Posts Tagged: nudità


25
giu 09

L'uomo delle stelle

luomodellestelle

L’uomo delle stelle

di Giuseppe Tornatore (Italia, 1995)
con Sergio Castellitto, Tiziana Lodato,
Leopoldo Trieste, Leo Gullotta, Tony Sperandeo,
Franco Scaldati, Luigi Maria Burruano, Tony Palazzo,
Nicola Di Pinto, Tano Cimarosa, Clelia Rondinella, Simona Merito

The Fear Chamber movie download

Sicilia, secondo dopoguerra. Joe Morelli è un truffatore romano che gira tutta l’isola con un camioncino marchiato “Universalia Cinematografica”, vendendo sogni alla gente. Per 15 mila lire realizza provini per il ‘cinematografo’, facendo cioè credere a tutti gli attori provetti che quella pellicola impressionata sarà mandata nella Capitale per essere sviluppata e mostrata ai più importanti registi italiani. Durante il suo peregrinare inconterà i personaggi più buffi e desolanti, tra questi Beata, una giovane ragazza orfana, una specie di reietta che si è ridotta a fare i mestieri più umili pur di sopravvivere. Dopo mille insistenze da parte della giovane, Joe si farà convincere e così deciderà di portarla con sè.
Ma non tutto andrà per il meglio.  La fortuna presto volgerà le spalle al signor Morelli.
Castellitto qui è da premio. Un vero e proprio gigione. Mattatore in ogni scena. Gli sceneggiatori gli mettono in bocca sempre la parola giusta al momento giusto. Inoltre il perfetto accento (e lessico) romano lo rende particolarmente simpatico allo spettatore.

Tiziana Lodato interpreta Beata, la bellissima giovane dai tratti mediterranei dotata di un fascino acerbo ma irresistibile. Bravissima in ogni frangente. Persino nelle ultime scene in cui porta sullo schermo con grande dignità il ruolo di una che ha perso la ragione a causa di un grandissimo dolore.
Leo Gullotta fa la parte del parrucchiere gay che vuole lasciare la provincia e la Sicilia perché è stufo dei continui insulti che è costretto a subire.
A Tony Sperandeo hanno affidato il ruolo del capo di una piccola gang di tre fratelli, un gruppetto di uomini reietti dalla società che si dedica al banditismo.
Luigi Maria Burruano si atteggia da viveur, uno sguaiato ‘gagà’ che millanta grande successo con le donne.
Leopoldo Trieste

è il protagonista di una sequenza molto intensa (per cui ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti): fa la parte di un misterioso anziano che, dopo anni di silenzio e mutismo, torna a parlare grazie all’intervento cinepresa. Durante il provino reciterà con grande trasporto un pezzo in spagnolo.
Da notare come anche in questa pellicola Tornatore si attardi volutamente su alcune scene di sesso. Sinceramente non so dirvi se e quanto questi frangenti siano morbosi. Però è probabile che non si tratti di casualità; lasciatemi credere che siamo di fronte ad una strategia ben congegnata, che per altro riesce benissimo a tener contenta una grossa fetta di pubblico maschile. Confronta, ad esempio, le nudità di Monica Bellucci in “Malena” e quelle di Tiziana Lodato in questa pellicola. Ci sono molte analogie. Senza dubbio hanno una loro funzionalità nel racconto ma, allo stesso tempo, si pongono anche l’obiettivo di stimolare nell’audience una certa attenzione pruriginosa.
Voto complessivo 7.
Nota 1: le musiche sono del M° Ennio Morricone.
Nota 2: questa pellicola ha vinto il “Premio speciale della giuria” al Festival del Cinema di Venezia nel 1995.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it

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22
dic 08

L'evoluzione dell'uomo a fumetti

Come si è evoluto l’essere umano nel corso dei secoli? Questa lunghissima vignetta orizzontale dal titolo “Human Timeline” lo spiega in maniera molto chiara, graficamente e senza usare alcuna parola. Magnifica!

