Posts Tagged: Ewan McGregor


8
mag 10

L'uomo nell'ombra

L’uomo nell’ombra
(The Ghost Writer)

di Roman Polanski

(Francia, 2010)
con Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall,
Tom Wilkinson, James Belushi, Olivia Williams, Timothy Hutton,
Jon Bernthal, Eli Wallach, Tim Preece, Anna Botting

Sarò breve. Forse un tempo Polanski era bravo nel dirigere i thriller. Oggi meno. A me “Frantic”, ad esempio, era piaciuto molto. Ma erano anche 22 anni fa.

“L’uomo nell’ombra”, invece, mi è piaciuto meno. Tant’è vero che mi sono anche addormentato. Ma forse quello è un problema mio, che ero stanco e ho sbagliato a scegliere lo spettacolo delle 22.30. Quando la pellicola finisce ti accorgi che l’ultimo ad aver capito come stavano davvero le cose è il protagonista. Sì perché chi guarda, lo spettatore, capisce subito che qualcosa non va, accumula subito tutti i sospetti verso un unico preciso personaggio, che poi si rivelerà in effetti il vero responsabile. Non aggiungo altro per non svelare il finale, anche se c’è poco da rimanere sorpresi.
“L’uomo nell’ombra” racconta la storia di un giovane e talentuoso scrittore di biografie che viene ingaggiato da un’importante casa editrice inglese per andare negli USA a completare un libro sull’ex primo ministro britannico, Adam Lang. Il tizio che ricopriva lo stesso incarico prima di lui, cioè quello che ha iniziato a scrivere il libro – il braccio destro del premier – è morto misteriosamente in mare, mentre si trovava su di un traghetto. Questo però non è l’unica zona d’ombra della storia perché, non appena lo scrittore arriva negli Stati Uniti, i media diffondono la voce dell’apertura di un inchiesta del Tribunale dell’Aia sul premier per aver acconsentito al rapimento e alla tortura di alcune persone sospettate di terrorismo. Ovviamente lo scrittore, suo malgrado, resterà invischiato nella vicenda, ma la sua curiosità e la sua coscienza lo obligheranno ad indagare, per fare chiarezza su quello che è successo realmente.
Ewan McGregor non si discute. Ha la faccia, i natali e l’età giusta per reggere un ruolo di questo tipo, peraltro da protagonista. Voto 8.
Pierce Brosnan dovrebbe pensare di darsi alla politica. Il Premier inglese, come figura, è proprio nelle sue corde. Ha charme da vendere. Persino nelle scene più concitate, quelle in cui il suo personaggio si adira, riesce a mantere un aplomb invidiabilissimo. Maestro d’eleganza. Uno dei miei attori preferiti. Voto 8.

Kim Cattrall – la Samantha della saga “Sex and the City” – qui riveste il ruolo della segretaria personale del premier. Sui due aleggia anche il sospetto di una relazione clandestina ma la storia non conferma, né smentisce. Non chiedetemi se io trovi questa donna affascinante. Non saprei proprio dirvelo. Non mi ha mai fatto perdere la testa ma non è un cesso, ecco. Di certo in questo film perde molta della volgarità che invece le getta addosso il personaggio della serie tv.
Olivia Williams – qui nel ruolo della perfida moglie del premier – ha solo 42 anni. Dico: 42. Roba da non crederci. Sarà forse il personaggio che interpreta, sarà il trucco austero, ma le davo almeno 10 anni in più. Comunque sia recita dignitosamente. Voto 7 e mezzo.

Buona performance anche per Tom Wilkinson, che qui ricopre il ruolo di un vecchio collega di college del premier.
James Belushi fa solo una comparsata nel ruolo di presidente della casa editrice inglese. Di primo acchitto, vedendolo completamente pelato, quasi non lo si riconosce.
Per Timothy Hutton solo un paio di brevi scene da comprimario. Quasi comparsa.
Voto per la pellicola: 6.

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La scheda di , quella di e quella di .


