Posts Tagged: Marco Messeri


4
mag 11

La messa è finita

La messa è finita

di Nanni Moretti (Italia, 1985)
con Nanni Moretti, Marco Messeri, Dario Cantarelli,
Vincenzo Salemme, Ferruccio De Ceresa, Margarita Lozano,
Pietro De Vico, Enrica Maria Modugno, Giovanni Buttafava,
Luisa De Santis, Eugenio Masciari, Luigi Moretti,
Roberto Vezzosi, Mariella Valentini, Antonella Fattori

Oh, questo sarà anche un film drammatico ma io ho riso come un pazzo. Mi è piaciuto tanto. L’ho trovato proprio divertente.
Moretti interpreta Don Giulio, un giovane prete che lascia un piccolo paesello per tornare in città, a Roma, dove viene affidato a una nuova parrocchia con il compito di gestire una chiesetta piccola, ormai quasi abbandonata. Il protagonista inizialmente sembra contento di essere tornato a vivere non molto lontano dalla sua famiglia e dai luoghi a lui cari ma ben presto iniziano ad affiorare i problemi.
Don Giulio diventa il confessore di diverse persone a lui care ma questa vicinanza sentimentale non gli rende le cose facili. Anzi. Si sente sempre molto a disagio, si sente caricato di un forte senso di angoscia. Si trova testimone di molte situazioni difficili: sua sorella, che è rimasta incinta, vuole abortire e lasciare il suo ragazzo storico, suo padre s’invaghisce di una ragazza molto più giovane e abbandona il tetto coniugale, un suo vecchio amico di gioventù è in carcere e sotto processo perché sospettato di terrorismo, un altro vecchio amico è caduto in depressione dopo essere stato lasciato dalla ragazza che amava, l’ex parroco della sua parrocchia si è sposato con una giovane, ha fatto un figlio e si è stabilito proprio davanti la chiesa, ecc. Insomma Don Giulio vede il mondo crollargli addosso e vorrebbe fare qualocosa, prova a dispensare consigli, cerca di instillare nelle persone intorno a sè la forza per reagire ma non ci riesce. Ha la sensazione di essere impotente, di non essere in grado di intervenire là dove invece potrebbe e dovrebbe.
Marco Messeri è un vero spasso nei panni dell’amico depresso che vorrebbe rimanere sempre chiuso in casa e non vedere più nessuno.
Anche Eugenio Masciari è parecchio buffo nei panni dell’ex parroco che ha scoperto l’amore di una donna e la magia della paternità.
Dario Cantarelli intepreta un amico del protagonista, un omosessuale titolare di una libreria.
Vincenzo Salemme, invece, ha il ruolo dell’amico chiuso e taciturno che ha scelto la via del terrorismo.
A suo padre, Luigi Moretti, il regista ha affidato il ruolo di un severo e anziano giudice.
Voto alla pellicola: 7. Non sarà la migliore di Moretti ma a me, lo ripeto, è piaciuta molto. Avrei dovuto vederla prima. Chissà perché non l’avevo mai fatto.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
ott 10

La passione

La passione

di Carlo Mazzacurati (Italia, 2010)
con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston,
Kasia Smutniak, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi,
Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Maria Paiato,
Giovanni Mascherini, Fausto Russo Alesi, Cosimo Messeri

Né una commedia, né un dramma. Seppur ci sono scene simpatiche, non si ride a crepapelle. Non andate a vedere questo film perché ci recita il vostro comico italiano preferito – Corrado Guzzanti – perché appare in due o tre scene al massimo, diciamo che non è propriamente un personaggio centrale.
“La passione” racconta di Gianni Dubois, un regista con il blocco creativo che da 5 anni non riesce a portare un film nei cinema. Gianni ha il produttore con il fiato sul collo, deve cercare assolutamente di inventarsi una storia nuova, qualcosa di originale e “vendibile”, buona per essere sceneggiata per il grande schermo ma non ci riesce. Per di più un giorno viene chiamato da un’agente immobiliare perché le forze dell’ordine stanno per irrompere nel suo appartamento, una casa che il regista affitta a turisti in un piccolo peaesino toscano. Così Gianni si precipita in Toscana e scopre che in realtà l’allarme è una specie di trappola. Al regista, infatti, viene chiesto di fermarsi nel paese per dirigere la rappresentazione del venerdì sacro (La passione di Cristo); nel caso in cui non accetti la proposta il comune – nella persona del sindaco e di un suo fedelissimo assessore – minaccia di sporgere denucia nei suoi confronti presso la Sovrintendenza per i Beni Culturali, perché i tubi di scarico del suo appartamento, ormai vecchi e fradici, sono rotti e sgocciolano su di un vecchio affresco presente nella cappella che si trova sotto l’appartamento di Gianni.
Dunque, suo malgrado, il regista accetta di restare ma il tempo per realizzare la recita è limitatissimo (all’incirca 4 giorni) e per di più Gianni ammette di non avere nessuna esperienza precedente nel campo. Ad aiutarlo, comunque, ci penserà una specie di busker-galeotto, un attore di strada dalla mole gigante che gira per le piazze con un camioncino ed interpreta un buffo e maldestro alieno. Inutile aggiungere che per arrivare alla rappresentazione i nostri dovranno affrontare decine di imprevisti dai più semplici ai più improbabili.
Silvio Orlando è un altro attore la cui professionalità e del tutto fuori discussione. Qui gran parte della sua bravura sta nelle espressioni da cane bastonato che assume ogni due o tre scene. Forse questo è un filmetto che gli sta un po’ stretto. Bah.
Battiston è ancora più adorabile del solito. Qui lo vediamo nei panni dell’avanzo di galera redento, che vede in Gianni Debois il suo maestro e che perciò fa di tutto per dargli una mano, finendo praticamente con supplire alla sua assenza e per sostituirlo in tutto quello che riguarda la preparazione della recita.
Cristiana Capotondi – per gli amici “Tegolino” – è sempre molto bella, dolce e carina. In questo caso il suo compito è quello di interpretare una giovane attrice italiana, molto stronza ed egoista, che essendo diventata popolare con una fiction tv (avete presente Vittoria Puccini e Elisa di Rivombrosa? Il riferimento è esattamente quello) e si crede una grande diva.
Corrado Guzzanti intrepreta un attorucolo di fama locale che per mestiere legge le previsioni del tempo in una piccola tv toscana. Gli viene chiesto di interpretare la parte di Gesù nella recita ma il suo smisurato ego e il pessimo carattere lo faranno entrare in rotta con il regista e l’organizzazione tutta.
Stefania Sandrelli intrepreta la sindachessa del paesello.
Marco Messeri è delizioso nel ruolo dell’assessore incazzoso e vendicativo che fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al regista e ai suoi collaboratori.
A Kasia Smutniak la parte della giovane e dolce barista di origini polacche, di cui si invaghisce il regista. Nei pensieri di Dubois sarà lei la protagonista del film che vorrebbe dirigere.
Il finale del film è inconsistente. Quando la pellicola si conclude allo spettatore viene da chiedersi “Embè?”
Voto complessivo: appena sotto la sufficienza.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


