Posts Tagged: network


1
feb 12

Trent’anni di Radio Deejay

RadioDeejay (logo)

In questi giorni il network Radio Deejay compie 30 anni. Ecco, se non ci fosse stata questa radio, probabilmente verso la metà degli anni ’90 io non mi sarei mai interessato alla musica dance – come invece è accaduto – e mai sarebbe nata la mia passione per il deejaying.
Niente di sensazionale, solo una personalissima annotazione. Magari non interessa a nessuno ma ci tenevo a dire anche la mia in questa occasione così speciale.


20
apr 11

Quinto potere

Quinto potere
(Network)

di Sydney Lumet (USA, 1976)
con Faye Dunaway, William Holden, Peter Finch,
Robert Duvall, Wesley Addy, Ned Beatty, Arthur Burghardt,
Marlene Warfield, Bill Burrows, Conchata Ferrell,
William Prince, Beatrice Straight, Kathy Cronkite

Film che avevo già visto in passato ma che mi ha fatto molto piacere rivedere. Capolavoro della cinematografia americana. Una pellicola che dovrebbe essere insegnata nelle scuole di comunicazione. Praticamente un manuale.
La UBS, il quarto network televisivo americano dopo ABC, CBS e NBC, arrivato sull’orlo della bancarotta, decide di affidarsi alle scelte di Diana Christensen una giovane manager addetta ai programmi, una peperina linguacciuta iper-rampante, stakanovista e aziendalista. Le sue politiche di cambiamento prevedono di puntare tutto sul TG, stravolgendolo fìno a farlo diventare una specie di varietà molto nazional-popolare, e su una serie tv basata su filmati veri girati da un movimento di liberazione di matrice comunista. Attrazione principale delle news serali saranno i sermoni di Howard Beale, lo storico anchorman di mezz’età che, in preda a una specie di esaurimento nervoso, crede di essere un predicatore apocalittico con la missione di informare le masse attraverso il tubo catodico.
Il successo arriverà, gli spettatori aumenteranno sotto la spinta delirante, demagogica, iper-realista e senza peli sulla lingua di Beale, le finanze faranno registrare progressi stupefacenti ma, a un certo punto, lo stesso circo che ha svolto la funzione di volano per l’emittente finirà per metterla in crisi. Cose che accadono quando è l’audience l’unico metro di giudizio per valutare i contenuti di un canale televisivo.
Questa rivoluzione all’interno del network sarà l’occasione per portare in auge Frank Hackett, il manager rappresentante della CCA, la società che ha da poco acquistato la rete. Ma, oltre al vecchio anchorman, questi cambiamenti faranno anche altre due vittime illustri: Edward Ruddy, il presidente della rete, e Max Schumacher, il direttore della testata giornalistica che, seppur scalzato dalla bionda manager senza scrupoli, se ne innamorerà follemente, mandando a rotoli persino il proprio matrimonio.
Sydney Lumet porta la TV al cinema, illustrando tutti i perversi meccanismi che sono sottesi alla più grande macchina culturale dell’era contemporanea. Mostra luci e ombre di fenomeni quali la creazione di consenso attorno a una figura estrema, la spettacolarizzazione della follia, l’esasperazione dei toni, la gestione del mezzo televisivo come collettore e catalizzatore della rabbia/frustrazione degli spettatori, la cieca devozione agli dei dell’audience e dei bilanci in attivo, ecc.
Illuminante le frase presente sulla locandina del film: «Television will never be the same».
Voto alla pellicola: 9. Mai visto niente di simile prima d’ora.

Questo il trailer in italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


3
nov 08

Voglio un network ubiquo e perpetuo

Ho appena finito di leggere “Investire nelle relazioni. Le nuove frontiere del Social Networking”, un abstract di Monica Fabris, la presidente di GPF. L’ho scoperto grazie a questo post del blog di Tommaso Sorchiotti che ne riporta un ampio stralcio.

Il documento ha pretese di scientificità, cerca di dare una definizione di social netowork, di cosa sono questi nuovi strumenti, di come funzionano. È ovviamente una marchetta, un testo redatto per lanciare Blinko, il nuovo social network mobile di Buongiorno.it. In tutto ciò non ci vedo niente di male.  Sia chiaro: lo dico con tutto il rispetto per Buongiorno.it. È un’azienda a cui sono affezionato in un certo senso. Ricordo ancora quando – credo fosse il 2000 – raccoglievo in un file Word ogni frase (aforisma, massima, battuta, ecc.) che Buongiorno.it mi mandava via email – una newsletter quotidiana.

La Fabris però scrive: “L’incontro tra social network e telefonia mobile è da questo punto di vista l’inveramento della filosofia della rete”, come a dire che Buongiorno, portando con Blinko il social network sui cellulari, o meglio sui dispositivi mobili, ha scoperto la pietra filosofale del web. Mi sembra decisamente troppo.
A questo punto mi chiedo: “Ma a che serve”? Io non voglio un altro, l’ennesimo social network. Io sono già iscritto a 2000 social network. E da tempo, ormai! Piuttosto fatemi un device che mi permetta di avere una tastiera usabile, uno schermo di 4/5 pollici ed un browser full optional. Poi datemi conessione internet Wi-fi (meglio Wi-Max) a costi bassissimi. Diciamo a 1 Euro per GB scaricato. Mi sembra un prezzo equo. Allora sì che mi avete dato il top! Voglio un network ubiquo e perpetuo. Tutto il resto non conta. Per me.


15
ott 08

Il grafo 3D del mio network su Facebook

Con l’applicazione Nexus è possibile tracciare automaticamente un grafico tridimensionale del proprio network di contatti all’interno dell’ambiente Facebook. Quello che vedete qui sopra è il mio. Non serve a niente, ovviamente. Ma rende benissimo. Cioè, se non altro è bello da guardare.

Via dLog via Pandemia.