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Posts Tagged ‘giornale’

Grazie a Facci per aver citato la Burrata di Andria

ottobre 12th, 2009

«Ci sono due che quasi si odiano, non si parlano, ma finiscono rabbiosamente a letto quando capita, come animali. Non è amore? Ci sono altri due che viaggiano insieme, crescono dei figli, innaffiano insieme le piante, entrambi si sono iscritti a un corso di canto, fanno canoa, guardano film di Werner Herzog, adorano la burrata di Andria ma non scopano più da anni. Il loro non è amore? E che cosa sono due vecchi che stanno insieme da tutta la vita, a parere di due ragazzini? Sono due amici? è un amore manchevole? Ve la sentite di dirlo? La retrocessione del sesso ad attività ludica o collaterale è sempre più vicina»

[Filippo Facci - Grazia N.35 - 31/08/2009 - pag. 112]

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Grazia femminista

febbraio 6th, 2009

Grazia tester

Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life movie full

«For every birth, a career dies. In Italy, 52% of women are forced to quit their job after giving birth to a child. But the chance of reconciling maternity and career is an essential requirement of civility that the State must commit to guarantee. Because women deserve a Country where being mothers means opportunity, not renunciation. Grazia».

Scrivo questo post per fare i complimenti al magazine Grazia (alla direttrice Vera Montanari, alla redazione e allo staff tutto) e alla Mondadori per aver pensato e realizzato questa campagna pubblicitaria, dal chiaro stampo di ‘utilità sociale’.
In un paese come l’Italia iniziative come questa non possono e non devono essere date per scontate. Ahimé.
Una sola domanda: se è stata fatta da un magazine italiano per l’Italia perché è stata scelta la lingua inglese per veicolare il messaggio?
Nota: il direttore artistico di questa campagna è Vicky Gitto (DDB Italy).

Fonte: I Believe in Advertising

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Ma non chiamatemi direttore

febbraio 4th, 2009

ITNews (logo)

Dal 1° Febbraio 2009 ho ripreso a scrivere articoli per ITNews.it, un magazine online che si occupa di ‘Information and Communication Technology’ – da cui il nome. A dire il vero ne sono diventato anche direttore responsabile – ITNews.it è infatti una testata registrata presso il Tribunale di Roma.
Che qualcuno me la mandi buona.

Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life rip

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Chiamami aquila

gennaio 27th, 2009

Continental Divide

Chiamami aquila
(Continental Divide)

di Michael Apted (USA, 1981)
con John Belushi, Blair Brown,
Carlin Glynn, Tony Ganios, Allen Garfield,
Everett Smith, Val Avery, Bill Henderson

Commedia sentimentale vecchia maniera, con finale sdolcinato ma abbastanza originale – che peraltro ha lo spoiler nel titolo.
Souchak, un famoso e stimato giornalista di Chicago rischia la vita perché svela tutti i retroscena illegali di un consigliere affarista. Dopo essere stato picchiato da due scagnozzi del consigliere, il suo direttore lo manda in montagna per due settimane ad intervistare Nell, una quarantenne che abita sola ed isolata in una baita per occuparsi dello studio di aquile calve. I primi tempi tra i due saranno solo scaramucce e discussioni ma alla lunga tra il birdwatching, il freddo impervio e la dura vita di montagna, sboccerà l’amore. Il momento della separazione sarà tragico: Souchack tornerà in città, completamente innamorato, quasi intontito, con la testa perennemente tra le nuvole. Almeno finché non scoprirà la morte del suo informatore e riprenderà ad indagare sul consigliere corrotto al fine di smascherarlo come mandante dell’omicidio. In seguito Nell passerà in città per una conferenza sulle Aquile, i due amanti si ritroveranno e riprenderanno ad amarsi. Il problema della distanza rimane: lei vive la sua vita nei boschi, lui è troppo legato al suo lavoro da cronista e alla città di Chicago. L’unica soluzione che riusciranno a trovare sarà sposarsi e continuare a vivere ognuno nel luogo che sente più consono.
Di Belushi non devo essere io a dire che è stato un genio della comicità. A volte basta un’espressione, uno sguardo o una mezza risata per scanetenare sello spettatore la più sincera delle risate.
Lei, Blair Brown, la co-protagonista femminile è un’attrice a me sconosciuta. Brava. Se la cava. Non eccelle ma ci mette del suo. Dimostra di saper fare il suo mestiere. Perché è sparita dalle scene non è dato saperlo. Forse perché non rientrava nella categoria delle bellone/sex symbol?
Molto simpatico anche il personaggio del direttore del giornale, interpretato da Allen Garfield, che di fronte alle difficoltà ripete continuamente la frase “Ho un giornale da mandare avanti, io!”.
Nota: Steven Spielberg produce per la Amblin Entertainment.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

