Posts Tagged: guerra


4
dic 11

La marcia su Roma

La marcia su Roma

di Dino Risi (Italia, 1962)
con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi,
Angela Luce, Roger Hanin, Mario Brega,
Gérard Landry, Antonio Cannas, Nino Di Napoli,
Daniele Vargas, Edda Ferronao, Carlo Kechler, Liù Bosisio

Una delle commedie più belle della storia del cinema italiano.
Due ex commilitoni che hanno servito la Patria insieme durante la Prima Guerra Mondiale, due cialtroni senza arte né parte che non hanno nulla da perdere, si infervorano per le teorie del movimento Fascista e seguono alcune camice nere alla volta di Roma per realizzare la tristemente nota “Marcia su Roma”. Durante il lungo tragitto, però, si renderanno conto di quanto siano falsi i valori propugnati ufficialmente dal movimento, di quando opportunisti siano i dirigenti e di come sia orribile sporcarsi le mani con la violenza, l’unico sistema che le squadracce usano per ottenere potere e consenso.
Gassman e Tognazzi sono al massimo della forma. L’uno interpreta il ruolo dello sfontato e opportunista, l’altro è il sempliciotto di campagna che sogna di poter avere un giorno un pezzo di terra da coltivare.
Roger Hanin è molto buffo nella parte del Capitano Paolinelli, un fascista con pizzetto scuro e folto che dà ordini con il tipico piglio da federale.
In questa pellicola troviamo anche un giovane Mario Brega nei panni di un rozzo e manesco squadrista.
Nota: il soggetto e la sceneggiatura sono di Age e Scarpelli, Ruggero Maccari, Sandro Continenza, Ghigo De Chiara ed Ettore Scola.
Film da guardare assolutamente. Voto: 9.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


15
ott 09

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria
(Inglourious Basterds)

di Quentin Tarantino

(Usa e Germania, 2009)

con Brad Pitt, Mélanie Laurent, Eli Roth,
Diane Kruger, Daniel Brühl, Michael Fassbender,

Christoph Waltz, Til Schweiger, Jacky Ido, Denis Menochet,
Gedeon Burkhard, Sylvester Groth, Mike Myers,
Julie Dreyfus, Martin Wuttke, Anne-Sophie Franck

Voglio essere abbasta preciso per questa scheda, per cui procederò per punti.

