Posts Tagged: frutta


18
feb 10

Le storie di frutta di Mulino Bianco. Ancora frullati (parte 5)

Storie di frutta

Questo pare che sia il momento dei frullati di frutta. Molte aziende si stanno buttando in questo business, anche la Barilla adesso. Ma sarà così redditizio?
Sabato scorso ho comprato al supermarket Tigre un flacone di “Storie di frutta”, il nuovo frullato della Mulino Bianco. Cos’ha di diverso rispetto agli altri? Poco, direi. Anche in questo caso: 100% frutta, niente conservanti, niente coloranti, né zuccheri aggiunti. A differenza degli altri, però, questo non viene conservato nel banco frigo, poiché è stato pasterizzato, dunque ha una scadenza molto lunga. Io l’ho trovato sullo scaffale accanto ai succhi di frutta.
La bottiglietta (in plastica rigidissima coperta da un foglio di plastica rosa) contiene 200 ml di prodotto e costa 1,79 Euro. Dunque, facendo due conti, sarebbero esattamente 8,95 euro al litro.
Come primo assaggio ho preso il gusto denominato “Pesca, Uva e albicocca” che contiene: metà pesca, 2 spicchi di mela, 3/4 di banana, 31 acini di uva bianca, 1/4 di albicocca e una spruzzata di lime e acerola. Mi stupisce la dicitura “una spruzzata di” e poi non so cosa sia l’acerola. E poi: che razza di lista ingredienti sarebbe questa? Non ho mai visto indicare le proporzioni in questo modo su di un prodotto.
Se si gira la confezione, però, ci troviamo scritto: “Frutta frullata e frutta spremuta (ottenuta con succhi da concentrato e puree). Purea di pesca 29%, succo d’uva bianca 27%, purea di mela, purea di banana, succo e purea d’albicocca 3%, succo di lime, succo di acerola”. Ah, allora ok.
Oltre a questo, credo che il prodotto venga venduto anche in altri 2 gusti. Almeno. Forse anche 3. Non ricordo.

Come al solito sulla bottiglia è indicato il saggio consiglio della nonna “agitare bene prima dell’uso” ma anche “Pet 1 – Bottiglia plastica – Raccolta plastica”. Ottima scelta quella di indicare all’utente il modo di riciclare la confezione. Bravi. Si tratta ovviamente di un accorgimento eco-sostenibile che mi auspico venga presto adottato per la maggior parte dei prodotti confezionati.
Questioni organolettiche. Com’è? Buono. Come tutti gli altri. Me l’aspettavo più dolce, invece si beve con gusto, senza che la bocca dopo rimanga troppo impastata. Lo ricomprerei? Boh, non so. Costa un bel po’, decisamente troppo per della frutta frullata. Eppure questo tipo di prodotti su di me hanno esattamente l’effetto che sperano gli addetti marketing. Io in un supermercato comprerei tutto. Non faccio testo.

Qui trovate anche la mia opionione sui frullati Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì e Santal (Parmalat).


29
giu 09

Il quarto post sui frullati

Santal Smoothie

Forse avrò parlato un po’ troppo di frullati questo mese, dunque sarò breve.
So che anche la Parmalat ha messo in commercio una linea di frullati; si chiamano “Santal Smoothie”. Non vorrei sbagliare ma credo che in America “Smoothie” sia un po’ il nome comune per il frullato di frutta.
Ho assaggiato anche questi, in entrambi i gusti. Mi pare che la linea preveda solo 2 gusti: “Pesca e lampone” e “Tropicali”.  Dall’illustrazione si capisce facilmente che quest’ultimo gusto comprende cocco, banana e ananas.

Anche in questo caso siamo in presenza di frullato di pura frutta frullata. Non ho la bottiglietta sotto mano per cui non so dirvi se contiene zuccheri aggiunti o se ci sono coloranti/conservanti.
Di che sanno? Di frutta, ovviamente. Sono buoni, forse solo un po’ più dolci dei loro concorrenti e senza dubbio molto più densi.
Li vendono nei bar, per cui credo che sia molto più semplice reperirli.
Non saprei dirvi nemmeno quanto costa la singola bottiglietta – magari mi informo e poi aggiorno questo post.

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Sul sito Parmalat.it di questa linea di prodotti ancora non v’è traccia.

