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Come si mangia da Vittorio er trasteverino?

gennaio 2nd, 2010

Non male, direi. Io ho preso un bel piatto di tonnarelli castagne e guanciale davvero delizioso – il dolce della castagna morbida sbriciolata si abbinava perfettamente alla croccantezza un po’ salata del guanciale – più un fiore di zucca fritto pastellato come antipasto. Delizioso anche questo. Dentro ci ho trovato un po’ di mozzarella (né tanta, né poca). Non me l’aspettavo ma un fidato commensale mi ha detto che ci sta: la ricetta ufficiale del fiore di zucca fritto prevede la mozzarella. Roba da leccarsi i baffi. Deliziosa anche la tagliata di manzo: cotta molto bene – anche se al sangue – e tenerissima.
Il locale è molto piccolo. Potrà contenere al massimo 60 coperti. Dall’arredamento sembra una di quelle tipiche osterie romane… e infatti lo è. Per evitare frambusto e confusione, davanti all’ingresso un ragazzo trentenne prende le ordinazioni e si occupa di sistemare i clienti al tavolo giusto, di segnalare il tempo d’attesa, ecc. Lo fa anche in giornate di freddo e anche sotto la pioggia. Stoico.
Il servizio è abbastanza rapido, la cameriera e paziente e molto gentile, ben disposta cioè a prendere anche delle comande ingarbugliatissime in cui alcune pizze vanno servite come primi, altre come seconde, alcune porzioni vanno divise in due, ecc. Roba che per l’incasimento io avrei urlato, ribaltando il tavolo e mandando tutti a quel paese.
I prezzi delle portate sono molto accessibili. Decisamente bassi per una zona super turistica come Trastevere.
Vi riassumo la mia esperienza:
Sette coperti (a costo zero, ovviamente)
Tre fiori di zucca fritti in pastella,
Una porzione di crocchette di patate,
Un fritto misto (antipasto)
Tre primi (un piatto di gnocchi al pomodoro, uno di tonnarelli castagne e guanciale e uno di ravioloni alla crema di parmigiano e radicchio),
Due pizze (una margherita e una funghi e salsiccia)
Due tagliate di manzo,
Una bistecca di manzo,
Una porzione di tiramisù,
Sei caffè,
Quattro litri di acqua minerale.
Totale: 121 Euro.

Ristorante “Da Vittorio” – via di San Cosimato 14/A
(nei pressi di Piazza San Callisto), Trastevere – Roma.

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La sbobba del cane

novembre 23rd, 2009

La sbobba del cane

Ieri a pranzo ho cucinato “la sbobba del cane”, anche nota come “il pappone” (vedi foto). Non si tratta di cucina per canidi, è solo un modo autoironico di definire una ricetta che mi sono inventato, una roba così facile da cucinare che spiegarla è persino imbarazzante. Il nome deriva dall’aspetto poco invitante. Si tratta di un secondo di carne, una specie di composto deforme di carne e verdure grigliate.

Ingredienti per due persone.
200 grammi di carne suina macinata
mezza confezione di verdure grigliate surgelate
un goccio di aceto balsamico
una foglia sbriciolata di salvia secca
uno spicchio d’aglio
sale e pepe quanto basta

Preparazione.
Versate un filo di olio d’oliva extra vergine sul fondo della padella e fate indorare lo spicchio d’aglio predentemente mondato della parte esteriore. Nel momento in cui l’olio caldo inizia a farlo sfrigolare, togliere l’aglio e versare la mezza confezione di verdure grigliate surgelate.
Nota 1: so benissimo che sarebbe meglio usare delle verdure fresche, piuttosto che quelle congelate, ma sappiate che io sono: 1) single impenitente, 2) pigro anche ai fornelli.
Lasciare friggere le verdure per un paio di minuti al massimo al solo fine di farle scongelare e farle leggermente dorare.
In seguito aggiungere il macinato di carne suina e lasciare cucinare per un minuto circa, in modo da che la carne assuma un colore più scuro. Usare un cucchiaio di legno per mescolare abbondantemente e per sminuzzare ulteriormente la carne.
Nota 2: la carne utilizzata può essere anche di manzo o equina. La ricetta sostanzialmente non cambia.
Nota 3: inizialmente la ricetta prevedeva degli straccetti di manzo. Col tempo (quasi inconsciamente) ho finito per usare sempre del macinato.

