maggio 19, 2010
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libri
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Il chiodo fisso
di Arthur De Pins
B&M Edizioni – Euro 13,50 – pagg. 48
Un albo di fumetti leggero leggero, che tratta del sesso tra ragazzi con ironia. Si legge in meno di un’ora. Il buffo protagonista, tale Arthur (omonimo dell’autore), è un ventenne che in testa ha un solo pensiero: portarsi a letto tutte le ragazze incontra. Ogni pagina narra una storiella diversa, una situazione strana in cui Arthur si va a cacciare e che, il più delle volte, lo mette in imbarazzo.
La parte migliore di questo libricino però è l’illustrazione. Il tratto tondeggiante e vagamente filo-nipponico di De Pins rende questi disegni davvero belli, contemporanei, buffi, dolci e divertenti allo stesso tempo. Una mia amica riassumerebbe il concetto con l’aggettivo “ciccioni”. :)
Consigliatissimo.
Nota: ho acquistato questo fumetto presso l’Oblomov di Roma (Pigneto).
La scheda su Bol.it e IBS.it.
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maggio 11, 2010
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libri
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Ieri ho finito di leggere “Greetings from”, la raccolta di brevissimi racconti dei viaggi di Sergio Pilu, ai più noto in rete come Sir Squonk. Ci avrò messo almeno due mesi ma me lo sono goduto. L’ho letto in metropolitana (sul mio nuovo smartphone) di mattina, nel tragitto casa/lavoro. E ve lo consiglio.
Immaginate un agente di commercio (anche se l’autore nella vita si occupa di marketing) che durante i viaggi di lavoro abbandona feste aziendali, fiere di settore e convention per correre a scoprire il mondo in solitudine. Un (giovane) quarantenne dei giorni nostri che gira decine di stati – dal freddo clima del vecchio continente si spinge fino al fascino delle città statunitensi – e racconta con sincerità spiazzante quello che vede. Una raccolta di post scritti dal mondo.
Immaginate un diario redatto da una specie di turista-non-turista che si aggira per le strade del mondo con gli occhi sgranati di un bambino e l’insofferenza di un anziano brontolone; un uomo che disdegna le guide tradizionali e che si lascia portare dal fiuto dell’inesperienza, qualcuno che ha voglia di scoprire da solo la bellezza delle cose, che ai lauti banchetti offerti da qualche sponsor preferisce una birra ghiacciata in un pub puzzolente, accompagnata magari da una ricca porzione di fish and chips fumante. Un curiosone sentimentale che si fa venire gli occhi lucidi se per caso incontra al parco un nonno ed un nipote che si tengono compagnia vicendevolmente nel più naturale dei modi possibili.
Questo è “Greetings from”: una lettura che si può apprezzare anche a piccole dosi. Senza fretta.
Questo libro è stato pubblicato nel febbraio del 2009 da Simplicissimus Bookfarm sotto forma di ebook; il file (un pdf) è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo.
Questo il post di presentazione del progetto.
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novembre 16, 2009
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libri
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Portland Souvenir
Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest
di Chuck Palahniuk
Piccola Biblioteca Oscar – Mondadori, 2004
8,50 Euro, 180 pagg.
Questa è una guida di Portland. Nulla più e nulla meno. Una specie di specchietto per le allodole, dove per “allodole” è da intendersi i fan dei romanzi di Chuck Palahiunk.
Lo spottone nel sottotesto sarebbe qualcosa del tipo: “Avete letto tutte le opere del vostro autore preferito? Leggetevi anche questo volume!” Ma anche no.
Avrei dovuto ascoltare i consigli di Emmebi: diceva che questo testo è inutile e noioso. Aveva pienamente ragione.
Come tutte le guide, anche “Portland Souvenir” è molto descrittivo. Palahniuk rende al meglio quando inventa; deve inventare, non solo descrivere.
Questa è una guida in tutto per tutto, solo che a compilarla è stato uno dei più illustri cittadini di Portland. Tutto qui. Di cose “alla Palahinuk” ce ne sono giusto un paio ma, davvero, non valgono la lettura. Che poi Chuck Palahiunk a Portland c’è andato ad abitare da giovane, dopo il liceo, mica ci è nato. Lui è di Pasco, Washington.
Se proprio siete fan sfegatati dell’autore potrete al massimo gustarvi qualche aneddoto personale sulla sua vita, raccontato nella serie di pagine intitolato “Una cartolina dal 19xx”. Ma nessuno vi assicura che non si sia inventato tutto.
