Posts Tagged: domande


12
mag 11

Ho intervistato Kiave

Oh, pian piano sto intervistando tutti i membri della crew Blue Nox. Ieri ho chiamato al telefono (leggi Skype) Mirko Kiave e gli ho posto 13 domande. Un’intervista in esclusiva, rilasciata a RadioNation in occasione dell’uscita del nuovo E.P. “Fuori Da Ogni Spazio Ed Ogni Tempo”" che ha realizzato con il suo amico e compare di sempre Macro Marco. La trovate qui.


8
dic 10

Ho intervistato i Dulevànd

Sì, insomma: ho fatto un bel po’ di domande a Savino (Lasorsa) sulla sua band e le ho pubblicate sul blog RadioNation.it.

È vero che Dulevànd significa “del levante”? Come mai questa scelta?
È vero, significa “del levante” ed è dialetto barese. Dovevamo scegliere un nome per partecipare al nostro primo concerto. Eravamo concentrati su termini complicati, stranieri, dal gusto esotico. Ma nessuno ci convinceva. Lanciai allora un po’ per scherzo la mia proposta, “dulevànd”, ed il suono di quella parola piacque a tutti, anche se nessuno ne comprese il significato. Ti lascio immaginare le facce quando scoprirono che dietro quello che sembrava un francesismo dal sapore snob c’era un termine dialettale che usano a Bari vecchia e nell’hinterland quando si danno appuntamento alla famosa Fiera di settembre. Diciamo che è un’omaggio alla mia terra, la Puglia, il levante d’Italia.

Leggi qui l’intervista completa.


15
mag 09

Ammè mi piasce questo gusto di gelato

Come potete vedere in questa clip, ho prestato a titolo gratuito la mia faccia per una piccola video-inchiesta Danny the Dog dvd che Mik (Made in Kitchen)

ha realizzato nella redazione in cui lavoro. Ci hanno chiesto quale fosse il nostro gusto di gelato preferito.


26
mar 09

Il mio test alla cieca al ParmaWorkCamp

Sabato scorso (21 Marzo) sono stato al ParmaWorkCamp. Per conto della società con cui collaboro (TheBlogTv) ho realizzato delle brevissime interviste ai blogger che hanno partecipato all’evento. Una specie di ‘blind test’ con una sola domanda: cos’è il cosiddetto Crowdsourcing?
Il risultato potete vederlo nel video qui sopra.

Due riflessioni sull’evento. I miei complimenti più sinceri alla Fran, l’ideatrice/promotrice, che ha avuto il coraggio di sobbarcarsi tutto il peso dell’organizzazione, insieme al buon Davide Tarasconi. Nelle settimane precedenti, gli abbonati al loro stream su FriendFeed hanno potuto seguire passo passo tutto l’ostico iter che ha portato a questo. E perciò sanno quanto non sia stato semplice.

Putroppo io in città sono arrivato solo nella tarda mattinata di sabato – anche a causa di un mega ritardo di 120 minuti di un treno in transito per Bologna – altrimenti avrei potuto seguire più interventi. Mi sono perso anche l’incontro pre-barcamp di venerdì pomeriggio – ma questo diciamo pure che è stata una mia scelta.
Tra le altre cose ho passato gran parte del tempo a realizzare interviste, per cui ho prestato poca attenzione alla sostanza del camp.
Comunque sia, da quel poco che ho visto e sentito, posso dire che la cosa è riuscita molto bene. Sicuramente da rifare l’anno prossimo. Anzi, invito pubblicamennte la suddetta organizzatrice a darsi da fare, a mettere in piedi una società di organizzazione eventi, dal momento che le riesce benissimo.
Cosa posso dire degli interventi? Alcuni erano un po’ troppo egocentrici. In taluni casi si tendeva a mettere se stessi al centro del discorso. Non è male in valore assoluto ma credo che andrebbe fatto un po’ meno e con cognizione di causa.
Se dovessi citare gli speech più interessanti di certo sceglierei quello di Gianluca “minimarketing” Diegoli intitolato “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?”, quello di Sara Maternini “Quando anche il tuo capo è online” e quello di Vanz e Auro “Astenersi perditempo”. Simpatia anche per le esperienze riportate da Luca Sartoni e Ikaro (Daniele Di Gregorio).
Poi vi risparmio tutta la storia su quanto il meglio dei barcamp stia nelle relazioni umane piuttosto che negli interventi/presentazioni vere e proprie, perché questo lo do per scontato, ormai, l’ho detto già in passato e più o meno siamo tutti d’accordo a riguardo.
Ci sono decine di blogger che mi ha fatto piacere incontrare (molti per la prima volta di persona) e che qui vorrei salutare ma farne un elenco sarebbe troppo lungo e – al solito – rischierei di dimenticare qualcuno.
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Mi si permetta infine di ringraziare pubblicamente, attraverso questo post, tutte quelle persone che si sono offerte di rilasciare un’intervista alla cieca davanti alla videocamera da me governata. Perché sempre di persone si tratta, prima ancora che di blogger. Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Se volete qualche altro interessante reportage dall’evento leggetevi pure i post di Alessandro (Blog a progetto), Marileda Maggi

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e della stessa Fran.