I primi tre post sui frullati li trovate qui: Chiquita, Valfrutta e Dimmidisì.


10
giu 09

Freschi frullati industriali (terzo episodio)

Frullati Dimmidisì

Lunedì sera, mentre facevo la spesa al GS di via Casilina, ho scoperto nel banco frigo un nuovo frullato, di un’altra marca. Ovviamente ho comprato anche questo. 1,99 Euro alla cassa.
Si tratta del “Dimmidisì Frullato Fresco”. Mix di frutta frullata e spremuta.
Anche in questo caso la bottiglietta in plastica da 250ml – il che significa circa 8 Euro al litro – contiene solo frutta frullata. Niente conservanti, niente coloranti, niente aromi, zero zuccheri aggiunti. Persino l’acqua non è stata aggiunta a quella naturalmente presente nella frutta. “Contenuto di frutta 100%”: questo è quello dichiarato sull’etichetta. Si bullano persino che il frullato non contiente concentrati. Non vedo comunque cosa ci sarebbe di male.
Ho assaggiato il gusto tropicale: forse il frutto della passione sovrastava un po’ i gusti degli altri frutti presenti ma devo dire che non era malaccio. Forse il meno dolce dei tre frullati che ho provato, comunque valido. Passabile. Buono, dai!
Ingredienti: frutti tropicali 45% (mango, ananas, banana, maracuja, lime) mela, uva, arancia bionda, limone. Nello specifico l’etichetta dice: «In questa bottiglia di DimmidiSì Tropicale ci sono: 1/4 di mango, 1 fetta d’ananas, 3 fette di banana, 1/2 spicchio di lime, 4 spicchi di mela, 14 acini d’uva, 3 spicchi di arancia, 1 spicchio di maracuja e una spruzzatina di limone».
Se volessi fare un paragone, puoi leggere le mie opinioni sul Frullato Chiquita e sul Frullato Valfrutta – precedentemente assaggiati.
Lone Rider trailer
Dimmidisì è una linea di prodotti de La Linea Verde Società Agricola S.p.A. sita in Manerbio (Bs).

Questo è il minisito ufficiale dedicato al prodotto.


30
mag 09

Ma come fanno i frullati Chiquita?

Frullato Chiquita (cocco-mango)

The Wrestler move Oggi sono stato all’Auchan. Nel banco frigo ho trovato i nuovi frullati della Chiquita. Ne ho comprato un flacone: 250 ml, gusto cocco-mango, 1,99 Euro.
L’ho bevuto alla fermata del bus, mente aspettavo con le buste della spesa poggiate tra i piedi. Sapete che vi dico? Mi è piaciuto.
Ho letto l’etichetta ed ho scoperto una cosa strabiliante: zero coloranti, zero conservanti, zero zuccheri, frutta al 100%. Difatti nel logo impresso sulla bottiglia c’è scritto: «Chiquita – Just Fruit in a Bottle. Nothuing Else Added».
Certo nel gusto cocco-mango c’è anche la banana. Credo serva come addensate. Ma chi se ne frega. E poi per la Chiquita la banana è un po’ come il core business. O sbaglio?
Non so se lo riacquisterò: il prodotto è molto goloso ma 1,99 a boccetta – ossia circa 8 Euro al litro – mi sembra davvero esagerato come prezzo. Almeno per le mie tasche.
Tra gli ingredienti, a parte il latte di cocco, la purea di mango e la purea di banana ci sono anche la spremuta di mela, il succo di uva bianca e il succo di limone.
Il flacone l’ho comprato oggi (sabato 30 Maggio 2009). Sulla confezione c’è scritto da consumarsi preferibilmente entro il 17 Giugno 2009. Ok ma: come fa un frullato a conservarsi per circa 20 giorni senza l’ausilio di conservanti chimici? Basterà l’acido citrico (contenuto nel succo di limone) ad evitare l’ossidamento della bevanda a base di frutta?
Sul sito affermano che i loro frullati siano ‘lievemente pastorizzati.

Disclaimer: dalla Chiquita non ho ricevuto alcun prodotto in prova gratuita, né denaro. Non sono nemmeno stato invitato alla serata di presentazione dell’evento, il Party 10 e lode, che si è tenuto lo scorso 15 Maggio presso la Villa Necchi Campiglio di Milano. :)