Dunque ‘sto libro non ve lo consiglio: leggetevi i romanzi che è meglio.
Qui potete vedere la copertina originale del libro “Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon”.
La scheda di Ibs.it e quella di Bol.it.
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ottobre 16, 2009
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libri
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Nudo d’uomo con calzino
e altre imperdonabili gaffe del maschio sotto (e sopra) le lenzuola
di Giulia Blasi
Einaudi. Stile libero extra
176 pagg. – 14 Euro
Lo so, lo so: non sono obiettivo. Giulia è una mia amica – oltre che blogger della prima ora. La conosco, siamo spesso in contatto via messenger, social network(s), ecc. Inoltre le ho prestato la mia copia del libro per la presentazione dello stesso a Riva del Garda (durante la Blogfest 2009) e come ringraziamento ho ottenuto una simpatica ed originalissima dedica, più che personale. Dunque questa piccola scheda/recensione è completamente compromessa nella sua credibilità.
Eppure credetemi se vi dico che questo libro è divertente. Di certo, leggendolo, non si ride a crepapelle ma la scittura della Blasi qui (come sempre) risulta essere dotata di un gradevole tocco brillante.
“Nudo d’uomo con calzino” è una raccolta di racconti di fantasia (o quasi) che descrivono i difficili rapporti tra i due sessi, un bizzarro breviario delle relazioni sentimentali al giorno d’oggi in Italia – ai limiti del grottesco, ma neanche tanto, con particolari “risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne”*
Come si può facilmente evincere dal titolo, è l’uomo a non uscirne granché bene da questo confronto tra i due sessi. Ma non importa. Forse questa caratteristica lo rende ancora più divertente.
Vi consiglio sinceramente di leggere questo libro. Certo, 14 Euro sono un po’ troppi per un testo che si legge in meno di 2 ore, ma voi fate in modo comunque mi buttare i vostri occhi tra queste pagine. Fatevelo prestare, fotocopiatelo, sbirciate in libreria. Fidatevi: non resterete delusi. Ma soprattutto sappiate che se leggendolo non arrosite, se non provate un certo imbarazzo, se non vi ritrovate almeno un po’ nelle situazioni descritte, allora siete dei grandissimi ipocriti!
* Citazione dal brano di Elio e le Storie Tese “Cara ti amo”.
La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
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.!.

Vauro. La destra la sinistra la chiesa.
di Vauro Senesi
Il manifesto – manifestolibri
128 pagg. – 7 Euro.
Questo libro è una raccolta di vignette che Vauro ha realizzato per “Il Manifesto tra il 2000 e il 2008. L’ho preso dall’edicola venerdì scorso – 5 Aprile – per soli 7 Euro. Credo fosse in allegato con il quotidiano ma l’edicolante me l’ha venduto ‘stand-alone’, senza battere ciglio.
L’ho letto tutto d’un fiato domenica notte mentre ero a letto. Mi ci sono voluti meno di 30 minuti.
Inutile che vi dica quanto siano pungenti, sagaci e divertenti le vignette di Vauro. Forse direi poco. I dardi della sua satira sono anche molto di più di tutto questo.
Seven Years in Tibet on dvd
Nessun tabù, nessun pelo sulla lingua. Il vignettista/giornalista senese dice quello che deve dire, senza remore. Più volte l’ho sentito dichiarare che la satira è quella che non conosce padroni, che non si autocensura in nessun caso, che non fa sconti. E mi pare che difatti non si sia mai contraddetto durante la sua lunga carriera. Nella stessa prefazione del libro, scritta da Loris Campetti, si fa notare come più volte ci siano state divergenze all’interno della redazione del giornale sull’opportunità o meno di pubblicare una determinata vignetta di Vauro. Ma per fortuna – nostra – pare che una vera e propria censura non sia mai accaduta.
Volume molto consigliato per gli amanti della satira.
La scheda su Anobii.com. Boogeymen: The Killer Compilation download
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gennaio 6, 2009
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libri
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Gang bang
(Snuff)
di Chuck Palahniuk
2008, Collana Strade Blu – Mondadori
208 pagg. – 16 Euro
Chuck Palahiunk è uno che riesce a dare spessore letterario anche al sesso più sporco ed estremo. Gang Bang (titolo originale “Snuff”) racconta di una mega orgia di 600 persone, o meglio di una celeberrima pornostar, tale Cassie Wright, che tenta di stabilire il record di gang bang, facendo sesso con 600 uomini consecutivamente.