Versare quindi mezzo bicchiere d’acqua, salare a piacere, aggiungere un pizzico di pepe, la foglia sbriciolata di salvia e una spruzzata di aceto balsamico. Lasciare cuocere per altri 3/4 minuti, almeno finché l’acqua non sarà quasi completamente evaporata.
Servire in tavola la sbobbca calda ma non al punto di scottare lingua e labbra dei commensali.
Nota 4: al posto del pepe è possibile usare un piccolo peperoncino secco piccante. La scelta dipende ovviamente dai gusti di chi cucina e soprattutto di chi si godrà la pietanza.
Nota 5: se volete proprio esagerare, 30 secondi prima di spegnere il fornello potete aggiungere 4 o 5 tocchetti di formaggio. Oppure spolverare con del Grana Padano, una volta servito a tavola.

Costo: meno di 7 Euro.

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Biscotti d’enoteca

novembre 14th, 2009

Artisan Biscuits

L’altro giorno dovevo andare a cena da alcuni carissimi amici. Ero appena uscito dall’ufficio. Non volendo andarci a mani vuote, né volendo portare la solita bottiglia di vino, mi sono fermato in un’enoteca alla ricerca di un buon dolce (secco). Ho scoperto dei nuovi biscotti; si chiamano Artisan Biscuits. Sono inglesi. Li fanno a Ashbourne, nel Derbyshire. La scatola dice “baked by hand”, cioè fatti a mano (cotti a mano). Mah. Non so se c’è da fidarsi. Comunque sia, agli amici ho portato una scatola di “Elegant & English”,  gusto limone e zenzero (ginger and lemon).
Un paio di giorni dopo ci sono passato ed ho preso una confezione per me al gusto “vanilla and cream”. Beh, devo proprio dirvelo: sono buonissimi. Nel gusto ricordano tanto gli shortbread scozzesi. Solo che questi hanno forma ellittica e sono spessi la metà. Non per nulla sulla scatola c’è anche scritto “An infusion of two Elegant flavours in an English all-butter biscuit”
Una scatola da 150 g. (carina, vero?) costa 3,80 Euro. Ossia 25,30 Euro al Kilogrammo. Davvero troppo. Però è un piccolo vizio che ogni tanto ci si può concedere.
Se vi può interessare, l’enoteca si chiama “Vino & Company(DoppiaBi s.r.l.)” e si trova a Roma in via Madonna del riposo, 22.

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Tagliolini al nero di seppia prafali

settembre 17th, 2009

tagliolini ingredienti

Ieri sera mi sono inventato una ricetta. Avevo in frigo una busta di tagliolini al nero di seppia, scoperti sabato scorso durante una ricognizione al supermarket Tigre ma non sapevo come cucinarli. Mi sono guardato in giro, ho aperto la dispensa, ho rovistato meglio nel frigo. Ho trovato tutto il necessario (limone, frutta secca e prosciutto) per mettermi ai fornelli a cuicinare/sperimentare qualcosa di nuovo.

Ingredienti per 2 persone (anche 3, va’!)
Una busta di tagliolini al nero di seppia Giovanni Rana
un pezzo da 150 g di prosciutto arrostite alle erbe
80 g di fave a piccanti
un limone
sale grosso
pepe
olio extravergine d’oliva

Preparazione.
Ho messo a bollire l’acqua sul fuoco. Nel frattempo ho versato le fave in una piccola ciotola piena di acqua fresca. Questa operazione mi è servita a far sì che le fave perdessero la polvere di peperoncino che le rendeva estremamente piccanti. Ho preso una padella, l’ho cosparsa di olio e l’ho messa sul fornello a fuoco lento. Dopo una quindicina di secondi ho versato nella padella il prosciutto tagliato a dadini non molto grandi. Qualche istante dopo ho aggiunto anche le fave, ma non prima di averle scolate per bene e di averle asciugate con uno strofinaccio. Ho lasciato quindi sfrigolare questi due ingredienti per 3 minuti circa. Ho aggiunto un pizzico di pepe.
Quando l’acqua ha iniziato a bollire, nella pentola ho versato la pasta e, quasi contemporaneamente, un pugno di sale grosso. Ho lasciato cuocere per 4 minuti o poco più, girando di tanto in tanto. A questo punto ho spento il fuoco sotto la padella e sotto la pentola, ho versato la pasta nello scolapasta e poi l’ho rimessa nella pentola. Quindi ho mescolato il prosciutto e le fave rosolate con la pasta. Ho aggiunto il succo di un quarto di limone e ho continuato a mescolare bene per una decina di secondi, facendo attenzione a che la pasta non si attaccasse e non scuocesse. Attenzione a non rimettere la pentola sul fuoco. Per questa ricetta è preferibile non effettuare l’operazione di mescolamento mentre la pentola è sul fuoco, onde evitare che la pasta diventi troppo secca. Anzi, i veri cuochi – quelli che ne sanno a pacchi – in questi casi consigliano anche di versare sulla pasta un po’ di acqua di cottura, eventualmente avanzata.
Come penultima operazione ho messo la pasta nei piatti e ho servito in tavola. Il tocco finale è stato grattuggiare la buccia di un limone – opportunamente lavato – direttamente sulla pasta impiattata.

tagliolini nel piatto

Giudizio finale: non sarà una genialata o un capolavoro ma a me questo primo piatto è piaciuto. Lo so: a volte sono troppo indulgente con me stesso. Oh, comunque il coinquilino/commensale non si è lamentato.

