Le verità esistono anche se non le dici. I problemi esistono anche se non ci pensi.
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18
mar 10
Strambe declinazioni dialettali
Nel mio dialetto (l’andriese) la declinazione delle parole non sempre si ottiene modificandone la desinenza. Spesso la parte da cambiare è quella centrale.
Prendiamo ad esempio l’aggettivo “mio”. Al maschile (sia singolare che plurale) fa “moj” – anche abbreviato in “mo’”, mentre al femminile (sia singolare che plurale) fa “maj” – spesso abbreviato in “ma’”.
Le cose si complicano (molto) quando questo aggettivo viene abbinato a parole di uso comune come i legami di parentela.
Padre (attòin)
Mio padre = attàn’m
Tuo padre = attànd
Suo padre = l’attòin
(nelle forme plurali non cambiano)
Madre (mamm)
Mia madre = mamm
Tua madre = mamt
Sua madre = la mamm
Fratello (fröit) – questa parola non varia di numero.
Mio fratello = fratm
Tuo fratello = fratt
Suo fratello = u fröit
Sorella = (sòur)
Mia sorella = sòr’m
Tua sorella = sord
Sua sorella = la sòur
Attenzione perché la parola sorelle ha anche un misterioso plurale = s’rèur. :)
9
mar 10
L'Italia dei luoghi comuni (mappa)

Questa è una mappa dell’Italia, disegnata usando parole e simboli con cui spesso il nostro Paese viene rappresentato all’estero.
A parte il fatto che è piena zeppa di luoghi comuni (il che non mi infastidisce, né mi meraviglia), trovo estremamente divertente che in parecchi casi abbiano sbagliato completamente la collocazione del termine o del simbolo.
Il bel tempo del Triveneto, l’assenza di meritocrazia nella provincia di Taranto, l’orgoglio della laguna veneziana, il buonissimo caffé molilsano, la migliore pizza di Grosseto, le migliaia di idioti calabresi, il Grande Fratello umbro, le puttane sarde, l’evasione fiscale friulana, i politici ridicoli della Liguria, la tv romagnola, l’immondizia di Civitavecchia, ecc.
Immagine trovata su SilentMan.it.
4
nov 09
Cambio di vocale
Liquerizia, al posto di liquirizia.
Casareccio, al posto di casereccio.
Fresella, al posto di frisella.
Una sola domanda: ma perchè? Lo fate consapevolmente, con coscienza? Deve essere uno scherzo, dai. Io lo trovo estremamente divertente. Perché lo so benissimo che non si tratta di errori, eppure a tutto ciò non riesco a dare una spiegazione. Non si tratta nemmeno di questioni regionali o localistiche, dal momento che li senti ovunque e pronunciati da chiunque. E allora: perché?
15
dic 08
Quando il significato 'matcha' il significante
Obsoleto è un termine obsoleto.
Così come desueto è un termine desueto.
9
dic 08
Appùntati paio
Caro salumiere, quando ti chiedo un paio di etti di salume sappi che voglio 200 grammi di prodotto. All’incirca, non esatti. Un margine di errore te lo concedo pure. Comunque sia, sottintesa è solo l’unità di misura (grammi), non il valore numerale. Sottinteso che stiamo parlando di peso ma mi sembra chiaro, palese, che un etto indichi il numero 100 e che il vocabolo “paio”, in italiano, corrisponda esclusivamente a due unità. Credimi: non è un modo come un altro per indicare poche unità. No: si tratta di una cifra precisa. 2. Ti scrivo anche la parola: due. Dunque: paio = due. Appuntatelo da qualche parte, se proprio non vuoi imparare la tua lingua.
Grazie.
2
dic 08
Simpatico e meno
I termini “casareccio”, “intiero” e “diecina” mi incutono sempre una grande ilarità. Non sono scorretti, sono solo un altro modo per dire i più comuni “casereccio”, “intero” e “decina”. Li trovo molto divertenti. Una volta mi è persino capitato di leggere “Cucina casalinga” su di un cartellone della mia città che pubblicizzava una specie di bar/tavola calda.
Quello che invece mi sta sulle scatole (e parecchio) è sentir dire “mòllica” e “rùbrica” invece di “mollìca” e “rubrìca”. Ecco, adesso l’ho detto. Anzi, l’ho scritto.





