Posts Tagged: Johnny Depp


17
mar 10

Alice in Wonderland

Alice in Wonderland

(Alice in Wonderland)

di Tim Burton (USA, 2010)
con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Mia Wasikowska
Anne Hathaway, Crispin Glover, Stephen Fry,
Michael Sheen, Matt Lucas, Paul Whitehouse, Tim Pigott-Smith,
Timothy Spall, Barbara Windsor, Alan Rickman

Non ho ancora un’opinione chiara su questa pellicola. L’ho vista domenica scorsa, al cinema Metropolitan (in lingua originale, sottotitolato in italiano), in compagnia di alcuni amici. Potrei sbilanciarmi e dire semplicemente che si tratta di una bella fiaba. Ma so che in parte mentirei. Non perché sia un brutto film ma perché ci sarebbero da aggiungere diverse altre cose, che al momento non riesco ad esprimere con le parole adeguate.
Vediamo di andare al punto.

Premessa 1. Del film mi sono perso gli ultimi 10 minuti circa. Mi sono addormentato. Non perché fosse uno spettacolo noioso ma perché ero stanco morto.

Premessa 2. Di “Alice nel paese delle meraviglie” ho un ricordo vago – di reminiscenze disneyane  più che altro – ma non ho mai letto il libro, per cui non so bene se quest’adattamento per il grande schemo sia più o meno fedele al racconto originale.
Premessa 3. Non sono un fan sfegatato di Tim Burton. Anzi odio gli ultrà. Ho apprezzato alcune sue opere come il meraviglioso “Batman” (primo episodio), la leggerezza de “La sposa cadavere”, l’ironia di “Mars Attacks” e “Beetlejuice” o l’originalità di “The Nightmare Before Christmas”. Però cose come “Big Fish”, ad esempio non l’ho mica capite granché – sebbene non fossero da buttare via. “Edward mani di forbice”? Mah, chissà, non so. Comunque non ricordo.
Punto 4. Questa pellicola dovrebbe riassumere sia “Alice nel paese delle meraviglie” che il suo seguito “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, scritto sempre da Lewis Carroll. Dico “dovrebbe” poiché ne so davvero poco (vedi punto 1).
Punto 5. Perché Tim Burton trasforma qualsiasi cosa gli passa per le mani in un’opera dark? D’accordo, è la sua cifra stilistica. Ma a 52 anni suonati non mi pare sia ancora il caso di fare il new-romantic d’oltremanica. No? Prendete per esempio Anne Hathaway nei panni de la principessa bianca. Dovrebbe essere un po’ il personaggio che incarna il bene invece è la più oscura di tutti, “oscura” proprio nel senso di darkettona. Tralasciamo per un attimo il tratto che la rende un personaggio buffissimo (una svampita che gira con le mani sospese a mezz’aria per tutto il tempo): perché pur vestendo di bianco ed avendo i capelli bianchi ha l’aspetto più cupo di tutti?

Punto 6. Questo film è una produzione Disney. Ne siamo sicuri? Li credevo più bacchettoni. Il cognato farfallone/fedifrago, la sposa che molla l’altare, il sovvertimento delle regole imposte. Ripeto: siamo proprio sicuri che la Disney abbia avallato il progetto? E quando l’hanno fatto dormivano? Buon per noi spettatori, comunque.

Punto 7. Johnny Depp non si discute. Da anni e anni non fa che gigioneggiare davanti alla cinepresa ma, d’altronde, lo chiamano proprio per quello. C’è gente che ancora va al cinema solo per vedere lui. Giuro. Soprattutto ragazze e giovani donne. Poi però si lamentano perché “Depp non fa Depp”. Ma che diavolo significa? Qui c’ha pure gli occhioni verdi fuori dalle orbite. A momenti non sembra lui. Le carampane avrebbero fatto meglio a restare a casa e a guardarsi in DVD per la milionesima volta il tagliaerbe dallo sguardo triste.
Punto 8. La signora Burton è perfetta per il ruolo della Regina Rossa (sarebbe la Regina di Cuori). Non tanto per la cattiveria, quanto perché è davvero capocciona e racchia già di suo. A lei il posto non poteva toglierlo nessuno. E poi è di famiglia. C’è poco da dire. Ingaggi Burton e ingoi il rospo Bonham Carter.
Punto 9. La voce di Stephen Fry è molto suadente. Non ce lo facevo, così ciccio.