Clicca sull’immagine per vederla nella sua totalità.

Disclaimer: i disegni rappresentano alcune scene di sesso e nudità.


16
ott 08

Miranda

Miranda

di Tinto Brass (Italia, 1983)
con Serena Grandi, Andrea Occhipinti,

Franco Interlenghi, Andy J. Forest, Franco Branciaroli,
Marisa Longo, Jean René Lemonde, Laura Rosetta Sassi,
Isabelle Illiers, Luciana Cirenei, Mauro Paladini, Enzo Turrin

Premessa: non ho visto molto film diretti da Tinto Brass. Forse uno o due, con questo saranno tre. Come uomo mi sta abbastanza simpatico ma non lo considero un regista eccelso.
Per dire: questa pellicola, non fosse per le nudità della protagonista, non potremmo nemmeno definirla totalmente erotico.
Siamo in Romagna, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale – probabilmente quelli che vediamo scorrere sullo sfondo sono i primi anni ’50. Miranda, una giovane locandaia di 30 anni, è una donna libera a cui piace godersi i piaceri del sesso; si sente ancora molto legata a suo marito, Gino – il tizio a cui è intestato il locale, ma questi al momento è un disperso di guerra. Miranda insomma si gode la vita e non si fa mancare affatto la compagnia degli uomini. Intrattiene almeno un paio di relazioni contemporaneamente: una con Carlo, un anziano console, ex fascista confinato nel suo paesino, che la riempie di regali e le chiede continuamente di fuggire insieme e l’altra con Berto, un suo coetaneo che di mestiere fa il camionista. Del secondo pare essere innamorata per via del bel sedere, del primo invece apprezza la dolcezza e il fascino della bella senilità, quasi con tocco di nostalgia.
Le cose cambiano un po’ quando in paese arriva un americano per occuparsi del metanodotto. Questo bellimbusto un po’ spaccone di nome Norman si stanzierà nella locanda e finirà per far perdere la testa a Miranda. Le farà vivere un periodo di grande felicità e spensieratezza. I giorni insieme per loro saranno tutta una festa. Quando però l’Esercitò spedirà un telegramma con la dichiarazione ufficiale di morte di Gino, quando il console deciderà di lasciare il paese – in seguito alla revoca del confino, e quando l’americano farà ritorno negli USA, a Miranda non rimarrà che sposarsi con l’unico uomo a cui non si è mai concessa: Toni, il servo della locanda che le è stato fedele per tutto quel tempo e che da sempre la desidera con grande ardore.
Il film è recitato maluccio, soprattuto nelle prime battute. Occhipinti è quasi inguardabile. Forse l’unico attore che riesce ad emergere con la sua recitazione è proprio Franco Branciaroli nei panni di Toni.
Serena Grandi qui è comunque al massimo del suo fulgore: è giovane e prosperosa. Anche se non bellissima, riesce ad esprimere perfettamente le qualità che il suo personaggio richiede: gioventù, libertà, sensualità, abbondanza, semplicità, voglia di vivere, emancipazione, scaltrezza, disillusione. Il seno grande, i fianchi abbondandi, le cosce possenti seppur toniche, il mezzo sorriso maliziosetto, sono tutti strumenti che le permettono di essere l’interpete perfetta per questo film.

A mio personalissimo modo di vedere, la scena più bella è quella in cui Miranda appare in sottoveste nera alla finestra mentre annaffia delle rose rosse (foto sopra).
Nota di merito per il lettering del titolo sulla locandina originale.
La fotografia è di Silvano Ippoliti. Il soggetto è di Carla Cipriani. Le musiche del film sono state composte dal M° Riz Ortolani.
Il film “Miranda” è stato scritto, diretto e montato da Tinto Brass. La produzione è di Giovanni Bertolucci per la San Francisco Film s.r.l.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.