West Side Story hd

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Impressioni (negative) sul magazine Netbook

gennaio 13th, 2009

Netbook (Post Press)

Il giorno che è uscito in edicola il primo numero di Netbook ho girato 4 edicole a Roma, senza trovarne una copia.
Solo quando sono tornato nel mio paese natìo (Andria – Ba), dopo aver girato altre due edicole, sono riuscito ad acquistarne una copia.
Questo magazine credo sia un bimestrale. Il primo numero, infatti, in copertina reca la scritta “Anno 1 – Numero 1 dicembre/gennaio 2009″.
Pubblicato dalla Top Press, consta di 82 pagine. Il direttore responsabile è tale Massimo Morandi.
Il giornale in questione si occupa principalmente di Netbook (da cui il nome), ossia di quei mini portatili che montano un monitor tra i 7” e 10” ed il cui costo oscilla sostanzialmente tra i 200 e i 500 Euro. Un segmento di mercato che potremmo definire pressoché nuovo, dal momento che è stato creato mesi, quando la Asus ha lanciato il primo modello della linea EEE.
Nelle ultime pagine del giornale di utile e pratico ho trovato le schede comparative. Ben 10 pagine di tabelle che mettono a paragone molto chiaramente i prezzi e le caratteristiche salienti di ogni modello in vendita in Italia. Nelle prime pagine si trovano articoli lunghi di un paio di pagine dedicati agli stessi computer. Solo che sono in forma più estesa.
In “Netbook” la pubblicità non è molta però sono presenti diversi redazionali. La cosa è alquanto palese. Ad esempio, l’ultimissima pagina, ossia la cosiddetta quarta di copertina, è appannaggio dei software della Kaspersky. A pagina 48 si trova un sospetto articolo a firma Luca Figini proprio su di un software Kaspersky per la sicurezza dei pc. Stessa cosa per il software “Dragon” della Nuance: pubblicità a pagina 19 e redazionale a pagina 50.
Siccome è brutto fare sempre e solo i ‘criticoni’, mi permetto di segnalare anche alcune cose buone che ho trovato in questa pubblicazione. Mi riferisco, ad esempio, all’articolo su come installare Windows Xp sui netbook venduti una distribuzione di Linux in dotazione (pag. 59). Si tratta di un vero e proprio tutorial per dummies – o quasi – che spiega passo passo come fare per sostituire il sistema operativo.
Interessante anche il pezzo su come lanciare un sistema operativo direttamente da una memory card (pag. 60).
Buona anche la prova di Windows 7 – in vero anticipo sui tempi – effettuata su di un Asus EEE PC s101 (vedi pag. 30); anche in questo caso però siamo n presenza di un redazionale. La pubblicità dello stesso modello di computer è presente in bella vista a pagina 2 (controcopertina lucida).
Valutazione sufficientemente buona anche la breve scheda a pagina 24 che illustra e paragona le tariffe dati UMTS/HSDPA offerte dagli operatori italiani di telefonia mobile.
Il giudizio complessivo che posso esprimere su “Netbook” è davvero molto basso. Anche la qualità degli articoli è molto bassa. Non parlo di contenuti, piuttosto del tono e del livello di approfondimento. Giusto per fare un esempio: l’articolo a pagina 68 sulla “donna in carriera” mi sembra pieno di luoghi comuni ed anche abbastanza offensivo nei confronti dell’universo femminile.
Non credo per giunta che questo giornale sia utile a chi sa come reperire informazioni sui Netbook direttamente dalla Rete. Voglio dire: con Internet si arriva prima e si approfondisce di più. Per non parlare del continuo aggiornamento. Come ho già detto altrove, in questo settore ormai l’editoria tradizionale ha fatto il suo tempo.
Il costo del giornale è di 3 Euro. Il primo numero viene venduto in ‘offerta lancio’ ad un prezzo di 2,90 Euro. A me sembra una presa in giro.
Comunque sia non credo che in futuro acquisterò nuovamente questa pubblicazione.