1. Questo è un film bellissimo, ben fatto.
2. Non è il migliore di Quentin Tarantino.

3. Io sono un fan del cinema tarantiniano, per cui nell’esprimere opioni su questa pellicola sarò ovviamente influenzato.
4. Non apprezzo particolarmente i film di guerra.
5. Questo è un film di guerra, seppur non nel senso stretto del termine. Ossia: non ci sono scene di battaglia, se non qualche sparatoria, qualche imboscata, un rastrellamento. Più che di altro, “Bastardi senza gloria” è fatto da diverse scene che raccontano azioni di spionaggio, piani, tattiche, strategie, sotterfugi, azioni di propaganda, rappresaglie, ecc.
6. Il primo dei capitoli in cui il film è diviso è forse uno dei migliori. Un omaggio a Sergio Leone, a quanto pare. Un modo di fare cinema che ormai si fa difficoltà a vedere sui grandi schermi: dialoghi al limite della perfezione, senza sbavature, lughe pause, primi piani, sapiente costruzione graduale dello stato di tensione emotiva nello spettore. Siami ai limiti del capolavoro. Eccelsi anche gli attori Christoph Waltz e Denis Menochet a mettere in piedi una scena da antologia. Il fare compiaciuto e subdolo del Colonnello Landa fa da perfetto contraltare alla sforzo psichico e alla paura fisica del signor LaPaditte.
7. Brad Pitt come attore è ormai fuori discussione – da tempo – eppure qui gigiona un po’ troppo. Ok, non è tenuto necessariamente a interpretare un ruolo del tutto drammatico ma un po’ di serietà ogni tanto non guasta. È proprio un cazzone – nel senso più adorabile del termine.
8. In molti andranno a vedere questo film perché ci recita Brad Pitt ma fidatevi se vi dico che qui il numero 1 in quanto a recitazione è Christoph Waltz.
9. Diane Kruger non è solo brava ma anche bella. Agghindata con abiti anni ’30 riesce ad esprimere tutto il suo potenziale fascino. Perfetta per il ruolo della diva del cinema tedesco. Una delle spie più sexy del cinema degli ultimi anni. Femme fatale.
10. I duetti tra Mélanie Laurent (nei panni della giovane ebrea titolare di un cinema) e Daniel Brühl (nei panni del giovane eroe di guerra tedesco) sono un altro elemento riuscitissimo del film. Lei apparentemente fragile ma molto vendicativa, una francesina finto-innocua; lui un giovane in divisa, con un futuro radioso davanti, che perde la testa e che si mostra persino pentito dell’impresa sanguinaria di cui si era macchiato al fronte.
11. Eli Roth ha una faccia da schiaffi assurda. Nelle prime scene è poco credibile nei panni del sanguinario “Orso ebreo”, anche se con la mazza da baseball in mano riesce a interpretare perfettamente lo studentone americano scervellato. Ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto un produttore ad affidargli la regia dei due episodi di Hostel. Mah! Magari come regista è bravo, che ne so.
12. La coppia Hitler/Goebbels a volte è ai limiti della macchietta ma Sylvester Groth in diversi frangenti credo che riesca a rendere benissimo la spietatezza del Ministro per la propaganda del Terzo Reich.
13. Come Hitler avrei preferito anche questa volta (come in “La caduta”) Bruno Ganz. Ma non si può avere tutto. Ad ogni modo Martin Wuttke se la cava abbastanza bene in questo difficile ruolo – vedi la gestualità nei momenti di rabbia.
14. Til Schweiger recita benissimo il ruolo del nazista convertito: una vera scheggia impazzita, succube della propria voglia di violenza. Un omone forte che non riesce a mettere a freno la propria irruenza. Particolarmente divertente il suo ruolo nella scena dell’incontro con la spia tedesca nella taverna.
15. Dal punto di vista narrativo questa pellicola non ha nulla da invidiare alle precedenti opere di Tarantino. Lo spettatore scopre un po’ per volta la trama che s’intreccia perfettamente, senza far perdere le fila e senza annoiare.
16. Attenzione alle scene cruente: c’è molto sangue in giro. Ci sono scalpi effettuati su soldati morti, scene di violenza alquanto lunghe e dettagliate, alcuni momenti di alta tensione psicologica, ecc. Non siamo nemmeno ai livelli del pulp, siamo oltre: allo splatter quasi. In alcune occasioni sono stato lì per voltare la testa e distogliere lo sguardo dal grande schermo ma la curiosità ha sempre avuto la meglio. Bisogna comunque avere uno stomaco alquanto forte per resistere e godersi lo spettacolo al 100%.

Breve sinossi. Seconda guerra mondiale. Un gruppo di 8 militari americani, presi da reparti speciali e capitanati dal Tenente Aldo Raine, viene paracadutato nella Francia invasa dai tedeschi con lo scopo di liberare la nazione. Il loro compito è quello di uccidere tutti i nazisti che trovano sulla strada. Sul campo sono noti appunto come gli “Inglorious bastards” – da cui il titolo del film. La missione più importante che dovrano portare a termine consiste nel far saltare in aria un cinema in cui Hitler assisterà alla prima di un film.

Pellicola consigliatissima. Un must. Uno dei film da vedere assolutamente in questa stagione cinematografica.

Il trailer italiano

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


25
mag 09

The Manchurian Candidate

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Regarding Henry buy

The Manchurian Candidate

Silk divx di Jonathan Demme (USA, 2004)
con Denzel Washington, Maryl Streep,
Liev Schreiber, Kimberly Elise, Vera Farmiga

Questo è un film un po’ fantascientifico – ma neanche tanto. Ci sono dei militari americani a cui viene fatto il lavaggio del cervello. Uomini programmati per agire in conto terzi ed arrivare persino ad uccidere, comandati a distanza da uno strano congegno elettronico (un chip?) inserito sotto pelle.
Uno di questi militari è un giovane onorevole  – figlio di senatore – candidato alla vicepresidenza degli USA, un ex eroe di guerra, interpretato da Liev Schreiber. L’altro è un maggiore – interpretato da Denzel Washington – un ufficiale non più in servizio e con gravi problemi psichici che va in giro per scuole a raccontare di una missione eroica che è capitata al suo battaglione in guerra.