7
apr 10

Colpo di fulmine – Il mago della truffa

Colpo di fulmine – Il mago della truffa
(I Love You Phillip Morris)

di Glenn Ficarra e John Requa (Usa, Francia, 2009)
con Jim Carrey, Ewan McGregor,
David Jensen, Rodrigo Santoro, Leslie Mann,
Ted Alderman, Nicholas Alexander, Beth Burvant,
Hugo Palacios, James McDaniel, Brennan Brown

Questa è una commedia che però non mi ha fatto poi ridere così tanto. Anzi, quasi per niente.
Il film tratta di due temi: omosessualità e frode. Gay e truffe. Busoni e raggiri. Usate pure i termini che volete.

Mi hanno detto che però, dal trailer tutto ciò non si capiva. O meglio il distributore italiano ha volutamente spostato tutto il baricentro del discorso su Jim Carrey e sulla sua simpatia, cercando di vendere il film come una delle (solite) commedie alla Jim Carrey.
Ho saputo dell’esistenza di questa commedia dai cartelloni per strada e leggendo l’ultimo Friday Prejudice di Kekkoz (ormai il mio critico cinematografico di riferimento) in cui si afferma anche che una scena di sesso omo potrebbe anche essere stata censurata. Non so che dirvi. Potrebbe essere, non mi meraviglierebbe, ma non ci giurerei. In effetti una scena di sesso orale simulato c’è ma ci potrebbe essere stato dell’altro che noi spettatori italiani non abbiamo visto. Boh. Bisognerebbe confrontare il tutto con la versione originale.
Ad ogni modo “Colpo di fulmine” non è un granché. Il protagonista, tale Steve Russell, è il tipico americano medio: un uomo come tanti. Di mestiere fa il poliziotto ma nasconde un segreto. Ha un tarlo in testa: il suo unico pensiero è scoprire chi sia la sua vera madre – quella naturale – che l’ha abbandonato subito dopo il parto. Pare che abbia indossato una divisa solo per questo motivo. Una volta scoperto questo mistero, sentendosi rifiutato da una genitrice degenere, abbandona il posto in cui vive e si sposta con la sua famiglia in un altra città per cambiare aria, lavoro e abitudini.
Il suo stile di vita però muterà radicalmente solo quando, scampato ad un incidente mortale, deciderà di fare “coming out”, dichiarare al mondo la propria omosessualità e iniziare a spassarsela. A questo punti, però, il suo unico problema sarà procacciarsi tanto denaro, dal momento che si accorge che la vita dell’omosessuale è eccessivamente dispendiosa. Proprio per questo motivo il nostro diventerà un truffatore esperto ed incallito. Le cose comunque non gli andranno sempre per il verso giusto. Nel giro di pochissimo tempo, infatti, si fa scovare dalle forze dell’ordine che lo arrestano e lo sbattono in prigione per diversi mesi. Proprio dietro le sbarre, però, incontrerà l’amore della sua vita: Philip Morris, un giovinetto rossiccio, indifeso e decisamente ingenuo, che si metterà sotto la sua ala protettiva. I due si ameranno come due piccioncini finché non saranno divisi da una decisione del direttore del carcere. Steve si fingerà avvocato e riuscirà a tirare fuori dal carcere anche il suo compagno ma tra i due l’incantesimo finirà per dissolversi nel momento in cui Philip si accorge che Russell mente su tutto.
Il grande dilemma che vive Steve sta proprio in questo: amare Phillip a tal punto da voler che non gli manchi nulla ma, allo stesso tempo, essere quasi costretto a truffare per far sì che entrambi possano mantere questo altissimo tenore di vita.

Premessa: Jim Carrey non è il mio attore preferito ma mi sta abbastanza simpatico. Che sia una maschera lo diamo per assodato. Qui recita abbastanza bene ma direi che “Colpo di Fulmine” non è decisamente una delle sue pellicole migliori. Qui lo troviamo magrissimo e con una pettinatura imbarazzante. Mi chiedo perché. Saranno forse esigenze di copione? Me lo ricordavo molto più grasso di come appare qui.

Ewan McGregor è forse sprecato per questo ruolo. è sempre in secondo piano; il suo è quasi un ruolo da comprimario. Non è il protagonista assoluto della scena, come invece meriterebbe. Non temo di essere smentito se affermo che in questo film ha anche recitato meglio di Carrey.
Leslie Mann è una biondina caruccia, perfetta per il ruolo della moglie svampita e ultra-cattolica.