Punto 10. Mia Wasikowska, la poco più che ventenne attrice protagonista, se la cava dignitosamente. Non l’avevo mai vista prima. Faccia giusta su personaggio giusto. Dimostra di saper essere all’occorenza timida o risoluta, fragile o forte, titubante o decisa. Performance più che convincente. Voto: 7 e mezzo!
Punto 11. I personaggi più simpatici – a mio avviso – sono il Ghignagatto (furbo, maliardo, sfuggente) e la lepre marzolina o Leprotto Marzolino (uno sciroccato completo che ride continuamente mentre beve il tè).
Ci sarebbero almeno altri due o tre punti ma credo che questo post sia già decisamente lungo, per cui è meglio smetterla qui.
Giudizio complessivo. Chi ne sa più di me mi ha fatto notare che la trama potrebbe essere stata stravolta notevolmente. Ad esempio che c’azzecca l’uccisione del drago? Voi vi ricordate di un drago nella fiaba di Alice? E poi basta con questi draghi al cinema! Hanno rotto le scatole. Potremmo gentilmente fare un passo avanti rispetto al poema epico cavalleresco? Saranno passati anche 500 anni. Inziamo ad usare topos differenti, personaggi originali e strutture narrative più evolute. Grazie.

Qui trovate alcune immagini originali del film realizzate dall’illustratore Michael Kutsche.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


20
nov 09

Nemico pubblico

Public Enemies (poster)

Nemico pubblico
(Public Enemies)

di Michael Mann (Usa, 2009)
con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup,
James Russo, David Wenham, Christian Stolte, John Kishline,
Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, Channing Tatum, Stephen Dorff,
Lili Taylor, Stephen Graham, Rory Cochrane, Stephen Lang

Gran bella pellicola di Michael Mann, un regista molto apprezzato dalla critica (anche da queste parti, diciamo) ma che non sempre riesce a realizzare capolavori. Invece devo ammettere che questa volta ha diretto un gran bel biopic, un gangsta movie biografico davvero ben fatto.
Nemico Pubblico racconta parallelamente la storia di John Dillinger, il bandito più ricercato d’America (negli anni ’30), e dei primi anni in cui iniziò ad operare l’FBI sotto la guida di Edgar J. Hoover.
Il merito della riuscita della pellicola va diviso equamente tra Mann, che ha saputo raccontare epicamente la storia di un farabutto molto popolare, e Johnny Depp che è riuscito a dare una faccia molto suadente al protagonista.
Di questo attore si possono solo tessere le lodi. Le scene migliori, a mio modesto parere, sono quelle in cui il protagonista flirta e si confronta con il personaggio femminile. Depp tira fuori il meglio di sé durante la fase del corteggiamento e nei momenti in cui deve trasmettere il pathos di un criminale con il cuore tenero, fedele, tenace, ostinato, e innamorato perso della donna della sua vita.
Molto brava anche Marion Cotillard. Nelle scene “a due” sa tenere testa al protagonista eccellentemente. Il casting in questo caso è stato eseguito con estrema sapienza: bravissimi a prendere un visino bello, dolce e semplice allo stesso tempo per questa parte. La Cotillard è credibile nel ruolo di Billie Frechette, la guardarobiera di origini campagnole, poiché ha l’aspetto di una ragazza dalla bellezza non sofisticata, né aggressiva. Ovvio che il trucco ha fatto un grande lavoro per renderla “acqua e sapone” nelle battute iniziali del film, ma certo di Marion Cotillard non si può dire che sia una “bonona” o una vamp.
Christian Bale è più rigido del solito, se possibile. Una grossa e spessa asse di legno. Incredibile a dirsi ma dovete vederlo per capire a cosa mi riferisco. Intendiamoci: in questo ruolo è anche perfetto, perché qui c’era bisogno di un poliziotto duro, testardo, ligio al dovere. Però, andiamo: ma quando si rilassa questo qui? Impassibile: dalle sue espressioni non trapela nulla, se non abnegazione e mistero. Come farà nei rapporti umani? Se invece fosse così solo sul set, si meritebbe premi a valanga per il lavoro di recitazione.
Migliaia di applausi per Billy Crudup: è riuscito a rappresentare il personaggio di Hoover con maestria. La smania di potere del direttore dell’FBI, il suo arrivismo, l’assenza di umanità e di scrupoli sono più che vividi, arrivano allo spettatore in maniera chiara, senza rischio di fraintendimento. Si aiuta persino nella postura. Bravissimo. È un vero peccato che questo attore sia rimasto sempre in secondo piano, considerato sempre di serie B.