Entrambi i protagonisti sono reduci della Guerra del golfo – la prima, quella del 1991 – ed entrambi hanno strani incubi, durante i quali rivono il momento dell’exploit eroico e della precedente imboscata.
Il “Manchurian” del titolo si riferisce a “Manchurian Global”, ossia il nome della società che ha progettato e sviluppato la tecnologia per il controllo delle menti umane e che ha intenzione di far insediare alla Casa Bianca un Presidente sul cui cervello ha il pieno controllo.
Jonathan Demme, come regista se la cava. Non sono il solo a pensarlo. Molto originali alcune inquadrature (vedi quella del candidato vicepresidente nella cabina elettorale). Sue le regie anche di grandi film come “Philadelphia” e “Il silenzio degli innocenti”.
Comunque sia, questi thriller americani inziano un po’ a stufarmi. Sono un po’ tutti uguali. Inizi a guardarli e dopo 30 secondi puoi scommetterci che siano stati tratti da un romanzo-mattone alla John Grisham.
Nota: questo film è tratto dal romanzo omonimo di Richard Condon. Può anche essere considerato un remake dell’omonimo film del 1962 diretto da John Frankenheimer.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
gen 09

Valzer con Bashir

Valzer con Bashir

Valzer con Bashir
(Waltz With Bashir)

di Ari Folman (Israele, Germania, Francia 2008)
con Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman,
Dror Harazi, Yehezkel Lazarov, Mickey Leon,
Ori Sivan, Zahava Solomon

Questo lungometraggio animato è un documento. Un modo validissimo di ricordare a tutta una generazione (la mia) tragici eventi che non sono stati vissuti in prima persona – per motivi anagrafici e geografici – e che altrimenti andrebbero perduti/dimenticati.
Di questa pellicola ho apprezzato molto la grafica. Tratti netti, precisi, colori pieni. Molto valida. Spero che a questa casa di produzione affidino altri progetti d’animazione.
La narrazione è frammentaria. Una scelta voluta – credo – e dettata soprattutto dal soggetto: un ex militare isrealiano che ha rimosso dai propri ricordi i giorni in cui ha partecipato da spettatore al massacro di Sabra e Shatila (16- 18 Settembre 1982). Niente che renda il racconto incomprensibile, intendiamoci. Eppure, a mio avviso, se lo spettatore non è bene informato sui fatti, sui rapporti di forza tra Libano, Israele e Palestina, potrebbe avere difficoltà a capire e a seguire lo svolgimento degli eventi. Allo stesso modo, alcuni personaggi secondari, ossia le persone che il protagonista incontra per far chiarezza sulla propria amnesia, non vengono tratteggiati a sufficienza, finendo per rendere non molto chiaro allo spettatore il loro ruolo nella vicenda.

Sì, come molti mi avevano già fatto notare, questo è un film crudo in molti aspetti. Realistico nonostante si tratti di animazione. Eppure non l’ho trovato particolarmente toccante. Niente di emozionante. Ma temo che sia un problema mio. A certe brutture, ahimé, non si dovrebbe mai fare il callo.
A fine proiezione in effetti c’era un silenzio surreale in sala. Sicuramente molti saranno rimasti sconcertati da quello che hanno visto sul grande schermo. Per fortuna che il mio vicino di sedia mi ha fatto ridere sonoramente. Basta poco a spezzare un’atmosfera lugubre. Anche a costo di sembrare irrispettosi e insensibili.
Voto complessivo: 7.
Nota: questo film ha vinto il Golden Globe 2009 per il miglior film straniero.

La scheda di Wikipedia Italia, di Cinematografo.it e di MyMovies.it.