Morale della favola: secondo me non bastano un po’ di gag e le smorfie di Jim Carrey a trasformare la storia di truffatore incallito in una bella commedia.
Voto globale: 6. Gli do la sufficienza solo perché ho visto della gente in sala divertirsi sul serio e una persona (addirittura) commuoversi per una scena toccante.
Nota 1: il titolo orginale della pellicola “I Love You Phillip Morris” si riferisce proprio alla liaison tra i due protagonisti.

Nota 2: il film pare che sia tratto da una storia vera, pubblicata su un libro del giornalista Steve McVicker.
Nota 3: Luc Besson qui figura nel ruolo di produttore esecutivo. Leggi: ci ha messo i soldi.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
nov 09

L'uomo che fissa le capre

L'uomo che fissa le capre

L’uomo che fissa le capre
(The Men Who Stare at Goats)

di Grant Heslov (Usa, 2009)
con George Clooney, Ewan McGregor,
Jeff Bridges, Kevin Spacey, Stephen Lang,
Robert Patrick, Waleed Zuaiter, Stephen Root,
Nick Offerman, Glenn Morshower, Tim Griffin, Rebecca Mader

Questo film non mi ha convinto poi tanto. Sì, certo, il cast è spettacolare ma la trama dov’è? La storia mi appare parecchio vacua, di poco valore. Spesso sembra che il racconto vada avanti per inerzia, senza che sotto ci sia un’idea solida, quasi come se fosse stato definito un punto di partenza ma lo sceneggiatore (o meglio chi ha scritto la storia) non abbia bene chiaro in testa dove voglia andare a parare.
Le due cose buone del film sono: la cialtroneria degli attori principali, il loro gigioneggiare in ruoli al limite dell’assurdo, sempre con quelle buffe espressioni sulla faccia, e l’idea di un corpo segretissimo di militari speciali dediti a sviluppare tecniche che fanno uso del cervello come strumento offensivo. Tra l’altro questi due aspetti in un certo senso coincidono, anzi in parte si accavallano: il primo è diretta causa del secondo. Eppure non funziona, non si può pretendere che questa buffa idea di raccontare le gesta di alcune spie fuori di testa sia così forte da reggere per tutti i 90 minuti del film. Insomma qualcos’altro intorno bisognava pur crearlo. E invece niente. Finisce la pellicola e ti rimane questa sensazione di vuoto, di incompletezza. Mah! Ammetto di essere rimasto alquanto deluso.
George Clooney è fuori discussione. Ci sta tutto nella parte che si è auto-assegnato (Clooney è anche uno dei produttori di questa pellicola). Come dire: guardarlo fare l’agente segreto in missione convintissimo dei suoi superpoteri mentali/paranormali è davvero molto spassoso.
A Jeff Bridges hanno assegnato un altro ruolo stralunato: qui fa la parte di un ufficiale che riesce a creare un corpo intriso di filosofia hippie all’interno dell’esercito americano. Gli hanno detto “facci ancora Lebowski” e lui ha eseguito. Niente di più semplice. Pare che la parte dello sconclusionato gli riesca meglio di qualunque altra.
Ewan McGregor è bravissimo ma sprecato per questo ruolo. Peccato. Potevano prendere un altro giovinastro a fare la parte del giornalista che, mollato dalla giovane moglie, si mette in testa di fare l’eroe andando al fronte come inviato di guerra. L’avrebbero pagato anche molto meno. Il suo ruolo sarebbe quello del protagonista, della voce narrante, in teoria. In pratica gli altri personaggi gli rubano la scena, poiché hanno storie di gran lunga più interessanti.
A Kevin Spacey hanno assegnato il ruolo dello stronzo, del guastafeste che rosica per i successi altrui. Un cattivo il cui profilo, però, non è stato approfondito più di tanto. Dunque occasione sprecata: di certo avrebbe potuto regalare allo spettatore grosse perle.
Ottima performance anche per Stephen Lang: riesce a rendere il suo Generale Hopgood estremamente buffo.
Voto: 6. Questa commedia si merita la sufficienza in quanto riesce a strappare qualche sorriso ma lo sceneggiatore e il regista potevano impegnarsi maggiormente.
Nota: non avendolo letto, non mi esprimo sul romanzo da cui il film è tratto: “Capre di Guerra” di Jon Ronson (edizioni Arcana).

Qui trovate il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e di MyMovies.it.