Posts Tagged: Leo Gullotta


14
lug 09

Bruno aspetta in macchina

Bruno Aspetta In Macchina

buy Alone in the Dark II Bruno aspetta in macchina

di Duccio Camerini (Italia, 1996)
con Nancy Brilli, Antonello Fassari, Monica Scattini
Chiara Noschese, Amanda Sandrelli, Valerio Mastandrea,
Leo Gullotta, Nini Salerno, Massimo Wertmüller, Ugo Conti

Commedia un po’ sulle righe tratta da un racconto di Duccio Camerini e Suso Cecchi d’Amico.
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Margherita (Nancy Brilli) e Riccardo (Antonello) sono giovani, diciamo hanno più di trenta anni ma meno di quaranta. Formano una coppia, non sono sposati ma vivono insieme. Lei vuole convolare a nozze. Lui no. Erano tanto perfettini in due, credevano di amarsi, ma si lasciano perché ormai non si sopportano più. Nel momento in cui le loro strade si separano Riccardo ammette anche di essere innamorato e e di avere una relazione con la giovane Titti. Inoltre, al rumore della litigata, tutto il condominio accorre e si pianta sul pianerottolo ad ascoltare – e ad intervenire nella discussione – come fosse un pubblico parlante che parteggia per loro due, cioè per la coppia: i condomini vogliono che restino uniti. Lei comunque andrà via. Un amico comune, l’ottico Zino (Leo Gullotta), concederà a Margherita di stare in una casa vuota alla estrema periferia di Roma. Sentendosi sola e avendo paura di subire l’ennesimo tentativo di stupro e/o rapina, Margherita deciderà di andare in giro mettendo in macchina, sul sedile del passeggero, un manichino vestito da uomo, con tanto di sciarpa, cappello e occhiali scuri. Lo chiamerà Bruno (da cui il titolo del film).
Mentre da una parte Riccardo proverà a fare il giovane, accorgendosi di cosa significa vivere accanto ad una venticinquenne viziata e capricciosa come Titti (Amanda Sandrelli), dall’altra Nancy Brilli vincerà la sua solitudine, prendendosi una cotta per il giovane Nanni (Valerio Mastandrea).

Siamo in presenza dell’ennesima commedia sui rapporti di coppia. Sulla solitudine di una giovane donna che non vuole restare sola e zitella e sulla sindrome di peter pan per lui, per l’uomo che non vuole crescere mai, che non vuole accettare la fase matura della sua vita.
Spiace per gli attori, che sono bravi e simpatici, ma il film non funziona. In parecchi momenti risulta noioso ed inoltre non porta da nessuna parte, sembra quasi non avere una tesi di fondo. Si limita a raccontare (piuttosto maluccio con alcuni salti nella trama) la storia di due che credevano di amarsi ed invece non si amano più.
Nancy Brilli come attrice non si discute. Non che sia un mostro di bravura ma se la cava, regge il ruolo molto bene. Inoltre, va detto: una quindicina di anni fa era molto molto più carina di adesso.
Antonello Fassari fa tenerezza nel ruolo dell’uomo che vorrebbe essere giovane ma non ci riesce in nessun modo.
Valerio Mastandrea, invece, è perfetto per il ruolo del borgataro, del ragazzo difficile che cerca di inserirsi nei circuiti delle cosiddette ‘amicizie sbagliate’ ma che, invece, avendo un cuore grande, non è in grado nemmeno di rapinare una donna sola di notte – ferma con la macchina su di una strada deserta, sotto un nubifragio – nemmeno per vincere una scommessa.
L’interpretazione che diede della svampita in “Non ci resta che piangere” deve davvero essere rimasta nella storia del cinema, perché ad Amanda Sandrelli anche per questo film hanno assegnato un ruolo da cretinetta. Ci riesce benissimo. Chi sa se gli viene difficile o semplice e spontaneo.
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Monica Scattini ha il ruolo della migliore amica di Margherita, una cinica mangiauomini quasi ninfomane. Sono sincero: sarà pure brava come attrice ma non trovo che sia una donna bellissima. Per cui ho alcuni dubbi sulla credibilità del suo ruolo.
Di Leo Gullotta ho già detto: fa la parte dell’ottico, un collega di Riccardo segretamente innamorato di Margherita.
Chiara Noschese fa simpatia a causa del marcato accento ciociaro. Qui recita la parte della commessa, una collega di Margherita che ha una tresca con il suo capo (Ugo Conti) mentre il suo fidanzato continua a picchiarla e a trattarla da schiava.
Il personaggio di Massimo Wertmüller è il più divertente di tutta la pellicola: Don Carlo, un parroco di periferia molto ruspante, che parla come “magna” e aiuta i suoi parrocchiani quando si trovano in difficoltà, consigliandoli per il meglio.
Nini Salerno ha un ruolo molto piccolo: il vicino di casa che non fa altro che ripetere l’assurda frase “Io ho una faccia sola”.
Voto complessivo al film: 5. Senza appello. Non perdete il vostro tempo, passate oltre.