Protagonisti del romanzo sono:
1. Branch Bacardi – il numero 600 della lista – un vecchio pornoattore, tanto noto, quanto pieno di sè. Ha una mania per le abbronzature e per la pelle liscia, lucida, nonché priva di qualunque tipo di peluria.
2. un giovane fan di Cassie Wright, il numero 72 della lista, un tipetto molto ingenuo che si presenta sul set del film porno con un mazzo di rose, intenzionato ad offire un gentile omaggio al suo idolo.
3. Dan Banyan – il numero 137 della lista – un attore televisivo molto noto, ex divo di un telefilm, caduto in disgrazia da quando si è scoperto che in gioventù ha girato un film porno homosex con 50 uomini in cui aveva la parte del sodomizzato.
4. Sheila, la giovane organizzatrice del film. Una vera e propria tuttofare, da diverso tempo braccio destro e intima confidente di Cassie Wright.
Il finale forse è un po’ e buttato lì. Non scontato ma nemmeno col botto. Ossia sorprendente fino ad un certo punto. Tuttavia, al solito, ciò che si apprezza maggiormente nei romanzi di Palahniuk è la costruzione della vicenda. La narrazione è estremamente lineare. Ci sono pochissimi flashback per cui il lettore non ha alcun pericolo di perdere il filo del discorso. L’artificio retorico che usa l’autore è quello di far raccontare la storia dalla viva voce dei protagonisti. La storia è apaprentemente frammentaria. Semmai è sfaccettata. Viene raccontata da diversi punti di vista. Ogni capitolo porta il nome di uno dei 4 protagonisti, più precisamente di quello che di volta in volta fa da voce narrante.
Mai però gli eventi si sovrappongono. Mai lo stesso evento viene raccontato due volte. Lì dove finisce di raccontare uno, ecco che inizia l’altro. In questo modo la storia scorre in maniera estremamente fluida, oltre che molto intrigante. La penna che scrive lascia che il lettore scopra pian piano l’intreccio che lega tutti i personaggi. Da dove vengono, chi sono, cosa hanno fatto in passato e cosa stanno per fare nell’immediato futuro.
Sebbene sin dalle prime battute tutto sembri già bello che deciso, “Gang bang” è tutt’altro che scontato o noioso. Inoltre le ultime pagine una qualche sorpresa la riservano – diciamo così. Fidatevi.
208 pagine di libro: lettura degna e dignitosa – che comunque scorre via veloce. Più che consigliato.
La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
Il sito ufficiale dell’autore e ChuckPalahniuk.it.
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novembre 5, 2008
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libri
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“78.08″
di Tommaso Labranca
Excelsior 1881
278 pagine – 16,50 Euro
Premessa: chi mi conosce sa quanto io sia cinico e quanto apprezzi il cinismo. Bene, perché questo è un tomo cinico per cinici.
Lo dico nel senso positivo. Labranca tira fuori tutta l’acredine per i tempi che viviamo (l’Italia del 2008, specie quella delle simil-metropoli Milano e Roma), raccontando una frazione della vita di Antonio Maniero – quasi omonimo del protagonista del film “La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever)”. Il parallelismo, infatti, tra i due periodi storici (1978-2008) e i due contesti geografico/culturali (Milano/New York) sono molto ricorrenti nel testo.
Antonio, il protagonista, è un ultra-quarantenne che è stato abbandonato da sua moglie dopo pochi anni di matrimonio, la quale è fuggita via con un emulo di Leonardo di Caprio. Vive in un appartamento della periferia milanese con sua figlia, Laurapalmer (tutto attaccato), una teenager grassa che veste seguendo i dettami della cultura ‘emo’ e che per suo padre è ‘il panda’. Antonio lavora part-time in un dipartimento dell’università e dà lezioni private in una scuola simil-Cepu. Intorno a lui gravita tutto un mondo lucidamente descritto dalle parole dell’autore, attraverso un pungente ‘stream of consciousness’, una narrazione in prima persona del protagonista. In questo mondo ci sono, tra glialtri: sua madre, una signora anziana di origini venete che il protagonista chiama per cognome (la Vianello), Vitty, il giovane amico gay di sua figlia, un ragazzo di origini asiatiche che ha la testa piena di illusioni e che vuole andare a Londra per fare l’artista/stilista. Poi ci sono anche due donne che gli fanno in un modo o nell’altro la corte (donna uno e la donna due – entrambe riportate senza la dignità di un nome e cognome) e un giovane pugliese molto scroccone che vive da alcuni anni in città con il sogno di diventare il Piersilvio Berlusconi del futuro.
