Posts Tagged: Dino Risi


4
dic 11

La marcia su Roma

La marcia su Roma

di Dino Risi (Italia, 1962)
con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi,
Angela Luce, Roger Hanin, Mario Brega,
Gérard Landry, Antonio Cannas, Nino Di Napoli,
Daniele Vargas, Edda Ferronao, Carlo Kechler, Liù Bosisio

Una delle commedie più belle della storia del cinema italiano.
Due ex commilitoni che hanno servito la Patria insieme durante la Prima Guerra Mondiale, due cialtroni senza arte né parte che non hanno nulla da perdere, si infervorano per le teorie del movimento Fascista e seguono alcune camice nere alla volta di Roma per realizzare la tristemente nota “Marcia su Roma”. Durante il lungo tragitto, però, si renderanno conto di quanto siano falsi i valori propugnati ufficialmente dal movimento, di quando opportunisti siano i dirigenti e di come sia orribile sporcarsi le mani con la violenza, l’unico sistema che le squadracce usano per ottenere potere e consenso.
Gassman e Tognazzi sono al massimo della forma. L’uno interpreta il ruolo dello sfontato e opportunista, l’altro è il sempliciotto di campagna che sogna di poter avere un giorno un pezzo di terra da coltivare.
Roger Hanin è molto buffo nella parte del Capitano Paolinelli, un fascista con pizzetto scuro e folto che dà ordini con il tipico piglio da federale.
In questa pellicola troviamo anche un giovane Mario Brega nei panni di un rozzo e manesco squadrista.
Nota: il soggetto e la sceneggiatura sono di Age e Scarpelli, Ruggero Maccari, Sandro Continenza, Ghigo De Chiara ed Ettore Scola.
Film da guardare assolutamente. Voto: 9.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


22
mag 11

Straziami, ma di baci saziami

Straziami, ma di baci saziami

di Dino Risi (Italia, 1968)
con Nino Manfredi, Pamela Tiffin, Ugo Tognazzi,
Moira Orfei, Gigi Ballista, Pietro Tordi, Livio Lorenzon,
Checco Durante, Samson Burke, Edda Ferronao

Spettacolare commedia di Dino Risi con un Manfredi al massimo della forma.
Un giorno allo Stadio Olimpico di Roma, durante una manifestazione in cui sfilano delle rappresentanze di cittadine italiane in costume tradizionale, due giovani di provincia – tali Mario Balestrini e Marisa Di Giovanni – si incontrano e si piacciono subito. Lui è di Alatri (Fr), lei è marchigiana di Sacrofante. Per amore di Marisa, Mario si trasferisce nel piccolo paesino delle Marche e inizia a corteggiarla. Ostacolati dalla famiglia di lei, i due ragazzi tentano il suicidio ma si salvano per miracolo. La fortuna, comunque, sembra essere dalla loro parte: infatti il padre di lei – principale avversatore dell’amore tra i due ragazzi – muore improvvisamente. Ma ecco che, quando le cose sembrano a iniziare per il verso giusto, a solo un mese al loro matrimonio una malelingua (la locandiera vedova che ospita Mario in casa e che cerca di sedurlo) mette zizzania tra i promessi sposi, facendo credere a Mario che la sua ragazza abbia avuto dei rapporti con un altro paesano. Sentendo ormai compromessa la propria rispettabilità, Marisa si vede costretta a lasciare Sacrofante Marche alla volta di Roma – dove finirà a lavorare come stiratrice presso il sarto sordomuto Umberto Ciceri. Mario la segue nella Capitale ma, nonostante ce la metta tutta, non riuscirà a mettersi sulle tracce della sua amata. In poco tempo finirà sul lastrico, senza soldi e senza lavoro. Tenterà allora il suicidio ma sarà proprio quello l’avvenimento che gli porterà fortuna.
Pamela Tiffin è bellissima e dolcissima. Molto brava nel suo ruolo di semplice ragazza di provincia, soprattutto nelle scene in cui deve simulare timidezza o imbarazzo.
Ugo Tognazzi dà un’intrepretazione molto originale e buffa di un sarto sordomuto con atteggiamenti velatamente omossessuali.
Della bravura di Nino Manfredi abbiamo già detto. Aggiungo solo che quando interpretava il burino di provincia, il ragazzo del basso Lazio, riusciva a dare davvero il meglio di sè.
Gigi Ballista è il ricco ingegnere, una specie di figura alla “cummenda” ante litteram.
Pietro Tordi lo troviamo nei panni del frate – non so se lo ricordate ma ne “Il marchese del grillo” è quello che interpretava il cattolicissimo zio del protagonista.

La scheda di Cinematografo.it , quella di Film.tv.it e quella di MyMovies.it.


