Posts Tagged: Mos Def


29
mag 10

Cadillac Records

Cadillac Records

di Darnell Martin (Usa, 2008)

con Adrien Brody, Jeffrey Wright, Beyoncé Knowles,
Columbus Short, Gabrielle Union, Emmanuelle Chriqui,
Cedric the Entertainer, Mos Def, Eamonn Walker,
Joshua Alscher, Tim Bellow, Tony Bentley, Marc Bonan

Film basato su di una storia vera: la nascita e la morte della gloriosa Chess Records. La pellicola infatti racconta di come Leonard Chess, un giovane di origine polacca, dopo aver aperto un night club in un quatiere di neri, sia riuscito a circordarsi di grandi musicisti e a fondare una delle più importanti etichette per la storia della musica blues e rock.
Uno dei pregi di “Cadillac Records” è quello di non focalizzarsi solo sulla di vita di un singolo personaggio. La storia di Chess, infatti, s’intreccia in maniera indissolubile anche con quella di uno dei più grandi bluesman di tutti i tempi (Muddy Waters), con quella di Chuck Berry e di Etta James. A seconda del periodo storico, cioè, l’azione si sposta su questo o su quell’altro personaggio ponendolo al centro del racconto.

Un altro punto a favore di questa pellicola è il cast. Senza questi volti, sapientemente scelti, il film forse non avrebbe avuto la stessa fortuna.
Adrien Brody è fuori discussione; è perfettamente a suo agio nel ruolo del produttore generoso e bonario, amico, padre e protettore di tutti i suoi artisti.
Ottima prova per anche per Jeffrey Wright. Magari sarà stato anche aiutato dal carisma dello stesso Muddy Waters (il personaggio che interpreta), però è in grado di rendere benissimo lo spirito dei tempi, la vita sfrenata di una star, il successo, la passione per la musica che suonava, la complicità con il suo collega e amico Little Water (ben interpretato da Columbus Short) e il rapporto di fiducia/amicizia con il fondatore dell’etichetta.
Chi crede che Beyoncé sia solo una cantante deve ricredersi. Dopo aver visto questo film, non si può sostenere che non abbia anche buone doti recitative. Sebbene la parrucca bionda non le stia benissimo, riesce comunque a dare grande profondità al personaggio tormentato di Etta James. La voce, poi, mette i brividi – che ve lo dico a fare! Mi è sembrata perciò una degna interprete di quelle che furono le hit della diva che interpreta.
Per essere un film biografico a protagonista multiplo “Cadillac Records” è fatto davvero bene. Non conoscevo le vicende di questa etichetta discografica, per cui non saprei dire quanto le vicende mostrate sul grande schermo siano attinenti alla realtà, e quanto invece ci sia di romanzato, ma posso affermare con convinzione che comunque la regista (che ha anche curato la sceneggiatura) è riuscita a realizzare un buon prodotto cinematografico. Il film avvince e non annoia. 115 minuti possono sembrare tanti ma scorrono via veloci.

Un plauso va anche a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte per ricostruire costumi, acconciature, aggeggi e ambienti tipici dell’epoca. Dev’essere stato un lavorone ma, visto l’eccellente risultato, direi che ne è proprio valsa la pena.
Nota: Il titolo della pellicola fa riferimento al fatto che Leonard Chess era solito regalare una Cadillac a ciascuno dei suoi artisti quando questi ragguingevano il successo sperato.

La scheda di , quella di e quella di .


9
gen 10

Guida galattica per autostoppisti (film)

Guida galattica per autostoppisti

Guida galattica per autostoppisti
(The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy)

di Garth Jennings

(Usa, 2005)
con Mos Def, Martin Freeman,
Sam Rockwell, Zooey Deschanel, Bill Nighy,
John Malkovich, Mak Wilson, Steve Pemberton,
Stephen Fry, Thomas Lennon, Helen Mirren, Alan Rickman,
Anna Chancellor, Dominique Jackson, Kelly Macdonald

Avendo letto qualche mese fa il romanzo omonimo di Douglas Adams, da cui è stato tratto – ed avendolo trovato divertente – non potevo certo esimermi dalla visione di questa pellicola. E sapete cosa vi dico? Che mi aspettavo di peggio, di molto peggio. Invece l’ho trovata abbastanza attinente al romanzo, almeno per quello che ricordo, che piaccia, o meno, non è stato comunque stravolto.
Il no-sense ideato e narrato da Adams è meno pregnante sullo schermo ma comunque e fortunatamente non si perde del tutto.
Sulla trama e sul contenuto non mi soffermerò, dunque, perché già ne ho scritto. Lasciatemi dire, invece, che ho trovato molto valida la scelta di affidare a Martin Freeman (uno che mai avevo visto prima) la parte di uno dei due protagonisti (Arthur Dent). Insomma la faccia del pavido ce l’ha tutta. Ho trovato delizioso il suo andarsene in giro per le galassie in vestaglia e asciugamano con la faccia di uno che non ha capito (quasi) nulla di quello che gli sta succedendo intorno.
Anche Mos Def è stato per me una grandissima sorpresa. Ma perché non gli affidano altri ruoli? In queste commedie recita benissimo. Mi aveva già fatto una buona impressione anche in “Be Kind Rewind” ma qui credo che, non so, forse si è superato nella parte di Ford Prefect.
Zooey Deschanel è piccola, dolce e carina. Roba da perderci la testa, quasi. Forse troppo giovane per il ruolo di Trillian ma non è importante perché recita benissimo. Non gigioneggia più di tanto, sa tenere la parte della ragazza con la testa sulle spalle (in alcune scene), pur essendo molto, molto, molto carina. Scusate la ripetizione. Vi ho già detto che in alcune espressioni mi ricorda molto la cantante Katy Perry?
Comunque per me il vero ganzo, il mattatore di questa pellicola è il magnifico Sam Rockwell – qui nei panni dello sciamannato Presidente Zaphod Beeblebrox. Ma ditemi voi: uno con l’espressione così sfrontata dove lo trovate? Basta guardarlo per trovarlo immediatamente simpatico. Ma come si fa? Nonostante qui il suo ruolo sia quello del pazzoide egoista, vanesio e pieno di sé, non si riesce a trovarlo odioso, anziché adorabile.

Adoro quando John Malkovich interpreta ruoli comici. Qui lo troviamo nei panni di una specie di santone, un papa acerrimo rivale di Zaphod Beeblebrox durante le elezioni presidenziali.
Bill Nighy fa la parte del vecchietto bonario Slartibartfast, una specie di Cicerone che accompagna Arthur alla scoperta della riproduzione del Pianeta Terra in scala 1:1.
Ad Helen Mirren è stato affidato il compito di dare la voce al supercomputer Deep Thought (Pensiero Profondo) ma la cosa, ovviamente è andata perduta nell’edizione italiana, a causa del doppiaggio.
Stessa cosa dicasi per Stephen Fry che nell’edizione originale raccontava le vicende in qualità di voce narrante.
Nota: il pupazzone bianco latte (lucido) aveva forse un aspetto troppo buffo e “pacione” per rappresentare Marvin, il robot perennemente depresso, sarcastico e col senso dello humor nero.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.