Nota seria: nella ricetta le fave al forno possono tranquillamente essere sostituite con un altro tipo di frutta secca come mandorle, noci o anche nocciole. Arachidi meglio di no. Allo stesso modo, se non vi piace il prosciutto cotto aromatizzato alle erbe, potete sempre usare quello normale o il cosiddetto cotto di praga.
Nota cazzara: il termine “pràfali” sarebbe un neologismo da me coniato, un acronimo che starebbe per “PRosciutto Arrosto + FAve + LImone”. :)

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Ferrero Fresh Folies

agosto 30th, 2009

Ferrero Fresh Folies - mini Ferrero Rocher

Domenica scorsa, facendo la spesa presso il supermarket Tigre di viale Liegi, ho scoperto le Ferrero Fresh Folies. Incredibile, ormai sembra che io abbia un radar per le novità di casa Ferrero!
Di cosa si tratta? Di una nuova linea di prodotti dolciari da banco frigo, credo pensata specificatamente per l’estate. Al suo interno ci sono la versione mini e ‘fresca’ di diversi prodotti che la Ferrero già distribuisce durante l’inverno: i Mon Cheri, i Rocher, i Raffaello, gli Opera e i Pocket Espresso. (vedi questo post del Promotions-Blog). Questo almeno per il mercato estero. Per il mercato italiano la gamma comprende altri prodotti tra cui il Rondnoir e una specie di gianduiotto.
Come potete vedere dalla foto qui sopra, io ho comprato un paio di scatole di Ferrero Fresh Folies mini Ferrero Rocher. Il costo di ogni confezione (contenente sei pezzi) è di 1,49 Euro. Peso netto: 40 g.
Il cioccolatino è ottimo, ovviamente. Non c’è nemmeno bisogno che lo dica. La definizione esatta sarebbe: “Praline di cioccolato  al latte con nocciole e ripieno cremoso alla nocciola”. Ricorda tantissimo il sapore del Ferrero Rocher originale, anche se è più piccolo, c’è meno wafer all’interno e la granella che lo ricopre è molto più raffinata.
Come ho già detto, la confezione contiene 6 piccole praline adagiate in un blister argentato – praticamente un piccolo vassoio. Credo che tutto ciò sia stato ideato per permettere di servire il prodotto nella sua stessa confezione.
Il prodotto va conservato in frigorifero (+4 °C) e va consumato fresco. Non per nulla la confezione riporta un logo con la scritta “le ricette del fresco”.
Lo ricomprerei? Certamente! Anche oggi stesso – nonostante lo trovi un po’ costoso. Peccato che l’estate stia per finire. Forse dovrei farne una scorta. Speriamo che questa linea sia riuscita ad ottenere il successo che l’azienda sperava così che la prossima estate ce lo possiamo trovare nuovamente nei banchi frigo dei nostri supermarchet.

Nota: ho dato un’occhiata veloce al sito ufficiale Ferrero ma di questa linea di prodotti pare non esserci traccia.

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Il quarto post sui frullati

giugno 29th, 2009

Santal Smoothie

Forse avrò parlato un po’ troppo di frullati questo mese, dunque sarò breve.
So che anche la Parmalat ha messo in commercio una linea di frullati; si chiamano “Santal Smoothie”. Non vorrei sbagliare ma credo che in America “Smoothie” sia un po’ il nome comune per il frullato di frutta.
Ho assaggiato anche questi, in entrambi i gusti. Mi pare che la linea preveda solo 2 gusti: “Pesca e lampone” e “Tropicali”.  Dall’illustrazione si capisce facilmente che quest’ultimo gusto comprende cocco, banana e ananas.
Anche in questo caso siamo in presenza di frullato di pura frutta frullata. Non ho la bottiglietta sotto mano per cui non so dirvi se contiene zuccheri aggiunti o se ci sono coloranti/conservanti.
Di che sanno? Di frutta, ovviamente. Sono buoni, forse solo un po’ più dolci dei loro concorrenti e senza dubbio molto più densi.
Li vendono nei bar, per cui credo che sia molto più semplice reperirli.
Non saprei dirvi nemmeno quanto costa la singola bottiglietta – magari mi informo e poi aggiorno questo post.