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Thanks, no Wired for me

gennaio 7th, 2009

Siccome sono già abbonato a “GQ Italia”, il servizio abbonamenti della “Edizioni Condé Nast” ha pensato di mandarmi una lettera per invitarmi a sottoscrivere anche l’abbonamento al nuovo mensile “Wired Italia”.
Non me ne voglia il direttore Riccardo Luna – che pure ho incontrato di persona durante la famosa festa sul bus – ma credo che declinerò l’offerta. Decisamente non sono uno che acquista a scatola chiusa. Voglio provare prima di acquistare, nonostante ammetto che l’offerta di 24 numeri a soli 19 Euro possa essere molto allettante.
Ripeto: voglio leggere qualche numero prima di procedere con un abbonamento. Abbonamento che, per quanto economico possa essere, risulta sempre un bell’impegno – anche dal punto di vista del tempo dedicato alla lettura.
Inoltre ho già un pregiudizio tutto mio, riguardante i contenuti che verranno diffusi e veicolati attraverso questo magazine. Di notizie sul mondo Internet e hi-tech in generale ne è piena la Rete. Si può essere informati su tutto e in pochissimo tempo. A mio avviso, dunque, l’editoria cartacea, almeno in questo settore, ha davvero fatto il suo tempo. L’obiettivo di Luna e dei suoi di realizzare «un magazine che affronta i grandi temi del futuro ed anche un mensile che sa offrire le coordinate giuste per scegliere i nuovi prodotti hi-tech [...]» è una bella sfida, che merita di essere seguita. Ma non sarò della partita. Mi spiace. Per il momento mi limiterò ad osservare dall’esterno, come spettatore-non-contributore.

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Italianismi

novembre 26th, 2008

La frase «Non molto tempo orsono scrissi un editoriale per sostenere che…» è decisamente sbagliata. L’ho letta stamattina sulla pagina 2 di un quotidiano di tipo ‘free press’ distribuito nella Capitale. Si tratta dell’incipit dell’editoriale scritto dall’esimio direttore del giornale stesso.
A mio modesto parere – non sono uno studioso di lingua italiana – credo che l’avverbio “orsono” vada associato a termini plurali indicanti il tempo, ossia si può utilizzare in espressioni come: “Alcuni anni orsono”, “Molti mesi orsono”, “Diversi giorni orsono” oppure “tre ore orsono”, ecc. Non credo sia corretto associarlo al vocabolo “tempo”. In pratica, sebbene sembri in tutto e per tutto un sinonimo dell’avverbio “fa”, ha una specie di obbligo ad accompagnarsi solo a forme plurali.
Correggetemi se sono in errore.

Update: credo di aver fatto – forse – una figura peggiore di quella del suddetto direttore. Mi fanno notare che il vocabolo “orsono” non esiste. Ossia la forma correttà dell’espressione è formata da due parole distinte e staccate: “or sono”. Ringrazio. Evito di correggere: lascio il refuso così com’è, a futura memoria dell’errore grossolano che ho compiuto.

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Satisfactions left by copyleft

ottobre 30th, 2008

Con questo post vorrei ringraziare il Dipartimento di Matematica “Federigo Enriques” dell’Università di Milano che mi ha fatto recapitare una copia del magazine “X la tangente” – il numero dell’11 Settembre 2008 per la precisione. O meglio i ringraziamenti vanno a Giovanna Dimitolo di “Matematita”, il Centro di Ricerca Interuniversitario per la Comunicazione e l’Apprendimento Informale della Matematica.
Il motivo è presto detto: qualche settimana fa le ho concesso l’utilizzo di due mie foto a titolo completamente gratuito. I due scatti – che potete vedere cliccando qui e qui – sono andati a corredo dell’articolo “La freccia del tempo” di Alberto Abbondandololo che tratta di come l’equazione di Newton sia invariante per inversione temporale.

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