31
ago 10

Sono fotogenico

Sono fotogenico

Sono fotogenico

di Dino Risi (Italia, Francia, 1980)
con Renato Pozzetto, Edwige Fenech,
Aldo Maccione, Massimo Boldi, Julien Guiomar,
Gino Santercole, Roberta Lerici, Bruna Cealti,
Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Barbara Bouchet,
Attilio Dottesio, Margherita Horowitz, Luigi Di Sales

Commedia molto divertente con protagonista Renato Pozzetto.
Antonio Barozzi, un giovane sui trent’anni (quando ha girato questo film Pozzetto ne aveva già 40), lascia il suo paesino in provincia di Varese per trasferisi a Roma in cerca di fortuna. Dal momento che si crede fotogenico e ha una grandissima passione per il cinema, ambisce a diventare un attore di fama internazionale. Il suo sogno più grande – addirittura – è vincere un premio Oscar.
Sfortunatamente, però, le cose per lui vanno molto male: si riduce a vivere in una squallida pensione di quart’ordine, si presenta a decine di provini senza ottenere grossi successi, il fotografo che gli realizza il book lo insulta e lo demoralizza, il suo agente non fa che illuderlo e truffarlo, ecc. Insomma riuscirà a recitare solo in qualche tristissimo film con il ruolo di comparsa.
Anche dal punto di vista sentimentale le cose gli vanno tutt’altro che bene: durante le riprese di un film si innamora di Cinzia, una splendida ragazza – anch’ella comparsa – ma questa pare non corrisponde i suoi sentimenti; anzi intrattiene rapporti con diversi uomini, pur illudendo il nostro in un paio di occasioni.
Pensate a questa pellicola come a una versione “showbiz” de “Il ragazzo di campagna”. L’unica differenza è che qui il finale è molto più amaro. In un certo senso “Sono fotogenico” cerca di essere satira di costume, vuole sbeffeggiare un po’ il crudele mondo dei cinematografari romani, elogiare le persone semplici e pure di provincia ma finisce per tracciare un quadro triste e desolante di ambizioni distrutte e di laidi figuri.
Il film è costruito intorno a Pozzetto. Una delle scene più esilaranti è quella della seduta dal fotografo per la realizzazione del book in cui il protagonista mantiene un’unica espressione per tutto il tempo, nonostante gli venga chiesto di interpretare una serie di sentimenti completamente differenti.
Edwige Fenech è giovane e bella come sempre (in questo tipo di film). Ha la parte di Cinzia, l’attricetta dai facili costumi. Peccato sia doppiata da una tizia con un consistente accento romanesco. Certo la sua voce originale con marcato accento francese non sarebbe stata appropriata però mi preme ribadire che parte del suo imperituro fascino deriva anche dalla sua voce e da quel vezzo fonetico. La scena a seno nudo, ovviamente, non può mancare. Se vi mettete a cercate su Google Images con la chiave “Sono fotogenico” potrete capire cosa intendo.
Aldo Maccione interpreta l’avvocato scroccone e volgare che cerca in tutti i modi di truffare il protagonista.
Buffissimo Boldi nei panni del cognato del protagonista: lo vediamo molto magro, dotato di baffetti ridicoli e di capelli completamente impomatati.
A Julien Guiomar hanno dato il ruolo del vecchio attore che tutti chiamano “maestro”, un tizio lercio, situabile ai limiti della pederastia, che tiene lezioni di recitazione al fine di irretire giovani attori provetti.
Mario Monicelli, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman interpretano loro stessi ma lo fanno mettendo in scena solo il loro lato peggiore, dimostrandosi cioè cattivi, superbi, presuntuosi, insofferenti, maleducati, volgari, supponenti, ecc.
Roberta Lerici veste i panni di Marisa, la fidanzata racchia e provinciale che il protagonista aveva prima di lasciare il paisello.
Gino Santercole, invece, impersona il fidanzato storico di Cinzia, un tizio dai capelli rossi e ricci che ha la fama di essere uno picchiatore.
Il soggetto e la sceneggiatura del film sono di Massimo Franciosa, Dino Risi e Marco Risi.
Non lo credevo possibile ma, guardando questo film, ho riso sonoramente e di gusto tre o quattro volte.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


8
dic 08

I mostri

I mostri

di Dino Risi (Italia, 1963)
con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi,

Ricky Tognazzi, Franco Castellani, Lando Buzzanca,
Marisa Merlini, Michelle Mercier, Mario Brega

Cosa dire di questo film che non sia già stato detto? E’ praticamente un capolavoro della commedia all’italiana, un’opera che, tracciando un profilo sfaccettato dei vizi di quell’italietta del dopoguerra, riesce ad esprimere un cinismo davvero pungente.
Se volete saperne di più potete leggervi quello che scrissi a proposito di questa pellicola nel 2004. La mia opinione non è affatto cambiata.
Elenco degli episodi che compongono il film:
- L’educazione sentimentale
- La raccomandazione
- Il mostro
- Come un padre
- Presa dalla vita
- Il povero soldato
- Che vitaccia!
- La giornata dell’onorevole
- Latin Lovers
- Testimone volontario
- I due orfanelli
- L’agguato
- Il sacrificato
- Vernissage
- La musa
- Scenda l’oblio
- La strada è di tutti
- L’oppio dei popoli
- Il testamento di Francesco
- La nobile arte

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.