Night Shift dvd

A Grand Day Out with Wallace and Gromit download

Sul sito Parmalat.it di questa linea di prodotti ancora non v’è traccia.

I primi tre post sui frullati li trovate qui: Chiquita, Valfrutta e Dimmidisì.

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Biscotto dolce alla lenticchia

giugno 25th, 2009

Raviolo di lenticchia

Non ci volevo credere quando l’ho visto ma esiste davvero. Si tratta di un biscotto dolce alle lenticchie. Nello specifico “Raviolo con Lenticchia di Castelluccio di Norcia”. Lo produce la NorciaPasticceria s.r.l. di Preci (Pg), usando il brand “Pasticceria 7 porte nursine”.
Ho trovato questo biscotto nella macchinetta degli snack che da poco tempo ci hanno installato in ufficio. La curiosità è stata troppo forte.
Non ho mai sentito di una ricetta per un dolce in cui si usavano le lenticchie. Ho dovuto comprarlo e provarlo. Il biscotto sembra un po’ un Grisbì casereccio al cacao. Costa 60 centesimi di Euro – unico pezzo da 36 grammi netti.
The Sure Thing hd
Mentre con i colleghi ridevamo per la bizzarra idea di fare un dolce alla lenticchia, per caso abbiamo letto anche l’incarto e scoperto che il prodotto contiene una lunghissima lista di ingredienti. Riporto fedelmente.
Farina di grano tenero 00, zucchero, margarina vegetale (grassi e oli vegetali parzialmente idrogenati, acqua, sale, emulsionante: E471, E322, conservanti: sorbato di potassio, acidificanti: acido lattico, coloranti, beta carotene E160a (ii) aromi), uova pastorizzate, farina di lenticchie, (10%), fecola di patate, pasta di mandorle, cacao, emulsionante lecitina di soia, miele, burro. CONFETTURA DI ALBICOCCHE (4%, sciroppo di glucosio fruttosio, purea di albicocche, zucchero, gelificante pectina, correttore di acidità, acido citrico, conservante sorbato di potassio) agenti lievitanti (pirofosfato disordico, bicarbonato di sodio, amido di frumento.), rum fantasia, aromi, sale. Il prodotto potrebbe contenere tracce di: frutta secca, latte.
E scusate se è poco.

Eraser on dvd

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Kinder Cioccolato Drink

giugno 6th, 2009

kinder_cioccolato_drink

Anche la Ferrero ha deciso di entrare nel mercato delle bevande a base di latte. Da pochissime settimane nei banchi frigo si può trovare appunto il “Kinder Cioccolato Drink”. Lo vedete qui sopra. Si tratta di una bevanda al gusto cioccolato. La dicitura sulla confezione dice testualmente “Specialità da bere al cioccolato finissimo al latte (3,5%) preparata con latte fresco pastorizzato”. La pastorizzazione è ovviamente di tipo UHT.
L’ho comprata questo pomeriggio e l’ho bevuta subito – ormai sapete quanto io sia goloso. L’ho trovata davvero deliziosa. Non molto diversa da bevande simili (vedi il “Drink Granarolo”). Un po’ più densa però del composto che otterremmo se mescolassimo da soli a casa il latte freddo con della polvere al cacao tipo Nesquik. Sa di cioccolato, ovviamente, ed è molto fresca. Credo che si tratti proprio di una novità da banco frigo che la Ferrero ha deciso di lanciare per questa stagione estiva.
Cabin Fever dvdrip
Ogni confezione comprende due piccoli brick da 100ml l’uno. Il costo si aggira intorno agli 1,70 Euro, che facendo due conti sarebbe 8,50 Euro al litro.
Lo consiglierei come merenda ai vostri bambini? Boh, non so. A me piace ma non mi fa proprio impazzire. DIciamo che è molto dolce e non disseta. Anzi, tutt’altro. Tra l’altro è molto costoso. Non so se lo comprerò ancora.
Tenete conto che io sono un fan ultrà della linea di prodotti Kinder e, più in generale, della Ferrero. Dunque prendete sempre con la dovuta cautela le mie parole – seppur sincere e prive di qualsiasi condizionamento da parte della suddetta azienda sita in Alba – Cuneo.

Beer for My Horses the movie

Nota: sul sito ufficiale Ferrero.it The Heaven Project dvd sembra non esserci ancora traccia di questo prodotto.

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