14
dic 08

Nessuna verità

Nessuna verità
(Body of Lies)

di Ridley Scott (Usa, 2008)
con Leonardo Di Caprio, Russel Crowe,
Mark Strong, Carice van Houten, Oscar Isaac,
Vince Colosimo, Ali Khalil, Ali Suliman,
Michael Gaston, Jamil Khour

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Io lo so: non devo andare al cinema a vedere questi film perché poi non mi piacciono. Lo so ancor prima di entrare in sala. Eppure è andata così. Ci sono stato, al cinema, a vedere questa pellicola per tre semplici motivi: 1. perché me l’hanno chiesto due miei cari amici; 2. perché volevo mettere la testa fuori di casa; 3. perché non avevo niente di meglio da fare.
Ad ogni modo “Nessuna verità” è un film di guerra – in un certo senso. Quella guerra fatta più di spionaggio e controspionaggio, più che di soldati veri e propri. Difatti i due protagonisti sono due agenti della CIA. L’uno, grasso, bolso, cinico, più anziano, che dirige il tutto comodamente da casa, grazie ad un condotto auditivo perpetuamente occupato dall’auricolare di un telefono cellulare. L’altro, più giovane ed atletico che conosce l’arabo ed agisce sul campo – a tutto campo – su tutta l’aria mediorientare.
Avete presente “Traffic” di Steven Soderbergh e “Syriana” di Stephen Gaghan? Beh peggio, molto peggio. Quelli erano due filmoni. Questo è un filmicchio. Molto spesso banale, anzi scontato. Pieno di ovvietà e luoghi comuni. Alla fine il quadretto si completa anche con una presunta morale di stampo iper-qualunquista: “Nessuno è innocente!”. Ma bene, grazie. Bravi! Laviamocene le mani. Buttiamo pure tutto dentro lo stesso calderone. Mi raccomando: che nessuno dica che questo sia un film antipatriottico, o un film filo-mussulmano. Mai sia! Ma nessuno dica, anche, che questo sia un film pro-amministrazione Bush. No! Maledetta ignavia!
Una bella fine ‘a tarallucci e vino’ è quello che ci vuole propinare Ridley Scott. Ed è un vero peccato perché un tempo questo regista ci ha offerto buon cinema – basterebbe citare solo “Thelma & Louise” e “Blade Runner”. Ma anche il più recente “Il genio della truffa (The Matchstick Men)” non era mica male. Anzi: a me è piaciuto molto.
Russel Crowe ha trovato la sua giusta, anzi perfetta dimensione. Bello grasso come è diventato riempie lo schermo. Quei capelli brizzolati gli donano – magari continua anche a piacere alle donne, che ne sai! Comunque sia il personaggio da cinico burocrate dello spionaggio americano gli calza bene addosso.
Leonardo Di Caprio invece con il pizzetto e la barbetta fa semplicemente ridere. Oh, questo qua ha praticmente 30 anni e sembra ancora uno sbarbatello – è proprio il caso di dirlo! Arriverà a 80 anni e sarà ancora capace di reggere un ruolo come adolescente difficile con grande credibilità. in questo film lo vediamo interpretare la super spia, giovane ma già in grado di essere a capo dello spionaggio americano su tutta l’area calda medioorientale. Mah!
Probabilmente è il caso di dire che tra i due litiganti il terzo gode. Difatti il migliore attore di questa pellicola è – a mio avviso – Mark Strong, qui nei panni del capo dei servizi segreti della Giordania. Un bell’uomo tra i 40 e i 50, alto, slanciato, disitinto nel vestire e pieno di eleganza. Parla poco ma chiaro. Si fa capire benissimo, quando vuole qualcosa la ottiene. Minaccia ed elargisce, fa il bello ed il cattivo tempo di chi incontra sulla sua strada. Incrociare il suo sguardo può essere questione di vita o di morte. E’ l’unico che in tutto il film riesce a tener testa al più alto in grado tra gli strafottenti agenti dei servizi americani.
Giudizio complessivo: mediocre. Se proprio volete andare al cinema, sceglietevi un altro film.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.