Posts Tagged: Ingrid Bergman


1
gen 12

Notorius

Notorius

Notorius – L’amante perduta
(Notorius)

di Alfred Hitchcock (USA, 1946)
con Ingrid Bergman, Cary Grant,
Claude Rains, Leopoldine Konstantin, Louis Calhern,
Reinhold Schünzel, Alex Minotis

Tormentata storia d’amore ad alto rischio tra un agente dello spionaggio USA e la figlia americana di una spia tedesca. Dopo l’incriminazione di suo padre, la giovane Alicia Huberman – una trentenne ubriacona, viveur e molto dissoluta – decide di partire per un viaggio a Panama con uno dei suoi amanti, un riccone molto più anziano di lei. Il suo desiderio è di andare lontano e provare a dimenticare la brutta storia che l’ha toccata da vicino e in cui ha rischiato di essere coinvolta. La notte prima della partenza, però, un bel poliziotto la avvicina, chiedendole di andare con lui in Brasile.
L’agente Devlin vuole ingaggiarla come collaboratore dell’intelligence USA e farla infiltrare nell’ambiente di alcune spie tedesche di stanza a Rio. Alicia, non avendo grosse prospettive davanti a sé, già annoiata per il futuro viaggio con l’anziano amante e invaghita dell’elegante sbirro dai modi gentili, decide di accettare la missione.
Una volta arrivati in Brasile, tra i due scatta la passione ma ben presto la missione si fa ardua. Ad Alicia viene chiesto di sedurre Alexander Sebastian, il capo dell’organizzazione spionistica tedesca locale, per poter così facilmente frequentare casa sua. I due amanti sono inizialmente molto combatutti e riluttanti, chiedono l’un l’altra una prova d’amore che però non arriva. Sono infatti troppo orgogliosi per dichiararsi l’amore che provano; alla fine dunque lasciano che la loro relazione finisca, sebbene continuino a lavorare fianco a fianco nella missione, ligi nel loro dovere di agenti segreti americani. I loro sentimenti trionferanno, comunque, cioè i due torneranno a essere sinceri reciprocamente solo quando Alicia, avvelenata da Sebastian – ormai suo marito, si troverà a rischiare la vita.
Che Ingrid Bergman e Cary Grant fossero belli lo sappiamo. Che sono stati due grandi attori, anche. Dunque cosa aggiungere? Diciamo allora che la direzione di Hitchcock rende il tutto ancora più gradevole.
Gran bel film. Per appasionati di pellicole dell’epoca d’oro di Hollywood ma non solo.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


5
set 09

Fiore di cactus

Fiore di cactus

Fiore di cactus
(Cactus flower)

di Gen Saks (Usa, 1969)

con Walter Matthau, Ingrid Bergman, Goldie Hawn,
Jack Weston, Rick Lenz, Vito Scotti, Eve Bruce,

Irene Hervey, Matthew Saks, Irwin Charone

Splendida commedia sentimentale, di quelle che si facevano una volta.
Un dentista scapolone, tale Julian Winston, corre da una delle sue tante ragazze (Toni – l’ultima in ordine di tempo), alla notizia che questa ha tentato il suicidio. Messo alle strette da un forte senso di colpa e dal rischio che la situazione possa ripetersi, decide di sposare la ragazza. La cosa sembra semplice ma non lo è in quanto Julian, in precedenza, ha raccontato a Toni di essere già sposato. Inoltre Toni s’impunta: vuole assolutamente conoscere la moglie di Julian prima di accettare la proposta di matrimonio, perché vuole essere certa di non essere una sfascia-famiglie. A questo punto Julian si vede costretto a chiedere l’aiuto alla sua fedelissima assistente, Miss Dickinson, che da sempre è segretamente innamorata del suo capo.
Walter Matthau eccelso, come al solito. Questi, d’altronde, erano proprio i film che meglio gli riuscivano.
Goldie Hawn è giovanissima: nel film il suo personaggio ha 21 anni. Quando l’ha girato, invece lei ne aveva 24. Stiamo lì insomma. Magrissima, biondissima e svampitissima: esattamente ciò che il ruolo richiedeva. Nulla da eccepire in merito. Bravo il cast ed il regista a sceglierla per la parte della giovane commessa di un negozio di dischi che s’innamora a tal punto di questo bel medico maturo e che arriva a suicidarsi per lui – tra l’altro solo perché una sera lui le dà buca, non prensentandosi ad una cena a lume di candela a casa di lei.
Buona anche l’idea di prendere Ingrid Bergman nel ruolo dell’assistente del medico. Ci voleva una grande attrice, una tipa in grado di recitare sia la parte della diligente segretaria, che quella della dura dal cuore tenero. Non è mai molto bello usare il termine ‘spalla’ ma bisogna ammettere che qui la Bergman è perfetta nel reggere il testa a testa con Matthau – e viceversa. I loro dialoghi hanno un ritmo incredibile. Funzionano alla grande. Precisi e sincronizzati.
La storia è ambientata a New York ma il 90% delle scene si svolge al chiuso. Come dire: quando i dialoghi e la sceneggiatura sono tutto.
Pellicola da vedere assolutamente. Voto 7 e mezzo.
Lo consiglierò alla Signora Maria, ne andrà pazza.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.