Ciò che maggiormente si apprezza del testo è l’analisi di alcuni fenomeni che definire solo attuali sarebbe commettere un torto. Si tratta più che altro di realtà molto fastidiose che abbiamo tutti i giorni (e per tutto il giorno) sotto il naso ma che Labranca traccia senza clemenza nella loro irritante banalita/ottusità: mi riferisco alla tropicalizzazione e alla desertificazione, due fenomeni che colpiscono rispettivamente la donna uno e la donna due e che si riferiscono: il primo, al fatto di farsi prendere dalle mode sudamericane senza conoscere affatto la cultura tropicale e, il secondo, ad abbracciare uno stile di vita finto-poverista, al sentirsi politicamente impegnati, pur essendo super-snob per il solo fatto di informarsi attraverso la cosidetta contro-cultura, andare in bici con l’adesivo ‘no-oil’ sul paraurti, vestire di stracci e senza loghi, organizzare feste etno, partecipare a sit-in pro-cause perse, ecc. L’analisi si ‘abbatte’ anche sull’apparizione dei trolley nelle grandi città il venerdì pomeriggio, sulla fauna che vive negli istituti para-scolastici come il Cepu, sulla mancanza di cultura delle nuove generazioni, e su tanto altro ancora.
Nota: ogni capitolo è intitolato con il nome di un brano disco-funky degli anni ’70 (o al massimo dei primi anni ’80).
Nel fare paragoni tra i due periodi l’autore usa anche un neologismo di suo conio: kinema. Il termine si riferisce ad una scena in particolare, o a un gesto, una frase, uno stilema di un film che, spesso privato del proprio contesto, della propria idea originale e delle motivazioni di fondo, sopravvive al film stesso che l’ha mostrato per primo, riproponendosi nella cultura odierna nelle forme più estemporanee.
Attenzione: la lettura di questo romanzo comporta un forte rischio di identificazione, anzi fortissimo. O almeno così è stato per me.
Lettura consigliata a tutti quelli che apprezzano Tommaso Labranca, o meglio: che convidono il suo pensiero e adorano i suoi scritti.
La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
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Due sere fa sono stato al Tuma’s Book Bar, una libreria nel quartiere San Lorenzo, qui a Roma, per assistere ad un reading. (Si dice così, no?) Tommaso Labranca presentava il suo ultimo romanzo “78.08″, introdotto da una bizarra signora, apparentemente appartenente a qualche salotto buono romano – credo si chiami Gaja Cenciarelli.
Che devo dirvi? Mi sono divertito. Labranca me l’aspettavo più burbero, più scostante. Meno piacione, meno morbido, meno accomodante. Invece mi ha sorpreso: è incredibilmente gentile con i lettori dei suoi libri, con tutti noi cioè che siamo accorsi lì per questa sua presentazione. Mi ha persino firmato un autografo, chiedendomi come si chiamasse mia zia (per dedicarle le poche righe scritte a penna sulla pagina 3 del libro). Ha scherzato con la sua amica dai capelli rosso fuoco (la donna che era lì per introdurre il testo), facendosene beffe; si divertiva a fare il cinico e/o cattivo ma ovviamente si vedeva benissimo che scherzava.
E’ stato un peccato che Tommaso si sia lasciato prendere la mano: credendo che tutti i presenti avessero già letto il libro, ha svelato tantissimi particolari di “78.08″, compreso i tre finali alternativi. Io l’avevo appena acquistato (16,50 Euro), per cui mi ha fatto quasi pentire di averlo preso. Quasi.
Ho intenzione di divorare il libro – state tranquilli – per cui presto saprete cosa ne penso. Pubblicherò qui, su questo blog, una breve e precisa recensione, ma tutta personale.
Del locale aggiungo che è un po’ defilato ma carino. La trovate in fondo a via dei Sabelli – o all’inzio se venite dalla parte delle mura. Una libreria che fa anche da bar. O meglio: forse si tratta di un bar che in serata prepara aperitivi e che funge anche da libreria. I prezzi dei tomi in vendita mi sono sembrati nella norma: né troppo alti, né troppo bassi. Interessante la sezione di libri usati a prezzo ribassato. Ho notato anche un palchetto e una certa dotazione tecnologica (casse potenti, consolle da dj con lettori cd professionali, luci adeguate, ecc.) per cui credo che spesso in loco si tengano happening di vario genere.
Qui video con showreel.
Photo from Flickr by Giorgia Meschini.
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