Posts Tagged: Grazia


11
nov 09

5 racconti in 5 giorni sul Grazia Blog

dv

Da oggi sono ospite del Grazia Blog. Blogger ospite. Lì funziona così: più o meno ogni settimana invitano alcune persone a dire la propria opinione sugli argomenti più disparati. Ho detto “persone”, avrei potuto dire “blogger” ma va bene anche “gente”, eh. Meglio restare sul generico. Che di preciso blogger non si è mai saputo cosa significhi.
Vi spiego come è andata nel mio caso. Qualche settimana fa, diverse settimane fa, il 31 agosto, Gaia Giordani (la titolare del fu Copiascolla) mi scrive un’email con l’intestazione “amico smeerch, vuoi essere ospite del graziablog?” Io accetto subito, praticamente al volo. Che queste cose mi fanno sempre piacere.
Gaia mi scrive che da poco è “approdata al timone del blog di Grazia”. Mi sembra una bella cosa. Adesso posso vantarmi di conoscere le tre persone che si sono succedute nella carica di direttore (responsabile editoriale?) del Grazia Blog in questi anni.
Nell’aprile 2007 Bambolescente mi invitò già una prima volta a essere ospite del blog da lei diretto. Allora scrissi 5 pezzi cazzoni sul sesso fatto in posti strani.

- I luoghi dell’amore (1) Il letto: la tradizione
- I luoghi dell’amore (2) La vasca da bagno: il ritorno
- I luoghi dell’amore (3) L’ascensore: la trasgressione
- I luoghi dell’amore (4) L’automobile: il passaggio obbligato
- I luoghi dell’amore (5) Il mare: scelta personale

Poi venne l’era Succo. Un simpatico direttore anche lui, che ebbi modo di conoscere proprio durante un paio di aperitivi organizzati dal Grazia Blog. Simpatico sì, anche se non mi ha mai invitato a scrivere sul blog durante “la sua reggenza”. Ma anche questo è giusto: non è che puoi invitare sempre le stesse firme a scrivere, dai.

Ma torniamo all’oggi. Dopo aver accettato l’invito di Gaia, è passato un po’ di tempo. Stavo quasi per dimenticarmene quando una domenica sera, durante un noioso concerto di musica elettronica in una super villa fighetta, ho iniziato a fantasticare su quanto possa essere divertente per un Panda avere il manto verde fluo anziché bianco e nero. In men che non si dica nella mia testa si è formato un primo racconto e così ho deciso subito di farlo diventare uno dei post deputati all’ospitata. Da lì a pensarne altri il passo è stato brevissimo. In un paio di notti, diciamo, il più era fatto. Due racconti buoni, forse 3, erano già scritti. Nei giorni seguenti ho riletto un po’, ho sistemato qualcosa, ho preso degli appunti su alcune idee. Poi ho rischiato di dimenticarmene ancora una volta.
La scrittura è ripresa in treno, durante il viaggio verso Riva del Garda per prendere parte alla BlogFest (2 ottobre). Ho preso una specie di taccuino simil-Moleskine e ci ho riversato sopra i miei pensieri. Non lo faccio praticamente mai. Non scrivo mai con carta e penna. Eppure l’ho fatto. A me stesso sembrava strano che stessi usando quel modo per fermare un pensiero, un’idea creativa. Qualche giorno dopo ho messo tutto su di un foglio Word, ho scritto anche il quinto racconto e ho riletto tutto.
A metà ottobre, il 17, i contatti con Gaia sono ripresi. Ci siamo messi d’accordo su questioni tecniche. Pochi giorni dopo mi ha dato conferma che sarei stato ospite sul blog durante questa settimana e abbiamo verificato che il mio account sulla piattaforma fosse funzionante. Cose così. Il bello doveva ancora venire.
Nel frattempo, durante questi scambi d’email, le ho parlato dell’idea che avevo in testa: sfruttare lo spazio concessomi per pubblicare 5 racconti a tema zoofilo. Favolette di animali, una roba alla Esopo, insomma. Lo dico con il doveroso rispetto e la giusta umiltà. Lo so che è un accostamento un filino azzardato.

Lei è stata subito contentissima quando ha saputo che protagonisti dei racconti erano un panda verde fluo, un ghepardo lento, una “cormìca” trasgressiva, una gazza superstiziosa e un canguro storpio.
Insomma le mando i pezzi. Mi dice che li legge e che mi fa sapere. Passano alcuni giorni. Inizio a credere che non le siano piaciuti e che, essendo alquanto amici, non sappia come dirmi di scrivere altro o di farmi da parte per il momento.
Invece no. Ieri pomeriggio improvvisamente arriva su Gtalk e mi dice una cosa del tipo: “Sul magazine Grazia (di carta) in edicola da oggi c’è un piccolo trafiletto che parla di te come ospite settimanale del blog. Domani iniziamo a pubblicare sul blog i tuoi racconti. In abbinamento ai post ci saranno delle illustrazioni di Daniela Volpari

. Vi giuro: non me l’aspettavo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Mi ha anche mostrato l’anteprima di tre bellissime illustrazioni. Non capita tutti i giorni una cosa così. Inoltre mi sento un privilegiato: non tutti gli ospiti del Grazia Blog hanno avuto l’onore di una illustrazione creata ad hoc per le proprie parole. Aggiungeteci poi i complimenti festosi della stessa direttrice e provate ad immaginare come ci si possa sentire. Cosa volere di più?
Ci credete se vi dico che sono al settimo cielo?

Qui il post che introduce i miei 5 giorni da ospite.

I cinque Racconti:
1. “Un canguro zoppo non è testardo”
2. “Cormiche oggi, cormiche sempre”
3. “Il verde del panda Paolo non è fluo”
4. “Gherardo Lento, ghepardo spento”
5. “Cietta e l’uccello del malaugurio”

Illustrazione: Daniela Volpari per Grazia Blog.


12
ott 09

Grazie a Facci per aver citato la Burrata di Andria

«Ci sono due che quasi si odiano, non si parlano, ma finiscono rabbiosamente a letto quando capita, come animali. Non è amore? Ci sono altri due che viaggiano insieme, crescono dei figli, innaffiano insieme le piante, entrambi si sono iscritti a un corso di canto, fanno canoa, guardano film di Werner Herzog, adorano la burrata di Andria ma non scopano più da anni. Il loro non è amore? E che cosa sono due vecchi che stanno insieme da tutta la vita, a parere di due ragazzini? Sono due amici? è un amore manchevole? Ve la sentite di dirlo? La retrocessione del sesso ad attività ludica o collaterale è sempre più vicina»

[Filippo Facci - Grazia N.35 - 31/08/2009 - pag. 112]


6
feb 09

Grazia femminista

Grazia tester

Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life movie full

«For every birth, a career dies. In Italy, 52% of women are forced to quit their job after giving birth to a child. But the chance of reconciling maternity and career is an essential requirement of civility that the State must commit to guarantee. Because women deserve a Country where being mothers means opportunity, not renunciation. Grazia».

Scrivo questo post per fare i complimenti al magazine Grazia (alla direttrice Vera Montanari, alla redazione e allo staff tutto) e alla Mondadori per aver pensato e realizzato questa campagna pubblicitaria, dal chiaro stampo di ‘utilità sociale’.
In un paese come l’Italia iniziative come questa non possono e non devono essere date per scontate. Ahimé.
Una sola domanda: se è stata fatta da un magazine italiano per l’Italia perché è stata scelta la lingua inglese per veicolare il messaggio?
Nota: il direttore artistico di questa campagna è Vicky Gitto (DDB Italy).

Fonte: I Believe in Advertising

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