Giovanni Ribisi recita solo in un paio di scene; il suo ruolo è quello del gangster che propone a Dilinger di svaligiare un treno della Federal Reserve. È invecchiato molto, diciamolo. Non sembra che abbia solo 35 anni. Con gli occhialetti, la faccia magra e lo sguardo sbieco, lo guardi sul grande schermo e pensi ad Adriano Celentano.
Gli occhi di ghiaccio di Stephen Lang sono un altro dettaglio molto curato. Il suo sembra un personaggio secondario ma alla fine riesce a stupire.
Del film mi è piaciuta tanto anche la colonna sonora. Un mix di pezzi d’epoca: swing lenti e veloci che hanno saputo aiutare il racconto ad essere ancor più credibile e verosimile. Ammirevole il lavoro sulla ricostruzione degli ambienti (vedi soprattutto banche e hotel), sulla scelta dell’abbigliamento d’epoca e sulle auto.

Unica nota dolente del film: l’abuso della macchina da presa a mano, soprattuto nei primi minuti del film e durante le scene di sparatorie.
Voto complessivo: 8. Una delle migliori pellicole nelle sale in queste settimane.

Qui trovate il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


12
ott 09

Parnassus – L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Parnassus

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

(The Imaginarium of Doctor Parnassus)

di Terry Gilliam (USA, 2009)
con Heath Ledger, Christopher Plummer, Tom Waits,
Lily Cole, Verne Troyer, Andrew Garfield,
Jude Law, Colin Farrell, Johnny Depp,
Paloma Faith, Michael Eklund, Peter Stormare

