesso la definisce “agra”. Dopo un primo periodo di prova nella stessa CIS, ed un tentativo di diventare traduttore per una grande casa editrice, Luciano diventerà un ottimo pubblicitario, un ‘persuasore occulto’. Finirà cioè per passare dalla parte del ‘padrone’: lavorerà per lui e con lui, rassegnandosi infine alla impossibilità di sovvertire l’ordine delle cose – il cosiddetto ‘sistema’.
Durante il soggiorno milanese, inoltre, Luciano incontrerà Anna (Giovanna Ralli), una giovane donna molto bella, con cui condivide idee e valori. La loro sarà una storia intensa ma burrascosa anche perché Luciano, per andare a vivere a Milano, ‘è stato costretto’ a lasciare sua moglie al paese.
Nonostante Tognazzi reciti brillantemente – come suo solito – “La vita agra” non può essere considerato propriamente una commedia. In diversi frangenti, anzi, il tono è tutt’altro che ironico. Forse l’elemento più valido di questa pellicola sono i dialoghi, dal tono spesso drammatico.
Una nota di merito va a Giovanna Ralli – oltre che per l’ovvia bellezza – anche per l’aver saputo rendere perfettamente l’idea di una giovane donna moderna, emancipata ed al passo coi tempi, anzi avanti coi tempi.
Da apprezzare anche l’idea di inserire Enzo Jannacci come cantastorie. Ogni qual volta i due protagonisti si trovano in un’osteria o in un bar della città, un giovanissimo Jannacci è lì con la sua chitarra a cantare brani della tradizione popolare lombarda.
Questo film, diretto da Carlo Lizzani, è stato tratto dal romanzo omonimo di Luciano Bianciardi.
La sceneggiatura invece è stata curata dallo stesso Lizzani, in collaborazione con Sergio Amidei e Luciano Vincenzoni.
Le musiche, gradevolissime, sono a cura del M° Armando Trovajoli.

Nota: curioso come in diversi film italiani degli anni ’50 e ’60 il grattacielo sia presente come simbolo di modernità. Ne “Il vedovo” di Dino Risi, ad esempio, la Torre Velasca è il palazzo in cui i due protagonisti prendono un appartamento.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.