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La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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25
giu 09

L'uomo delle stelle

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L’uomo delle stelle

di Giuseppe Tornatore (Italia, 1995)
con Sergio Castellitto, Tiziana Lodato,
Leopoldo Trieste, Leo Gullotta, Tony Sperandeo,
Franco Scaldati, Luigi Maria Burruano, Tony Palazzo,
Nicola Di Pinto, Tano Cimarosa, Clelia Rondinella, Simona Merito

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Sicilia, secondo dopoguerra. Joe Morelli è un truffatore romano che gira tutta l’isola con un camioncino marchiato “Universalia Cinematografica”, vendendo sogni alla gente. Per 15 mila lire realizza provini per il ‘cinematografo’, facendo cioè credere a tutti gli attori provetti che quella pellicola impressionata sarà mandata nella Capitale per essere sviluppata e mostrata ai più importanti registi italiani. Durante il suo peregrinare inconterà i personaggi più buffi e desolanti, tra questi Beata, una giovane ragazza orfana, una specie di reietta che si è ridotta a fare i mestieri più umili pur di sopravvivere. Dopo mille insistenze da parte della giovane, Joe si farà convincere e così deciderà di portarla con sè.
Ma non tutto andrà per il meglio.  La fortuna presto volgerà le spalle al signor Morelli.
Castellitto qui è da premio. Un vero e proprio gigione. Mattatore in ogni scena. Gli sceneggiatori gli mettono in bocca sempre la parola giusta al momento giusto. Inoltre il perfetto accento (e lessico) romano lo rende particolarmente simpatico allo spettatore.

Tiziana Lodato interpreta Beata, la bellissima giovane dai tratti mediterranei dotata di un fascino acerbo ma irresistibile. Bravissima in ogni frangente. Persino nelle ultime scene in cui porta sullo schermo con grande dignità il ruolo di una che ha perso la ragione a causa di un grandissimo dolore.
Leo Gullotta fa la parte del parrucchiere gay che vuole lasciare la provincia e la Sicilia perché è stufo dei continui insulti che è costretto a subire.
A Tony Sperandeo hanno affidato il ruolo del capo di una piccola gang di tre fratelli, un gruppetto di uomini reietti dalla società che si dedica al banditismo.
Luigi Maria Burruano si atteggia da viveur, uno sguaiato ‘gagà’ che millanta grande successo con le donne.
Leopoldo Trieste

è il protagonista di una sequenza molto intensa (per cui ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti): fa la parte di un misterioso anziano che, dopo anni di silenzio e mutismo, torna a parlare grazie all’intervento cinepresa. Durante il provino reciterà con grande trasporto un pezzo in spagnolo.
Da notare come anche in questa pellicola Tornatore si attardi volutamente su alcune scene di sesso. Sinceramente non so dirvi se e quanto questi frangenti siano morbosi. Però è probabile che non si tratti di casualità; lasciatemi credere che siamo di fronte ad una strategia ben congegnata, che per altro riesce benissimo a tener contenta una grossa fetta di pubblico maschile. Confronta, ad esempio, le nudità di Monica Bellucci in “Malena” e quelle di Tiziana Lodato in questa pellicola. Ci sono molte analogie. Senza dubbio hanno una loro funzionalità nel racconto ma, allo stesso tempo, si pongono anche l’obiettivo di stimolare nell’audience una certa attenzione pruriginosa.
Voto complessivo 7.
Nota 1: le musiche sono del M° Ennio Morricone.
Nota 2: questa pellicola ha vinto il “Premio speciale della giuria” al Festival del Cinema di Venezia nel 1995.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it

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