Magnifico film. Un fantasy come se ne vedono pochi in giro – e ve lo dice uno che non adora i film fantasy. Dunque il mio apprezzamento dovrebbe valere doppio. (guarda qui il trailer ufficiale italiano in HD)
Ecco: immaginate di mixare due film come “Il tagliaerbe” e “Essere John Malkovich” e lasciare che sia Tim Burton a dirigere tutto quanto. Forse questo esempio ancora non rende bene l’idea, poiché “Parnassus” non ha tinte così fosche come le pellicole di Burton, ma ci si avvicina molto.
Le motivazioni principali per cui suggerirei a tutti di guardare questo film sono sostanzialmente tre: l’originalità della storia, la bravura del regista nel dirigere la narrazione, il fascino degli effetti speciali e la bravura degli attori. Provate a leggere il cast e ditemi se non siamo di fronte ad un parterre di prim’ordine. In fin dei conti tutti parleranno (legittimamente) della bravura del defunto Ledger – a cui la pellicola è dedicata. Questo è stato l’ultimo film in cui ha recitato e bla bla bla… ma fidatevi se vi dico che anche gli altri attori non sfigurano affatto. Per dire: Johnny Depp sta sulla scena meno di 10 minuti ma gli bastano due o tre sguardi in direzione di uno specchio per farti alzare in piedi a battere le mani entusiasta.
Colin Farrell è più misurato del solito. Non stra-recita, sta al posto suo. Non gigioneggia. A questo punto bisogna apprezzarlo per il solo fatto di essere riuscito, in questo caso, a irrigimentarsi. Bravo.
Jude Law torna nei panni del belloccio che piace alle donne, anche a quelle anzianotte. Un ruolo che ha già interpretato in “Alfie” e in “A.I. – Intelligenza artificiale” Ormai è una garanzia.
Christopher Plummer è un attore più che navigato. Monumento al cinema moderno. Qui lo vediamo nei panni di un santone che, sebbene appaia saggio, riesce anche ad essere irrascibile, avventato e smanioso di scommettere con la sorte.
Tom Waits è pressoché perfetto per la parte del diavolo. Non potevano scegliere di meglio. Un satanasso beffardo, molto pieno di sè, fighetto e un po’ gagà. Se ne va in giro con una mise da elegantone, fumando una sigaretta con il bocchino. I suoi baffetti, disegnati col carbone sul labbro superiore, sono buffissimi.

Lily Cole interpreta il perno del racconto. Brava ad recitare la parte di “bambolina-peperina”. Dà un tocco di fascino giovane, fresco ma anche d’antan. Bella di una bellezza enigmatica. Qualcuno di voi la ricorderà senz’altro per aver recitato anni fa in uno scandaloso spot della Playstation Sony in cui appariva come una specie di aliena dalla testa molto larga e dagli occhi estremamente distanti (l’uno dall’altro). Attenzione a fare sogni impuri su di lei: nella vita reale è maggiorenne. Nel film non lo è.
A Verne Troyer hanno riservato la vena buffa del film. Si diverte a scherzare con la sua condizione di nano da circo. Il suo ruolo è un po’ quello di fare da coscienza al santone.
Andrew Garfield è giovane ma promette bene. Il suo ruolo è quello dell’attore girovago, segretamente innamorato della giovane figlia del santone (ma neanche tanto segretamente). Dov’è che l’ho già visto? Ah, sì: in “Leoni per agnelli”.
Peter Stormare appare per pochi attimi come Presidente dell’Universo: un burocrate paraplegico tutt’altro che funzionale alla storia. Irrilevante.
Non voglio svelarvi molto poiché la storia è tutta da scoprire. Il piacere di questo film sta, appunto, nel lasciarsi sorprendere dall’evoluzione del racconto. Vi riporto perciò solo i primi 2 minuti del film.
Una piccola compagnia di attori squattrinati gira l’Inghilterra con un piccolo caravan/teatro, mettendo in scena uno spettacolino simil-circense in cui una specie di giovane Mercurio introduce una ninfetta ballerina, un nano e un santone orientale in grado di leggere nel pensiero. Siamo a Londra. Quando il maestro di cerimonie invita una persona dello sparuto pubblico a salire sul palco, per prendere parte allo spettacolo e farsi leggere nella mente, qualcosa inizia ad andare storto.
Per una volta ascoltatemi: andate al cinema e lasciatevi trasportare dalla magia di questa fiaba. Dopo mi ringrazierete.
Il film arriverà nelle sale italiane il 23 ottbre 2009. Distribuisce MovieMax.

Nota: Heath Ledger è morto nel gennaio 2008, durante la lavorazione di questo film. Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, ossia i tre attori che sono stati chiamati a completare le riprese hanno devoluto i loro compensi a Matilda, la figlia di Ledger.

Nota personale: ho visto questo film in anteprima alla Casa del Cinema di Roma lo scorso giovedì (8 ottobre). A questa proiezione organizzata da Ford Italia sono stato invitato dai ragazzi di Digital P.R. Roma, i quali comunque non mi hanno chiesto di scrivere questa recensione.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.