
Per pubblicizzare un paio di modelli di cellulari in offerta (LG Lotus e Samsung Instinct), la compagnia di telefonia mobile Sprint ha utilizzato uno stralcio di recensione presa da Gizmodo.com, un blog molto seguito in tutto il Mondo che si occupa di hi-tech. La campagna ha letteralmente invaso New York: quotidiani, aeroporti e persino Times Square.
Comunque sia, lo stesso blog – che pur aveva autorizzato tale citazione senza prendere denaro in cambio – ne è rimasto sorpreso, a tal punto da mettere in piedi una specie di concorso per il lettore che realizza la migliore foto ad alta qualità della campagna esposta in pubblico.
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Point of Origin divx
Fonte: Gizmodo.com
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Ho appena finito di leggere “Investire nelle relazioni. Le nuove frontiere del Social Networking”, un abstract di Monica Fabris, la presidente di GPF. L’ho scoperto grazie a questo post del blog di Tommaso Sorchiotti che ne riporta un ampio stralcio.
Il documento ha pretese di scientificità, cerca di dare una definizione di social netowork, di cosa sono questi nuovi strumenti, di come funzionano. È ovviamente una marchetta, un testo redatto per lanciare Blinko, il nuovo social network mobile di Buongiorno.it. In tutto ciò non ci vedo niente di male. Sia chiaro: lo dico con tutto il rispetto per Buongiorno.it. È un’azienda a cui sono affezionato in un certo senso. Ricordo ancora quando – credo fosse il 2000 – raccoglievo in un file Word ogni frase (aforisma, massima, battuta, ecc.) che Buongiorno.it mi mandava via email – una newsletter quotidiana.
La Fabris però scrive: “L’incontro tra social network e telefonia mobile è da questo punto di vista l’inveramento della filosofia della rete”, come a dire che Buongiorno, portando con Blinko il social network sui cellulari, o meglio sui dispositivi mobili, ha scoperto la pietra filosofale del web. Mi sembra decisamente troppo.
A questo punto mi chiedo: “Ma a che serve”? Io non voglio un altro, l’ennesimo social network. Io sono già iscritto a 2000 social network. E da tempo, ormai! Piuttosto fatemi un device che mi permetta di avere una tastiera usabile, uno schermo di 4/5 pollici ed un browser full optional. Poi datemi conessione internet Wi-fi (meglio Wi-Max) a costi bassissimi. Diciamo a 1 Euro per GB scaricato. Mi sembra un prezzo equo. Allora sì che mi avete dato il top! Voglio un network ubiquo e perpetuo. Tutto il resto non conta. Per me.
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Dal novembre 1997, cioè da quando ho comprato il primo telefono cellulare e sottoscritto il primo piano ricaricabile di telefonia mobile, non ho mai cambiato operatore, né tariffa. Sono passati praticamente 11 anni.
Durante questo lungo lasso di tempo è stata la stessa compagnia (prima Omnitel, ora Vodafone) a rimodulare economicamente al ribasso – per ben due volte – la tariffa che avevo scelto, al fine di adeguarla agli standard di mercato, ossia al costo medio delle altre tariffe in circolazione. C’è stata ovviamente anche una trasformazione della valuta di riferimento al momento dello switch tra Lira ed Euro. Come è successo a tutti, del resto.
Verso metà agosto di quest’anno, però, mi arriva un SMS da Vodafone in cui mi si avvisa che dal 1 Ottobre sarebbero entrate un vigore nuove tariffazioni per tutti gli utenti. Anche la mia tariffa cioè sarebbe stata ancora una volta rimodulata. Dal “Sera Ricaricabile Euro” sarei passato cioè d’ufficio a VF Sera. Vi mostro uno specchietto comparativo.
Sera Ricaricabile Euro
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Tipologia di traffico
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Tariffe al minuto (IVA inclusa)
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| Chiamate nazionali dalle 16:00 alle 8:00 |
12 cent |
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| Chiamate nazionali dalle 8:00 alle 16:00 |
37 cent |
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| SMS nazionali |
10 cent |
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| Scatto alla risposta |
10 cent (comprensivo dei primi 3 secondi |
VF Sera
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Tipologia di traffico
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Tariffe al minuto (IVA inclusa)
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| Chiamate nazionali dalle 16:00 alle 8:00 |
12 cent |
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| Chiamate nazionali dalle 8:00 alle 16:00 |
35 cent |
| Chiamate nazionali sabato, domenica e festivi |
12 cent |
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| SMS nazionali |
10 cent |
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| Scatto alla risposta |
16 cent |
A me non sta bene. Preferivo le condizioni precedenti. In un certo senso per me si tratta di un rincaro, almeno nelle mie tradizionali modalità d’uso. Certo, potrei disdire il contratto – o cambiare operatore, senza alcun costo aggiuntivo, ma non voglio. Ho deciso per cui di restare con Vodafone e di cambiare tariffa.
Ho scelto la “Easy Day Special”. In questo modo potrò effettuare chiamate voce verso tutti a 15 centesimi di Euro al minuto e senza scatto alla risposta. Le tariffe vengono calcolate sugli effettivi secondi di conversazione e le frazioni vengono arrotondate per eccesso al secondo successivo. Gli SMS mi costeranno 15 centesimi, mentre gli MMS mi costeranno 50 centesimi (ma tanto non li uso, non li ho mai usati e mai li userò).
Il cambio piano mi è costato 8 Euro, ho dovuto comprare cioè una cosiddetta carta servizi per effettuare il cambio tariffa. Dicono però che quegli 8 Euro spesi mi verranno rimborsati come traffico, entro 30 giorni dall’avvenuto cambio piano. Lo spero – e in certo senso so che succederà. Su questo mi fido.
In sintesi è stata un po’ una scocciatura. Anche perché, per mantenere questa tariffa, c’è una condizione che mi obbliga ad effettuare almeno una ricarica al mese – cosa che a me succede molto raramente, anzi proprio mai. Speriamo di non dover pagare ammende perché allora si tratterebbe di un piccolo ma fastidioso soppruso.
Disclaimer: il mio numero di telefono rimane sempre lo stesso.
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