5
feb 10

La prima cosa bella

La prima cosa bella

di Paolo Virzì (Italia, 2010)
con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti,
Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Aurora Frasca,
Marco Messeri, Dario Ballantini, Paolo Ruffini, Bruno Michelucci,

L’ultima fatica di Virzì è un bellissimo film agrodolce: il racconto della storia di una famiglia livornese tra alti e bassi, in cui momenti dolci e leggeri si alternano continuamente a situazioni profondamente drammatiche. C’era anche da commuoversi, soprattutto verso la fine. Io non ho pianto ma c’è mancato davvero poco.
Bravi tutti. Bravo il regista a raccontare una storia semplice e intensa allo stesso tempo. Bravi tutti gli attori a recitare con accento livornese, nonostante quasi nessuno fosse del posto.
Su Claudia Pandolfi sto iniziando a ricredermi. Non m’è mai piaciuta (né come attrice, né come donna). Qui, invece, recita benissimo. C’è anche una scena particolarmente vivida, attraverso cui riesce a trasmettere sensazioni forti: un primo piano fisso in cui il suo personaggio piange mentre confessa un grandissimo affetto nei confronti di suo fratello. Ebbene, per un attore/attrice passaggi come questi sono testimonianza di grande professionalità.
Mastandrea, col tempo, diventa sempre più credibile. La sua è ormai una recitazione totalmente matura. Eccellente.
Micaela Ramazzotti per me non è bellissima, non mi dice granché (non scassate, non mi frega se voi la trovate bona). Anche su di lei avevo un pregiudizio. L’avevo vista recitare solo in . Lì faceva la sciacquetta, qui anche (più o meno). Comunque se la cava davvero bene.
Stefania Sandrelli recita molto meglio della sua media personale però – permettetemi di dire – che la sua malata terminale è un po’ troppo vitale e allegrotta, per essere (appunto) moribonda.
Marco Messeri è buffo, come sempre.
Paolo Ruffini ne esce benissimo: mi ha stupito vedero nel ruolo da giovane avvocato allampanato.

Aurora Frasca e Bruno Michelucci, i due bimbi che interpretano i piccoli Bruno e Valeria, sono davvero bravissimi. Spesso rubano la scena alla madre – come è giusto che sia.
Dario Ballatini è perfettamente a suo agio nei panni del viscido avvocato.
Fabrizia Sacchi interpreta una donna ostinata e positiva, con le spalle molto larghe che ha scelto di stare al fianco di un uomo su cui molti non scommetterebbero un centesimo. Di lei non dico né bene, né male. Dico solo che per tutta la durata del film sono stato a cercare di ricordarmi il suo nome – era un volto che mi risultava troppo noto.

Bravo anche a chi ha scelto la colonna sonora: i pezzi di musica leggera italiana degli anni ’70 ti rimangono così tanto in testa che continui a cantarli anche quando esci dalla sala.
Nota: la sceneggiatura, oltre che da Paolo Virzì, è stata scritta anche da Francesco Piccolo e Francesco Bruni.

Siccome sono pigro, vi consiglio di leggere questo post di Akille dal titolo . Ha scritto praticamente tutto lui. È un’ottima analisi. Mi trova completamente d’accordo. C’è davvero poco da aggiungere.
Voto 8.

La scheda di e quella di .